ALLEGATO VI (articolo 6)
Criteri di approvazione di un Piano di sicurezza dell'acqua (PSA)
per le forniture idro-potabili ai sensi degli articoli 6 e 8
del presente decreto.
Parte I:
Criteri minimi per l'approvazione di un PSA
I gestori idro-potabili effettuano una valutazione e gestione del
rischio dei propri sistemi di fornitura, secondo il modello dei
"Water safety plans" dell'Organizzazione Mondiale della Sanita',
trasposto nelle Linee guida nazionali sui "Piani di sicurezza
dell'acqua" emesse dall'ISS, assicurando e fornendo evidenze della
conformita' alle prescrizioni dell'articolo 6, commi 4, 5 e 6 e
dell'articolo 8.
In tale contesto, il riferimento per approvazione del PSA e'
rappresentato dalle Linee guida nazionali per l'implementazione dei
Piani di Sicurezza dell'Acqua* . Le indicazioni riportate di seguito
richiamano in maniera puntuale, ancorche' non esaustiva, i requisiti
richiesti per l'approvazione del PSA.
STEP 1: Formazione di un team multidisciplinare e cloud di PSA
Il primo step per lo sviluppo di un PSA prevede la costituzione di
un Gruppo di lavoro (team) multidisciplinare formato da esperti
provenienti dai diversi enti coinvolti nella gestione e tutela della
filiera idropotabile analizzata, coordinato da un team leader
qualificato nell'ambito del Programma di Formazione Nazionale sui
PSA** e la strutturazione del cloud del PSA, una piattaforma
documentale che consente l'archiviazione, l'analisi e la condivisione
in sicurezza di tutti i dati e documenti relativi ad un PSA.
E' responsabilita' del team definire gli obiettivi del PSA
delineandone l'ambito di applicazione con la descrizione della
filiera idro-potabile interessata.
Il numero di partecipanti al team e' funzione della complessita'
del sistema di fornitura idro-potabile oggetto del PSA. Tuttavia,
devono sempre far parte del team almeno un rappresentante dell'Alta
direzione del sistema di gestione che sviluppa il PSA e i
rappresentanti delle Autorita' sanitarie locali territorialmente
competenti (ASL) e delle Agenzie regionali e provinciali per la
protezione dell'ambiente (ARPA e APPA) competenti per la filiera
idrica/territorio analizzato; in caso di sistemi idro-potabili a
servizio di diversi territori (Comuni, province e regioni),
dovrebbero essere presenti nel team i rappresentanti degli organi di
controllo e vigilanza competenti o, comunque, al minimo, assicurare
la piena condivisione e aggiornamento di valutazioni e decisioni.
La partecipazione ad un team di PSA non costituisce generalmente
un'attivita' esclusiva: salvo una o piu' risorse addette al
coordinamento (tra cui il team leader), la maggior parte dei membri
del Gruppo di lavoro continuera' a svolgere le proprie funzioni
nell'ambito dell'ente di appartenenza, e partecipera' alle riunioni
di team secondo necessita'; il contributo al team - soprattutto nel
caso di ASL e ARPA/APPA - puo' non contemplare la partecipazione alle
riunioni di team ma, al minimo, deve prevedere l'apporto nell'ambito
del cloud del PSA di ogni informazione rilevante per
l'identificazione di pericoli e eventi pericolosi e di ogni altro
elemento rilevante per lo sviluppo del PSA.
I partecipanti al team devono avere una conoscenza approfondita di
ogni segmento della filiera idrica compresi il territorio su cui essa
insiste, le fonti di captazione dell'acqua, i processi di trattamento
delle acque, le reti di distribuzione, la gestione delle operazioni,
la qualita' dell'acqua potabile. Si richiedono inoltre conoscenze e
competenze in materia di salute pubblica e di sistemi di
distribuzione idrica interni.
A supporto delle attivita' del team in tutte le fasi di sviluppo e
implementazione del PSA e per la sua approvazione, a garanzia della
gestione del piano nel medio-lungo periodo, il gestore idro-potabile
dovra' garantire la condivisione dei dati attraverso il cloud,
nell'ambito di AnTeA, la condivisione dei dati con l'autorita'
sanitaria locale territorialmente competente e con l'autorita'
sanitaria centrale. L'utilizzo della piattaforma sara' garantito a
tutti gli esperti nel team tramite privilegi di accesso e
dichiarazione di riservatezza dei dati. Per assicurare
l'aggiornamento costante e controllato dei contenuti della
piattaforma, il team leader deve identificare un amministratore del
cloud responsabile della gestione della documentazione. Elementi
utili per definire la struttura del cloud, flessibile e adatta
all'applicazione nei diversi contesti ipotizzabili, sono definiti
nelle Linee guida nazionali per l'implementazione dei Piani di
Sicurezza dell'Acqua.
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|Le azioni ed elementi definiti nello step 1, funzionali allo |
|sviluppo di un PSA, e considerati tra i requisiti minimi per |
|l'approvazione di esso sono: |
|. Presenza di un team leader qualificato nell'ambito del Programma |
|di Formazione Nazionale sui PSA; |
|. Definizione di un team multidisciplinare e della relativa |
|matrice delle competenze; |
|. Partecipazione al team dell'Alta direzione del sistema |
|idro-potabile oggetto del PSA; |
|. Partecipazione al team delle Autorita' sanitarie locali |
|territorialmente competenti (ASL) e delle Agenzie regionali (ARPA) |
|e provinciali (APPA) per la protezione dell'ambiente competenti |
|per la filiera idropotabile/territorio analizzato, cui e' richiesto|
|apporto di conoscenze propedeutiche alla identificazione |
|e valutazione dei rischi a carattere generale o sito-specifico; |
|per sistemi di fornitura estesi anche al di fuori del territorio |
|regionale, le autorita' regionali sanitarie e ambientali possono |
individuare le Aziende sanitarie, ARPA/APPA da coinvolgere e |
|svolgere un ruolo di coordinamento tra le diverse strutture; |
|. Creazione di un cloud di PSA che abbia, come minimo, |
|le seguenti caratteristiche: |
|. condiviso con l'Autorita' sanitaria locale territorialmente |
|competente e centrale (nell'ambito di AnTeA), nel quale archiviare |
|tutti i dati e le informazioni relativi al sistema in esame, |
|compresa la banca dati su filiera idro-potabile, valutazione |
|di rischio e misure di controllo e monitoraggio, prevista dalla |
|legislazione vigente in materia di qualita' delle acque destinate |
|al consumo umano. |
|. accesso alla piattaforma gestito tramite accesso controllato di |
|diverso livello e dichiarazione di riservatezza dei dati per |
| tutti gli utenti; |
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* Dovra' essere considerata l'edizione corrente delle Linee Guida.
L'attuale edizione delle Linee Guida e' in Rapporti ISTISAN 14/21,
"Linee guida per la valutazione e gestione del rischio nella filiera
delle acque destinate al consumo umano secondo il modello dei Water
Safety Plan (Piani di Sicurezza dell'Acqua - PSA)", le successive
modifiche e integrazioni delle Linee Guida, diffuse pubblicamente sul
sito istituzionale di Ministero della salute e ISS, sono indicate con
Circolare del Ministero della salute.
** Il Programma di Formazione Nazionale sui PSA si e' svolto a
partire da giugno 2018. I corsi di formazione per team leader per
l'implementazione di Piani di Sicurezza dell'Acqua che appartengono a
detto Programma sono:
- Tutti i corsi denominati "Corso di formazione nazionale per
team leader per l'implementazione dei Piani di Sicurezza dell'Acqua
(PSA) nella filiera idro-potabile" riconosciuti dall'ISS, organizzati
su scala nazionale (Roma 18-21 giugno 2018, 25-28 giugno 2018, 3-6
luglio 2018) e regionale (Udine 26-27 marzo, 2-3 aprile 2019, Milano
20-23 maggio 2019, Bologna 17-20 settembre 2019, Venezia 25-26
settembre, 1-2 ottobre 2019, Napoli 4, 8-10 ottobre 2019, Roma 21-24
ottobre 2019, Asti 4,5,11 e 12 novembre 2019, Ancona 18,19,25 e 26
febbraio 2020).
- Il corso di formazione a distanza (FAD) "Corso di formazione
nazionale per team leader per l'implementazione dei Piani di
Sicurezza dell'Acqua (PSA) nella filiera idro-potabile" disponibile
sul sito di ISS.
L'ISS pubblica e aggiorna sul sito istituzionale l'elenco dei
team-leader di PSA qualificati. La qualifica di team leader di PSA
attestata da ISS potra' essere revocata dall'ISS con giudizio
motivato, a seguito di evidenze di inadempienza o inadeguata
efficienza rispetto agli obblighi di implementazione di PSA.
STEP 2: Descrizione della filiera idro-potabile
Le attivita' previste dal secondo step per lo sviluppo del PSA
consistono nella descrizione di tutte le fasi e operazioni coinvolte
nel prelievo, adduzione, trattamento, distribuzione, stoccaggio e
gestione delle acque destinate al consumo umano, in tutti gli aspetti
ad esse correlati, anche per quanto riguarda materiali e processi e
ogni elemento utile alla descrizione e comprensione dell'ambiente di
captazione.
Questo step prevede studi documentali e analisi di dati storici e
recenti, supportati da visite in situ per verificare la rispondenza
fra lo stato delle conoscenze su ogni elemento del sistema di
fornitura e le condizioni reali e, conseguentemente, l'adeguatezza
della documentazione disponibile.
La descrizione del sistema di fornitura deve garantire che ciascun
elemento della filiera idropotabile, dalla captazione al consumatore,
venga considerato. A tal fine, fra gli elementi essenziali che
caratterizzano il sistema acquedottistico in esame, vi e' la
definizione delle zone di fornitura idro-potabile (water supply zone,
WSZ).
In questo step e' poi prevista la realizzazione di diagrammi di
flusso di due livelli differenti: il diagramma di livello 1, che
offre una panoramica dell'intero sistema di fornitura (dall'ambiente
di captazione al consumatore), e deve prevedere la suddivisione della
filiera idro-potabile in nodi, eventuali sub-nodi ed internodi; il
diagramma di livello 2, che consiste in un focus sugli elementi piu'
complessi rappresentati nel diagramma di livello 1, fornendo dettagli
su una specifica fase della filiera idrica. La rappresentazione del
sistema di fornitura attraverso i diagrammi di flusso deve essere
completa e accurata e le informazioni di dettaglio facilmente
accessibili e fruibili, in quanto dovranno essere utilizzate dal team
come base per l'analisi dei rischi. Il team deve validare i diagrammi
di flusso mediante ispezioni in situ per verificarne la
corrispondenza rispetto alle informazioni di archivio del sistema
idrico e ai procedimenti in atto; tale verifica deve essere
registrata a cura di un componente del team del PSA. I diagrammi di
flusso cosi' definiti e validati sul campo rappresentano la base per
la nidificazione delle cartelle del cloud e l'archiviazione della
documentazione.
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|Le azioni ed elementi definiti nello step 2, funzionali allo |
|sviluppo di un PSA, e considerati tra i requisiti minimi per |
|l'approvazione di esso sono: |
|. Descrizione accurata della filiera idro-potabile (che deve |
|comprendere sia la descrizione sistema di fornitura idro-potabile |
|che ogni elemento utile alla descrizione e comprensione |
|dell'ambiente di captazione), compreso lo sviluppo e la validazione|
|di diagrammi di flusso di due differenti livelli (livello 1 - |
|generale, inclusivo di tutti i nodi e internodi - e livello 2 - |
|dettaglio dei nodi). |
|. Identificazione delle zone di fornitura idro-potabile (WSZ) |
|su base informatizzata (shape file); |
|. Inserimento nel cloud del PSA delleinformazioni necessarie |
|per la descrizione della filiera idro-potabile, |
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STEP 3.1: Identificazione dei pericoli e degli eventi pericolosi
Le attivita' che caratterizzano la prima parte del terzo step per
lo sviluppo del PSA sono finalizzate alla corretta identificazione di
tutti i possibili eventi pericolosi - tra cui ogni possibile fenomeno
esogeno o problema infrastrutturale o procedurale che possa
manifestarsi all'interno della filiera idropotabile nel breve, medio
e lungo periodo - e dei potenziali pericoli che possono essere
introdotti o non rimossi nella filiera idro- potabile causando un
effetto nocivo per la salute del consumatore attraverso l'utilizzo
delle acque.
Tale processo analitico e' propedeutico alla valutazione dei rischi
potenziali che insistono sulla filiera in esame. Il rischio e'
infatti rappresentato dalla combinazione tra la probabilita' di
accadimento di un evento pericoloso e la gravita' delle sue
conseguenze, se il pericolo si presenta nella fornitura di acqua
potabile.
Per l'identificazione degli eventi pericolosi e pericoli e'
necessario coinvolgere in particolare i rappresentanti di ARPA/APPA
che partecipano al team. Essi dovranno contribuire fornendo i dati e
le informazioni disponibili, secondo quanto indicato nelle Linee
guida nazionali per l'implementazione dei Piani di Sicurezza
dell'Acqua.
In particolare, per l'identificazione dei pericoli i principali
riferimenti sono:
- ogni informazione derivante dall'applicazione dell'art. 7 del
Decreto sui rischi nelle aree di alimentazione dei punti di prelievo
di acque da destinare al consumo umano, con particolare riguardo ai
piani di tutela delle acque ai sensi del D. Lgs. 152;
- le linee guida internazionali1 ;
- le liste di controllo relative ai contaminanti emergenti (CEC)
e la documentazione proveniente dalla normativa ambientale.
Nel caso di filiere idropotabili complesse ed estese, potra' essere
utile avvalersi di strumenti pratici di supporto, definiti nelle
Linee guida nazionali per l'implementazione dei Piani di Sicurezza
dell'Acqua quali:
- check-list di controllo per l'effettuazione dei sopralluoghi in
campo (ispezioni);
- modelli statistici per il calcolo di indici e indicatori a
partire dalle serie storiche dei dati analitici (es. modello FMEA),
per la valutazione della significativita' della contaminazione e
degli andamenti temporali e spaziali;
- modelli di simulazione della rete;
- mappatura delle fonti di pressione e delle aree sensibili (ove
presenti).
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|Le azioni ed elementi definiti nello step 3.1, funzionali allo |
|sviluppo di un PSA, e considerati tra i requisiti minimi per |
|l'approvazione di esso consistono nella evidenza dell'attivita' |
|del team per l'identificazione e descrizione dei potenziali eventi |
|pericolosi e pericoli che possono minacciare la filiera |
|idro-potabile in esame attraverso l'uso di dati, documenti di |
|riferimento nazionali e internazionali e strumenti di supporto |
|quali, in particolare: |
|- Considerazione approfondita dei risultati della valutazione |
|e gestione del rischio degli ambienti su cui insiste la captazione |
|effettuata conformemente all'articolo 7; |
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1 A titolo non esaustivo: Protecting surface water for health.
Identifying, assessing and managing drinking-water quality risks in
surface-water catchments - WHO 2016; Protecting groundwater for
health. Managing the quality of drinking-water sources - WHO 2006;
Water safety in distribution systems - WHO 2014; Water safety in
buildings - WHO 2011.
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|- Analisi dei rischi per approvvigionamenti idrici consistenti |
|in acque da destinare a consumo umano di diversa origine, per |
|le quali non siano disponibili valutazioni specifiche ai sensi |
|del precedente punto, come, tra l'altro, nel caso di prelievo di |
|acque marine sottoposte a dissalazione; |
|- Verifiche ispettive e eventuali investigazioni specifiche per |
|ogni fase della filiera idro-potabile analizzata quali la |
|determinazione analitica di elementi chimici non oggetto di |
|ordinario controllo; |
|- Valutazione su base statistica di serie storiche di dati |
|relativamente a parametri specifici oggetto di ordinario controllo |
|e di potenziale interesse su base sito-specifica. |
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STEP 3.2: Valutazione del rischio
Le attivita' che caratterizzano la seconda parte del terzo step per
lo sviluppo del PSA, fase centrale dello sviluppo, sono finalizzate a
valutare i rischi correlati agli eventi pericolosi e pericoli
individuati nella fase precedente (step 3.1). La valutazione del
rischio consentira' al team di PSA di distinguere tra rischi
significativi e meno significativi costruendo una scala di priorita',
funzionale alle fasi successive di sviluppo del PSA.
Il "rischio" e' la misura quantitativa di un determinato pericolo e
deriva dalla combinazione tra la probabilita' di accadimento del
pericolo e la gravita' degli effetti avversi da esso causati sulla
salute del consumatore.
L'approccio piu' comunemente adottato nella valutazione dei rischi
e' un approccio semi-quantitativo, che fornisce come prodotto finale
un punteggio univocamente associato all'entita' del rischio
considerato; in alternativa, puo' essere adoperato un approccio
qualitativo, in cui il rischio e' stimato qualitativamente sulla base
del possibile impatto sulla salute delle conseguenze dell'evento
pericoloso in esame. Metodi di valutazione piu' avanzati prevedono
approcci di stima quantitativa sia per rischi chimici che
microbiologici.
Nell'applicazione dell'approccio semi-quantitativo, la
"Probabilita' di accadimento di un evento pericoloso" e' quantificata
con un numero intero e discreto scelto nell'intervallo compreso tra 1
e 5, in base alla frequenza di accadimento dell'evento riscontrata in
passato. In assenza di dati o nel caso di eventi pericolosi rari,
sara' necessario stimare la probabilita' di accadimento sulla base
della plausibilita' dell'evento stesso, tenendo in considerazione
tutti gli elementi che ne giustificano una possibile manifestazione.
La "Gravita' di un pericolo" e' stabilita considerando diversi
aspetti oltre al potenziale impatto dello stesso sulla salute umana.
Tra questi:
- gli effetti organolettici (estetici), ossia la variazione dei
parametri che condizionano l'accettabilita' dell'acqua da parte del
consumatore (colore, odore, sapore, limpidezza);
- l'adeguatezza della fornitura idrica in termini di portata;
- la continuita' del servizio come assenza di interruzioni.
La gravita' del/i pericolo/i associato/i a ciascun evento
pericoloso e' quantificata con un numero intero e discreto scelto
nell'intervallo compreso tra 1 e 5 in base al significato
attribuibile agli effetti del pericolo.
I valori individuati, moltiplicati fra loro, forniscono il valore
numerico associato al rischio. Tale valore sara' compreso in una
scala da 1 a 25 adottando una matrice 5x5 come quella riportata nelle
Linee guida nazionali per l'implementazione dei Piani di Sicurezza
dell'Acqua.
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|Le azioni ed elementi definiti nello step 3.2, funzionali allo |
|sviluppo di un PSA, e considerati tra i requisiti minimi per |
|l'approvazione di esso sono: |
|- Applicazione ed evidenza di criteri condivisi con il team per |
|la valutazione dei rischi; |
|- Sviluppo e aggiornamento di una matrice dei rischi che riassuma, |
|per i diversi nodi, sub-nodi e internodi, gli eventi pericolosi |
|e pericoli identificati, la descrizione dei rischi correlati |
|(qualitativa o quantitativa, sulla base dell'approccio di |
|valutazione adottato) e le misure di controllo presenti o |
|da implementare per la mitigazione di essi. |
|- L'inclusione nell'analisi dei rischi di fenomeni correlati a |
|cambiamenti climatici e a eventi di attacchi deliberati a |
|infrastrutture, sistemi informatici, sulla disponibilita' e |
|qualita' dell'acqua e sull'accesso all'acqua. |
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Per l'implementazione degli step 3.1 e 3.2 puo' essere adottato
l'approccio per le valutazioni di rischio microbiologico e chimico
quantitativo - quantitative microbial risk assessment (QMRA),
quantitative chemical risk assessment (QCRA) - secondo procedure
internazionali standardizzate.
Indipendentemente dall'approccio adottato, la valutazione del
rischio sara' condotta secondo le modalita' descritte nelle Linee
guida nazionali per l'implementazione dei Piani di Sicurezza
dell'Acqua, in modo da non trascurare alcun elemento e aspetto della
filiera idro-potabile, assicurando l'identificazione dei
miglioramenti necessari a garantire la sicurezza dell'acqua nel
tempo2 .
2 Nelle linee guida nazionali per l'implementazione dei PSA e'
descritto estesamente un approccio in due fasi, che prevede:
1) Una prima valutazione nelle condizioni di peggior scenario,
cioe' in assenza (ipotetica) di misure di controllo esistenti;
2) La valutazione del rischio residuo alla luce delle misure di
controllo esistenti.
E' altresi' possibile adottare un approccio a singola fase: la
valutazione del rischio viene effettuata dopo aver esaminato e
validato le misure di controllo esistenti, al fine di determinare
dove sono necessari aggiornamenti di queste ultime e/o misure di
controllo aggiuntive. Il rischio che rimane dopo aver tenuto conto
dell'efficacia delle misure di controllo esistenti viene definito
"rischio residuale" o "rischio residuo". I due approcci sono entrambi
validi: il team di PSA dovrebbe decidere quale metodologia e' piu'
adatta al contesto analizzato, alle esigenze e all'esperienza di
applicazione in materia di PSA.
STEP 4: Valutazione delle misure di controllo esistenti e della
loro efficacia e rivalutazione dei rischi
Le attivita' previste dal quarto step per lo sviluppo del PSA
consistono nella valutazione dell'efficacia delle misure di
controllo, associate a tutte le azioni o attivita' utilizzate
correntemente nel sistema di fornitura idropotabile per prevenire,
eliminare o ridurre a livello accettabile un rischio correlato al
consumo dell'acqua o comunque, un'alterazione indesiderata della
qualita' dell'acqua stessa e nella valutazione del rischio residuo.
La valutazione delle misure di controllo dovra' essere condotta sia
nell'ambito del processo di valutazione del rischio a singola fase
che nell'ambito del processo a due fasi.
L'identificazione delle misure di controllo poste in essere e del
relativo piano di monitoraggio operativo (trattato estesamente nello
step 6) completa la fase di descrizione del sistema di fornitura
idropotabile, e la valutazione della loro efficacia e' propedeutica
alla pianificazione di azioni di miglioramento mirate nelle
successive fasi del PSA.
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|Le azioni ed elementi definiti nello step 4, funzionali |
|allo sviluppo di un PSA, e considerati tra i requisiti minimi |
|per l'approvazione di esso sono: |
|- Aggiornamento della matrice dei rischi nelle sezioni relative |
|alle misure di controllo esistenti; |
|- Definizione di evidenze e documenti che confermino l'efficacia |
|delle singole misure identificate nel controllo dei rischi, |
|inserendo nella Matrice dei rischi chiari riferimenti alla sezione |
|del cloud in cui la documentazione e' archiviata. |
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STEP 5: Definizione delle priorita' d'intervento e sviluppo dei
piani di miglioramento
Le attivita' previste dal quinto step per lo sviluppo del PSA
comprendono la definizione dei criteri per individuare le priorita'
gestionali e descrivere i piani di miglioramento.
Per ognuno dei rischi residui del sistema di fornitura in esame
deve essere redatto un "piano di miglioramento" consistente in un
documento operativo, completo e aggiornato contenente tutte le
informazioni relative alle azioni di miglioramento da implementare
per la gestione del rischio residuale, da attuare in ordine di
priorita' in base alla natura del rischio. Particolare contributo
nell'ambito del team di PSA al piano di miglioramento puo' essere
rivestito dall'alta direzione del sistema di gestione idro-potabile e
dall'EGATO - ove siano ravvisabili investimenti di medio-lungo
periodo e/o dalle autorita' ambientali e amministrative, ove siano
ravvisabili azioni nel territorio per controllare fenomeni inquinanti
nelle aree di alimentazione e nelle captazioni.
Il piano di miglioramento puo' essere incluso direttamente nella
matrice di rischio del PSA e deve comunque prevedere sezioni minime
per ciascuna azione di miglioramento quali:
- Obiettivo dell'azione
- Rationale
- Specifiche sull'azione da adottare
- Referente nel team per la conduzione/implementazione
dell'azione
- Cronoprogramma dettagliato per l'attuazione dell'azione
(comprendente la Data di attuazione e lo stato di avanzamento)
- Budget
- Documenti di riferimento
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|Le azioni ed elementi definiti nello step 5, funzionali allo |
|sviluppo di un PSA, e considerati tra i requisiti minimi per |
|l'approvazione di esso sono: |
|- Sviluppo di un piano di miglioramento per ciascun rischio |
|residuale classificato come molto alto, alto, significativo |
|o medio; |
|- Implementazione del piano di miglioramento secondo un'attenta |
|programmazione nel breve, medio e lungo periodo, in funzione |
|delle risorse disponibili anche associando il PSA al Piano di |
|investimenti del gestore; |
|- Monitoraggio delle azioni di miglioramento attraverso verifiche |
|e aggiornamento periodici del piano di miglioramento. |
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STEP 6: Monitoraggio operativo ed azioni correttive
Le attivita' previste dal sesto step per lo sviluppo del PSA sono
finalizzate ad assicurare che le misure di controllo implementate nel
sistema di fornitura funzionino come previsto, continuativamente nel
tempo. A tale scopo, il team valuta e implementa strategie di
monitoraggio operativo. Lo scopo del monitoraggio operativo e' quello
di fornire l'evidenza, mediante una sequenza pianificata di
osservazioni o misurazioni, che le misure di controllo implementate
nel sistema idrico stanno funzionando, nel tempo, in modo efficace.
Il monitoraggio operativo deve essere adatto allo scopo, e
garantire semplicita' e rapidita' di esecuzione. Inoltre, e'
fondamentale che esso svolga la sua azione in tempo reale o meglio,
ove possibile, in chiave preventiva, garantendo al gestore
idropotabile il tempo necessario ad implementare eventuali azioni
correttive. A tal fine, devono essere stabiliti limiti critici
adeguati, in grado di segnalare l'eventuale inefficacia della misura
di controllo prima che essa comporti la compromissione della qualita'
dell'acqua destinata al consumo umano.
Il piano di monitoraggio operativo deve privilegiare sistemi di
monitoraggio on-line e "early-warning" per individuare fenomeni di
potenziale contaminazione o malfunzionamenti nel trattamento delle
acque e deve essere descritto in un documento del PSA.
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|Le azioni ed elementi definiti nello step 6, funzionali allo |
|sviluppo di un PSA, e considerati tra i requisiti minimi per |
|l'approvazione di esso sono: |
|- Definizione di strategie di monitoraggio operativo in grado |
|di assicurare il funzionamento in continuo delle misure |
|di controllo |
|- Definizione di un piano di monitoraggio operativo che contenga: |
| - i parametri monitorati; |
| - i limiti critici; |
| - le azioni correttive da intraprendere in caso di superamento |
| dei limiti critici. |
| - la registrazione dei dati del monitoraggio operativo acquisiti;|
| tali dati devono essere conservati preferibilmente per |
| sei anni, ma non meno di tre anni. |
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STEP 7: Verifica del PSA
Le attivita' che caratterizzano il settimo step per lo sviluppo del
PSA, fase finale di sviluppo hanno come obiettivo la verifica
complessiva dell'efficacia del PSA. La verifica sommaria nell'ambito
del riesame del PSA dovrebbe essere condotta almeno ogni tre anni e
l'esito delle valutazioni inserito nella Matrice dei Rischi. In caso
di incidenti o modifiche sostanziali del sistema idro-potabile sara'
necessario l'aggiornamento del PSA e la ripetizione delle procedure
di verifica.
Il PSA dovra' in ogni caso essere revisionato ogni sei anni.
Le tre componenti del processo di verifica del PSA, da valutare
attraverso l'uso di macro-indicatori, sono:
. la verifica della qualita' dell'acqua; macro-indicatore:
conformita' delle acque destinate al consumo umano confermata dal
controllo analitico;
. la verifica dello stato di completamento del piano;
macro-indicatore: esito positivo delle ispezioni di PSA;
. la verifica della qualita' del servizio; macro-indicatore:
grado di soddisfazione dei consumatori.
Verifica della qualita' dell'acqua
Per la verifica del PSA si considerano gli esiti del controllo
interno ed esterno, riferiti alle seguenti quattro tipologie:
1. parametri previsti dalla normativa e non soggetti a modifiche in
termini di frequenza di campionamento;
2. parametri previsti dalla normativa e soggetti a modifiche in
termini di frequenza di campionamento;
3. parametri integrativi non previsti dalla normativa, ricercati
sulla base delle risultanze dalla valutazione dei rischi;
4. ogni altro parametro previsto dalla normativa o non considerato
oggetto di ordinario controllo analitico.;
I risultati analitici relativi ai parametri delle liste/gruppi da 1
a 3 dovranno essere presentati come dato medio annuale dei tre anni
precedenti l'anno di presentazione del PSA per l'approvazione o,
limitatamente ai parametri della lista/Gruppo 3, qualora non
disponibili, si potra' considerare il dato cumulato effettivamente
disponibile. L'analisi dei dati sul quarto gruppo puo' fornire
elementi integrativi per la verifica.
Verifica dello stato di completamento del PSA
Devono essere condotte ispezioni da parte del team di PSA o di
gruppi di lavoro demandati dal team, per confermare la completezza,
l'adeguata implementazione ed efficacia del PSA. L'ispezione e'
considerata «interna», se condotta da personale interno al gestore
idro-potabile anche avvalendosi di professionalita' non appartenenti
al gestore, o «esterna», se condotta da parte di un soggetto terzo
esterno al gestore, chiamato ad esprimere un giudizio indipendente.
L'ispezione puo' inoltre configurarsi in altre due fattispecie:
«informale» e «formale». Le ispezioni informali sono condotte ogni
volta che il gestore idro-potabile ne ravvisa la necessita', nel
corso delle attivita' di sviluppo e implementazione del PSA;
l'ispezione «formale» viene condotta al fine di verificare
l'effettivo stato di implementazione del PSA e l'adeguatezza rispetto
ai requisiti richiesti.
In accordo alle indicazioni sopra riportate, l'ispezione interna
formale costituisce un nulla osta tecnico richiesto per comprovare la
verifica del PSA ai fini della richiesta di approvazione. Nel
rapporto di ispezione dovranno essere riportate le osservazioni
riferite ai quattro ambiti descritti:
. corrispondenza della documentazione relativa alla descrizione
del sistema idrico al sistema stesso;
. adeguatezza delle eventuali check list;
. corretta compilazione delle eventuali check list;
. eventuali ulteriori osservazioni non riconducibili alle
circostanze precedenti.
Verifica della qualita' del servizio
Devono essere raccolte ed analizzate le segnalazioni dei
consumatori (analisi dei reclami), in quanto possono fornire
indicazioni utili ad evidenziare situazioni di criticita' specifiche
o altre vulnerabilita' del sistema idrico non rilevate nelle fasi
precedenti. Le tipologie di segnalazione da considerare nell'analisi
sono quelle inerenti:
- la discontinuita' della fornitura idrica;
- le alterazioni a carico della pressione;
- le alterazioni a carico delle proprieta' organolettiche
dell'acqua (odore, colore, sapore e torbidita').
I dati dovranno essere possibilmente elaborati su base trimestrale,
e riferiti ai tre anni precedenti l'anno di presentazione del PSA per
l'approvazione.
La verifica generale del PSA dovra' convergere in una valutazione
critica di tutti i contributi sopra elencati.
Tale valutazione aggregata dovra' risultare in una relazione di
sintesi generale.
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|Le azioni ed elementi definiti nello step 7, funzionali allo |
|sviluppo di un PSA, e considerati tra i requisiti minimi per |
|l'approvazione di esso sono: |
|- Valutazione degli esiti del controllo analitico interno per le |
|quattro tipologie di parametri definite; |
|- Rapporto dell'ispezione interna formale ed eventuali seguiti; |
|- Analisi dei reclami; |
|- Redazione di un documento di sintesi generale, riportante |
|gli esiti delle tre valutazioni sopra richiamate. |
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STEP 8: Procedure di gestione e documentazione del PSA
Lo scopo dello step 8 e' quello di elencare e descrivere la
documentazione necessaria nelle diverse fasi di sviluppo del PSA e le
procedure da applicare in condizioni normali, di incidente, o in
situazioni di emergenza.
La documentazione di un PSA deve in primo luogo fornire evidenza
che le investigazioni e analisi finalizzate alla valutazione dei
rischi sono state condotte accuratamente e che le azioni di
miglioramento pianificate sono state effettivamente avviate e
implementate. La disponibilita' e completezza della documentazione
del PSA costituisce dunque una prova della dovuta diligenza del
gestore e dell'adeguatezza del PSA ai requisiti di legge. Non e'
sempre necessario lo sviluppo di nuova documentazione, ma
generalmente ci si puo' avvalere di documenti gia' esistenti.
La documentazione del PSA deve includere:
- tutti i documenti relativi all'implementazione del PSA definiti
nelle Linee guida nazionali per l'implementazione dei Piani di
Sicurezza dell'Acqua quali la Matrice delle competenze/composizione
del team, il cronoprogramma delle attivita', i verbali delle riunioni
e delle ispezioni, la Matrice dei Rischi, le check list, i diagrammi
di flusso;
- le check list compilate durante le ispezioni;
- i diagrammi di flusso;
- le procedure e le registrazioni necessarie allo svolgimento
delle attivita', incluse tra l'altro, le valutazioni
sull'identificazione dei pericoli e valutazione dei rischi, la
validazione e la verifica delle misure di controllo, i risultati dei
monitoraggi operativi, eventuali azioni correttive adottate, le
registrazioni di risposta agli incidenti;
- altre registrazioni, che devono essere predisposte e conservate
per fornire evidenza della conformita' ai requisiti e dell'efficace
funzionamento del PSA;
- la documentazione relativa alle attivita' di formazione.
Relativamente all'applicazione di Procedure, esse definiscono le
azioni da intraprendere durante le normali attivita' operative
nonche' in occasioni di emergenza e situazioni di incidenti.
Nell'ambito del PSA sono di fondamentale importanza le Procedure
gestionali e le Procedure operative.
Fra le Procedure gestionali, e' necessario predisporre una
procedura di gestione della documentazione, finalizzata a definire
anche nell'ambito del cloud, modalita' e responsabilita' di
redazione, approvazione, aggiornamento, revisione, conservazione e
distribuzione dei dati e dei documenti interni e gestione dei
documenti esterni.
Per la gestione di incidenti, le Procedure Operative devono
specificare le azioni correttive da intraprendere, identificare le
responsabilita', definire le azioni di risposta e dare indicazioni
sulla localizzazione delle attrezzature di emergenza e/o supporto.
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|Le azioni ed elementi definiti nello step 8, funzionali |
|allo sviluppo di un PSA, e considerati tra i requisiti minimi |
|per l'approvazione di esso sono: |
|- Definizione di tutta la documentazione rilevante ai fini del PSA;|
|- Archiviazione della documentazione nel cloud; |
|- Definizione di Procedure di gestione e Procedure operative o |
|indicazione delle procedure gia' esistenti adottate |
|nell'ambito del PSA. |
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STEP 9: Attivita' di supporto, revisione e comunicazione
Lo step 9 descrive i programmi di supporto a un PSA, attivita'
specifiche che possono costituire un aiuto allo sviluppo del Piano e
delle competenze e conoscenze dei membri del team e del personale del
gestore idropotabile in materia di sicurezza delle acque destinate al
consumo umano, e gli obiettivi e strumenti per assicurare una
comunicazione trasparente ed efficace sui rischi e sulla qualita'
delle acque destinate al consumo umano in situazioni di normalita' e
di emergenza, all'interno dell'organizzazione e verso il consumatore
ed altri portatori di interesse.
Fra i possibili programmi di supporto ai PSA vi sono:
- Programmi per la diffusione di consapevolezza ed impegno sul
PSA;
- Programmi di formazione degli operatori del sistema idrico;
- Programmi di comunicazione al consumatore;
- Programmi per il controllo di qualita' di laboratorio;
- Programmi di ricerca e sviluppo.
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|Le azioni ed elementi definiti nello step 9, funzionali allo |
|sviluppo di un PSA, e considerati tra i requisiti raccomandati |
|per l'approvazione di esso sono: |
|- Archiviazione nel cloud degli eventi formativi, i contenuti |
|divulgati e i docenti e discenti coinvolti. |
|- Comunicazione e diffusione tempestiva al team delle modifiche |
|eventualmente occorse all'interno della filiera idropotabile, |
|e di ogni altra condizione che abbia impatto sul PSA. |
|- Sviluppo di strategie per diffondere e comunicare |
|bidirezionalmente il significato delle informazioni che |
|riguardano la salute, promuovendo, ove possibile, iniziative |
|per i consumatori, volte ad approfondire la percezione dei rischi |
|e la comunicazione su di essi. |
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STEP 10: Piani di emergenza e riesame del sistema
Lo step 10 definisce due aspetti fondamentali di un PSA: la
definizione di un piano di emergenza e il riesame del sistema in
condizioni ordinarie o in caso di incidente.
I piani di emergenza, generalmente gia' sviluppati all'interno dei
sistemi idro-potabili, dovranno essere acquisiti, integrati e inclusi
nel PSA. Questi rappresentano la strategia per la gestione di scenari
emergenziali, per i quali non e' possibile prevedere misure di
controllo preventive nell'ambito del PSA o nel caso di misure di
risposta e di gestione del rischio che esulino dalla sfera di
controllo del gestore idro-potabile, ad esempio per crisi idriche
dovuti a sismi o eventi estremi. Per l'implementazione dei Piani di
Emergenza si suggerisce di contemplare elementi specifici per ogni
plausibile scenario che possa verificarsi, basandosi anche su linee
guida specificamente sviluppate. Nelle Linee guida nazionali per
l'implementazione dei Piani di Sicurezza dell'Acqua e' riportata una
possibile articolazione di un Piano di emergenza.
Il riesame periodico di un PSA assicura che eventuali nuovi rischi
introdotti nella filiera idro-potabile vengano regolarmente valutati
ed affrontati. A tal fine, il team dovra' convocare sedute di riesame
ogni tre anni, per l'aggiornamento, e ogni 6 in previsione della
riapprovazione. Dovra' essere anche prevista la programmazione di un
riesame straordinario del PSA, e relativa rivalutazione del rischio
nella filiera idropotabile di pertinenza, a seguito di:
- modifiche sostanziali nella struttura del team;
- azioni correttive a seguito dei precedenti riesami;
- risultanze analitiche a seguito delle attivita' di verifica;
- emanazione di nuove normative;
- modifiche sostanziali nella filiera idro-potabile (scelta di
nuovi approvvigionamenti o modifiche alle opere di presa esistenti,
installazione di nuovi impianti di trattamento o modifiche
strutturali agli impianti preesistenti);
- nuovi programmi di addestramento del personale o modifiche ai
programmi esistenti;
- revisioni di procedure o definizione di nuove procedure
operative (PO);
- analisi delle attivita' di comunicazione, comprese le
informazioni di ritorno dei clienti
- verifiche ispettive esterne.
Il riesame di incidenti riscontrati o mancati deve servire a
stabilire se: i limiti critici sono appropriati, le azioni correttive
sono appropriate, le esistenti misure di controllo sono efficaci e se
sono necessarie addizionali misure di controllo. Se necessario
dovranno essere effettuate nuove ispezioni e nuove validazioni di
misure di controllo, tenendo sempre traccia di ogni modifica
apportata al PSA.
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|Le azioni ed elementi definiti nello step 10, funzionali allo |
|sviluppo di un PSA, e considerati tra i requisiti minimi per |
|l'approvazione di esso sono: |
|- Definizione di un Piano di emergenza o integrazione |
|di un piano esistente nel PSA. |
|- Riesame periodico del PSA e relativa rivalutazione del rischio |
|nella filiera idropotabile di pertinenza (ogni tre anni, per |
|l'aggiornamento, e ogni sei per la riapprovazione); |
|- Effettuazione di un riesame straordinario del PSA |
|a seguito di incidenti o modifiche significative del PSA |
|(sia del team che del sistema idro-potabile); |
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Parte II:
Criteri procedurali per l'approvazione di un PSA per le forniture
idro-potabili ai sensi degli articoli 6 e 8
A cura del Ministero della salute e del CeNSiA sono emanate le
Linee guida per l'approvazione dei Piani di sicurezza dell'acqua per
le forniture idro-potabili ai sensi degli articoli 6 e 8 e
dell'articolo 20, comma 3, lettera b, entro 180 giorni
dall'emanazione del presente decreto, sulla base dei seguenti
criteri.
A. Il gestore idropotabile all'avvio del PSA notifica alla regione
e al CeNSiA quale Ente di approvazione del PSA le specifiche del PSA
quali, tra l'altro, il gestore idro-potabile affidatario del
servizio, l'EGATO (o gli EGATO) di riferimento, la filiera
idro-potabile oggetto del PSA e i volumi di acqua captata e fornita,
il territorio e la popolazione fornita, la composizione del team di
PSA, l'evidenza della richiesta di partecipazione nel team di PSA
delle Autorita' sanitarie e ambientali territorialmente competenti,
in qualita' di portatori di conoscenza, l'accesso al cloud di PSA;
B. L'implementazione del PSA ad opera del gestore idro-potabile e'
sistematicamente registrata nel cloud, accessibile al CeNSiA e
all'Autorita' sanitaria regionale;
Al termine del processo di implementazione del PSA, il gestore
idro-potabile richiede al CeNSiA per via telematica l'approvazione
del Piano, trasmettendo una sintesi dei risultati ottenuti
nell'ambito dell'implementazione, integrata dalla documentazione
rilevante quale, tra l'altro, la banca dati sulla filiera
idro-potabile, la valutazione di rischio e le misure di controllo, le
«zone di fornitura idro-potabile», i dati di controllo per elementi
chimici e sostanze non oggetto di ordinario controllo sulla base di
elementi di rischio sito-specifici, il piano di controlli basato
sull'analisi di rischio; la richiesta di autorizzazione del PSA
espressa dal gestore idro-potabile e' subordinata all'esito
favorevole di una verifica interna formale della conformita' rispetto
a ogni elemento di cui alla parte I del presente allegato e della
disponibilita' delle relative evidenze nel cloud di PSA, sottoscritto
dal team-leader di PSA;
la richiesta di approvazione e' contestualmente notificata alla
regione che puo' esprimere eventuali osservazioni direttamente al
CeNSiA entro 30 giorni dalla richiesta di approvazione:
C. Presso il CeNSiA opera il "Gruppo nazionale di esperti per la
verifica, valutazione e approvazione del PSA"; il Gruppo, la cui
composizione e' approvata secondo quanto indicato in articolo 20,
comma 3, lettera c), e' composto da funzionari adeguatamente formati
e qualificati attraverso un programma elaborato da ISS e Ministero
della salute appartenenti a:
- Sistema Nazionale Prevenzione Salute dai rischi ambientali e
climatici (SNPS) di cui al DM 9 giugno 2022, che include esperti
afferenti a regioni e province autonome, Istituti zooprofilattici
sperimentali, Istituto Superiore di Sanita', Ministero della salute;
- Sistema Nazionale Protezione Ambiente (SNPA)
- Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica;
- EGATO;
il "Gruppo nazionale di esperti per la verifica, valutazione e
approvazione del PSA" coordinato dal CeNSiA, coadiuva il CeNSiA nelle
verifiche e valutazioni funzionali al giudizio di approvazione del
PSA, anche attraverso verifiche ispettive sulla filiera
idro-potabile;
il giudizio in merito alla richiesta di approvazione del PSA e'
formulato dal CeNSiA, trasmesso dal CeNSiA al gestore idro-potabile,
alla regione e alla ASL di competenza e pubblicato dal CeNSiA su
AnTeA;
D. Il giudizio in merito alla richiesta di approvazione del PSA
puo' consistere in:
1. Non approvato: il PSA per la filiera idro-potabile non e'
approvato con giudizio motivato. Il gestore idro-potabile puo'
presentare nuovamente istanza di approvazione del PSA dopo aver
implementato il PSA per la stessa filiera, tenendo conto delle non
conformita' e richieste rilevate;
2. Approvato con riserva: vengono richieste al gestore
idro-potabile delle azioni integrative o correttive rispetto alle
misure previste nel PSA oggetto di approvazione; il gestore
idro-potabile e' tenuto ad adottare e implementare le misure
richieste dandone evidenza all'Ente di approvazione, che, verificata
l'adeguatezza puo' approvare il PSA secondo i criteri del punto 3 o
altrimenti emettere giudizio di cui al presente punto o al punto 1
3. Approvato: il PSA si considera approvato, incluso il piano dei
controlli interni; possono essere comunque formulati rilievi e
raccomandazioni per il gestore idro-potabile.
Il mantenimento dei requisiti di approvazione del PSA e'
subordinato all'applicazione di tutte le misure di controllo e
verifica previste di cui il gestore idro-potabile e' tenuto a fornire
evidenza, anche attraverso il costante aggiornamento del cloud di
PSA; in caso di inadempienze nell'implementazione del PSA o di
incidenti, rilevanti non conformita' o altre evidenze di inefficienza
dello stesso, su iniziativa del CeNSiA o a seguito di richieste o
segnalazioni da parte di altri Enti, il PSA puo' essere riesaminato e
soggetto a giudizio di ri- approvazione secondo quanto previsto alla
lettera D.
E. Trascorsi tre anni dall'approvazione del PSA il gestore
idro-potabile e' tenuto a trasmettere gli esiti del riesame integrato
dalla verifica formale interna al CeNSiA, in seguito al quale, previa
diversa valutazione del CeNSiA di cui alla lettera D, comunicata al
gestore idro-potabile, il PSA mantiene le condizioni di approvazione
previste.
F. Trascorsi sei anni dalla approvazione del PSA o a seguito di
sostanziali modifiche rispetto al PSA approvato, anche a seguito di
incidenti, il gestore idro-potabile dovra' effettuare un riesame del
PSA e sottoporre il PSA a giudizio di approvazione secondo i criteri
di cui alla lettera D.
Le richieste di approvazione di PSA da parte dei gestori
idro-potabili, pervenute ad oggi all'ISS e al Ministero della Salute,
sono esaminate, secondo l'ordine cronologico di ricezione, dal
CeNSiA, che si riserva di indicare al richiedente diverse modalita'
di formulazione e trasmissione della domanda di approvazione e
relativa documentazione, in forza dei criteri di cui al presente
allegato e delle altre disposizioni introdotte dal presente decreto.