ALLEGATO III
CONTROLLO DI QUALITA'
Il controllo analitico di un'acqua per uso potabile, e quindi la
sorveglianza sulle sue caratteristiche qualitative dal punto di
captazione ai rami terminali della rete di distribuzione, ha come
scopo fondamentale la tutela della salute pubblica. Per questo motivo
tutti gli esami di laboratorio devono essere eseguiti con la
frequenza dovuta, tenuto conto che, ai fini della sorveglianza
routinaria dei requisiti di qualita' delle acque, un elevato numero
di controlli, anche se mirato solo ad alcuni parametri per campione,
spesso ha molto piu' significato dell'esecuzione di pochi controlli
volti al rilevamento di numerosi parametri per ogni campione. Per il
medesimo motivo le indagini fisiche, chimiche e fisico-chimiche
devono essere indirizzate a rilevare, oltre ai costituenti normali,
l'eventuale presenza di sostanze o composti tossici e/o nocivi e di
altre sostanze o composti che, al di la' di certe concentrazioni,
possono dar luogo ad inconvenienti e con analoga finalita' si deve
procedere all'esame microbiologico, che deve essere sempre eseguito
in stretto collegamento con gli altri esami (2).
Le risultanze delle indagini analitiche effettuate e dell'esame
ispettivo, evidenziando eventuali variazioni delle caratteristiche
delle acque nel corso del tempo, in relazione alla loro specifica
fisionomia ed alla situazione idrogeologica nonche' in relazione a
possibili interferenze connesse con sversamenti industriali e/o
urbani nelle diverse condizioni di portata e piovosita', sono di
fondamentale importanza per prevenire il degrado e tutelare la
qualita' delle acque.
1) MODALITA' DI PRELIEVO, CONSERVAZIONE E TRASPORTO DEI CAMPIONI (3).
I campioni devono essere prelevati, conservati e trasportati in
modo da evitare alterazioni che possano influenzare
significativamente i risultati delle analisi.
A) Parametri organolettici, chimico-fisici, indesiderabili e tossici.
I prelievi devono essere effettuati in contenitori puliti e
sufficientemente risciacquati con lo stesso tipo di acqua da
prelevare.
Fatte salve le determinazioni da eseguirsi in loco, il volume
totale del campione deve essere sufficiente all'esecuzione delle
analisi.
I campioni prelevati devono essere trasportati in idonei
contenitori e conservati, di norma, a 4 C.
Per la determinazione dei vari parametri occorre rispettare le
particolari modalita' tecnico-operative prescritte nell'allegato III
al decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236.
B) Parametri microbiologici.
I prelievi devono essere effettuati in contenitori sterili.
Qualora le acque in esame contengano cloro residuo, le bottiglie di
prelievo dovranno contenere una soluzione al 10% di sodio tiosolfato
(nella quantita' di ml 0,1 per ogni 100 ml di capacita' della
bottiglia) aggiunto prima della sterilizzazione.
Il volume totale del campione deve essere sufficiente
all'esecuzione delle analisi.
I campioni, prelevati secondo le usuali cautele di asepsi, devono
essere trasportati in idonei contenitori frigoriferi (4-10 C) al
riparo dalla luce e, nel piu' breve tempo possibile (e comunque entro
e non oltre le 24 ore dal prelievo), essere sottoposti ad esame.
Per la determinazione dei vari parametri occorre rispettare le
particolari modalita' tecnico-operative prescritte nell'allegato III
al decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236.
2) TIPI DI CONTROLLO ED INDAGINI ANALITICHE.
Le unita' sanitarie locali debbono disporre una diversificazione
degli accertamenti analitici, sia per quanto riguarda la mappatura
dei punti di prelievo (4), sia per quanto riguarda la frequenza dei
campionamenti, sia per quanto concerne i parametri da rilevare, in
relazione alle diverse finalita' che il controllo si propone.
A) Controllo delle caratteristiche di qualita' dell'acqua alla
captazione (5).
a) Indagini preliminari su acque di nuova utilizzazione.
Anche allo scopo di avere elementi informativi sulla necessita' o
meno di un trattamento di potabilizzazione e/o di disinfezione
nonche' sulla sua tipologia, e' sempre necessario effettuare almeno
per la durata di un anno una serie di analisi atte a definire la
fisionomia dettagliata dell'acqua e le sue variazioni legate sia alle
diverse condizioni di precipitazioni meteoriche che alle eventuali
interferenze con insediamenti agricolo-zootecnici od industriali od
urbani.
1) Prima di utilizzare a scopo potabile un'acqua dolce di origine
sotterranea e' necessario praticare una serie di analisi complete (6)
onde evidenziarne dettagliatamente le caratteristiche (7). Tale
analisi completa va eseguita per lo meno su un campione prelevato
ogni stagione ed altresi' deve essere accompagnata, nel corso
dell'anno, dalla rilevazione analitica dei parametri indicati nelle
colonne "controllo minimo", "controllo normale" e "controllo
periodico" della tabella A dell'allegato II al decreto del Presidente
della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236, con una frequenza minima di
ulteriori quattro campionamenti uniformemente distribuiti nel tempo.
E' comunque indispensabile che i campioni prelevati (da sorgenti, da
pozzi trivellati o a scavo, da cisterne, ecc.) siano rappresentativi
della qualita' dell'acqua in esame e non vengano contaminati
dall'esterno (8).
2) Prima di utilizzare a scopo potabile un'acqua dolce di origine
superficiale e' necessario che tale risorsa idrica sia sottoposta ad
un approfondito studio. Anche ai fini di cui all'art. 4 del decreto
del Presidente della Repubblica 3 luglio 1982, n. 515, l'ubicazione
delle stazioni di prelievo e la frequenza minima annuale dei
campionamenti e delle analisi sono quelle fissate rispettivamente,
dagli articoli 3 e 5 (commi 1, 2, 3 e 4) del decreto del Ministro
della sanita' del 15 febbraio 1983. I parametri da esaminare nonche'
i relativi metodi di misura sono riportati negli allegati I e II del
decreto ministeriale citato.
b) Indagini su acque in corso di utilizzazione.
1) Se e' in corso di utilizzazione a scopo potabile un'acqua di
origine sotterranea, e' necessario controllarne nel tempo le
caratteristiche (7). Allo scopo, e' necessario praticare ogni anno
una o piu' serie di analisi approfondite, da fissare in relazione
alla diversa tipologia dell'acqua, alla possibile influenza di
insediamenti ed attivita' civili o produttive nonche' in relazione
all'andamento storico degli esami analitici ed ispettivi effettuati,
in modo da avere un'immagine rappresentativa della qualita'
dell'acqua in esame nonche' delle sue eventuali variazioni.
2) Allorche' sono utilizzate a scopo potabile acque di origine
superficiale vigono le disposizioni di cui alla precedente lettera
a), punto 2) del presente sottoparagrafo A).
B) Controllo del trattamento effettuato.
Vanno controllati con opportuna frequenza temporale tutti quei
parametri che sono rappresentativi ai fini del rilevamento del
trattamento di potabilizzazione e/o disinfezione.
Se l'acqua e' trattata con cloro, inoltre, occorre determinare,
possibilmente sul posto, il cloro attivo residuo effettuando il
prelievo nei punti terminali della rete di distribuzione e
verificando che la concentrazione del cloro residuo attivo nei punti
suddetti si aggiri intorno a 0,2 mg/l (9). Nel caso la clorazione
venga effettuata per puro scopo precauzionale la concentrazione del
cloro residuo potra' anche essere inferiore al predetto valore.
Qualora nell'eventuale trattamento di potabilizzazione delle acque
venissero utilizzati flocculanti e coadiuvanti di flocculazione, e in
tutti i casi in cui siano utilizzate sostanze e prodotti tendenti a
migliorarne le caratteristiche igieniche (quali polifosfati, ozono,
sali metallici etc.), se non vi e' normativa specifica, e' necessario
accertare il grado di purezza e l'innocuita' alle concentrazioni res-
idue delle sostanze o prodotti utilizzati.
Infine e' da tenere presente che l'impiego di additivi o di
inibitori di incrostazione delle acque fluenti puo' portare alla
disincrostazione delle condotte stesse con tutte le conseguenze che
possono derivare per eventuali fenomeni di corrosione a carico delle
tubature.
C) Controllo dell'acqua in distribuzione.
Negli allegati I, II e III al decreto del Presidente della
Repubblica 24 maggio 1988, n. 236, sono riportati, rispettivamente, i
requisiti minimi di qualita' delle acque destinate al consumo umano,
i modelli e le frequenze minime annuali delle analisi, nonche' i
metodi di analisi per i vari parametri presi in considerazione.
L'osservanza delle usuali modalita' di prelievo, trasporto e
conservazione dei campioni, ricordate nel paragrafo 1) del presente
allegato nonche' la rispondenza dei controlli effettuati a quanto
riportato nei predetti allegati al decreto del Presidente della
Repubblica 24 maggio 1988, n. 236, garantiscono all'utente, in
condizioni di perfetta efficienza della rete idrica, la potabilita'
dell'acqua quando i campioni esaminati siano stati prelevati nel
punto di immissione dell'acqua nella rete di distribuzione ovvero in
uno o piu' punti rappresentativi.
3) CASI PARTICOLARI.
1) Qualora sia richiesto dalle caratteristiche idrogeologiche del
bacino di alimentazione delle acque o da interferenze di scarichi
agricolo-zootecnici od industriali od urbani con la risorsa idrica,
e' sempre indispensabile controllare la presenza nell'acqua di
composti, sostanze, o microrganismi, normalmente assenti, che possano
rappresentare un fattore di rischio per la popolazione; in tale
ipotesi occorre procedere ad indagini mirate, allargando, con la
frequenza di campionamento dovuta, il ventaglio delle indagini anche
a parametri non compresi nell'allegato I al decreto del Presidente
della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236.
2) In particolare, variazioni sensibili di alcuni parametri
(quali, ad esempio, colonie sviluppantesi su agar, conducibilita'
elettrica, ammoniaca, nitriti, nitrati, sostanze organiche, fosfati,
ecc.) debbono richiamare l'attenzione circa la possibilita' di
inquinamento delle acque esaminate. Indagini mirate sono allora
necessarie, soprattutto quando sia accertato da esami precedenti che
la concentrazione nell'acqua di fattori pericolosi rischia di
avvicinarsi al limite di accettabilita' o quando si verifichino
circostanze particolari che possono interessare in qualche modo le
acque.
3) Nel caso di acque sottoposte a trattamento di disinfezione
(fermo restando quanto disposto dalle note (1) e (3) alla tabella B
dell'allegato II al decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio
1988, n. 236) occorre disporre, soprattutto per le utenze
numericamente piu' limitate, un incremento della frequenza del
controllo dei parametri microbiologici e del parametro relativo al
disinfettante usato.
4) Poiche' e' necessario tenere sotto controllo lo stato della
rete di trasporto e di distribuzione delle acque, e' indispensabile
effettuare periodicamente, in punti significativi e comunque anche
nei punti
terminali della rete, opportune verifiche dei parametri fisici,
chimico-fisici, chimici e microbiologici che, in funzione della
situazione locale, sono in grado di evidenziare eventuali deficienze
della rete.
5) Nel caso in cui qualche esame analitico evidenziasse, durante
la sorveglianza in rete, eventuali indici di inquinamento, i prelievi
debbono eseguirsi oltre che in punti significativi della rete anche
all'entrata ed all'uscita dell'eventuale serbatoio di raccolta. Cio'
mette in condizione di rilevare, almeno approssimativamente, il punto
ed il tratto di rete in cui compare l'indice di inquinamento piu'
elevato e quindi di avere opportune indicazioni sul punto dove si e'
verificato l'inconveniente. In tale evenienza dovranno essere
disposti d'urgenza gli opportuni interventi atti a ripristinare, nel
piu' breve tempo possibile, la situazione di normalita'.