Art. 5.
Metodo di ottenimento
Sistema di coltivazione:
Le condizioni ed i sistemi di coltivazione degli impianti
destinati alla produzione dell'IGP «Albicocca Vesuviana» devono
essere atti a conferire al prodotto che ne deriva le specifiche
caratteristiche qualitative di cui all'art. 2.
I terreni devono essere coltivati secondo i principi della buona
pratica agricola. Sono ammesse innovazioni nel metodo di ottenimento
del prodotto, sempre che esse non alterino le caratteristiche
qualitative di cui all'art. 2.
E' ammessa la copertura del frutteto con sistemi di protezione
dai danni della grandine e da altre calamita' naturali, come reti o
teli costituiti da materiale consentito dalle norme, fatte salve
eventuali disposizioni in vigore nell'area di produzione di cui
all'art. 3.
E' ammessa negli impianti produttivi la presenza di altre
varieta' diverse da quelle riportate all'art. 2, nella misura massima
del 15% delle piante, che fungono anche da impollinatrici, ma i cui
frutti comunque non concorrono alla produzione dell'IGP.
Tecnica colturale:
Portinnesti: Franco, Mirabolano o Mirabolano 29C.
Materiale di moltiplicazione: e' obbligatorio, nei nuovi
impianti, l'impiego di astoni o di marze di qualita' certificata
virus esente o virus controllato delle varieta' di cui al precedente
art. 2, innestati sui portinnesti sopra indicati ovvero, nel caso
delle marze, su piante gia' a dimora; in quest'ultimo caso, il
materiale di moltiplicazione deve comunque essere certificato come
virus-esente o C.A.C.
Sesti d'impianto: la densita' massima per ettaro e' fissata in
900 piante.
Difesa fitosanitaria, fertilizzazione ed irrigazione: Per quanto
riguarda gli interventi di lotta ai parassiti, nonche' il diserbo ed
il relativo impiego dei prodotti di sintesi, vale quanto disposto
dalle norme di difesa fitosanitaria e/o di lotta biologica previsti
dal «Piano regionale di lotta fitopatologica integrata della Regione
Campania» e dal relativo «Disciplinare di produzione integrata
dell'albicocco». Anche per quanto riguarda la concimazione valgono le
«Norme tecniche generali e guida alla concimazione» ed il
«Disciplinare di produzione integrata della Regione Campania».
L'irrigazione e' consentita, ma va praticata con sistemi a bassa
portata evitando, in ogni caso, apporti eccessivi.
Raccolta: La raccolta si effettua nel periodo che va dal 20
maggio al 20 luglio e puo' essere scalare, in particolare per le
varieta' che presentano una scalarita' di maturazione e che
necessitano quindi di piu' passate. La raccolta e' esclusivamente
manuale utilizzando recipienti che garantiscano ai frutti adeguata
protezione. La produzione massima consentita per ettaro e' di 20 t
per le varieta' precoci e 25 t per quelle di media epoca e tardive.
Nel caso di impianti promiscui la resa per ettaro dovra' essere
calcolata in rapporto alla superficie effettivamente investita, fermo
rimanendo i limiti massimi sopra indicati.
Post-raccolta: Qualora non sia effettuata la commercializzazione
del prodotto nell'arco delle prime ventiquattro ore dalla raccolta, i
frutti dovranno essere sottoposti a raffreddamento. Il tempo massimo
di conservazione e' di venti giorni.