(Allegato B) (parte 2)
5. PRATICHE DI VINIFICAZIONE 
 
5.1 Pratiche enologiche specifiche 
    1. Arricchimento - Dolcificazione e presa di spuma 
    Restrizioni pertinenti delle pratiche enologiche 
    E'  consentito  l'aumento  del  titolo   alcolometrico   volumico
naturale mediante la pratica dell'arricchimento, da  effettuarsi  con
mosto di uve concentrato ottenuto da uve provenienti  dalla  zona  di
produzione delimitata o con mosto di uve concentrato  e  rettificato,
nei limiti e con le modalita' previste dalla normativa comunitaria  e
nazionale. 
    L'indicazione  geografica  tipica  «Emilia»  o  «dell'Emilia»  e'
inoltre riservata ai relativi prodotti vitivinicoli, nelle  categorie
previste, quando almeno l'85% di tali  prodotti,  o  dei  prodotti  a
monte del vino, provengano dalla zona di produzione  delimitata,  ivi
compresi i prodotti eventualmente utilizzati per la dolcificazione  e
per la presa di spuma. 
    2. Vinificazione in bianco delle uve «Pinot nero» 
    Pratica enologica specifica 
    Nella   produzione   di   vini   frizzanti   e   spumanti   viene
tradizionalmente effettuata la vinificazione in bianco delle  uve  di
Pinot nero. Dalla vinificazione in bianco delle uve «Pinot  nero»  si
ottiene infatti un vino di colore bianco, con note olfattive eleganti
di  gradevolezza  aromatica,  in  grado  di   mantenere   la   giusta
persistenza e finezza della spuma. 
5.2 Rese massime: 
    1. bianco, rosso, rosato, Fogarina, Fortana,  Lambrusco,  Montu',
Trebbiano - tutte le tipologie disciplinate, ad eccezione del Passito 
    29000 chilogrammi di uve per ettaro 
    2. Alionza, Ancellotta, Moscato bianco, Grechetto gentile - tutte
le tipologie disciplinate, ad eccezione del "Passito" 
    26000 chilogrammi di uve per ettaro 
    3.  Malvasia  (da  Malvasia  di  Candia  aromatica)  -  tutte  le
tipologie disciplinate, ad eccezione del "Passito" 
    24000 chilogrammi di uve per ettaro 
    4.  Chardonnay,  Spergola,  Sauvignon  -   tutte   le   tipologie
disciplinate, ad eccezione del "Passito" 
    23000 chilogrammi di uve per ettaro 
    5. Barbera, Cabernet,  Cabernet  Franc,  Sangiovese  -  tutte  le
tipologie disciplinate, ad eccezione del "Passito" 
    21000 chilogrammi di uve per ettaro 
    6. Cabernet Sauvignon, Malbo gentile, Malvasia bianca, Marzemino,
Merlot -tutte le tipologie disciplinate, ad eccezione del "Passito" 
    20000 chilogrammi di uve per ettaro 
    7. Pinot bianco, Pinot grigio, Pinot  nero,  Riesling  italico  -
tutte le tipologie disciplinate, ad eccezione del "Passito" 
    20000 chilogrammi di uve per ettaro 
    8. bianco "Passito", rosso «Passito", Fogarina «Passito" 
    145 ettolitri per ettaro 
    9. Grechetto gentile «Passito" 
    130 ettolitri per ettaro 
    10. Malvasia (da Malvasia di Candia aromatica) «Passito" 
    120 ettolitri per ettaro 
    11. Spergola "Passito" 
    115 ettolitri per ettaro 
    12. Sauvignon «Passito" 
    105 ettolitri per ettaro 
    13. Malbo gentile «Passito", Marzemino «Passito" 
    100 ettolitri per ettaro 
 
6. ZONA GEOGRAFICA DELIMITATA 
    La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei vini e  dei
mosti di uve parzialmente fermentati atti ad essere designati con  la
indicazione geografica  protetta  «dell'Emilia  /  Emilia»  comprende
l'intero  territorio  amministrativo  delle  province   di   Bologna,
Ferrara, Modena, Parma, Piacenza e Reggio Emilia. Nella  parte  della
provincia di Bologna situata alla destra del  fiume  Sillaro  possono
essere rivendicate con l'indicazione geografica protetta «dell'Emilia
/ Emilia»  le  uve  destinate  alla  produzione  delle  tipologie  di
prodotti  vitivinicoli  previste,  ad  esclusione   delle   tipologie
qualificate con il vitigno Lambrusco. 
 
7. VARIETA' DI UVE DA VINO 
    Alionza B. 
    Ancellotta N. - Lancellotta 
    Barbera N. 
    Cabernet franc N. - Cabernet 
    Cabernet sauvignon N. - Cabernet 
    Chardonnay B. 
    Fogarina N. 
    Fortana N. - Uva d'oro 
    Lambrusco Barghi N. - Lambrusco 
    Lambrusco Benetti N. - Lambrusco 
    Lambrusco Grasparossa N. - Groppello Grasparossa 
    Lambrusco Grasparossa N. - Lambrusco 
    Lambrusco Maestri N. - Lambrusco 
    Lambrusco Marani N. - Lambrusco 
    Lambrusco Montericco N. - Lambrusco 
    Lambrusco Oliva N. - Lambrusco 
    Lambrusco Salamino N. - Lambrusco 
    Lambrusco Viadanese N. - Lambrusco 
    Lambrusco a foglia frastagliata N. - Enantio N. 
    Lambrusco a foglia frastagliata N. - Lambrusco 
    Lambrusco di Sorbara N. - Lambrusco 
    Malbo gentile N. 
    Malvasia bianca di Candia B. - Malvasia 
    Malvasia di Candia aromatica B. - Malvasia 
    Marzemino N. - Berzemino 
    Melara B. 
    Merlese N. 
    Merlot N. 
    Montu' B. - Montuni 
    Moscato bianco B. - Moscato 
    Pignoletto B. - Grechetto gentile 
    Pinot bianco B. - Pinot 
    Pinot grigio - Pinot 
    Pinot nero N. - Pinot 
    Riesling italico B. - Riesling 
    Sangiovese N. - Sangioveto 
    Sauvignon B. - Sauvignon blanc 
    Spergola B. 
    Terrano N. - Lambrusco dal peduncolo rosso 
    Trebbiano modenese B. - Trebbiano 
    Trebbiano romagnolo B. - Trebbiano 
    Trebbiano toscano B. - Biancame B. 
    Trebbiano toscano B. - Trebbiano 
 
8. DESCRIZIONE DEL LEGAME/DEI LEGAMI 
 
8.1 A) Informazioni sulla zona geografica: 
1) fattori naturali rilevanti per il legame 
    Per  tutte  le  categorie  di  vini  regolamentati  l'areale   di
produzione dei vini IGP «Emilia» o «dell'Emilia»  comprende  l'intero
territorio amministrativo delle Province di Bologna, Ferrara, Modena,
Parma, Piacenza e Reggio Emilia. 
    Tale  zona  presenta  caratteri  di  uniformita'  negli   aspetti
pedoclimatici, vista la comune origine, la giacitura e  l'esposizione
dei terreni, ed  e'  nel  suo  complesso  vocata  ad  una  rigogliosa
viticoltura. In particolare il  clima  ha  uniformato  il  paesaggio,
tanto che i vigneti destinati alla produzione dei vini IGP «Emilia» o
«dell'Emilia» sono allevati e coltivati con tecniche  sostanzialmente
omogenee in tutta l'area. 
    Al fine di uniformare in zone omogenee l'interazione tra  vitigni
ed ambiente e' stata inserita nella zona di produzione il  territorio
della provincia di Bologna posto alla destra del  fiume  Sillaro.  Si
tratta  di  un  territorio  che  si  presenta   con   caratteristiche
pedoclimatiche simili all'attuale zona di  produzione  caratterizzata
da suoli  molto  profondi,  di  tessitura  media,  da  scarsamente  a
moderatamente calcarei nell'orizzonte lavorato e fortemente  calcarei
negli orizzonti profondi, da neutri a debolmente alcalini, presentano
una buona  disponibilita'  di  ossigeno,  mostrano  buone  attitudini
produttive   nei   confronti   delle   principali   colture   agrarie
praticabili. 
    La  zona  delimitata,  che,  a  partire  dall'estremita'   ovest,
interessa sei provincie, comprende paesaggi molto diversi,  ripartiti
quasi egualmente tra ambienti di pianura e  di  rilievo  appenninico.
Tale  zona  presenta   caratteri   di   uniformita'   negli   aspetti
pedoclimatici vista la comune origine, la giacitura  e  l'esposizione
dei terreni. Il clima nelle sue varie espressioni  ha  uniformato  il
paesaggio e di conseguenza, le  colture,  tanto  che  i  vitigni  che
compongono la base ampelografica dei vini  a  Indicazione  Geografica
Tipica  «Emilia»  o  «dell'Emilia»  sono  allevati  e  coltivati  con
tecniche sostanzialmente omogenee in tutta la zona. 
    La pianura, con un'altitudine tipicamente compresa tra i 2  ed  i
70 m  s.l.m.,  occupa  un'area  continua  dal  fiume  Po  alla  costa
adriatica,  e  fino  agli  ampi  fondivalle  appenninici,   dove   si
raggiungono quote anche di 150 m s.l.m.  Nella  piana  pedemontana  e
nella piana alluvionale a crescita verticale, i sedimenti  provengono
principalmente dai fiumi  e  torrenti  appenninici;  sono  invece  di
pertinenza del fiume Po i sedimenti della pianura a meandri  e  della
pianura deltizia. 
    Il rilievo appenninico interessa un'area continua che si  estende
dalle prime colline fino al crinale appenninico, compresa una area di
pianura di transizione, morfologicamente mossa, quasi  assente  nella
zona sud est della  regione  esclusa  dalla  delineazione.  Le  quote
variano da 100 a 2.200 metri, ma il vigneto interessa prevalentemente
quote inferiori ai 600 metri. Predominano le rocce sedimentarie,  con
litotipi molto  vari  (arenarie,  argille,  calcari,  gessi,  sabbie,
conglomerati). I suoli sono distribuiti  secondo  mosaici  complessi,
per la varieta' dei fattori orografici locali, e dei  condizionamenti
dovuti ai processi morfogenetici, per  la  complessita'  dell'assetto
geologico strutturale e della  distribuzione  dei  litotipi,  per  la
diversita' del clima, della vegetazione, e dell'intervento umano. 
    A seconda della zona, in relazione ai vitigni  coltivati  e  alla
tradizione viticola ed enologica, il vigneto e' presente a differenti
altitudini, a partire  dalla  pianura;  l'area  meno  vitata  risulta
quella dell'alto appennino, caratterizzato  da  climi  eccessivamente
freddi. Il regime delle temperature dell'area  e'  caratterizzato  da
un'elevata variabilita',  passando  dal  temperato  sub  continentale
(piu' importante relativamente all'area vitata) al temperato  fresco.
In pianura, il clima  assume  maggiori  caratteri  continentali,  con
valori medi annui intorno a 14-16°C. Le precipitazioni variano da 600
a 800 mm annui, concentrate  maggiormente  nel  periodo  autunnale  e
secondariamente primaverile. Le piovosita'  minime  sono  localizzate
nell'area nord-orientale, nella zona deltizia del Po, dove  si  rende
evidente anche l'influenza del mare. 
    Le condizioni di  deficit  idrico  avvengono  principalmente  nel
periodo estivo, attenuate dall'elevata umidita' relativa dell'aria  e
dalle  dotazioni  idriche  superficiali.  Salendo  di  altitudine  la
piovosita' aumenta, variando da circa  800  mm  (margine  appenninico
prospiciente la pianura) ad oltre i  2.000  mm  dell'alto  appennino,
parallelamente ad un aumento  dei  giorni  di  pioggia.  Il  bilancio
idroclimatico segue il medesimo andamento della piovosita' con valori
variabili da circa -  400  mm  della  pianura  piu'  interna  fino  a
raggiungere lo 0 sul medio Appennino e  valori  positivi  a  maggiori
altitudini. 
2) fattori umani rilevanti per il legame 
    Di fondamentale rilievo sono i fattori umani legati al territorio
di produzione, che per consolidata tradizione  hanno  contribuito  ad
ottenere  il  vino  «Emilia».  Il  vigneto  emiliano  vanta   origini
antichissime, essendosi rinvenuti semi di uva  risalenti  al  periodo
dell'eta' del ferro in diverse stazioni  terramaricole  presenti  sul
territorio. I Lambruschi sono i vitigni piu' antichi  della  regione,
sicuramente di origine etrusca e  in  ogni  caso  geneticamente  piu'
prossimi alla vite selvatica, dalla quale sono stati selezionati. Sul
territorio  delimitato  hanno  impiantato  viti  i  paleoliguri,  gli
etruschi, i romani, influenzati anche dalla presenza  di  popolazioni
celtiche. Ai diversi influssi si  deve  la  diffusione  dell'arbustum
gallicum, forma maritata  a  tutori  vivi,  piu'  alta  e  adatta  ad
ambienti  fertili  di  pianura,  e   la   vinea   characatae,   forma
d'allevamento bassa, di origine greca,  idonea  per  aree  collinari.
Successivamente  diversi  autori  romani,  citano  ed   elogiano   la
diffusione della viticoltura emiliana che prospera e da' buoni  vini.
Lo sviluppo della viticoltura  prosegue  durante  l'epoca  medioevale
grazie all'operosita' dei villani e dei  monaci-agresti  della  zona.
Pier de Crescenzi nel 1300, riporta una trentina di varieta' di  viti
e vini, prodotti in Emilia,  dalla  pianura  ai  monti,  tra  cui  il
Trebbiano, il Grechetto gentile («Pignuolo») e le lambrusche. 
    Interessante la testimonianza storica di come la viticoltura e  i
relativi prodotti enologici si siano sviluppati fin  dal  XIV  secolo
dalle terre piu' basse di pianura, alla piu' alta collina, come  cita
il Pier de Crescenzi:« Ed e' d'un'altra spezie,  la  quale  e'  detta
duracla, la quale e' molto nera ed ha i granelli lunghi,  e  fa  vino
molto nero e buono nelle terre umide e acquose, ma ne'  monti  e  nei
luoghi secchi non si rallegra: e questa sopra tutte le  altre  spezie
e' eletta a Ferrara:  ed  e'  un'altra  spezie,  la  quale  e'  detta
gmaresta, e non e' molto nera ed ha il granello lungo, e  perde  anzi
la maturita' tutte  le  foglie,  e  in  sapore  e'  agra  e  acetosa,
mezzanamente fruttifera, e fa grappoli  rari  e  vino  ottimo  e  ben
servabile. E questa uva non e' manicata ne'  dagli  uccelli,  ne'  da
cani, ne' dagli uomini volentieri: e di questa e' trovata molta nelle
parti de' monti di Bologna.» La rinomanza dei vini emiliani si e' poi
diffusa attraverso i secoli, sia nella produzione di vini  frizzanti,
che di vini fermi, rossi e  bianchi  e  anche  di  vini  liquorosi  o
passiti, come emerge da diverse esposizioni  internazionali  di  vini
(si citi ad esempio il Catalogo nazionale  dell'esposizione  italiana
del 1861), fino ad approdare ad una ufficializzazione con la  nascita
delle denominazioni di origine. Nel  1925,  Norberto  Marzotto  erige
un'interessante lista delle uve  coltivate  nelle  diverse  provincie
emiliane  in  cui  figurano  tutte  le   varieta'   delle   tipologie
specificate  nell'articolo  2,  comprese  alcune  molto  locali  come
Spergola, Moscato, Fogarina e Termarina;  non  sono  citate  varieta'
internazionali, non considerate dall'autore,  ma  egualmente  diffuse
sul territorio. All'inizio degli anni  cinquanta  la  vitivinicoltura
della  zona  ritrova  slancio  e  vitalita'   economica   grazie   ai
consistenti e significativi  risultati  commerciali  che  hanno  reso
possibile una larga diffusione dei vini IGT «Emilia»  in  particolare
quelli  abbinati  ai  vitigni  «Lambrusco»,   «Malvasia»,   Grechetto
gentile, «Trebbiano». Nel  1967,  nel  territorio  considerato,  sono
approvate tre denominazioni d'origine controllata, che raggiungono la
decina   nel   decennio   successivo,   a    conferma    dell'elevata
vocazionalita'  vinicola  della  zona.  Il  18-11-1995   il   decreto
ministeriale   approva   la   costituzione   dell'IGT   «Emilia»    o
«Dell'Emilia»  e  altri  IGT  i  cui  confini  ricadono  in  parte  o
completamente all'interno della piu' ampia indicazione «Emilia». 
    Il  potenziale  complessivo  viticolo  dell'area  delimitata   e'
elevato, essendo presenti nel 2000 (Istat) ben 32.427 ha di vite.  La
produzione di vino IGT «Emilia» prodotta da questi vigneti  e'  negli
anni sempre stata importante. Nel 2009  (Osservatorio  ISMEA-Mipaaf),
con una produzione di uva di 1,3 milioni  di  quintali,  ottenuta  da
circa 6.300  ettari,  si  e'  affermata  come  la  terza  indicazione
geografica nazionale per importanza. Predominano  i  vini  rossi  sui
bianchi. 
    Il  fattore  umano  si  rivela   essenziale   per   l'indicazione
geografica tipica, in riferimento: 
    - alla base ampelografica del  vigneto:  i  vitigni  sono  quelli
tradizionalmente coltivati nella  zona  delimitata,  di  cui  diversi
autoctoni dell'area emiliana e diffusi solo localmente; 
    - alle tecniche agronomiche adottate: le forme  d'allevamento,  i
sesti d'impianto sono quelle storicamente evolutesi nella zona, volte
a contenere le rese e ottenere le qualita' previste dal disciplinare;
l'ambiente pedoclimatico favorisce un  naturale  accrescimento  della
vite, le imprese hanno optato per  forme  di  allevamento  a  cordone
permanente con tralci ricadenti capaci di contenere la vigoria  delle
piante, di consentire un'adeguata distribuzione spaziale delle gemme,
esprimere  la  potenzialita'  produttiva,  permettere  la  captazione
dell'energia radiante, assicurare sufficiente aerazione e luminosita'
ai grappoli. Le forme di allevamento piu'  diffuse  sono  il  cordone
libero, il cordone speronato, il G.D.C.,  il  guyot,  il  sylvoz.  La
densita' d'impianto varia dai 2.500-3.000 ceppi/ettaro nei terreni di
pianura  ai  3.000/4.000  ceppi/ettaro  nei   terreni   del   margine
appenninico e del basso appennino associati a calanchi. I portinnesti
maggiormente utilizzati sono: Kober5BB, SO4, 420A, 1103P. 
    -  alle  pratiche  di  elaborazione  dei  vini:  tradizionalmente
consolidate in zona per la produzione di vini rossi e bianchi,  fermi
o frizzanti per le tipologie consentite dal disciplinare, nonche' per
la produzione di vini passiti e novelli. 
 
8.2 B)  Informazioni  sulla  qualita'  o  sulle  caratteristiche  del
prodotto essenzialmente o  esclusivamente  attribuibili  all'ambiente
geografico: 
    I vini di cui al presente disciplinare di produzione  presentano,
dal punto di vista analitico ed organolettico, caratteristiche  molto
evidenti e peculiari, descritte all'articolo 6, che ne permettono una
chiara   individuazione   e   tipicizzazione   legata    all'ambiente
geografico. In generale l'Emilia e' la  patria  dei  vini  frizzanti,
frutto di una lunga tradizione locale, caratteristica che accomuna  i
vini di pianura e di collina, da est a ovest della  Regione,  ma  non
mancano vini rossi e bianchi fermi importanti, ottenuti per  lo  piu'
in ambito collinare. 
    In particolare, tra i vini rossi varietali  si  distinguono  vini
tranquilli, equilibrati e fruttati come Cabernet  (Cabernet  Franc  e
Cabernet Sauvignon), Merlot, Pinot  nero  e  Sangiovese,  da  vini  a
duplice attitudine, fermo e frizzante, come Malbo Gentile, Marzemino,
Ancellotta, Barbera e,  da  quelli  piu'  tipicamente  frizzanti,  di
giusta acidita' e profumati, come  i  vini  IGT  «Emilia»  Lambrusco,
Fogarina e Fortana. 
    Tutti i vini bianchi sono prodotti sia  nelle  versioni  fermo  o
frizzante, quest'ultima piu' diffusa, anche con  varieta'  aromatiche
come Malvasia di Candia aromatica e Moscato bianco.  La  tradizionale
presenza di bollicine dei  vini  frizzanti  partecipa  all'equilibrio
gustativo esaltando i profumi  varietali.  I  vini  bianchi,  sia  da
vitigni internazionali, come il Sauvignon o Chardonnay, che regionali
o locali, come  il  Grechetto  gentile,  il  Montu'  e  la  Spergola,
manifestano adeguati livelli di acidita', anche malica, che  esaltano
i profumi varietali. 
    D'interesse la sapidita' e la struttura  manifestata  nelle  aree
piu' vocate, soprattutto collinari, dove  si  possono  ottenere  vini
piu' strutturati e anche vini passiti, tradizionali della zona. 
    Nelle versioni novello dei vini IGT «Emilia»,  i  sentori  legati
alla  macerazione  carbonica  delle  uve,  si  legano  ai   caratteri
sensoriali del vitigno e all'ambiente di coltivazione. 
    La produzione di vini spumanti  e'  una  diretta  derivazione  di
quella dei vini frizzanti che hanno  diffuso  la  rifermentazione  in
grandi recipienti chiusi a partire dal 1950. Secondo la  legislazione
in essere si adottano  le  tecnologie  per  la  produzione  dei  vini
spumanti, con l'ottenimento di diversi tipi in relazione al tenore di
zuccheri residui, da secco a dolce. 
 
8.3 C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi  di  cui
alla lettera A) e quelli di cui alla lettera B). 
    La zona geografica delimitata e'  un'area  molto  variabile,  con
caratteristiche  che  hanno   portato   a   diverse   viticolture   e
all'insediamento di diversi vitigni,  specifici  per  ogni  zona.  Il
vigneto «Emilia» e' per circa il 60% localizzato in di pianura  e  il
38 %  in  collina;  marginale  la  montagna  (Istat,  2000).  I  vini
rispecchiano le due macrozone viticole  dell'Emilia-Romagna,  perche'
la pianura produce vini piu' freschi e beverini, mentre la collina ha
spesso vini piu' strutturati, eleganti e persistenti all'olfatto e al
gusto. 
    In generale le condizioni d'illuminazione  e  calore  della  zona
geografica delimitata, in  riferimento  all'area  vitata,  permettono
alle  uve  di  raggiungere  un  adeguato  grado  di  maturazione.  Le
sommatorie termiche piu' elevate si raggiungono in pianura con  2.400
gradi (Indice di Winkler),  che  decrescono  salendo  di  altitudine.
Nell'area collinare, sono tradizionalmente  vitate  le  aree  con  le
condizioni climatiche migliori,  su  versanti  ben  esposti  o  valli
maggiormente protette da correnti di aria fredda, dove  si  ottengono
vini di elevato pregio. Piu' diffusa la viticoltura  collinare  nelle
Province di Piacenza, Parma e Bologna. Ad  altitudini  piu'  elevate,
dove il vigneto e' piu' marginale, con suoli poco profondi,  soggetti
a intensi  fenomeni  erosivi,  trovano  un  ambiente  particolarmente
favorevole vitigni a ciclo breve. Nell'area  di  pianura  trovano  le
condizioni migliori varieta' a maggiore richiesta di calore,  come  i
Lambruschi,  piu'  diffusi  nella  parte  centrale   della   regione,
soprattutto nelle Province di Reggio Emilia e Modena,  mentre  l'area
di margine e di basso Appennino, dove si incontrano i  primi  rilievi
collinari e le prime vallate, trovano le condizioni ideale  un  ampio
gruppo di vitigni, da bianchi a rossi, sia per la produzione di  vini
fermi che frizzanti, o anche  passiti.  Qui  il  carattere  climatico
continentale   e'   attenuato   da   una   maggiore   ventosita'    e
precipitazioni, e i versanti e relativi suoli, piu' eterogenei,  sono
scelti in base al tipo di prodotto desiderato. 
    Il clima sub continentale,  garantisce  una  adeguata  piovosita'
durante l'anno, mentre i fenomeni di siccita' estiva,  sono  mitigati
in pianura dalla presenza di corsi d'acqua e terreni  profondi  e  da
una  migliore  entita'  e  distribuzione  delle  piogge  in  collina,
rendendo tali ambienti favorevoli alla coltura della vite. 
    Non mancano fenomeni locali  particolari,  come  ad  esempio,  in
pianura, nei pressi di Ferrara, la presenza di suoli deltizi e  della
pianura costiera, con altitudini inferiori al livello  del  mare,  ad
idromorfia poco profonda, ma la cui disponibilita' idrica  del  suolo
e' contrastata da un bilancio idroclimatico molto negativo; in questo
ambiente e' tradizionalmente diffusa la varieta' Fortana. 
    In generale comunque, la presenza di elevate escursioni  termiche
tra notte e giorno nel periodo di maturazione delle uve,  abbinate  a
terreni prevalentemente sub alcalini o alcalini, a tessitura  fine  o
moderatamente fine, determinano l'ottenimento  di  vini  profumati  e
dall'alto contenuto in polifenoli, da cui derivano le caratteristiche
organolettiche tipiche dei vini. 
    La viticoltura ed i prodotti enologici variano anche da ovest  ad
est, secondo la tradizione delle singole zone. L'area di  pianura  e'
quella che produce la maggiore quantita' di vino e comprende la  zona
storica  emiliana  etrusca  dei  Lambruschi,  una  zona  coltivata  a
Trebbiano e un'area  particolare  della  Provincia  di  Ferrara,  nei
pressi della costa, dove predomina la Fortana. Nei colli,  procedendo
da ovest verso est, si incontra la tradizione  viticola  greco-romana
dei colli di Piacenza, a cui sono legati i vitigni Barbera, Croatina,
e la tradizionale Malvasia di Candia aromatica che  raggiunge  l'area
delle colline di Parma e Reggio Emilia. Sui colli si diffondono molti
altri vitigni, internazionali o locali,  tra  cui  si  incontrano  il
Sauvignon,  la  Spergola,  il  Montuni  e   il   Grechetto   gentile,
quest'ultimo molto diffuso nell'area di Bologna, unitamente ai  rossi
alla base dei vini  bordolesi  Cabernet  e  Merlot.  Ai  confini  est
dell'area collinare troviamo anche lo storico Sangiovese e l'Albana. 
    L'importanza  della  viticoltura  di  questa  area  viticola   e'
ufficializzata dall'importante  diffusione  del  vigneto  all'interno
dell'area delimitata e dalle centinaia di migliaia  di  ettolitri  di
vino «Emilia» prodotto e commercializzato ogni anno nel mondo. 
 
8.4 dell'Emilia / Emilia, categoria: vino ottenuto da uve appassite. 
    Informazioni sulla qualita' specifica del  prodotto  attribuibile
all'origine geografica e legame causale con la zona geografica. 
    Il colore varia da giallo dorato ad ambrato dei bianchi al  rosso
granato in relazione al vitigno utilizzato.  L'odore  e'  delicato  e
caratteristico con note di uva appassita, talvolta speziato e ricorda
il miele e la frutta matura. Il sapore e'  pieno,  armonico,  e  puo'
variare dal secco al dolce anche se prevalgono le tipologie con  piu'
elevato contenuto zuccherino. 
    Nonostante che la produzione di vini  passiti  interessi  un  po'
tutte le varieta', sia a bacca bianca che a bacca nera,  quelle  piu'
frequentemente utilizzate appartengono ai vitigni aromatici  (Moscato
giallo,  Moscato  rosa,  Traminer   aromatico)   e   semi   aromatici
(Goldtraminer, Nosiola, Riesling renano, Sauvignon ecc.). 
    L'appassimento avviene in appositi locali, la durata del  periodo
di  appassimento   e'   varia   e   dipende   dall'intensita'   delle
caratteristiche che con tale tecnica  si  desiderano  trasmettere  al
prodotto finito. 
    Le  uve  destinate  alla  produzione  dei   vini   passiti   sono
individuate dal produttore sulla base di  specifiche  caratteristiche
strutturali e qualitative del grappolo. 
    Risultano   particolarmente   adatti   ad    essere    sottoposti
all'appassimento i grappoli con ampi  spazi  fra  gli  acini  la  cui
selezione avviene nel vigneto al momento della vendemmia. 
    L'appassimento e' favorito dalla pronunciata  escursione  termica
fra il giorno e la notte, che si registra in particolare nel  periodo
tardo-estivo/autunnale. 
    Le caratteristiche qualitative dei predetti vini sono determinate
dall'influenza  delle  condizioni  pedoclimatiche   della   zona   di
produzione, che grazie al clima temperato,  fresco  e  ventilato,  ai
terreni  ben  drenanti,  con   sufficiente   disponibilita'   idrica,
risultato di una piovosita' distribuita  anche  nei  periodi  estivi,
alle marcate escursioni termiche notte/giorno durante la  maturazione
delle  uve,  garantiscono  una  ottimale  maturazione  dei  grappoli,
permettono di ottenere delle uve con un adeguato tenore zuccherino ed
acidico,  unitamente  alle  altre  caratteristiche   qualitative   ed
organolettiche proprie delle varieta' viti, che poi si ritrovano  nei
vini derivati. 
    Pertanto, si  dichiara  che  il  legame  causale  si  basa  sulla
qualita' specifica del prodotto attribuibile all'origine geografica. 
 
9. ULTERIORI CONDIZIONI ESSENZIALI  (CONFEZIONAMENTO,  ETICHETTATURA,
ALTRI REQUISITI) 
    Deroga alla vinificazione ed elaborazione nella  zona  geografica
delimitata Quadro di riferimento giuridico: 
    Nella legislazione unionale 
    Tipo di condizione supplementare: 
    Deroga alla produzione nella zona geografica delimitata 
    Descrizione della condizione: 
    Descrizione della condizione: 
    Conformemente alla deroga prevista all'art. 5,  par.  1,  lettera
b),  del  Regolamento  delegato  UE  n.  2019/33,  le  operazioni  di
vinificazione del mosto di uve parzialmente fermentato e di tutte  le
altre categorie di vini IGP  "dell'Emilia  /  Emilia",  ivi  compresa
l'elaborazione e la  presa  di  spuma  delle  categorie  frizzante  e
spumante, oltre che all'interno della zona di produzione  delimitata,
possono essere effettuate nell'ambito del territorio delle  limitrofe
province di Ravenna, Forli-Cesena, Mantova, Cremona. 
    Indicazione in etichetta del nome di due o piu' vitigni Quadro di
riferimento giuridico: 
    Nella legislazione nazionale 
    Tipo di condizione supplementare: 
    Disposizioni supplementari in materia di etichettatura 
    Descrizione della condizione: 
    Descrizione della condizione: 
    Al fine di designare i vini IGP "dell'Emilia  /  Emilia"  con  il
nome di due vitigni o piu' vitigni, le uve  di  ciascun  vitigno  che
concorre in misura minore devono rappresentare comunque piu' del  15%
del totale e l'indicazione  in  etichetta  deve  avvenire  in  ordine
decrescente rispetto all'effettivo apporto delle uve. 
    Cio'  per  assicurare  che  vini  cosi'  ottenuti   e   designati
rispecchino le caratteristiche di tutti i vitigni  di  provenienza  e
per evitare indicazioni ingannevoli per il consumatore, in quanto  la
normativa unionale di riferimento (art. 50, par. 1, lett. a), ii, del
Reg. UE n. 2019/33) non stabilisce un limite minimo percentuale delle
uve dei vitigni che concorrono in misura minore. 
    La disposizione limitativa in questione e' conforme  all'articolo
58, par. 1, del Reg. UE n. 2019/33, che consente agli Stati membri di
prevedere  nei  disciplinari  disposizioni  di   etichettatura   piu'
restrittive anche per l'indicazione dei vitigni. 
 
    LINK AL DISCIPLINARE DEL PRODOTTO 
    https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT
/IDPagina/22203