ALLEGATO II
ESAME ISPETTIVO
1) PRELIMINARI SULLA RACCOLTA DEI DATI CIRCA GLI APPROVVIGIONAMENTI
IDRICI.
A cura dei gestori degli impianti d'acquedotto sia pubblici che
privati, si provvede, su conformi direttive delle autorita'
regionali, al censimento, alla registrazione, alla ubicazione su una
planimetria a scala 1:25.000 ed al costante aggiornamento di tutte le
fonti utilizzate per l'approvvigionamento idrico e dei relativi
impianti di acquedotto. Detti elaborati debbono essere corredati
almeno:
a) della documentazione in merito al processo autorizzativo e/o
alla concessione allo sfruttamento della risorsa idrica;
b) della planimetria in scala 1:2000 con l'ubicazione della
risorsa idrica attinta e delle relative aree di salvaguardia ed
altresi' della stratigrafia del terreno interessato;
c) di una relazione tecnica in merito alle caratteristiche
costruttive ed alla cronologia di realizzazione dell'impianto di
acquedotto, alla sua portata media annua ed al numero di utenti
serviti.
Copia della documentazione in questione e' trasmessa dai gestori
degli impianti d'acquedotto al comune, alla regione, all'unita'
sanitaria locale ed al Presidio e servizio multizonale di
prevenzione.
2) CONTROLLO DELLE CARATTERISTICHE DELL'IMPIANTO DI ATTINGIMENTO.
Fermo restando che le opere di captazione devono essere conformi
in sede di progettazione, costruzione ed esercizio a quanto previsto
dalla vigente normativa di settore, le unita' sanitarie locali, in
collaborazione con i competenti uffici tecnici comunali coadiuvati,
se del caso, dai gestori dell'impianto d'acquedotto, devono
assicurare i controlli periodici di congruita' di seguito elencati.
A) Pozzi.
1) Occorre verificare che i pozzi impiegati per
l'approvvigionamento idrico offrano le necessarie garanzie igieniche
di protezione delle falde attraversate.
2) Occorre verificare che la parte superficiale del pozzo sia
contenuta in una apposita cabina in uso esclusivo, accessibile al
solo personale addetto, che potra' essere interrata, seminterrata o
proferibilmente sopra suolo in relazione alle possibilita' tecniche.
Tale cabina deve comunque avere dimensioni tali da consentire
l'agevole accesso e liberta' di movimento agli operatori addetti alla
manutenzione, essere sufficientemente aerata nonche' dotata di
caratteristiche ed attrezzature tali da restare sempre esente da
ristagni d'acqua sul pavimento e da infiltrazioni d'acqua dalle
pareti e dalla copertura; le aperture, infine, devono essere protette
con reti a maglia fine.
3) Occorre verificare che la testata del pozzo sia provvista, ove
possibile, di una chiusura, dotata di foro munito di un tappo
filettato, atta alla introduzione di una sondina per l'effettuazione
della misura di livello e per il prelievo diretto di campioni.
4) I controlli devono comprendere, oltre a quanto detto, anche la
verifica di accessi, porte, serrature, stato dei manufatti, organi di
manovra e tubazioni.
B) Sorgenti.
1) Occorre verificare che l'opera di captazione raggiunga la
scaturigine geologica della risorsa idrica e comunque sia realizzata
in modo da evitare infiltrazioni di acque superficiali.
2) Occorre verificare che i manufatti di presa, accessibili per le
dovute ispezioni, siano realizzati in calcestruzzo con
caratteristiche di buona impermeabilita' che eventuali additivi ad
esso aggiunti non vengano rilasciati o comunque provochino effetti
nocivi.
3) Occorre verificare che l'opera di presa, come di norma,
comprenda, oltre alla vasca di calma e di sedimentazione, anche la
vasca di partenza nella quale l'acqua captata deve arrivare
attraverso uno stramazzo che permetta la misura di portata. La vasca
di partenza deve essere dotata di:
uno scarico di fondo, realizzato in modo da non permettere
infiltrazioni dall'esterno, per consentire lavaggi con idoneo
disinfettante occorrenti sia prima di utilizzare la vasca che durante
la manutenzione in corso d'esercizio;
uno sfioratore per allontanare le acque eccedenti durante i
periodi di morbida o di piena della sorgente, collegato allo scarico;
un tubo di partenza posto ad un livello di almeno m 1,00 sotto lo
stramazzo di arrivo e di almeno m 0,30-0,50 piu' in alto della platea
di fondo;
una rientrata d'aria posta sul tubo di partenza.
4) I controlli devono comprendere, oltre a quanto detto, anche la
verifica di accessi, porte, serrature, stato di manufatti,
dispositivi di aerazione, organi di manovra e tubazioni.
C) Laghi naturali e bacini artificiali.
Occorre verificare che l'opera di presa sia disposta a distanza
dal fondo tale da evitare apprezzabili azioni di richiamo di
torridita' o vegetazione ed a distanza dalla superificie tale che,
anche nelle condizioni di massimo svaso, si abbiano limitate
escursioni delle caratteristiche termiche e biologiche ed altresi'
che essa sia ubicata in modo da risentire il meno possibile
dell'influenza degli scarichi, tenuto conto del gioco delle correnti.
E' buona norma che l'opera di presa sia provvista di luci, regolabili
a quota diversa.
D) Corsi d'acqua.
Occorre verificare che l'ubicazione dell'opera di presa tenga
conto del regime idrologico del corso d'acqua nei vari periodi
dell'anno, della stabilita' della sua sezione e soprattutto della
presenza di insediamenti e del recapito finale dei relativi scarichi.
L'opera di presa, infatti, deve essere ubicata a monte di
insediamenti e di scarichi importanti e, ove cio' non sia
realizzabile, alla maggiore distanza possibile.
3) CONTROLLO DEGLI IMPIANTI DI TRASPORTO, RACCOLTA E DISTRIBUZIONE.
Gli impianti di trasporto, raccolta e distribuzione devono essere
conformi in sede di progettazione, costruzione ed esercizio a quanto
previsto dalla vigente normativa di settore.
A) Opere di trasporto.
Premesso che per opera di trasporto si intende la canalizzazione
per il trasporto della risorsa idrica dall'opera di presa al
serbatoio di accumulo ovvero all'impianto di potabilizzazione, le
unita' sanitarie locali, in collaborazione con i competenti uffici
tecnici comunali coadiuvati, se del caso, dai gestori dell'impianto
d'acquedotto, devono assicurare i controlli periodici di congruita'
di seguito elencati:
1) occorre verificare le interazioni tra insediamenti esistenti e
la condotta e che, in relazione all'importanza dell'impianto, al tipo
delle condutture ed alle caratteristiche dei terreni attraversati,
siano definiti eventuali provvedimenti amministrativi atti a
preservare la qualita' dell'acqua trasportata. Tali provvedimenti
potranno riguardare la definizione di una apposita fascia di
protezione della condotta da assoggettare a limitazioni d'uso, tra le
quali il divieto di edificazione, di piantagioni arboree, di deposito
o spandimento di materie che possano essere fonti di inquinamento;
2) occorre verificare se le condutture siano in pressione o a
superficie libera e che la qualita' dell'acqua trasportata sia
preservata comunque;
3) occorre verificare la stabilita' dei terreni attraversati,
ponendo particolare attenzione alle zone soggette a movimenti
franosi;
4) occorre verificare il materiale di costruzione della condotta
e, nel caso di materiale ferroso, occorre altresi' accertarsi del suo
grado di protezione dalla corrosione;
5) occorre verificare che i punti di massimo relativo e di minimo
relativo del profilo longitudinale della condotta siano
rispettivamente dotati di apparecchiature di sfiato e di scarico.
Queste, come qualsiasi altra apparecchiatura o pezzo speciale o
giunzione a flangia, debbono essere collocate all'interno di pozzetti
ispezionabili. In particolare per gli scarichi si dovra' verificare
l'esistenza di chiusure idrauliche con sifone ed altro mezzo fisico
di separazione (quale una reticella metallica) atto ad evitare
l'ingresso di animali;
6) occorre verificare che laddove ci siano interferenze con la
rete fognaria, la quota della generatrice inferiore dell'acquedotto
sia possibilmente superiore a quella della generatrice superiore
della fognatura; in ogni caso occorre verificare che nell'evenienza
di incroci tra la conduttura dell'acquedotto e la conduttura delle
fogna entrambe siano contenute in distinti manufatti, a tenuta ed
ispezionabili, di idonea lunghezza.
B) Serbatoi.
Premesso che per serbatoi si intendono gli impianti di raccolta
delle acque captate, le unita' sanitarie locali, in collaborazione
con i competenti uffici tecnici comunali coadiuvati, se del caso, dai
gestori dell'impianto d'acquedotto, devono assicurare i periodici
controlli di congruita' di seguito elencati:
1) occorre verificare, nel caso di serbatoi interrati, che sia
stabilita al loro esterno un'area di rispetto sulla quale siano
imposte limitazioni d'uso e che all'intorno del serbatoio siano
previste opere per l'allontanamento delle acque meteoriche, di
scorrimento superficiale e di falda;
2) occorre verificare che l'arrivo dell'acqua sia posto dalla
parte opposta al punto di partenza ovvero che siano inseriti
opportuni setti, all'interno della vasca, in modo da favorire il
ricambio dell'acqua immagazzinata;
3) occorre verificare che ogni vasca sia dotata di scarico di
fondo e di scarico di superificie;.
4) occorre verificare che le operazioni di ordinaria
manutenzione, di lavaggio e di disinfezione siano effettuate
periodicamente e che all'uopo il fondo della vasca abbia una
opportuna pendenza per consentire un agevole smaltimento delle acque
di lavaggio;
5) occorre verificare che le acque di scarico e di sfioro
confluiscano in appositi pozzetti muniti di chiusura idraulica e di
altro dispositivo di separazione atto ad impedire l'ingresso di
animali;
6) occorre verificare che la presa d'uscita sia munita di
apposita succhieruola e sia situata ad un'altezza dal fondo tale da
non richiamare eventuali materiali sedimentati;
7) occorre verificare che i dispositivi di aerazione si aprano
verso le camere di manovra e che siano idonei ad impedire il
passaggio di polveri e di microrganismi viventi;
8) occorre verificare che le vasche non siano fornite di luci
aperte direttamente all'esterno e che al di sopra di esse non siano
applicate aperture;
9) occorre verificare che le coperture dei serbatoi siano
impermeabilizzate e dotate di sistemi di smaltimento delle acque
meteoriche;
10) occorre verificare che sia previsto un idoneo sistema di
misura dell'acqua in arrivo e dell'acqua in partenza;
11) occorre verificare che tutte le apparecchiature siano
alloggiate in apposita camera di manovra opportunamente separata
dalle vasche;
12) occorre verificare che siano messi in atto idonei sistemi di
coibentazione delle pareti e della copertura;
13) occorre verificare che il materiale con cui e' realizzato il
serbatoio e che e' a contatto con l'acqua sia tale da non modificare
la qualita' dell'acqua immagazzinata;
C) Reti di distribuzione.
Premesso che per rete di distribuzione si intende il complesso
delle canalizzazioni, site a valle delle opere di adduzione e dei
serbatoi, che mettono a disposizione degli utenti acqua potabile e
che per esse valgono le medesime raccomandazioni fatte per le opere
di trasporto alla precedente lettera A) di questo stesso paragrafo 3)
e tenuto altresi' conto che dette reti sono sempre in pressione e che
i rubinetti di erogazione fungono anche da sfiato, le unita'
sanitarie locali, in collaborazione con i competenti uffici tecnici
comunali coadiuvati, se del caso, dai gestori dell'impianto
d'acquedotto, devono assicurare i periodici controlli di congruita'
di seguito elencati:
1) occorre verificare che sia assicurata nei limiti del possibile
una sufficiente portata d'acqua pro-capite in modo da evitare che si
operino sistematiche interruzioni dell'erogazione;
2) occorre verificare che in ciascun punto della rete la quota
piezometrica sia adeguatamente superiore alla quota del terreno anche
nelle condizoni piu' gravose;
3) occorre verificare che gli scarichi delle condotte della rete
di distribuzione non siano messi in comunicazione diretta con le
fognature e che invece avvengano attraverso apposito pozzetto
provvisto di intercettatore idraulico e che infine lo sbocco della
condotta di scarico sia convenientemente al di sopra del livello
massimo del pozzetto stesso;
4) occorre verificare che, nel caso in cui sia impiegata una
doppia rete di distribuzione, una ad uso potabile e l'altra per altri
usi, sia impedita la loro connessionee che le rispettive tubazioni
siano ben distinte tra loro e facilmente individuabili.
4) RICERCA DI NUOVE FONTI DI APPROVVIGIONAMENTO IDRICO.
Allorche' si intende attuare la ricerca e lo sfruttamento di nuove
risorse per l'approvvigionamento idrico sono necessarie
l'autorizzazione alla ricerca e captazione e/o la concessione alla
derivazione.
A tal fine e' necessaria, a cura del richiedente, la presentazione
di un progetto di ricerca corredato di uno studio idrogeologico
completo dell'area interessata e di una relazione tecnica contenente,
tra l'altro, le caratteristiche dell'impianto di captazione e delle
opere di presa ed i dati relativi alla portata che si intende
utilizzare ed agli usi. In particolare, nello studio idrogeologico
vanno approfondite le caratteristiche delle diverse fonti che si
intendono utilizzare, sia in relazione al loro utilizzo che alle
conseguenze che dall'utilizzo possono derivare:
1) nel caso di sorgenti, nella valutazione della portata da
captare va tenuto presente che, trattandosi di sottrazione
all'origine del corpo idrico, il quale puo' essere privo o carente di
acqua in alcuni periodi dell'anno, si puo' verificare una riduzione
delle capacita' di diluizione ed autodepurazione. Pertanto occorre
assicurare un deflusso naturale nel corpo idrico comunque compatibile
con il mantenimento delle esigenze ecologiche dello stesso e con gli
altri usi in atto o previsti;
2) se il prelievo e' da falda, bisogna valutare il regime ed il
movimento naturale della falda, il suo equilibrio con le falde
attigue, nonche' la stabilita' dei livelli piezometrici ed i
possibili rischi derivanti da eventuali depressioni e depauperamenti
provocati dalla nuova captazione con richiamo di acque non
desiderabili;
3) se il prelievo e' da acque superficiali, va accertata la
presenza di insediamenti sia a monte che a valle, l'ubicazione e la
qualita' dei relativi scarichi ed il regime idrogeologico nel tratto
di presa;
4) piu' in generale, infine, vanno evidenziate eventuali fonti di
inquinamento attuali o potenziali e pertanto va con precisione
relazionato sugli insediamenti che, anche al di fuori delle zone di
rispetto, possono influenzare la qualita' dell'acqua che si intende
utilizzare.
Sempre ai fini del rilascio dell'autorizzazione e/o della
concessione e' necessario acquisire in merito il parere della
competente unita' sanitaria locale emesso dopo aver compiuto le
indagini e gli approfondimenti previsti dal presente e dal successivo
allegato.