Prefettura Ufficio Territoriale del Governo di Siracusa
Al Presidente della Repubblica
Nel Comune di Francofonte (Siracusa), i cui organi elettivi sono
stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 28 e 29 maggio
2023, sono state riscontrate forme di ingerenza da parte della
criminalita' organizzata che compromettono la libera determinazione e
l'imparzialita' dell'amministrazione locale, nonche' il buon
andamento ed il funzionamento dei servizi con grave pregiudizio
dell'ordine e della sicurezza pubblica.
Gli esiti di un monitoraggio condotto sull'ente locale hanno
evidenziato possibili forme di condizionamento e di ingerenza da
parte di soggetti contigui alle locali consorterie mafiose nei
processi di formazione della volonta' degli organi elettivi e
amministrativi del Comune di Francofonte. Pertanto, il prefetto di
Siracusa, con decreto dell'11 agosto 2025, ha disposto l'accesso
ispettivo presso il suddetto ente locale per gli accertamenti di
rito, attivita' che e' stata poi prorogata per ulteriori tre mesi ai
sensi dell'art. 143, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000,
n. 267.
Al termine dei lavori, la commissione incaricata dell'accesso ha
depositato le proprie conclusioni, sulle cui risultanze il prefetto
di Siracusa, sentito in data 27 marzo 2026 il comitato provinciale
per l'ordine e la sicurezza pubblica, integrato con la partecipazione
del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa e
del procuratore capo della Repubblica della direzione distrettuale
antimafia presso il tribunale di Catania - consesso che ha condiviso
all'unanimita' le valutazioni e le conclusioni dell'organo ispettivo
- ha trasmesso l'allegata relazione, che costituisce parte integrante
della presente proposta, in cui si da' atto della sussistenza di
concreti, univoci e rilevanti elementi circa collegamenti diretti e
indiretti degli amministratori locali con la criminalita' organizzata
di tipo mafioso e su forme di condizionamento degli stessi,
riscontrando, pertanto, i presupposti per l'applicazione delle misure
di cui al citato art. 143 del decreto legislativo n. 267/2000.
Occorre precisare che con decreto del 23 dicembre 2025 il
presidente della Regione Siciliana ha disposto lo scioglimento del
consiglio comunale di Francofonte a seguito della mancata
approvazione della variazione del bilancio previsionale 2025/2027 a
norma dell'art. 175, comma 3, del decreto legislativo n. 267/2000, e
ha provveduto alla nomina di un commissario straordinario per
l'esercizio delle funzioni consiliari fino alla scadenza naturale
prevista per il suddetto organo.
Preliminarmente la relazione prefettizia pone in rilievo il
contesto territoriale nel quale e' inserito il Comune di Francofonte
che si caratterizza per la conclamata e radicata presenza di
associazioni per delinquere di tipo mafioso, in particolare di una
cosca criminale che, sebbene abbia recentemente subito gli effetti di
una operazione di polizia giudiziaria denominata Agora' che ha
portato all'arresto di gran parte degli associati, ancora controlla
il traffico del malaffare in quella parte della Provincia di
Siracusa.
Gli elementi emersi dagli esiti ispettivi conseguenti all'accesso
hanno evidenziato l'alta permeabilita' dell'istituzione locale da
parte del crimine organizzato, facilitata da una debole legalita' che
ha determinato, in un contesto fortemente segnato dalla presenza
della malavita organizzata, un vero e proprio condizionamento
ambientale che si e' tradotto in forme di deviazione dell'attivita'
amministrativa tali da compromettere il buon andamento e
l'imparzialita' dell'ente locale.
Innanzitutto viene all'evidenza che l'attuale amministrazione
comunale, eletta nel maggio 2023, e' sostanzialmente la continuazione
della gestione politico amministrativa della consiliatura 2018/2023;
di fatto, il sindaco attualmente in carica e' stato riconfermato al
suo secondo mandato, pertanto l'azione ispettiva si e' estesa agli
atti e alla documentazione formatasi dal maggio 2018 fino al febbraio
2026 quando e' cessato l'accesso presso il Comune di Francofonte.
Proprio riguardo alla figura del sindaco di Francofonte, anche in
considerazione delle diverse e significative vicende giudiziarie in
cui e' risultato coinvolto, il prefetto di Siracusa ha riferito della
«sua conclamata vicinanza a soggetti controindicati e ad appartenenti
alla criminalita' organizzata», in particolare ai membri di locali
famiglie mafiose, tanto che nei confronti di cinque ditte
riconducibili, direttamente o indirettamente, allo stesso
amministratore comunale sono state emesse interdittive antimafia
essendo stato riscontrato il pericolo di un loro condizionamento
mafioso. Peraltro, proprio il quadro delineato dalle indagini di
polizia e dalle valutazioni delle autorita' giudiziarie indaganti
riferite al contesto di cui sopra, che hanno riguardato in prima
persona lo stesso primo cittadino di Francofonte, ha reso plausibile
l'ipotesi della condizionabilita' dell'ente locale agli interessi
della criminalita' organizzata, inducendo il prefetto di Siracusa a
procedere ai sensi dell'art. 143 decreto legislativo 18 agosto 2000,
n. 267.
Le strette e personali relazioni intrattenute dal sindaco nonche'
le cointeressenze politiche ed economiche coltivate dallo stesso con
ambienti criminali sono emerse anche dall'analisi dei lavori
ispettivi dai quali, altresi', si evince anche l'appoggio elettorale
ricevuto da parte del suddetto contesto criminale, sin dalla campagna
elettorale del 2018, dall'allora candidato sindaco, elemento di
valutazione che trova riscontro nelle frequentazioni controindicate
tenute e coltivate dal primo cittadino di Francofonte che hanno
trovato conferma anche in sede di audizione della commissione di
indagine e che e' possibile evincere anche solo dalla lettura
dell'elenco dei sottoscrittori della relativa lista elettorale nel
quale trovano posto molti firmatari che evidenziano elementi di
interesse per precedenti penali o di polizia, parentele o affinita'
con pregiudicati nonche' frequentazioni e/o collegamenti diretti o
indiretti con la criminalita' organizzata.
Tali intensi rapporti hanno poi originato numerosi episodi di
mala gestio che hanno certamente contribuito al verificarsi di
accadimenti agevolativi e/o collusivi e di interferenze nella vita e
nelle attivita' comunali, influenzando direttamente le scelte
relative ad affidamenti di lavori e di servizi comunali oltre che nel
contrasto all'abusivismo edilizio.
A completare il quadro relativo alle frequentazioni, alle
cointeressenze o alle relazioni parentali controindicate, la
relazione prefettizia ha riferito che esse riguardano numerosi
amministratori comunali che hanno partecipato alla vita politica
dell'ente locale nel periodo di interesse, tra i quali anche il
vicesindaco e parte degli assessori o degli ex assessori comunali,
nonche' alcuni consiglieri comunali.
Le medesime criticita' vengono segnalate anche nei riguardi di
parte dell'apparato burocratico il quale, nel corso dell'accesso
ispettivo, ha dimostrato scarsa collaborazione con la commissione
d'indagine, appesantendo l'attivita' della commissione di accesso
alla quale sono stati consegnati documenti a volte illeggibili o
parziali e in altre circostanze «omettendo proprio di consegnarne».
I lavori della commissione d'indagine hanno fatto emergere un
modus operandi della gestione politico-amministrativa del Comune di
Francofonte caratterizzato dalla «(...) pianificata assenza di
adeguati sistemi di controllo sostanziale e di barriere concrete
contro i pericoli di corruzione e infiltrazione (...)», e cio' ha
indubbiamente favorito la permeabilita' dell'ente locale agli
interessi del locale contesto criminale.
Gli effetti di tale sistematica omissione di controlli
preventivi, soprattutto di quelli antimafia, si evince chiaramente
dalle procedure seguite negli affidamenti comunali riferiti alle
ultime due consiliature esaminati dall'organo ispettivo, procedure
dalle quali sono conseguite commesse comunali con l'elargizione di
ingentissime risorse pubbliche che spesso sono andate a beneficio
delle locali consorterie mafiose.
Gli accertamenti della commissione d'indagine hanno riguardato
affidamenti di lavori, servizi e forniture concesse a imprese
caratterizzate tutte (almeno quelle censite) da criticita' tali da
far presumere l'esistenza di una forte relazione dell'amministrazione
comunale «(...) con l'alveo della criminalita' organizzata locale
(...)».
Piu' in dettaglio, la relazione prefettizia ha riferito che a
favore di una ditta individuale riconducibile a uno dei citati gruppi
criminali e' stata liquidata dal Comune di Francofonte la somma
complessiva di euro 78.564,00 per lavori relativi agli anni 2018/2023
riguardanti il servizio funebre, la collocazione di arredi vari per
le festivita' natalizie, per noleggi sollevatori, ecc. A questo
riguardo, viene precisato che la prescritta richiesta in banca dati
nazionale antimafia (BDNA) e' stata inserita solo nell'aprile 2023,
quando la quasi totalita' degli affidamenti (operanti soprattutto tra
il 2018 e il 2022) erano gia' conclusi; peraltro, gli accertamenti
antimafia disposti dalla prefettura di Catania hanno determinato
l'emissione, in data 2 novembre 2023, di una misura interdittiva nei
confronti della cennata ditta.
Le medesime criticita' vengono segnalate anche per un'altra ditta
individuale riconducibile anch'essa allo stesso nucleo familiare
controindicato, impresa che ha riconvertito la propria attivita'
(originariamente orientata prevalentemente nell'ambito agricolo) allo
stesso esercizio imprenditoriale (onoranze funebri) cui era
indirizzata l'anzidetta ditta interdetta, con l'intento di poter
cosi' proseguire i rapporti economici con il Comune di Francofonte.
Anche nel caso in esame l'impresa ha percepito dal comune la somma di
oltre 29.000 euro per il servizio di taglio di alberi pericolanti e
altri lavori di manutenzione e di arredo urbano riferiti agli anni
2020 e 2021. A tal riguardo, viene, altresi', precisato che anche nei
confronti di tale ditta la prefettura di Catania, nel luglio 2025, ha
emesso un provvedimento prefettizio antimafia motivato sul fatto che
il contesto familiare e parentale, nonche' le cointeressenze e le
anomalie gestionali dell'impresa sono le stesse che hanno indotto
l'autorita' prefettizia ad emettere nei confronti della anzidetta
ditta individuale la stessa misura interdittiva; peraltro, risulta un
coinvolgimento della ditta in questione nell'operazione giudiziaria
Agora'.
I favoritismi di cui ha beneficiato il menzionato clan familiare
non sono limitati agli affidamenti pubblici ma sono visibili nella
condotta agevolativa e «rispettosa» tenuta dal Comune di Francofonte
rispetto al complesso di interessi economici della consorteria. La
relazione prefettizia ha riferito, infatti, di condotte omissive
dell'amministrazione comunale verso conclamate situazioni di
abusivismo edilizio di cui si sono resi protagonisti soggetti
appartenenti al predetto nucleo familiare; condotte che in un
contesto fortemente caratterizzato dalla presenza della criminalita'
organizzata si sostanziano in un chiaro messaggio alla cittadinanza e
rivolto a «(...) ossequiare pubblicamente la famiglia di notevole
caratura criminale (...)».
La relazione del prefetto di Siracusa fa riferimento, in
particolare, a due opere abusive di «plateale visibilita'» pubblica,
di cui una realizzata proprio nella piazza principale della cittadina
e consistente nell'occupazione arbitraria di suolo comunale sul quale
si e' esteso un manufatto di «apprezzabili dimensioni» utilizzato a
fini commerciali; tale struttura, originariamente precaria, che in
passato ha ottenuto l'autorizzazione comunale solo per l'anno 2011,
e' di fatto rimasta inalterata negli anni divenendo «stabile e
inamovibile». Peraltro, per tale occupazione di suolo pubblico non
risulta sia stata piu' corrisposta al comune la relativa imposta
comunale dal 2012, e cio' con l'«acquiescenza manifesta ed
ossequiante (...)» dell'amministrazione comunale «(...) a sancire
l'intoccabilita'» di quella famiglia.
L'altro abuso edilizio, i cui atti non sono stati forniti dagli
uffici comunali ma reperiti direttamente dalla commissione
d'indagine, e' stato tollerato per anni dal comune - il sopralluogo
che ha accertato l'abuso risale al 2010 - e riguarda un immobile la
cui proprieta' e' riferibile al gia' menzionato nucleo familiare sul
quale sono stati abusivamente realizzati quattro elevazioni fuori
terra e con l'appropriazione di suolo pubblico tramite la costruzione
di muri di contenimento e di scale esterne.
La relazione prefettizia ha segnalato anche altri affidamenti
pubblici, analogamente caratterizzati da omissioni nelle verifiche
preventive antimafia, concessi a favore di ditte riconducibili,
direttamente o indirettamente, a due soggetti controindicati legati
da stretti rapporti familiari, tra questi viene segnalata una
societa' cooperativa che ha effettuato lavori e servizi per conto del
Comune di Francofonte tra gli anni 2019 e il 2021, ottenendo come
corrispettivo la somma di circa 190.000 euro. Anche in questo caso il
controllo in banca dati nazionale antimafia e' stato effettuato
solamente il 10 marzo 2021.
Stesse criticita' vengono riferite riguardo all'assegnazione di
lavori e servizi comunali a ditte, anch'esse di fatto controllate dai
soggetti di cui sopra, verso le quali il Comune di Francofonte non ha
mai presentato richiesta di certificazione antimafia alla detta banca
dati nazionale. Cosi' anche per un'altra impresa a cui sono stati
concessi vari servizi comunali - tra cui l'organizzazione e la
gestione di manifestazioni pubbliche e la vigilanza sul mercato
settimanale - che, pero', non risulta essere censita nella banca dati
nazionale antimafia.
A cio' si aggiungono gli affidamenti della proloco assegnati
nella maggior parte dei casi alle predette consorterie familiari alle
quali sono state elargite rilevanti risorse pubbliche atteso che
l'ente tra gli anni 2021 e 2025 ha ottenuto dal Comune di Francofonte
fondi ammontanti complessivamente a oltre 1.300.000 euro.
La commissione di accesso ha dunque riscontrato la sistematica
inosservanza dei presidi antimafia da parte del Comune di Francofonte
e per conseguenza, la quasi totale assenza di barriere idonee a
contrastare le infiltrazioni mafiose nella gestione persino ordinaria
delle attivita' comunali.
Anomalie che risultano evidenti non solo dall'analisi documentale
riferita alle singole procedure di cui si e' fatto cenno innanzi, ma
anche dall'uso improprio della certificazione antimafia da richiedere
nel caso particolare, laddove si e' accertato infatti che e' stata
privilegiata la richiesta della comunicazione anziche'
dell'informazione antimafia (risultano richieste 55 comunicazioni e
solo 6 informazioni antimafia) anche in caso di affidamenti
concernenti settori a rischio di infiltrazione mafiosa per i quali
invece sono necessari controlli piu' approfonditi.
L'oggettiva carenza di verifiche preventive e' conseguenza anche
del fatto che dei 105 dipendenti comunali solo uno e' fornito delle
credenziali per accedere alla banca dati nazionale antimafia e
quell'unico operatore, come risulta dalle dichiarazioni rese in sede
di audizione innanzi alla commissione di accesso, ha effettuato solo
quattro o cinque richieste annue a fronte di un numero assai maggiore
di procedure per le quali le verifiche antimafia sono dovute e
necessarie. In sostanza le omissioni delle procedure di cui al
decreto legislativo n. 159/2011 sono state una costante nella
gestione ordinaria del Comune di Francofonte, trovando applicazione
solo dopo l'insediamento della commissione ispettiva.
Della quasi assenza di controlli preventivi antimafia «non
potevano non avvedersi i vertici dell'amministrazione comunale, che
e' certo che abbiano operato con assoluta arbitrarieta', ben lontani
dai confini di legalita' e verosimilmente proiettati a soprassedere
alle inadempienze per produrre opportuni favoritismi».
Nel contesto organizzativo e operativo sopra rappresentato si
aggiungono anche altre procedure di appalti di lavori e servizi,
taluni dei quali assegnati facendo ricorso alla somma urgenza - atti
dai quali non risulta sia stata depositata la perizia giustificativa,
prevista dall'art. 163, comma 4, decreto legislativo n. 50/2016, da
redigersi entro dieci giorni dall'ordine di esecuzione dei lavori, a
cura del RUP o da un tecnico dell'amministrazione - in favore di
imprese verso le quali si rilevano profili di interesse. Tra queste
e' stata evidenziata una ditta ove risulta abbiano lavorato soggetti
controindicati, destinataria da parte del Comune di Francofonte di
mandati di pagamento per complessivi 338.700,65 euro; anche per tale
impresa la relativa richiesta nella banca dati nazionale antimafia e'
avvenuta successivamente al primo affidamento.
Viene segnalato, altresi', il caso di una societa' che ha curato
negli anni 2019, 2021 e 2022 l'esecuzione di diversi lavori assegnati
in somma urgenza, oltre che l'intervento di messa in sicurezza di un
plesso scolastico e altri lavori di manutenzione, ricevendo
corrispettivi per oltre 320.000 euro senza che per la stessa sia
stata preventivamente richiesta la necessaria documentazione
antimafia. Analogamente e' avvenuto a favore di una associazione il
cui rappresentante ha forti elementi di contiguita' con i locali
ambienti criminali, che ha percepito nel tempo dal Comune di
Francofonte la considerevole somma di 483.073,48 euro quale
corrispettivo per la fornitura straordinaria, urgente e indifferibile
di acqua potabile all'acquedotto comunale; anche in questo caso non
risulta effettuato alcun controllo preventivo antimafia.
Stesse anomalie sono state rilevate in altre procedure di
appalto, come e' il caso di una ditta la quale risulta affidataria di
lavori pertinenti la viabilita' delle aree prospicienti il cimitero -
anche se non e' stato effettuato dal Comune di Francofonte alcun
inserimento in banca dati - e che e' stata oggetto di interdittiva
antimafia da parte della prefettura di Enna, risultando
l'amministratore unico fortemente controindicato ai sensi della
normativa antimafia, in quanto e' emerso da risultanze giudiziarie la
sua affiliazione a consorterie mafiose. Inoltre viene riferito di una
impresa attiva nel settore edile, la quale ha avuto nel suo direttivo
anche rappresentanti di rilievo dell'amministrazione comunale di
Francofonte, tra cui l'attuale sindaco di Francofonte (che ne e'
stato in passato amministratore unico), ditta mai censita nella banca
dati nazionale antimafia che, pero', ha in esecuzione con il Comune
di Francofonte un project financing per la costruzione e la gestione
dei loculi e delle cappelle cimiteriali.
Reiterate irregolarita' sono state rilevate nelle procedure per
l'appalto del servizio dei rifiuti urbani, che risulta essere stato
affidato nel periodo 2018/2025 - avvalendosi di numerose proroghe
tecniche - a svariate ditte, tra cui anche una societa' che
nell'agosto 2020 e' stata destinataria di interdittiva antimafia da
parte della prefettura di Palermo; la stessa societa' ha pero'
continuato a lavorare per conto del comune fino a quando il servizio
rifiuti e' stato assegnato ad altra impresa che, a sua volta, ha
potuto beneficiare nel corso degli anni di ben tredici proroghe di
servizi e lavori. A questo riguardo, viene sottolineato lo
stravolgimento operato dal Comune di Francofonte dell'istituto della
proroga tecnica di un pubblico appalto, essendo esso uno strumento di
carattere eccezionale e temporaneo, ammesso solo se previsto nel
bando e nei documenti di gara, per garantire la continuita' del
servizio nelle more della conclusione di una nuova gara d'appalto;
inoltre, viene precisato che tra il personale impiegato dalla ditta
affidataria del servizio rifiuti vi sono soggetti con pesanti
controindicazioni.
Tutti gli elementi sopra illustrati, in particolare le
irregolarita' procedurali, l'assenza o la grave carenza dei controlli
preventivi antimafia, la stretta frequentazione che lega il sindaco
di Francofonte agli ambienti malavitosi locali, nonche' il
generalizzato disordine amministrativo e una significativa ingerenza
degli organi politici, primo fra tutti del primo cittadino, nelle
attivita' di natura gestionale di competenza dell'apparato
burocratico, hanno dimostrato l'esistenza di un diffuso quadro di
illegalita' in diversi settori comunali che appare «funzionale» al
mantenimento di assetti predeterminati con soggetti organici o
contigui al locale ambiente malavitoso.
L'esame della relazione prefettizia e di quella della commissione
di indagine ha fatto emergere chiaramente la totale assenza di
legalita' dell'azione amministrativa e uno stato di precarieta' degli
uffici comunali, da cui conseguono le irregolarita' gestionali
menzionate e un preoccupante livello di compromissione
dell'amministrazione comunale nel suo complesso.
In particolare, i contenuti delle dette relazioni hanno
evidenziato la sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi
su collegamenti diretti o indiretti tra componenti
dell'amministrazione locale ed esponenti della criminalita'
organizzata di tipo mafioso.
Le circostanze, analiticamente esaminate e dettagliatamente
riferite dal prefetto di Siracusa, hanno posto in rilievo una serie
di condizionamenti dell'amministrazione comunale di Francofonte volti
a perseguire fini diversi da quelli istituzionali che hanno
determinato lo svilimento e la perdita di credibilita'
dell'istituzione locale, nonche' il pregiudizio degli interessi della
collettivita', rendendo necessario l'intervento dello Stato per
assicurare la riconduzione dell'ente alla legalita', come e' stato
evidenziato anche in sede di comitato provinciale dell'ordine e
sicurezza pubblica che, all'unanimita', ha condiviso le valutazioni e
le conclusioni dell'organo ispettivo.
Sebbene il consiglio comunale, per le ragioni sopra evidenziate,
e' gia' stato sciolto in data 23 dicembre 2025 dal presidente della
Regione Siciliana, in considerazione dei fatti suesposti si ritiene
necessaria la nomina della commissione straordinaria di cui all'art.
144 del decreto legislativo n. 267/2000, al fine di garantire il
completo affrancamento dell'ente locale dalle influenze della
criminalita'.
Rilevato che il provvedimento dissolutorio previsto dall'art. 143
del citato decreto legislativo, per le caratteristiche che lo
configurano, puo' intervenire finanche quando sia stato gia' disposto
provvedimento per altra causa, differenziandosene per funzioni ed
effetti, si propone l'adozione della misura di rigore nei confronti
del Comune di Francofonte (Siracusa) con conseguente affidamento
della gestione dell'ente locale ad una commissione straordinaria cui,
in virtu' dei successivi articoli 144 e 145, sono attribuite
specifiche competenze e metodologie di intervento finalizzate a
garantire, nel tempo, la rispondenza dell'azione amministrativa alle
esigenze della collettivita'.
In relazione alla presenza ed all'estensione dell'influenza
criminale, si rende necessario che la durata della gestione
commissariale sia determinata in diciotto mesi.
Roma, 9 giugno 2026
Il Ministro: Piantedosi