(Allegato B)
                                                           Allegato B 
 
                           Documento unico 
 
    1. Denominazione/Denominazioni 
      Modena 
      di Modena 
    2. Tipo di indicazione geografica: 
      DOP - Denominazione di origine protetta 
    3. Categorie di prodotti vitivinicoli 
      4. Vino spumante 
      5. Vino spumante di qualita' 
      8. Vino frizzante 
    3.1 Codice della nomenclatura combinata 
      22 - Bevande, liquidi alcolici ed aceti  2204  -  Vini  di  uve
fresche, compresi i vini arricchiti d'alcole; mosti di  uva,  diversi
da quelli della voce 2009 
    4. Descrizione dei vini: 
1. «Modena» Lambrusco rosso spumante 
    Breve descrizione testuale 
    Spuma: fine e persistente; 
    Colore: rosso rubino o granato di varia intensita'; 
    Odore: delicato, fragrante, ampio con note floreali; 
    Sapore: da dosaggio zero a dolce, fresco, armonico  con  delicato
sentore di lievito; 
    Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol; 
    estratto non riduttore minimo: 18 g/l. 
    Ad eccezione  della  versione  elaborata  nella  categoria  «vino
spumante di qualita'», puo' presentare una velatura dovuta a  residui
della fermentazione. 
    Gli altri parametri analitici, che non figurano nella sottostante
griglia, rispettano i limiti previsti  dalla  normativa  nazionale  e
dell'UE. 
    Caratteristiche analitiche generali 
    Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol): - 
    Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol): - 
    Acidita' totale minima: 5,5 in grammi per litro espresso in acido
tartarico 
    Acidita' volatile massima (in milliequivalenti per litro): - 
    Tenore massimo di anidride solforosa totale (in  milligrammi  per
litro): - 
2. «Modena» Lambrusco rosato spumante 
    Breve descrizione testuale 
    Spuma: fine e persistente; 
    Colore: rosato piu' o meno intenso; 
    Odore: fragrante, caratteristico con note floreali e fruttate; 
    Sapore: da dosaggio zero a dolce, fresco, armonico  con  delicato
sentore di lievito; 
    Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol; 
    estratto non riduttore minimo: 16 g/l. 
    Ad eccezione  della  versione  elaborata  nella  categoria  «vino
spumante di qualita'», puo' presentare una 
    velatura dovuta a residui della fermentazione. 
    Gli altri parametri analitici, che non figurano nella sottostante
griglia, rispettano i limiti previsti  dalla  normativa  nazionale  e
dell'UE. 
    Caratteristiche analitiche generali: 
      Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol): - 
      Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol): - 
      Acidita' totale minima: 5,5 in grammi  per  litro  espresso  in
acido tartarico 
      Acidita' volatile massima (in milliequivalenti per litro): - 
      Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per
litro): - 
3. «Modena» rosso spumante 
    Breve descrizione testuale 
    Spuma: fine e persistente; 
    Colore: rosso rubino o granato di varia intensita'; 
    Odore: delicato, fragrante, ampio con note floreali; 
    sapore: da dosaggio zero a dolce, fresco, armonico  con  delicato
sentore di lievito; 
    Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol; 
    estratto non riduttore minimo: 18 g/l. 
    Ad eccezione  della  versione  elaborata  nella  categoria  «vino
spumante di qualita'», puo' presentare una velatura dovuta a  residui
della fermentazione. 
    Gli altri parametri analitici, che non figurano nella sottostante
griglia, rispettano i limiti previsti  dalla  normativa  nazionale  e
dell'UE. 
    Caratteristiche analitiche generali: 
      Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol): - 
      Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol): - 
      Acidita' totale minima: 5,5 in grammi  per  litro  espresso  in
acido tartarico 
      Acidita' volatile massima (in milliequivalenti per litro): - 
      Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per
litro): - 
4. «Modena» rosato spumante 
    Breve descrizione testuale 
    Spuma: fine e persistente; 
    Colore: rosato piu' o meno intenso; 
    Odore: fragrante, caratteristico con note floreali e fruttate; 
    sapore: da dosaggio zero a dolce, fresco, armonico  con  delicato
sentore di lievito; 
    Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol; 
    estratto non riduttore minimo: 16 g/l. 
    Ad eccezione  della  versione  elaborata  nella  categoria  «vino
spumante di qualita'», puo' presentare una velatura dovuta a  residui
della fermentazione. 
    Gli altri parametri analitici, che non figurano nella sottostante
griglia, rispettano i limiti previsti  dalla  normativa  nazionale  e
dell'UE. 
    Caratteristiche analitiche generali: 
      Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol): - 
      Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol): - 
      Acidita' totale minima: 5,5 in grammi  per  litro  espresso  in
acido tartarico 
      Acidita' volatile massima (in milliequivalenti per litro): - 
      Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per
litro): - 
5. «Modena» bianco spumante 
    Breve descrizione testuale 
    Spuma: fine e persistente; 
    Colore: giallo paglierino di varia intensita'; 
    Odore: delicato, fragrante, caratteristico con  note  floreali  e
fruttate; 
    Sapore: da dosaggio zero a dolce, fresco, armonico  con  delicato
sentore di lievito; 
    Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol; 
    estratto non riduttore minimo: 16 g/l. 
    Ad eccezione  della  versione  elaborata  nella  categoria  «vino
spumante di qualita'», puo' presentare una velatura dovuta a  residui
della fermentazione. 
    Gli altri parametri analitici, che non figurano nella sottostante
griglia, rispettano i limiti previsti  dalla  normativa  nazionale  e
dell'UE. 
    Caratteristiche analitiche generali: 
      Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol): - 
      Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol): - 
      Acidita' totale minima: 5,0 in grammi  per  litro  espresso  in
acido tartarico 
      Acidita' volatile massima (in milliequivalenti per litro): - 
      Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per
litro): - 
6. «Modena» Lambrusco rosso frizzante 
    Breve descrizione testuale 
    Spuma: vivace, evanescente; 
    Colore: rosso rubino o granato di varia intensita'; 
    Odore: delicato, fragrante, caratteristico con note floreali; 
    Sapore: da secco a dolce, fresco, sapido; 
    Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol; 
    estratto non riduttore minimo: 18 g/l. 
    Puo'   presentare   una   velatura   dovuta   a   residui   della
fermentazione. 
    Gli altri parametri analitici, che non figurano nella sottostante
griglia, rispettano i limiti previsti  dalla  normativa  nazionale  e
dell'UE. 
    Caratteristiche analitiche generali 
      Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol): - 
      Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol): - 
      Acidita' totale minima: 5,5 in grammi  per  litro  espresso  in
acido tartarico 
      Acidita' volatile massima (in milliequivalenti per litro): - 
      Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per
litro): - 
7. «Modena» Lambrusco rosato frizzante 
    Breve descrizione testuale 
    Spuma: vivace, evanescente; 
    Colore: rosato piu' o meno intenso; 
    Odore:  gradevole,  netto,  fragrante,  caratteristico  con  note
floreali e fruttate; 
    Sapore: da secco a dolce fresco, sapido; 
    Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol; 
    estratto non riduttore minimo: 16 g/l. 
    Puo'   presentare   una   velatura   dovuta   a   residui   della
fermentazione. 
    Gli altri parametri analitici, che non figurano nella sottostante
griglia, rispettano i limiti previsti  dalla  normativa  nazionale  e
dell'UE. 
    Caratteristiche analitiche generali: 
      Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol): - 
      Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol): - 
      Acidita' totale minima: 5,5 in grammi  per  litro  espresso  in
acido tartarico 
      Acidita' volatile massima (in milliequivalenti per litro): - 
      Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per
litro): - 
8. «Modena» Lambrusco novello frizzante 
    Breve descrizione testuale 
    Spuma: vivace, evanescente; 
    Colore: rosso rubino o granato di varia intensita'; 
    Odore:  vinoso,  intenso,  caratteristico  con  note  floreali  e
fruttate; 
    Sapore: di corpo fresco, sapido, intenso, armonico; 
    Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol; 
    estratto non riduttore minimo: 20 g/l. 
    Puo'   presentare   una   velatura   dovuta   a   residui   della
fermentazione. 
    Gli altri parametri analitici, che non figurano nella sottostante
griglia, rispettano i limiti previsti  dalla  normativa  nazionale  e
dell'UE. 
    Caratteristiche analitiche generali: 
      Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol): - 
      Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol): - 
      Acidita' totale minima: 5,5 in grammi  per  litro  espresso  in
acido tartarico 
      Acidita' volatile massima (in milliequivalenti per litro): - 
      Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per
litro): - 
9. «Modena» rosso novello frizzante 
    Breve descrizione testuale 
    Spuma: vivace, evanescente; 
    Colore: rosso rubino o granato di varia intensita'; 
    Odore:  vinoso,  intenso,  caratteristico  con  note  floreali  e
fruttate; 
    Sapore: di corpo fresco, sapido, intenso, armonico; 
    Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol; 
    estratto non riduttore minimo: 20 g/l. 
    Puo'   presentare   una   velatura   dovuta   a   residui   della
fermentazione. 
    Gli altri parametri analitici, che non figurano nella sottostante
griglia, rispettano i limiti previsti dalla 
    normativa nazionale e dell'UE. 
    Caratteristiche analitiche generali 
    Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol): - 
    Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol): - 
    Acidita' totale minima: 5,5 in grammi per litro espresso in acido
tartarico 
    Acidita' volatile massima (in milliequivalenti per litro): - 
    Tenore massimo di anidride solforosa totale (in  milligrammi  per
litro): - 
10. «Modena» rosso Frizzante 
    Breve descrizione testuale 
    Spuma: vivace, evanescente; 
    Colore: rosso rubino o granato di varia intensita'; 
    Odore: delicato, fragrante, caratteristico con note floreali; 
    Sapore: da secco a dolce, fresco, sapido, intenso, armonico; 
    Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol; 
    estratto non riduttore minimo: 18 g/l. 
    Puo'   presentare   una   velatura   dovuta   a   residui   della
fermentazione. 
    Gli altri parametri analitici, che non figurano nella sottostante
griglia, rispettano i limiti previsti  dalla  normativa  nazionale  e
dell'UE. 
    Caratteristiche analitiche generali: 
      Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol): - 
      Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol): - 
      Acidita' totale minima: 5,5 in grammi  per  litro  espresso  in
acido tartarico 
      Acidita' volatile massima (in milliequivalenti per litro): - 
        Tenore massimo di anidride solforosa totale  (in  milligrammi
per litro): - 
11. «Modena» rosato frizzante 
    Breve descrizione testuale 
    Spuma: vivace, evanescente; 
    Colore: rosato piu' o meno intenso; 
    Odore:  gradevole,  netto,  fragrante,  caratteristico  con  note
floreali e fruttate; 
    Sapore: da secco a dolce, fresco, sapido; 
    Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol; 
    estratto non riduttore minimo: 16 g/l. 
    Puo'   presentare   una   velatura   dovuta   a   residui   della
fermentazione. 
    Gli altri parametri analitici, che non figurano nella sottostante
griglia, rispettano i limiti previsti  dalla  normativa  nazionale  e
dell'UE. 
    Caratteristiche analitiche generali: 
      Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol): - 
      Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol): - 
      Acidita' totale minima: 5,5 in grammi  per  litro  espresso  in
acido tartarico 
      Acidita' volatile massima (in milliequivalenti per litro): - 
      Tenore massimo di anidride solforosa totale (in milligrammi per
litro): - 
12. «Modena» bianco frizzante 
    Breve descrizione testuale 
    Spuma: vivace, evanescente; 
    Colore: giallo paglierino di varia intensita'; 
    Odore: delicato, fragrante, caratteristico con  note  floreali  e
fruttate; 
    Sapore: da secco a dolce, fresco, armonico; 
    Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol; 
    estratto non riduttore minimo: 16 g/l. 
    Puo'   presentare   una   velatura   dovuta   a   residui   della
fermentazione. 
    Gli altri parametri analitici, che non figurano nella sottostante
griglia, rispettano i limiti previsti  dalla  normativa  nazionale  e
dell'UE. 
    Caratteristiche analitiche generali: 
      1. Titolo alcolometrico totale massimo (in % vol): - 
      2. Titolo alcolometrico effettivo minimo (in % vol): - 
      3. Acidita' totale minima: 5,5 in grammi per litro espresso  in
acido tartarico 
      4. Acidita' volatile massima (in milliequivalenti per litro): - 
      5. Tenore massimo di anidride solforosa totale (in  milligrammi
per litro): - 
5. Pratiche di vinificazione 
    5.1 Pratiche enologiche specifiche 
      1. Modena o di Modena 
        Pratica enologica specifica 
        Le pratiche relative all'elaborazione dei vini,  sono  quelle
tradizionalmente consolidate, leali e costanti  e  fanno  riferimento
esclusivamente  alla  pratica  della  rifermentazione   naturale   in
bottiglia   e   della   rifermentazione   naturale   in    autoclave,
indispensabili per conferire ai vini D.O.C. «Modena» o «di Modena» le
loro peculiari caratteristiche.  Le  operazioni  di  arricchimento  e
l'aggiunta dello sciroppo di dosaggio sono  consentite  nel  rispetto
delle condizioni e dei limiti previsti dalla normativa comunitaria. 
    5.2 Rese massime: 
      1. «Modena» bianco 
        23000 chilogrammi di uve per ettaro 
      2. «Modena» rosso 
        23000 chilogrammi di uve per ettaro 
      3. «Modena» rosato 
        23000 chilogrammi di uve per ettaro 
      4. «Modena» Lambrusco 
        23000 chilogrammi di uve per ettaro 
6. Zona geografica delimitata  
    La   zona   di   produzione   comprende    l'intero    territorio
amministrativo dei  comuni  di:  Bastiglia,  Bomporto, Campogalliano,
Camposanto,  Carpi,   Castelfranco   Emilia,   Castelnuovo   Rangone,
Castelvetro di Modena, Cavezzo, Concordia sul Secchia, Finale Emilia,
Fiorano Modenese, Formigine, Guiglia, Maranello, Marano  sul  Panaro,
Medolla, Mirandola, Modena, Nonantola, Novi di Modena,  Prignano  sul
Secchia, Ravarino, S. Cesario sul Panaro, S. Felice  sul  Panaro,  S.
Possidonio,   S.   Prospero,   Sassuolo,   Savignano   sul    Panaro,
Serramazzoni, Soliera, Spilamberto, Vignola, tutti  in  Provincia  di
Modena. 
7. Varieta' di uve da vino 
    Ancellotta N. - Lancellotta 
    Fortana N. - Uva d'oro 
    Lambrusco Barghi N. - Lambrusco 
    Lambrusco Benetti N. - Lambrusco 
    Lambrusco del Pellegrino N. - Lambrusco 
    Lambrusco Grasparossa N. - Groppello Grasparossa 
    Lambrusco Maestri N. - Groppello Maestri 
    Lambrusco Marani N. - Lambrusco 
    Lambrusco Montericco N. - Lambrusco 
    Lambrusco Oliva N. - Lambrusco 
    Lambrusco Salamino N. - Lambrusco 
    Lambrusco Viadanese N. - Lambrusco 
    Lambrusco a foglia frastagliata N. - Enantio N. 
    Lambrusco di Sorbara N. - Lambrusco 
    Malbo gentile N. 
    Merlot N. 
    Montu' B. - Montuni 
    Pignoletto B. - Grechetto gentile 
    Trebbiano modenese B. - Trebbiano 
    Trebbiano romagnolo B. - Trebbiano 
    Trebbiano toscano B. - Procanico 
8. Descrizione del legame/dei legami 
    8.1 A) informazioni sulla zona geografica 
      1) fattori naturali rilevanti per il legame 
    La Provincia di Modena, al  centro  della  regione  emiliana,  ha
tutte le caratteristiche climatiche  della  Valle  Padana,  anche  se
differenziazioni non lievi sono indotte dal fatto  che  la  meta'  di
essa si sviluppa nella regione collinare e montuosa  appenninica.  La
speciale posizione della pianura, posta ai piedi  dell'Appennino,  e'
la causa di un regime termo-pluviometrico  tipicamente  continentale,
con estati calde ed inverni rigidi. I venti umidi del sud vi giungono
generalmente asciutti, determinando  una  bassa  pluviometria,  molto
inferiore a quella che si registra, ad esempio nell'Italia  centrale.
I valori medi degli indici relativi alla luminosita',  all'escursione
termica alle  precipitazioni  piovose,  confermano  l'alto  grado  di
continentalita'  del  nostro  clima  caratterizzato  tra  l'altro  da
piovosita' mal distribuita, con due massimi (primavera ed autunno) di
pericoloso eccesso idrologico e due minimi  (inverno  ed  estate)  di
grave carenza. Per quanto  concerne  la  piovosita'  in  particolare,
l'ambiente della pianura modenese presenta valori sempre  piu'  bassi
rispetto alla restante pianura emiliana soprattutto nei mesi  estivi,
tanto che la pluviometria naturale non copre  mediamente  piu'  della
meta'  del  fabbisogno  idrico  delle  colture  agrarie.  La   natura
argillosa e compatta di gran parte dei terreni modenesi non ha  certo
facilitato l'esercizio dell'agricoltura  attraverso  i  secoli  e  ne
costituisce ancor oggi  uno  degli  aspetti  piu'  difficili.  Questi
caratteri  geografici   sono   raccontati   nel   capitolo   dedicato
all'Ambiente Geografico del volume VI «Ducato  di  Modena  e  Reggio»
compreso nell'opera letteraria di Giuseppe Gorani «L'Italia del XVIII
secolo» che apre il capitolo con  questa  frase:  «La  natura  sembra
abbia favorito in modo particolare la citta' e  il  territorio  dello
Stato di Modena». 
    Si deve soprattutto all'attivita' dell'uomo  il  fatto  di  avere
creato le condizioni per  mantenere  l'ambiente  naturale  e  fertile
attraverso canalizzazioni di scolo, difesa degli eccessi  idrologici,
tecniche ed ordinamenti colturali basati sull'impiego  di  ammendanti
organici  per  ridurre  il   carattere   negativo   della   eccessiva
argillosita' dei terreni agrari. 
      2) Fattori umani rilevanti per il legame 
    Della «vitis Labrusca» ne  parla  Catone  nel  De  Agricoltura  e
Varrone nel De Rustica. E ancora Plinio, che nella Naturale Historia,
documenta le caratteristiche della «vitis vinifera»  «le  cui  foglie
come quelle della vite Labrusca, diventano di colore sanguigno  prima
di cadere». 
    Nel 1300 il bolognese Pier de' Crescenzi,  nel  suo  trattato  di
agricoltura osserva sulle Labrusche, che «nere sono, tingono i vini e
chiariscono, ma intere e con raspi stropicciati si pongono nei vasi e
non viziano il sapore del vino». E' il primo documento che indica che
in quei tempi era nato l'uso di fare il vino dall'uva di quelle viti,
che forse  non  erano  piu'  tanto  «selvatiche».  Occorre  ricordare
infatti che le antiche Labrusche  erano  le  viti  selvatiche  (vitis
vinifera silvestris) o  le  viti  della  sottospecie  vitis  vinifera
sativa,  che  nascevano  spontaneamente  da  seme,  nei  luoghi   non
coltivati. Per questo motivo il  Lambrusco  e'  considerato  uno  dei
vitigni piu' autoctoni del mondo  in  quanto  deriva  dall'evoluzione
genetica  della  vitis  vinifera  silvestris  occidentalis   la   cui
domesticazione ha avuto luogo nel territorio modenese. 
    Il vino Lambrusco e' sempre stato  tenuto  in  grande  onore  dai
Duchi, tanto e' vero che,  due  secoli  e  mezzo  prima,  in  un  suo
«olografo» del giugno del 1430, Nicolo' III d'Este aveva ordinato che
«di tutto il vino che veniva condotto da Modena a  Parigi,  la  meta'
del dazio non venisse pagata», in modo da favorirne il commercio. Gli
autori piu' significativi dell'800  confermano  come  nel  corso  dei
secoli Modena rappresenta un territorio  vocato  alla  produzione  di
vini mossi che hanno acquisito particolare notorieta' e tradizione di
produzione e consumo e i cui caratteri sono dovuti  esclusivamente  o
essenzialmente all'ambiente, compresi  tutti  i  fattori  naturali  e
umani che lo definiscono. L'origine storica della menzione «Modena» o
«di Modena» e' sicuramente nota nella  meta'  del  1800  grazie  alla
metodologia produttiva relativa  al  tipico  vino  frizzante/spumante
rosso derivato da un uvaggio  dei  vari  Lambruschi  tradizionalmente
coltivati in Provincia di Modena. Il vino ottenuto veniva  denominato
«Lambrusco di Modena»  in  quanto  nome  della  citta'  capoluogo  di
provincia.  I  consistenti  e  significativi  risultati  commerciali,
consolidatisi  in  oltre  un  secolo  di  attivita',  hanno  reso  il
«Lambrusco di Modena» un vino tra i  piu'  qualificati  dell'enologia
provinciale. 
    L'incidenza dei fattori umani  si  rileva  in  particolare  nella
determinazione degli aspetti tecnici e produttivi  che  rappresentano
gli elementi di relazione con il disciplinare di produzione: 
      La base ampelografica dei vigneti 
    I vini a denominazione di  origine  controllata  «Modena»  o  «di
Modena» devono essere ottenuti dalle uve prodotte dai vigneti aventi,
nell'ambito aziendale, la seguente composizione ampelografica: 
      Lambrusco - vitigni: Lambrusco Grasparossa, Lambrusco Salamino,
Lambrusco di Sorbara, Lambrusco Marani, Lambrusco Maestri,  Lambrusco
Montericco,  Lambrusco  Oliva,  Lambrusco  a   foglia   frastagliata,
Lambrusco Viadanese, Lambrusco Barghi, Lambrusco  Benetti,  Lambrusco
del  Pellegrino  da  soli  o  congiuntamente,  nella  misura   minima
dell'85%. Possono  concorrere,  da  sole  o  congiuntamente,  le  uve
provenienti dai vitigni Ancellotta, Malbo gentile, Fortana, fino a un
massimo del 15%; 
      Bianco - vitigni: Montuni, Grechetto gentile, Trebbiano  (tutte
le varieta' e cloni idonei alla  coltivazione  nella  regione  Emilia
Romagna), da soli o congiuntamente,  nella  misura  minima  de11'85%.
Possono concorrere altri  vitigni  a  bacca  bianca,  non  aromatici,
idonei alla coltivazione per la Regione  Emilia-Romagna,  fino  a  un
massimo del 15%; 
      Rosso,  Rosato  -  vitigni:  Lambrusco  Grasparossa,  Lambrusco
Salamino, Lambrusco di Sorbara, Lambrusco Marani, Lambrusco  Maestri,
Lambrusco   Montericco,   Lambrusco   Oliva,   Lambrusco   a   foglia
frastagliata,  Lambrusco  Viadanese,  Lambrusco   Barghi,   Lambrusco
Benetti, Lambrusco del Pellegrino, minimo  85%;  per  il  complessivo
rimanente possono concorrere, da sole o  congiuntamente,  le  uve  di
altri vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione  per  la  Regione
Emilia-Romagna. 
      Le forme di allevamento. 
    L'ambiente   pedoclimatico   modenese   favorisce   un   naturale
accrescimento della vite. Le imprese viticole hanno optato per  forme
di allevamento a cordone permanente con tralci  ricadenti  capaci  di
contenere la vigoria delle  piante.  La  forma  di  allevamento  deve
inoltre consentire un'adeguata distribuzione  spaziale  delle  gemme,
esprimere la potenzialita' produttiva  delle  piante,  permettere  la
captazione dell'energia radiante, assicurare sufficiente aerazione  e
luminosita' ai grappoli. Le forme di allevamento piu' diffuse sono il
cordone libero, il cordone speronato, il G.D.C., il guyot, il sylvoz.
La densita' d'impianto e' di 2.500-3.000 ceppi/ettaro nei terreni  di
pianura mentre e' di 3.000/4.000 ceppi/ettaro nei terreni del margine
appenninico e del basso appennino associati a calanchi. 
    I portinnesti maggiormente utilizzati sono: Kober5BB, SO4,  420A,
1103P. 
      Le pratiche relative all'elaborazione dei vini. 
    Le pratiche  relative  all'elaborazione  dei  vini,  sono  quelle
tradizionalmente consolidate, leali e costanti  e  fanno  riferimento
esclusivamente  alla  pratica  della  rifermentazione   naturale   in
bottiglia   e   della   rifermentazione   naturale   in    autoclave,
indispensabili a conferire ai vini D.O.C. «Modena» o «di  Modena»  le
loro peculiari caratteristiche.  Le  operazioni  di  arricchimento  e
l'aggiunta dello sciroppo di dosaggio sono  consentite  nel  rispetto
delle condizioni e dei limiti previsti dalla normativa comunitaria. 
    Gli autori latini (Catone, Plinio, Columella)  nei  loro  scritti
descrivono la produzione di un vino mosso  (Lambrusco)  in  grado  di
liberare spuma e quindi se ne deriva l'immagine di un vino frizzante. 
    Occorre pero' attendere  lo  sviluppo  delle  conoscenze  che  si
ebbero dalla fine  del  '600  a  tutto  l'800  per  capire  la  causa
biologica e la natura chimica della fermentazione alcolica  e  alcuni
aspetti relativi alla tecnica  enologica  collegata.  Altre  scoperte
dovevano pero' fare  far  in  modo  che  tutta  l'anidride  carbonica
prodotta nel corso della fermentazione rimanesse  sciolta  nel  vino:
occorreva da un lato un contenitore in grado di reggere la  pressione
e dall'altro un tappo che ne impedisse la fuga. Sono  due  condizioni
queste che si realizzarono tra la fine del '600 e gli inizi del '700.
Tale propensione per vini frizzanti bianchi e rossi  viene  ricordata
da Autori  successivi  del  seicento  e  del  settecento,  fino  alla
conclusione della lunga evoluzione genetica che portera' alla miglior
identificazione delle  viti  selvatiche  dei  latini  nelle  varieta'
bianche  e  soprattutto  rosse  (famiglia  dei  Lambruschi  modenesi)
descritte dagli ampelografi del 1800 (in particolare Acerbi,  Mendola
e Agazzotti).  Oltre  ai  progressi  tecnologici  si  ebbe  anche  un
importante cambiamento climatico (piccola era glaciale)  con  autunni
freddi e umidi, ritardi di maturazione e fermentazioni incomplete che
determinavano riprese fermentative in botte con rottura delle stesse.
Dalla meta' dell'800 alla meta' del '900 la maniera piu'  diffusa  di
ottenere un Lambrusco frizzante naturale  in  senso  industriale  era
rappresentata dalla rifermentazione in bottiglia. Si  otteneva  cosi'
un Lambrusco frizzante torbido, senza sboccatura, e la gran parte del
prodotto. Nel 1860 prese cosi' ad operare a Modena la  prima  cantina
di produzione di Lambrusco frizzante di tutta l'Emilia. Le produzioni
migliori venivano comunque sottoposte alla eliminazione  delle  fecce
anche con metodi che ne diminuissero le perdite  quanti  qualitative,
dapprima con macchine travasatrici  isobariche  (messe  a  punto  dal
Martinotti a fine '800), mentre attualmente anche nei vini  frizzanti
e spumanti rifermentati in bottiglia si usa eliminare il deposito  di
fecce di lievito dopo averlo fatto discendere verso il tappo e previo
congelamento del collo della bottiglia. 
    8.2 B) Informazioni sulla qualita' e  sulle  caratteristiche  del
prodotto  essenzialmente  o  esclusivamente  attribuiti  all'ambiente
geografico. 
    La D.O.C. «Modena» o «di Modena» e' riferita alla  produzione  di
vino rosso con la possibilita' di menzionare il vitigno «Lambrusco» o
il  riferimento  alle  due  tipologie  «Rosso»  e  «Rosato»  e   alla
produzione di vino bianco con il riferimento alla tipologia «Bianco».
Dal punto di vista analitico ed organolettico questi vini  presentano
caratteristiche molto evidenti e peculiari, descritte all'articolo  6
del disciplinare, che  ne  permettono  una  chiara  individuazione  e
tipicizzazione legata all'ambiente geografico. 
    Dalle uve prodotte nel  territorio  modenese  si  possono  quindi
ottenere vini rossi di colore rubino e vini rossi  ben  colorati  con
tendenze al violaceo con acidita' medio-alta e struttura medio-bassa.
I vini  bianchi  hanno  colore  giallo  paglierino,  buona  acidita',
struttura media. 
    La freschezza e la fragranza dei profumi con evidenze floreali  e
fruttate contribuiscono al loro equilibrio gustativo. 
    8.3 C) descrizione dell'interazione causale fra gli  elementi  di
cui alla lettera A) e quelli di cui alla lettera B). 
    A Modena la vitivinicoltura ha un  valore  socio-economico  molto
importante ed  e'  legata  alla  produzione  di  vini  «frizzanti»  e
«spumanti». Il fattore ambientale piu'  importante  nel  condizionare
l'equilibrio vegeto-produttivo e la qualita' del vino e' il  terreno.
Pur  nella  loro  variabilita'  determinata  dall'ambiente  e   dagli
interventi agronomici, i terreni  agrari  modenesi  possono  pertanto
considerarsi di buona fertilita' che si identificano nei seguenti tre
tipi rappresentativi: 
      a) terreni sciolti, di colorazione gialla o  rossastra,  poveri
di  calce  e  spesso  anche  di  fosforo  totale   ed   assimilabile,
localizzati nella fascia pedecollinare ma anche  ad  altimetrie  piu'
elevate  con  suoli  che  in  pianura   vengono   denominati   «terre
parzialmente decarbonate della pianura pedemontana», mentre due  sono
i  suoli  dei  rilievi  «terre  scarsamente  calcaree   del   margine
appenninico»,  «terre  calcaree  del   basso   appennino   localmente
associate a calanchi; 
      b) terreni di medio impasto, ottimi sia sotto il profilo fisico
che chimico, originati dalle alluvioni dei fiumi  Secchia  e  Panaro,
localizzati nella media pianura che rientrano  nei  suoli  denominati
«terre calcaree dei dossi fluviali con i  suoli  Sant'Omobono  franca
limosa argillosa»; 
      c) terreni argillosi, molto compatti ma chimicamente ben dotati
e fertili, i quali costituiscono la maggior parte della pianura con i
suoli denominati «terre argillose delle valli bonificate». 
    I terreni di pianura appartengono alle alluvioni del  pleistocene
e dell'olocene, mentre i terreni collinari  e  montani,  cretacei  ed
eocenici, sono molto ricchi di componenti finissimi e  colloidali.  I
terreni di pianura sono praticamente esenti da  scheletro  grossolano
che invec e' spesso presente nei terreni coltivati di  collina  e  di
montagna in forma di frammenti brecciosi che  possono  ostacolare  le
normali operazioni colturali. 
    Nella media pianura della provincia modenese  caratterizzata  dai
suoli «Sant'Omobono franca  limosa  argillosa»  l'indice  di  Winkler
varia dai 1900 ai 2000 gradi giorno con  precipitazioni  del  periodo
aprile-ottobre che si attestano attorno di 450  mm.  La  vigoria  dei
vigneti e' elevata con produzioni medio-alte. Dalle uve  prodotte  in
questo territorio si ottiene un vino discretamente  colorato,  povero
di struttura, di moderato grado alcolico, di  buona  acidita'  e  con
note floreali e fruttate molto evidenti. Nella pianura posta  a  nord
della provincia modenese dove prevalgono i  suoli  denominati  «terre
argillose delle valli bonificate» l'indice di Winkler varia dai  1900
ai 2000 gradi giorno con precipitazioni  del  periodo  aprile-ottobre
che si attestano attorno ai 450 mm. La vigoria dei vigneti e' elevata
con produzioni costanti. 
    Dalle uve prodotte in questo territorio si ottiene  un  vino  ben
colorato, di buona struttura, di corpo morbido, di media  acidita'  e
con note fruttate evidenti. Nella pianura posta a sud della provincia
modenese prevalgono i suoli  «terre  parzialmente  decarbonate  della
pianura pedemontana» l'indice di Winkler varia dai 2169 ai 2193 gradi
giorno. Le precipitazioni medie del periodo  aprile-ottobre  si  sono
attestate sui 437-449 mm. Il  territorio  pedecollinare  e  collinare
della  Provincia  di  Modena  e'  caratterizzato  dai  suoli   «terre
scarsamente calcaree del margine appenninico», « terre  calcaree  del
basso appennino localmente associate a calanchi». 
    L'indice di Winkler varia dai 1890 gradi  giorno  rilevati  nella
zona di Vignola posta all'altitudine di  120-125  m.  ai  2028  gradi
giorno di Levizzano Rangone posto ad una altitudine di 135 m..  Dalle
uve prodotte in questi areali si ottiene  un  vino  di  colore  rosso
tendente  al  violaceo,  strutturato,  di  corpo  morbido,  di  bassa
acidita', con note fruttate molto evidenti. 
    La storia del Lambrusco e della produzione dei vini frizzanti nei
territori modenesi parte da lontano e  racchiude  dentro  di  se'  il
fascino  delle  prime  testimonianze  dei  poeti  e  degli  scrittori
del'eta' classica (Virgilio, Catone, Varrone) che  nelle  loro  opere
raccontano di una «Labrusca vitis», ovvero un vitigno  selvatico  che
produceva frutti dal gusto aspro e che  soleva  crescere  ai  margini
delle campagne. Il Lambrusco, un vino rosso che puo' essere frizzante
o spumante, il colore rosso rubino brillante, da servire a  12-14  °C
per cogliere appieno fragranze e profumi, e' nato a Modena e  da  qui
si e' diffuso sui mercati nazionali ed esteri. 
    Diversi sono gli elementi dai quali si coglie l'importanza che ha
la vitivinicoltura  a  Modena,  7.620  ettari  di  superficie  vitata
costituiti per l'87% da vitigni Lambrusco,  l'azienda  vinicola  piu'
antica  della  Regione  Emilia-Romagna,  la  presenza  della  cantina
sociale piu' antica d'Italia in attivita', tre  cantine  sociali  che
hanno festeggiato il centenario della loro fondazione, ma soprattutto
il fatto che a Modena prevale la produzione di vini  a  denominazione
di origine, DOP e IGP. Con l'utilizzo della denominazione di  origine
i produttori modenesi desiderano affermare al consumatore che i  loro
prodotti hanno piu' cose da raccontare rispetto  ad  altri:  da  dove
provengono, come vengono lavorati, quali sono le caratteristiche e le
peculiarita'  che  li  differenziano  dalle  produzioni  che  non  si
identificano in un territorio ben definito. 
9. Ulteriori condizioni essenziali  (Confezionamento,  etichettatura,
altri requisiti) 
    - 
    link         al         disciplinare         del         prodotto
http://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPa
gina/22200