(Allegato)
              Prefettura Ufficio Territoriale del Governo di Siracusa 
 
                   Al Presidente della Repubblica 
 
    Nel Comune di Francofonte (Siracusa), i cui organi elettivi  sono
stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 28 e 29 maggio
2023, sono state  riscontrate  forme  di  ingerenza  da  parte  della
criminalita' organizzata che compromettono la libera determinazione e
l'imparzialita'  dell'amministrazione   locale,   nonche'   il   buon
andamento ed il  funzionamento  dei  servizi  con  grave  pregiudizio
dell'ordine e della sicurezza pubblica. 
    Gli esiti di un  monitoraggio  condotto  sull'ente  locale  hanno
evidenziato possibili forme di  condizionamento  e  di  ingerenza  da
parte di  soggetti  contigui  alle  locali  consorterie  mafiose  nei
processi  di  formazione  della  volonta'  degli  organi  elettivi  e
amministrativi del Comune di Francofonte. Pertanto,  il  prefetto  di
Siracusa, con decreto dell'11  agosto  2025,  ha  disposto  l'accesso
ispettivo presso il suddetto ente  locale  per  gli  accertamenti  di
rito, attivita' che e' stata poi prorogata per ulteriori tre mesi  ai
sensi dell'art. 143, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000,
n. 267. 
    Al termine dei lavori, la commissione incaricata dell'accesso  ha
depositato le proprie conclusioni, sulle cui risultanze  il  prefetto
di Siracusa, sentito in data 27 marzo 2026  il  comitato  provinciale
per l'ordine e la sicurezza pubblica, integrato con la partecipazione
del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale  di  Siracusa  e
del procuratore capo della Repubblica  della  direzione  distrettuale
antimafia presso il tribunale di Catania - consesso che ha  condiviso
all'unanimita' le valutazioni e le conclusioni dell'organo  ispettivo
- ha trasmesso l'allegata relazione, che costituisce parte integrante
della presente proposta, in cui si  da'  atto  della  sussistenza  di
concreti, univoci e rilevanti elementi circa collegamenti  diretti  e
indiretti degli amministratori locali con la criminalita' organizzata
di  tipo  mafioso  e  su  forme  di  condizionamento  degli   stessi,
riscontrando, pertanto, i presupposti per l'applicazione delle misure
di cui al citato art. 143 del decreto legislativo n. 267/2000. 
    Occorre precisare  che  con  decreto  del  23  dicembre  2025  il
presidente della Regione Siciliana ha disposto  lo  scioglimento  del
consiglio  comunale  di   Francofonte   a   seguito   della   mancata
approvazione della variazione del bilancio previsionale  2025/2027  a
norma dell'art. 175, comma 3, del decreto legislativo n. 267/2000,  e
ha  provveduto  alla  nomina  di  un  commissario  straordinario  per
l'esercizio delle funzioni consiliari  fino  alla  scadenza  naturale
prevista per il suddetto organo. 
    Preliminarmente la  relazione  prefettizia  pone  in  rilievo  il
contesto territoriale nel quale e' inserito il Comune di  Francofonte
che  si  caratterizza  per  la  conclamata  e  radicata  presenza  di
associazioni per delinquere di tipo mafioso, in  particolare  di  una
cosca criminale che, sebbene abbia recentemente subito gli effetti di
una operazione  di  polizia  giudiziaria  denominata  Agora'  che  ha
portato all'arresto di gran parte degli associati,  ancora  controlla
il  traffico  del  malaffare  in  quella  parte  della  Provincia  di
Siracusa. 
    Gli elementi emersi dagli esiti ispettivi conseguenti all'accesso
hanno evidenziato l'alta  permeabilita'  dell'istituzione  locale  da
parte del crimine organizzato, facilitata da una debole legalita' che
ha determinato, in un  contesto  fortemente  segnato  dalla  presenza
della  malavita  organizzata,  un  vero  e  proprio   condizionamento
ambientale che si e' tradotto in forme di  deviazione  dell'attivita'
amministrativa  tali   da   compromettere   il   buon   andamento   e
l'imparzialita' dell'ente locale. 
    Innanzitutto viene  all'evidenza  che  l'attuale  amministrazione
comunale, eletta nel maggio 2023, e' sostanzialmente la continuazione
della gestione politico amministrativa della consiliatura  2018/2023;
di fatto, il sindaco attualmente in carica e' stato  riconfermato  al
suo secondo mandato, pertanto l'azione ispettiva si  e'  estesa  agli
atti e alla documentazione formatasi dal maggio 2018 fino al febbraio
2026 quando e' cessato l'accesso presso il Comune di Francofonte. 
    Proprio riguardo alla figura del sindaco di Francofonte, anche in
considerazione delle diverse e significative vicende  giudiziarie  in
cui e' risultato coinvolto, il prefetto di Siracusa ha riferito della
«sua conclamata vicinanza a soggetti controindicati e ad appartenenti
alla criminalita' organizzata», in particolare ai  membri  di  locali
famiglie  mafiose,  tanto  che  nei   confronti   di   cinque   ditte
riconducibili,   direttamente   o   indirettamente,    allo    stesso
amministratore comunale  sono  state  emesse  interdittive  antimafia
essendo stato riscontrato il  pericolo  di  un  loro  condizionamento
mafioso. Peraltro, proprio il  quadro  delineato  dalle  indagini  di
polizia e dalle valutazioni  delle  autorita'  giudiziarie  indaganti
riferite al contesto di cui sopra,  che  hanno  riguardato  in  prima
persona lo stesso primo cittadino di Francofonte, ha reso  plausibile
l'ipotesi della condizionabilita'  dell'ente  locale  agli  interessi
della criminalita' organizzata, inducendo il prefetto di  Siracusa  a
procedere ai sensi dell'art. 143 decreto legislativo 18 agosto  2000,
n. 267. 
    Le strette e personali relazioni intrattenute dal sindaco nonche'
le cointeressenze politiche ed economiche coltivate dallo stesso  con
ambienti  criminali  sono  emerse  anche  dall'analisi   dei   lavori
ispettivi dai quali, altresi', si evince anche l'appoggio  elettorale
ricevuto da parte del suddetto contesto criminale, sin dalla campagna
elettorale del  2018,  dall'allora  candidato  sindaco,  elemento  di
valutazione che trova riscontro nelle  frequentazioni  controindicate
tenute e coltivate dal  primo  cittadino  di  Francofonte  che  hanno
trovato conferma anche in sede  di  audizione  della  commissione  di
indagine e  che  e'  possibile  evincere  anche  solo  dalla  lettura
dell'elenco dei sottoscrittori della relativa  lista  elettorale  nel
quale trovano posto  molti  firmatari  che  evidenziano  elementi  di
interesse per precedenti penali o di polizia, parentele  o  affinita'
con pregiudicati nonche' frequentazioni e/o  collegamenti  diretti  o
indiretti con la criminalita' organizzata. 
    Tali intensi rapporti hanno poi  originato  numerosi  episodi  di
mala gestio  che  hanno  certamente  contribuito  al  verificarsi  di
accadimenti agevolativi e/o collusivi e di interferenze nella vita  e
nelle  attivita'  comunali,  influenzando  direttamente   le   scelte
relative ad affidamenti di lavori e di servizi comunali oltre che nel
contrasto all'abusivismo edilizio. 
    A  completare  il  quadro  relativo  alle  frequentazioni,   alle
cointeressenze  o  alle  relazioni   parentali   controindicate,   la
relazione  prefettizia  ha  riferito  che  esse  riguardano  numerosi
amministratori comunali che  hanno  partecipato  alla  vita  politica
dell'ente locale nel periodo di  interesse,  tra  i  quali  anche  il
vicesindaco e parte degli assessori o degli  ex  assessori  comunali,
nonche' alcuni consiglieri comunali. 
    Le medesime criticita' vengono segnalate anche  nei  riguardi  di
parte dell'apparato burocratico  il  quale,  nel  corso  dell'accesso
ispettivo, ha dimostrato scarsa  collaborazione  con  la  commissione
d'indagine, appesantendo l'attivita'  della  commissione  di  accesso
alla quale sono stati consegnati  documenti  a  volte  illeggibili  o
parziali e in altre circostanze «omettendo proprio di consegnarne». 
    I lavori della commissione d'indagine  hanno  fatto  emergere  un
modus operandi della gestione politico-amministrativa del  Comune  di
Francofonte  caratterizzato  dalla  «(...)  pianificata  assenza   di
adeguati sistemi di controllo  sostanziale  e  di  barriere  concrete
contro i pericoli di corruzione e infiltrazione  (...)»,  e  cio'  ha
indubbiamente  favorito  la  permeabilita'  dell'ente   locale   agli
interessi del locale contesto criminale. 
    Gli  effetti  di  tale   sistematica   omissione   di   controlli
preventivi, soprattutto di quelli antimafia,  si  evince  chiaramente
dalle procedure seguite  negli  affidamenti  comunali  riferiti  alle
ultime due consiliature esaminati  dall'organo  ispettivo,  procedure
dalle quali sono conseguite commesse comunali  con  l'elargizione  di
ingentissime risorse pubbliche che spesso  sono  andate  a  beneficio
delle locali consorterie mafiose. 
    Gli accertamenti della commissione  d'indagine  hanno  riguardato
affidamenti  di  lavori,  servizi  e  forniture  concesse  a  imprese
caratterizzate tutte (almeno quelle censite) da  criticita'  tali  da
far presumere l'esistenza di una forte relazione dell'amministrazione
comunale «(...) con l'alveo  della  criminalita'  organizzata  locale
(...)». 
    Piu' in dettaglio, la relazione prefettizia  ha  riferito  che  a
favore di una ditta individuale riconducibile a uno dei citati gruppi
criminali e' stata liquidata  dal  Comune  di  Francofonte  la  somma
complessiva di euro 78.564,00 per lavori relativi agli anni 2018/2023
riguardanti il servizio funebre, la collocazione di arredi  vari  per
le festivita' natalizie,  per  noleggi  sollevatori,  ecc.  A  questo
riguardo, viene precisato che la prescritta richiesta in  banca  dati
nazionale antimafia (BDNA) e' stata inserita solo  nell'aprile  2023,
quando la quasi totalita' degli affidamenti (operanti soprattutto tra
il 2018 e il 2022) erano gia' conclusi;  peraltro,  gli  accertamenti
antimafia disposti dalla  prefettura  di  Catania  hanno  determinato
l'emissione, in data 2 novembre 2023, di una misura interdittiva  nei
confronti della cennata ditta. 
    Le medesime criticita' vengono segnalate anche per un'altra ditta
individuale riconducibile  anch'essa  allo  stesso  nucleo  familiare
controindicato, impresa che  ha  riconvertito  la  propria  attivita'
(originariamente orientata prevalentemente nell'ambito agricolo) allo
stesso  esercizio  imprenditoriale   (onoranze   funebri)   cui   era
indirizzata l'anzidetta ditta  interdetta,  con  l'intento  di  poter
cosi' proseguire i rapporti economici con il Comune  di  Francofonte.
Anche nel caso in esame l'impresa ha percepito dal comune la somma di
oltre 29.000 euro per il servizio di taglio di alberi  pericolanti  e
altri lavori di manutenzione e di arredo urbano  riferiti  agli  anni
2020 e 2021. A tal riguardo, viene, altresi', precisato che anche nei
confronti di tale ditta la prefettura di Catania, nel luglio 2025, ha
emesso un provvedimento prefettizio antimafia motivato sul fatto  che
il contesto familiare e parentale, nonche'  le  cointeressenze  e  le
anomalie gestionali dell'impresa sono le  stesse  che  hanno  indotto
l'autorita' prefettizia ad emettere  nei  confronti  della  anzidetta
ditta individuale la stessa misura interdittiva; peraltro, risulta un
coinvolgimento della ditta in questione  nell'operazione  giudiziaria
Agora'. 
    I favoritismi di cui ha beneficiato il menzionato clan  familiare
non sono limitati agli affidamenti pubblici ma  sono  visibili  nella
condotta agevolativa e «rispettosa» tenuta dal Comune di  Francofonte
rispetto al complesso di interessi economici  della  consorteria.  La
relazione prefettizia ha  riferito,  infatti,  di  condotte  omissive
dell'amministrazione  comunale   verso   conclamate   situazioni   di
abusivismo  edilizio  di  cui  si  sono  resi  protagonisti  soggetti
appartenenti  al  predetto  nucleo  familiare;  condotte  che  in  un
contesto fortemente caratterizzato dalla presenza della  criminalita'
organizzata si sostanziano in un chiaro messaggio alla cittadinanza e
rivolto a «(...) ossequiare pubblicamente  la  famiglia  di  notevole
caratura criminale (...)». 
    La  relazione  del  prefetto  di  Siracusa  fa  riferimento,   in
particolare, a due opere abusive di «plateale visibilita'»  pubblica,
di cui una realizzata proprio nella piazza principale della cittadina
e consistente nell'occupazione arbitraria di suolo comunale sul quale
si e' esteso un manufatto di «apprezzabili dimensioni»  utilizzato  a
fini commerciali; tale struttura, originariamente  precaria,  che  in
passato ha ottenuto l'autorizzazione comunale solo per  l'anno  2011,
e' di fatto  rimasta  inalterata  negli  anni  divenendo  «stabile  e
inamovibile». Peraltro, per tale occupazione di  suolo  pubblico  non
risulta sia stata piu' corrisposta  al  comune  la  relativa  imposta
comunale  dal  2012,  e  cio'  con   l'«acquiescenza   manifesta   ed
ossequiante (...)» dell'amministrazione  comunale  «(...)  a  sancire
l'intoccabilita'» di quella famiglia. 
    L'altro abuso edilizio, i cui atti non sono stati  forniti  dagli
uffici  comunali   ma   reperiti   direttamente   dalla   commissione
d'indagine, e' stato tollerato per anni dal comune -  il  sopralluogo
che ha accertato l'abuso risale al 2010 - e riguarda un  immobile  la
cui proprieta' e' riferibile al gia' menzionato nucleo familiare  sul
quale sono stati abusivamente  realizzati  quattro  elevazioni  fuori
terra e con l'appropriazione di suolo pubblico tramite la costruzione
di muri di contenimento e di scale esterne. 
    La relazione prefettizia ha  segnalato  anche  altri  affidamenti
pubblici, analogamente caratterizzati da  omissioni  nelle  verifiche
preventive antimafia,  concessi  a  favore  di  ditte  riconducibili,
direttamente o indirettamente, a due soggetti  controindicati  legati
da  stretti  rapporti  familiari,  tra  questi  viene  segnalata  una
societa' cooperativa che ha effettuato lavori e servizi per conto del
Comune di Francofonte tra gli anni 2019 e  il  2021,  ottenendo  come
corrispettivo la somma di circa 190.000 euro. Anche in questo caso il
controllo in banca  dati  nazionale  antimafia  e'  stato  effettuato
solamente il 10 marzo 2021. 
    Stesse criticita' vengono riferite riguardo  all'assegnazione  di
lavori e servizi comunali a ditte, anch'esse di fatto controllate dai
soggetti di cui sopra, verso le quali il Comune di Francofonte non ha
mai presentato richiesta di certificazione antimafia alla detta banca
dati nazionale. Cosi' anche per un'altra impresa  a  cui  sono  stati
concessi vari servizi  comunali  -  tra  cui  l'organizzazione  e  la
gestione di manifestazioni  pubbliche  e  la  vigilanza  sul  mercato
settimanale - che, pero', non risulta essere censita nella banca dati
nazionale antimafia. 
    A cio' si aggiungono  gli  affidamenti  della  proloco  assegnati
nella maggior parte dei casi alle predette consorterie familiari alle
quali sono state elargite  rilevanti  risorse  pubbliche  atteso  che
l'ente tra gli anni 2021 e 2025 ha ottenuto dal Comune di Francofonte
fondi ammontanti complessivamente a oltre 1.300.000 euro. 
    La commissione di accesso ha dunque  riscontrato  la  sistematica
inosservanza dei presidi antimafia da parte del Comune di Francofonte
e per conseguenza, la quasi  totale  assenza  di  barriere  idonee  a
contrastare le infiltrazioni mafiose nella gestione persino ordinaria
delle attivita' comunali. 
    Anomalie che risultano evidenti non solo dall'analisi documentale
riferita alle singole procedure di cui si e' fatto cenno innanzi,  ma
anche dall'uso improprio della certificazione antimafia da richiedere
nel caso particolare, laddove si e' accertato infatti  che  e'  stata
privilegiata    la    richiesta    della    comunicazione    anziche'
dell'informazione antimafia (risultano richieste 55  comunicazioni  e
solo  6  informazioni  antimafia)  anche  in  caso   di   affidamenti
concernenti settori a rischio di infiltrazione mafiosa  per  i  quali
invece sono necessari controlli piu' approfonditi. 
    L'oggettiva carenza di verifiche preventive e' conseguenza  anche
del fatto che dei 105 dipendenti comunali solo uno e'  fornito  delle
credenziali per  accedere  alla  banca  dati  nazionale  antimafia  e
quell'unico operatore, come risulta dalle dichiarazioni rese in  sede
di audizione innanzi alla commissione di accesso, ha effettuato  solo
quattro o cinque richieste annue a fronte di un numero assai maggiore
di procedure per le  quali  le  verifiche  antimafia  sono  dovute  e
necessarie. In sostanza  le  omissioni  delle  procedure  di  cui  al
decreto  legislativo  n.  159/2011  sono  state  una  costante  nella
gestione ordinaria del Comune di Francofonte,  trovando  applicazione
solo dopo l'insediamento della commissione ispettiva. 
    Della  quasi  assenza  di  controlli  preventivi  antimafia  «non
potevano non avvedersi i vertici dell'amministrazione  comunale,  che
e' certo che abbiano operato con assoluta arbitrarieta', ben  lontani
dai confini di legalita' e verosimilmente proiettati  a  soprassedere
alle inadempienze per produrre opportuni favoritismi». 
    Nel contesto organizzativo e  operativo  sopra  rappresentato  si
aggiungono anche altre procedure di  appalti  di  lavori  e  servizi,
taluni dei quali assegnati facendo ricorso alla somma urgenza -  atti
dai quali non risulta sia stata depositata la perizia giustificativa,
prevista dall'art. 163, comma 4, decreto legislativo n.  50/2016,  da
redigersi entro dieci giorni dall'ordine di esecuzione dei lavori,  a
cura del RUP o da un tecnico  dell'amministrazione  -  in  favore  di
imprese verso le quali si rilevano profili di interesse.  Tra  queste
e' stata evidenziata una ditta ove risulta abbiano lavorato  soggetti
controindicati, destinataria da parte del Comune  di  Francofonte  di
mandati di pagamento per complessivi 338.700,65 euro; anche per  tale
impresa la relativa richiesta nella banca dati nazionale antimafia e'
avvenuta successivamente al primo affidamento. 
    Viene segnalato, altresi', il caso di una societa' che ha  curato
negli anni 2019, 2021 e 2022 l'esecuzione di diversi lavori assegnati
in somma urgenza, oltre che l'intervento di messa in sicurezza di  un
plesso  scolastico  e  altri  lavori   di   manutenzione,   ricevendo
corrispettivi per oltre 320.000 euro senza  che  per  la  stessa  sia
stata  preventivamente   richiesta   la   necessaria   documentazione
antimafia. Analogamente e' avvenuto a favore di una  associazione  il
cui rappresentante ha forti elementi  di  contiguita'  con  i  locali
ambienti  criminali,  che  ha  percepito  nel  tempo  dal  Comune  di
Francofonte  la  considerevole  somma  di   483.073,48   euro   quale
corrispettivo per la fornitura straordinaria, urgente e indifferibile
di acqua potabile all'acquedotto comunale; anche in questo  caso  non
risulta effettuato alcun controllo preventivo antimafia. 
    Stesse  anomalie  sono  state  rilevate  in  altre  procedure  di
appalto, come e' il caso di una ditta la quale risulta affidataria di
lavori pertinenti la viabilita' delle aree prospicienti il cimitero -
anche se non e' stato effettuato  dal  Comune  di  Francofonte  alcun
inserimento in banca dati - e che e' stata  oggetto  di  interdittiva
antimafia   da   parte   della   prefettura   di   Enna,   risultando
l'amministratore  unico  fortemente  controindicato  ai  sensi  della
normativa antimafia, in quanto e' emerso da risultanze giudiziarie la
sua affiliazione a consorterie mafiose. Inoltre viene riferito di una
impresa attiva nel settore edile, la quale ha avuto nel suo direttivo
anche rappresentanti  di  rilievo  dell'amministrazione  comunale  di
Francofonte, tra cui l'attuale sindaco  di  Francofonte  (che  ne  e'
stato in passato amministratore unico), ditta mai censita nella banca
dati nazionale antimafia che, pero', ha in esecuzione con  il  Comune
di Francofonte un project financing per la costruzione e la  gestione
dei loculi e delle cappelle cimiteriali. 
    Reiterate irregolarita' sono state rilevate nelle  procedure  per
l'appalto del servizio dei rifiuti urbani, che risulta  essere  stato
affidato nel periodo 2018/2025 -  avvalendosi  di  numerose  proroghe
tecniche  -  a  svariate  ditte,  tra  cui  anche  una  societa'  che
nell'agosto 2020 e' stata destinataria di interdittiva  antimafia  da
parte della prefettura  di  Palermo;  la  stessa  societa'  ha  pero'
continuato a lavorare per conto del comune fino a quando il  servizio
rifiuti e' stato assegnato ad altra impresa  che,  a  sua  volta,  ha
potuto beneficiare nel corso degli anni di ben  tredici  proroghe  di
servizi  e  lavori.  A  questo  riguardo,   viene   sottolineato   lo
stravolgimento operato dal Comune di Francofonte dell'istituto  della
proroga tecnica di un pubblico appalto, essendo esso uno strumento di
carattere eccezionale e temporaneo,  ammesso  solo  se  previsto  nel
bando e nei documenti di  gara,  per  garantire  la  continuita'  del
servizio nelle more della conclusione di una  nuova  gara  d'appalto;
inoltre, viene precisato che tra il personale impiegato  dalla  ditta
affidataria  del  servizio  rifiuti  vi  sono  soggetti  con  pesanti
controindicazioni. 
    Tutti  gli  elementi  sopra   illustrati,   in   particolare   le
irregolarita' procedurali, l'assenza o la grave carenza dei controlli
preventivi antimafia, la stretta frequentazione che lega  il  sindaco
di  Francofonte  agli  ambienti   malavitosi   locali,   nonche'   il
generalizzato disordine amministrativo e una significativa  ingerenza
degli organi politici, primo fra tutti  del  primo  cittadino,  nelle
attivita'  di   natura   gestionale   di   competenza   dell'apparato
burocratico, hanno dimostrato l'esistenza di  un  diffuso  quadro  di
illegalita' in diversi settori comunali che  appare  «funzionale»  al
mantenimento  di  assetti  predeterminati  con  soggetti  organici  o
contigui al locale ambiente malavitoso. 
    L'esame della relazione prefettizia e di quella della commissione
di indagine ha  fatto  emergere  chiaramente  la  totale  assenza  di
legalita' dell'azione amministrativa e uno stato di precarieta' degli
uffici  comunali,  da  cui  conseguono  le  irregolarita'  gestionali
menzionate   e   un   preoccupante    livello    di    compromissione
dell'amministrazione comunale nel suo complesso. 
    In  particolare,  i  contenuti  delle   dette   relazioni   hanno
evidenziato la sussistenza di concreti, univoci e rilevanti  elementi
su    collegamenti    diretti    o    indiretti    tra     componenti
dell'amministrazione   locale   ed   esponenti   della   criminalita'
organizzata di tipo mafioso. 
    Le  circostanze,  analiticamente  esaminate  e   dettagliatamente
riferite dal prefetto di Siracusa, hanno posto in rilievo  una  serie
di condizionamenti dell'amministrazione comunale di Francofonte volti
a  perseguire  fini  diversi  da  quelli  istituzionali   che   hanno
determinato   lo   svilimento   e   la   perdita   di    credibilita'
dell'istituzione locale, nonche' il pregiudizio degli interessi della
collettivita',  rendendo  necessario  l'intervento  dello  Stato  per
assicurare la riconduzione dell'ente alla legalita',  come  e'  stato
evidenziato anche in  sede  di  comitato  provinciale  dell'ordine  e
sicurezza pubblica che, all'unanimita', ha condiviso le valutazioni e
le conclusioni dell'organo ispettivo. 
    Sebbene il consiglio comunale, per le ragioni sopra  evidenziate,
e' gia' stato sciolto in data 23 dicembre 2025 dal  presidente  della
Regione Siciliana, in considerazione dei fatti suesposti  si  ritiene
necessaria la nomina della commissione straordinaria di cui  all'art.
144 del decreto legislativo n. 267/2000,  al  fine  di  garantire  il
completo  affrancamento  dell'ente  locale  dalle   influenze   della
criminalita'. 
    Rilevato che il provvedimento dissolutorio previsto dall'art. 143
del  citato  decreto  legislativo,  per  le  caratteristiche  che  lo
configurano, puo' intervenire finanche quando sia stato gia' disposto
provvedimento per altra causa,  differenziandosene  per  funzioni  ed
effetti, si propone l'adozione della misura di rigore  nei  confronti
del Comune di  Francofonte  (Siracusa)  con  conseguente  affidamento
della gestione dell'ente locale ad una commissione straordinaria cui,
in  virtu'  dei  successivi  articoli  144  e  145,  sono  attribuite
specifiche competenze  e  metodologie  di  intervento  finalizzate  a
garantire, nel tempo, la rispondenza dell'azione amministrativa  alle
esigenze della collettivita'. 
    In  relazione  alla  presenza  ed  all'estensione  dell'influenza
criminale,  si  rende  necessario  che  la  durata   della   gestione
commissariale sia determinata in diciotto mesi. 
      Roma, 9 giugno 2026 
 
                                              Il Ministro: Piantedosi