Allegato 8
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento
per le politiche della famiglia
Linee guida per la gestione in sicurezza di opportunita'
organizzate di socialita' e gioco per bambini ed adolescenti
nella fase 2 dell'emergenza covid-19
Introduzione: nuove opportunita' per garantire ai bambini ed agli
adolescenti l'esercizio del diritto alla socialita' ed al gioco
L'emergenza sanitaria determinatasi in conseguenza della diffusione
epidemica del COVID-19 ha reso necessari provvedimenti di protezione
che hanno limitato fortemente, in particolare nella cosiddetta fase 1
dell'emergenza, la possibilita' di movimento al di fuori del contesto
domestico. In particolare, con la sospensione di tutte le attivita'
educative e scolastiche in presenza, si e' limitata drasticamente la
possibilita' di svolgere esperienze al di fuori del contesto
domestico e familiare per i bambini e gli adolescenti.
Sebbene le esigenze di garantire condizioni di sicurezza e di
salute per la popolazione abbiano positivamente giustificato i
provvedimenti restrittivi di cui sopra, una delle conseguenze degli
stessi e' stata quella di incidere fortemente su quelle condizioni di
ordinario benessere dei bambini e degli adolescenti che si legano
strettamente a diritti fondamentali come quelli all'incontro sociale
fra pari, al gioco ed all'educazione.
Partendo dalle circostanze sopra richiamate, le presenti linee
guida hanno l'obiettivo individuare orientamenti e proposte per
realizzare, nella attuale fase 2 dell'emergenza COVID-19,
opportunita' organizzate di socialita' e gioco per bambini ed
adolescenti.
Tale prospettiva e' stata perseguita ricercando il giusto
bilanciamento tra il diritto alla socialita', al gioco ed in generale
all'educazione dei bambini e degli adolescenti e, d'altra parte, la
necessita' di garantire condizioni di tutela della loro salute,
nonche' di quella delle famiglie e del personale educativo ed
ausiliario impegnato nello svolgimento delle diverse iniziative.
Nel momento in cui si immagina una, seppur ridotta e controllata,
interazione tra persone, non e' infatti possibile azzerare
completamente il rischio di contagio, il quale va governato e ridotto
al minimo secondo precise linee guida e protocolli contenenti
adeguate misure di sicurezza e di tutela della salute.
Esiste peraltro una diffusa convergenza di orientamenti che
sottolineano la necessita' di avere linee guida generali ed unitarie
relativamente ai requisiti per la riapertura delle attivita', in
relazione agli standard ambientali, di rapporto numerico ed alla
definizione dei controlli sanitari preventivi sui bambini e gli
adolescenti, sugli operatori e sulle famiglie.
Al contempo, occorrono anche indicazioni chiare circa i necessari
protocolli operativi da adottare in corso di frequenza sia sui
minori, che per garantire appropriate condizioni igieniche ai locali
ed ai diversi materiali impiegati.
Il punto di maggiore attenzione riguarda infatti il come attuare
condizioni che consentano di offrire opportunita' positive in
condizioni di sicurezza, o almeno nel maggior grado di sicurezza
possibili date le circostanze.
Costituiscono elementi di riferimento trasversali alle esperienze
ed attivita' prospettate nelle diverse sezioni del documento:
1) la centratura sulla qualita' della relazione interpersonale,
mediante il rapporto individuale adulto e bambino, nel caso dei
bambini di eta' inferiore ai 3 anni, e mediante l'organizzazione
delle attivita' in piccoli gruppi nel caso dei bambini piu' grandi e
degli adolescenti, evitando contatti tra gruppi diversi;
2) l'attenta organizzazione degli spazi piu' idonei e sicuri,
privilegiando quelli esterni ed il loro allestimento per favorire
attivita' di piccoli gruppi;
3) l'attenzione particolare agli aspetti igienici e di
sanificazione, al fine di ridurre i rischi tramite protocolli di
sicurezza adeguati.
Con questi presupposti e finalita' generali, le linee guida
trattano tre distinte tipologie di interesse, che troveranno
realizzazione progressiva e nella fase temporale che ci separa dalla
riapertura dei servizi educativi e delle scuole nel prossimo anno
scolastico 2020-2021.
In particolare, ci si riferisce:
1) a decorrere dal mese di maggio 2020, alla riapertura
regolamentata di parchi e giardini pubblici per la loro possibile
frequentazione da parte di bambini anche di eta' inferiore ai 3 anni
ed adolescenti con genitori o adulti familiari, anche non parenti;
2) a decorrere dal 18 maggio 2020 e per il periodo estivo, alla
realizzazione di attivita' organizzate per bambini di eta' superiore
ai 3 anni ed adolescenti, con la presenza di operatori addetti alla
loro conduzione, nel contesto di parchi e giardini, anche attraverso
sperimentazioni innovative nell'orizzonte dell'outdoor education;
3) a decorrere dal mese di giugno 2020 e per il periodo estivo,
alla realizzazione di progetti di attivita' ludico-ricreative - i
centri estivi - per bambini di eta' superiore ai 3 anni ed
adolescenti, con la presenza di operatori addetti alla loro
conduzione, utilizzando le potenzialita' di accoglienza di spazi per
l'infanzia e delle scuole o altri ambienti similari.
La finalita' perseguita di ripristinare le condizioni per
l'esercizio da parte di bambini e degli adolescenti del diritto alla
socialita' ed al gioco anche oltre i confini della dimensione
domestica e familiare si intreccia fortemente con le problematiche
inerenti alla conciliazione delle dimensioni di cura e lavoro da
parte dei genitori. Questi ultimi sono infatti chiamati, con maggiore
intensita' a partire dalla fase 2 rispetto alla fase immediatamente
precedente, a riprendere le proprie attivita' di lavoro.
Per questo motivo, nella circostanza in cui la richiesta di accesso
alle opportunita' che prevedono un affidamento temporaneo del bambino
o dell'adolescente siano superiori alle possibilita' ricettive
offerte, non potra' che provvedersi a selezionare la domanda tenendo
conto anche delle effettive esigenze delle famiglie in quanto legate
al tema della conciliazione.
D'altra parte, poiche' il diritto dei bambini e degli adolescenti
alla socialita' ed al gioco e' di natura universale e non derivante
dalla condizione di lavoro dei genitori, sara' la pluralita' delle
offerte previste a garantire che nessun bambino o adolescente sia
escluso dalla possibilita' di vivere esperienze garantite e sicure al
di fuori del contesto domestico.
1 Riapertura regolamentata di parchi e di giardini pubblici per la
loro possibile frequentazione da parte di bambini, anche di eta'
inferiore ai 3 anni, e di adolescenti con genitori o adulti
familiari. Decorrenza: maggio 2020
I parchi ed i giardini pubblici rappresentano una risorsa
disponibile di grande importanza per tutti, e certamente anche per i
bambini e gli adolescenti, che possono godervi della possibilita' di
realizzare esperienze all'area aperta sia orientate alla scoperta
dell'ambiente che alla realizzazione di attivita' di gioco col
supporto di attrezzature poste ad arredo dello spazio stesso.
La loro riapertura rappresenta indubbiamente un fatto positivo per
il recupero di un equilibrio psicologico e fisico che ha risentito
delle prescrizioni che hanno impedito di uscire di casa, sebbene
richieda di essere regolamentata nelle forme di accesso, nelle
modalita' di controllo delle condizioni igieniche degli arredi e
delle attrezzature disponibili e con la garanzia, in carico alla
responsabilita' degli adulti presenti, che sia rispettato il
prescritto distanziamento fisico.
Gli aspetti considerati riguardano:
1) l'accessibilita' degli spazi;
2) i compiti del gestore;
3) la responsabilita' del genitore o dell'adulto familiare
accompagnatore, o del ragazzo se almeno 14enne.
1.1 Accessibilita' degli spazi
1) Da parte di bambini ed adolescenti da 0 a 17 anni, con obbligo
di accompagnamento da parte di un genitore o di un altro adulto
familiare, anche non parente, in caso di bambini al di sotto dei 14
anni;
2) limitata esclusivamente dalla necessita' di non produrre
assembramenti e di garantire il distanziamento fisico nell'area
interessata.
1.2 Compiti del gestore
1) Mettere a disposizione personale per la realizzazione delle
funzioni di:
a) manutenzione e controllo periodico;
b) pulizia periodica degli arredi;
c) supervisione degli spazi.
2) Eseguire manutenzione ordinaria dello spazio:
a) definendo e controllando dei suoi confini;
b) eseguendo controlli periodici dello stato delle diverse
attrezzature in esso presenti con pulizia approfondita e frequente
delle superfici piu' toccate, almeno giornaliera, con detergente
neutro.
3) Eseguire la supervisione degli spazi, verificando in particolare
che:
a) i bambini e gli adolescenti siano accompagnati da adulti;
b) tutte le persone che accedono siano dotate di mascherine se di
eta' superiore ai 3 anni, e che non si determinino densita' fisico
tali da pregiudicare il rispetto delle prescrizioni sul
distanziamento fisico (almeno un metro fra ogni diversa persona
presente nell'area).
1.3 Responsabilita' del genitore o dell'adulto familiare
accompagnatore (o del ragazzo se almeno 14enne)
1) Attuare modalita' di accompagnamento diretto del bambino o
dell'adolescente con particolare riguardo ai bambini nei primi 3 anni
di vita e in caso di soggetti con patologie neuropsichiatria
infantile (NPI), fragilita', cronicita', in particolare:
a) in caso di bambini da 0 a 3 anni, utilizzare una carrozzina,
un passeggino o similari, oppure, se il bambino e' in grado di
deambulare autonomamente, garantire il controllo diretto da parte
dell'adulto accompagnatore;
b) in caso di bambini o adolescenti da 0 a 17 anni con patologie
NPI, fragilita', cronicita', garantire la presenza di un adulto
accompagnatore (nota bene: in caso di ragazzi di almeno 14 anni, non
e' necessario l'accompagnatore adulto, mentre si attribuisce al
ragazzo stesso, sotto la sorveglianza degli operatori che vigilano
sull'area, la responsabilita' di mantenere il distanziamento fisico);
2) garantire in ogni caso il rispetto delle prescrizioni sul
distanziamento fisico.
2 Attivita' organizzate per i bambini di eta' superiore ai 3 anni e
gli adolescenti, con la presenza di operatori addetti alla loro
conduzione, nel contesto di parchi e giardini o luoghi similari
(fattorie didattiche, ecc.). Decorrenza: dal 18 maggio 2020 e per il
periodo estivo
La realizzazione di esperienze ed attivita' all'aperto rappresenta
un'opportunita' fondamentale nel quadro dello sviluppo armonico dei
bambini e degli adolescenti e sempre di piu' il tema ha assunto
centralita' e attenzione all'interno della definizione di outdoor
education, con cui si sottolinea non solo l'aspetto ricreativo, ma
innanzitutto il legame fra l'esperienza dell'ambiente e della natura
e lo sviluppo di importanti dimensioni dell'esperienza individuale.
Dal 18 maggio 2020, gli enti interessati avranno l'opportunita' di
avviare i percorsi per definire, sentiti i soggetti coinvolti e
d'intesa con i gestori, la progettazione e l'organizzazione delle
attivita'.
I progetti potranno essere realizzati dagli enti interessati, dai
soggetti gestori da questi individuati nonche' da organizzazioni ed
enti del Terzo Settore.
All'interno di questa prospettiva, molte sperimentazioni innovative
si sono sviluppate non solo all'interno di esperienze internazionali
nordeuropee di piu' lunga tradizione, ma per meritoria iniziativa di
quelle realta' locali che hanno positivamente investito in questo
settore.
La realizzazione di attivita' all'aperto - nella presente
circostanza - rappresenta peraltro un importante elemento in ordine
alla possibilita' di garantire che l'esperienza dei bambini e degli
adolescenti si realizzi in un ambiente per sua natura areato ed in
condizioni favorevoli al richiesto distanziamento fisico.
Si intende che il progetto di attivita' sia elaborato dal gestore
ricomprendendo la relativa assunzione di responsabilita', condivisa
con le famiglie, nei confronti dei bambini e degli adolescenti
accolti, anche considerando il particolare momento di emergenza
sanitaria in corso.
Gli aspetti considerati riguardano:
1) l'accessibilita';
2) gli standard per il rapporto fra i bambini o gli adolescenti
accolti e lo spazio disponibile;
3) gli standard per il rapporto numerico fra personale ed i bambini
e gli adolescenti e le strategie generali per il distanziamento
fisico;
4) i principi generali di igiene e pulizia;
5) i criteri di selezione del personale e di formazione degli
operatori;
6) gli orientamenti generali per la programmazione delle attivita';
7) l'accesso quotidiano, le modalita' di accompagnamento e ritiro
dei bambini o degli adolescenti;
8) il triage in accoglienza;
9) il progetto organizzativo del servizio offerto;
10) le attenzioni speciali per l'accoglienza di bambini o
adolescenti con disabilita'.
2.1 Accessibilita' degli spazi
Le condizioni di salute dei bambini e degli adolescenti che
partecipano all'offerta delle attivita' devono essere considerate con
l'aiuto del pediatra di libera scelta, anche per l'eventuale
segnalazione della necessita' di applicare misure protettive
aggiuntive individualizzate.
In via generale, l'accesso potra' realizzarsi alle seguenti
condizioni:
1) da parte di tutti i bambini ed adolescenti a partire dai 3 anni
di eta', si intende che il progetto deve preferibilmente essere
circoscritto a sottofasce di eta' in modo da determinare condizioni
di omogeneita' fra i diversi bambini e adolescenti accolti; a tale
scopo, per esempio, possono essere distinte fasce relative alla
scuola dell'infanzia (dai 3 ai 5 anni), alla scuola primaria (dai 6
agli 11 anni) ed alla scuola secondaria (dai 12 ai 17 anni);
2) mediante iscrizione e' il gestore a definire i tempi ed i modi
d'iscrizione dandone comunicazione in modo pubblico e con congruo
anticipo rispetto all'inizio delle attivita' proposte, con criteri di
selezione della domanda da definirsi nel caso di domande superiori
alla ricettivita' prevista.
2.2 Standard per il rapporto fra bambini ed adolescenti accolti e
lo spazio disponibile
Il fatto che tutte le attivita' si svolgano all'aperto rappresenta
certamente un'opportunita' privilegiata.
Cio' premesso, in considerazione delle necessita' di garantire il
prescritto distanziamento fisico, e' fondamentale l'organizzazione in
piccoli gruppi e l'organizzazione di una pluralita' di diversi spazi
per lo svolgimento delle attivita' programmate.
2.3 Standard per il rapporto numerico fra personale ed i bambini ed
adolescenti, e le strategie generali per il distanziamento fisico
Il rapporto numerico minimo fra operatori, bambini ed adolescenti
sara' graduato in relazione all'eta' dei bambini o adolescenti
stessi, come segue:
1) per i bambini in eta' di scuola dell'infanzia (da 3 a 5 anni) e'
consigliato un rapporto di un adulto ogni 5 bambini;
2) per i bambini in eta' di scuola primaria (da 6 ad 11 anni) e'
consigliato un rapporto di un adulto ogni 7 bambini;
3) per gli adolescenti in eta' di scuola secondaria (da 12 a 17
anni) e' consigliato un rapporto di un adulto ogni 10 adolescenti.
2.4 Principi generali d'igiene e pulizia
Considerato che l'infezione virale si realizza per droplets
(goccioline di saliva emesse tossendo, starnutendo o parlando) o per
contatto (toccare, abbracciare, dare la mano o anche toccando bocca,
naso e occhi con le mani precedentemente contaminate), le misure di
prevenzione da applicare sempre sono le seguenti:
1) lavarsi frequentemente le mani in modo non frettoloso;
2) non tossire o starnutire senza protezione;
3) mantenere il distanziamento fisico di almeno un metro dalle
altre persone;
4) non toccarsi il viso con le mani.
Particolare attenzione deve essere rivolta all'utilizzo corretto
delle mascherine.
Le operazioni di pulizia approfondita dei materiali devono essere
svolte di frequente sulle superfici piu' toccate, con frequenza
almeno giornaliera, con detergente neutro.
I servizi igienici richiedono di essere oggetto di pulizia dopo
ogni volta che sono stati utilizzati e di disinfezione almeno
giornaliera con soluzioni a base di ipoclorito di sodio allo 0,1% di
cloro attivo o altri prodotti virucidi autorizzati seguendo le
istruzioni per l'uso fornite dal produttore.
2.5 Criteri di selezione del personale e di formazione degli
operatori
Oltre alla verifica dei requisiti di formazione e' opportuno
prevedere un numero di operatori supplenti disponibili in caso di
necessita'. In via complementare, costituira' un'opportunita'
positiva la possibilita' di coinvolgimento di operatori volontari,
opportunamente formati.
Tutto il personale, sia professionale che volontario, deve essere
formato sui temi della prevenzione di COVID-19, nonche' per gli
aspetti di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e delle
misure d'igiene e sanificazione.
E' altresi' importante che tutti gli operatori conoscano per tempo
lo spazio in cui andranno ad operare, le opportunita' che esso offre
rispetto all'eta' dei bambini che accogliera' e cosi' in modo utile
alla programmazione delle diverse attivita' da proporre e condividere
con i bambini o gli adolescenti.
2.6 Orientamenti generali per la programmazione delle attivita' e
la stabilita' nel tempo della relazione tra gli operatori ed i gruppi
di bambini ed adolescenti
Sara' necessario lavorare per piccoli gruppi di bambini ed
adolescenti, garantendo la condizione della loro stabilita' per tutto
il tempo di svolgimento delle attivita'. Anche la relazione fra il
piccolo gruppo di bambini ed adolescenti e gli operatori attribuiti
dev'essere garantita con continuita' nel tempo.
Le due condizioni di cui sopra proteggono dalla possibilita' di
diffusione allargata del contagio, nel caso tale evenienza si venga a
determinare, garantendo altresi' la possibilita' di puntuale
tracciamento del medesimo.
Le diverse attivita' programmate devono realizzarsi inoltre nel
rispetto delle seguenti principali condizioni:
1) continuita' di relazione fra gli operatori ed i piccoli gruppi
di bambini o gli adolescenti anche ai fini di consentire l'eventuale
tracciamento di potenziali casi di contagio;
2) pulizia approfondita frequente delle attrezzature e degli
oggetti utilizzati per la realizzazione delle attivita', almeno
giornaliera, con detergente neutro;
3) lavaggio delle mani in concomitanza col cambio di attivita',
dopo l'utilizzo dei servizi igienici e prima dell'eventuale consumo
di pasti.
2.7 Accesso quotidiano e modalita' di accompagnamento e di ritiro
dei bambini ed adolescenti
E' importante che la situazione di arrivo e rientro a casa dei
bambini e degli adolescenti si svolga senza comportare assembramento
negli ingressi delle aree interessate. Per questo e' opportuno
scaglionarne la programmazione nell'arco di un tempo complessivo
congruo. Meglio inoltre organizzare l'accoglienza all'esterno
dell'area segnalando con appositi riferimenti le distanze da
rispettare.
All'ingresso nell'area per ogni bambino ed adolescente va
predisposto il lavaggio delle mani con acqua e sapone, o con gel
igienizzante.
L'igienizzazione delle mani dovra' ovviamente essere realizzata
anche nel caso degli operatori che entrano in turno.
2.8 Triage in accoglienza
I punti di accoglienza devono essere all'esterno o in un opportuno
ingresso separato dell'area o della struttura per evitare che gli
adulti accompagnatori entrino nei luoghi adibiti allo svolgimento
delle attivita'. E' inoltre necessario che gli ingressi e le uscite
siano scaglionati almeno tra i 5 ed i 10 minuti.
Quando possibile, e' opportuno che i punti di ingresso siano
differenziati dai punti di uscita, con individuazione di percorsi
obbligati.
Nel punto di accoglienza deve essere disponibile una fontana o un
lavandino con acqua e sapone oppure di gel idroalcolico per
l'igienizzazione delle mani del bambino o dell'adolescente prima che
entri nella struttura. Similmente, il bambino o l'adolescente dovra'
igienizzarsi le mani una volta uscito dalla struttura prima di essere
riconsegnato all'accompagnatore.
Il gel idroalcolico deve essere conservato fuori dalla portata dei
bambini per evitare ingestioni accidentali.
La procedura di triage deve prevedere in particolare le seguenti
verifiche alternativamente:
1) chiedere ai genitori se il bambino o l'adolescente abbia avuto
la febbre, tosse, difficolta' respiratoria o e' stato male a casa;
2) dopo aver igienizzato le mani, verifica della temperatura
corporea con rilevatore di temperatura corporea o termometro senza
contatto, da pulire con una salvietta igienizzante o del cotone
imbevuto di alcool prima del primo utilizzo ed alla fine
dell'accoglienza; ed in caso di possibile contaminazione, ad esempio
se il bambino o l'adolescente inavvertitamente entra in contatto con
lo strumento o si mette a tossire durante la misurazione.
La stessa procedura va posta in essere all'entrata per gli
operatori, che, se malati, devono rimanere a casa ed allertare il
loro medici di medicina generale (MMG) ed il soggetto gestore.
2.9 Progetto organizzativo del servizio offerto
Il gestore dell'attivita' deve garantire l'elaborazione di uno
specifico progetto da sottoporre preventivamente all'approvazione del
Comune nel cui territorio si svolge l'attivita', nonche', per quanto
di competenza, da parte delle competenti autorita' sanitarie locali.
Il progetto organizzativo del servizio offerto deve essere coerente
con tutti gli orientamenti contenuti nel presente documento e ha lo
scopo di mostrare la loro applicazione coerente all'interno dello
specifico contesto ambientale in cui le attivita' si svolgeranno.
Il progetto di cui sopra deve contenere le seguenti informazioni:
1) il calendario di apertura e l'orario quotidiano di
funzionamento, con distinzione dei tempi di effettiva apertura
all'utenza e di quelli - precedenti e successivi - previsti per la
predisposizione quotidiana del servizio e per il suo riordino dopo la
conclusione delle attivita' programmate;
2) il numero e l'eta' dei bambini ed adolescenti accolti, nel
rispetto di un rapporto con lo spazio disponibile tale da garantire
il prescritto distanziamento fisico
3) gli ambienti e gli spazi utilizzati e la loro organizzazione
funzionale, mediante l'utilizzo di una piantina nella quale i diversi
ambiti funzionali - ad esempio, gli accessi, le aree gioco, le aree
servizio, ecc. - siano rappresentati in modo chiaro e tale da
costituire la base di riferimento per regolare i flussi e gli
spostamenti previsti, nonche' per verificarne preliminarmente la
corrispondenza ai richiesti requisiti di sicurezza, igiene e sanita',
distanziamento fisico;
4) i tempi di svolgimento delle attivita' ed il loro programma
giornaliero di massima, mediante un prospetto che espliciti con
chiarezza le diverse situazioni e le attivita' che si svolgono
dall'inizio al termine della frequenza; ed individuando altresi' i
momenti in cui e' previsto di realizzare routine di lavaggio delle
mani e di igienizzazione degli spazi e dei materiali;
5) l'elenco del personale impiegato (nel rispetto del prescritto
rapporto numerico minimo con il numero di bambini ed adolescenti
accolti), ivi compresa la previsione di una figura di coordinamento
educativo e organizzativo del gruppo degli operatori;
6) le specifiche modalita' previste nel caso di accoglienza di
bambini ed adolescenti con disabilita' o provenienti da contesti
familiari caratterizzati da fragilita', identificando le modalita' di
consultazione dei servizi sociosanitari al fine di concordare le
forme di individualizzazione del progetto di attivita' da proporre e
realizzare;
7) le specifiche modalita' previste per l'eventuale utilizzo di
mezzi per il trasporto dei bambini ed adolescenti, con particolare
riguardo alle modalita' con cui verra' garantita l'accompagnamento a
bordo da parte di una figura adulta, nonche' il prescritto
distanziamento fisico;
8) le modalita' previste per la verifica della condizione di salute
del personale impiegato, attraverso dichiarazioni e certificazioni da
identificare in accordo con le competenti autorita' sanitarie locali;
9) l'elenco dei bambini ed adolescenti accolti e le modalita'
previste per la verifica della loro condizione di salute, attraverso
dichiarazioni e certificazioni da identificare in accordo con le
competenti autorita' sanitarie locali;
10) il rispetto delle prescrizioni igieniche inerenti alla
manutenzione ordinaria dello spazio, al controllo quotidiano dello
stato dei diversi arredi ed alle attrezzature in esso presenti e la
loro relativa pulizia approfondita periodica;
11) le previste modalita' di verifica quotidiana delle condizioni
di salute delle persone che accedono all'area e del regolare utilizzo
delle mascherine;
12) quanto eventualmente inerente alla preparazione e consumo di
pasti.
2.10 Attenzioni speciali per l'accoglienza di bambini ed
adolescenti con disabilita'
Nella consapevolezza delle particolari difficolta' che le misure
restrittive per contenere i contagi hanno comportato per bambini ed
adolescenti con disabilita', e della necessita' di includerli in una
graduale ripresa della socialita', particolare attenzione e cura
vanno rivolte alla definizione di modalita' di attivita' e misure di
sicurezza specifiche per coinvolgerli nelle attivita' estive.
Il rapporto numerico, nel caso di bambini ed adolescenti con
disabilita', dovrebbe essere potenziato integrando la dotazione di
operatori nel gruppo dove viene accolto il bambino o l'adolescente,
anche favorendo il rapporto numerico 1 a 1.
Il personale coinvolto dovra' essere adeguatamente formato anche a
fronte delle diverse modalita' di organizzazione delle attivita',
tenendo anche conto delle difficolta' di mantenere il distanziamento,
cosi' come della necessita' di accompagnare i bambini e gli
adolescenti con disabilita' nel comprendere il senso delle misure di
precauzione.
3 Attivita' ludico-ricreative - centri estivi - per i bambini d'eta'
superiore ai 3 anni e gli adolescenti con la presenza di operatori
addetti alla loro conduzione utilizzando le potenzialita' di
accoglienza di spazi per l'infanzia e delle scuole o altri ambienti
similari (ludoteche, centri per famiglie, oratori, ecc.). Decorrenza:
da giugno 2020 e per il periodo estivo
L'utilizzo di sedi ordinariamente ospitanti i servizi educativi per
l'infanzia e le scuole per realizzare i centri estivi che offrano un
programma di attivita' ludico-ricreative, nel periodo estivo in cui
gli stessi servizi educativi e scuole prevedono una fase di chiusura,
ha una tradizione molto forte e radicata in numerosissime realta'
locali.
Le sedi di servizi educativi e di scuole maggiormente utilizzate
per questo scopo sono naturalmente quelle che sono dotate di un
generoso spazio verde dedicato poiche' questo consente di realizzare
attivita' anche all'aperto e diverse da quelle che caratterizzano
l'attivita' didattica che si svolge durante il calendario scolastico.
Non e' naturalmente esclusa la possibilita' di utilizzare anche
altre sedi similari, a patto che le stesse offrano le medesime
funzionalita' necessarie, in termini di spazi per le attivita'
all'interno e all'esterno, servizi igienici, spazi per servizi
generali e per il supporto alla preparazione e distribuzione di
pasti.
In generale, il progetto delle attivita' offerte predilige il
riferimento ad attivita' ludiche che consentano di utilizzare il
tempo della giornata in modo disteso e piacevole.
I progetti potranno essere realizzati dagli enti interessati, dai
soggetti gestori da questi individuati, nonche' da organizzazioni ed
enti del Terzo Settore.
Si intende che il progetto di attivita' sia elaborato dal gestore
ricomprendendo la relativa assunzione di responsabilita', condivisa
con le famiglie, nei confronti dei bambini e degli adolescenti
accolti, anche considerando il particolare momento di emergenza
sanitaria in corso.
Gli aspetti presi in considerazione riguardano:
1) l'accessibilita';
2) gli standard per il rapporto fra bambini ed adolescenti accolti
e lo spazio disponibile;
3) gli standard per il rapporto numerico fra il personale ed i
bambini ed adolescenti, e le strategie generali per il distanziamento
fisico;
4) i principi generali d'igiene e pulizia;
5) i criteri di selezione del personale e di formazione degli
operatori;
6) gli orientamenti generali per la programmazione delle attivita'
e di stabilita' nel tempo della relazione fra gli operatori ed i
gruppi di bambini ed adolescenti;
7) l'accesso quotidiano, le modalita' di accompagnamento e di
ritiro dei bambini ed adolescenti;
8) i triage in accoglienza;
9) il progetto organizzativo del servizio offerto;
10) le attenzioni speciali per l'accoglienza di bambini ed
adolescenti con disabilita'.
3.1 Accessibilita' degli spazi
Le condizioni di salute dei bambini che accedono ai centri estivi
devono essere considerate con l'aiuto del pediatra di libera scelta.
Devono in ogni caso essere previsti criteri di priorita'
nell'accesso ai servizi per assicurare il sostegno ai bisogni delle
famiglie con maggiori difficolta' nella conciliazione fra cura e
lavoro (per esempio situazioni con entrambi i genitori lavoratori,
nuclei familiari monoparentali, incompatibilita' del lavoro dei
genitori con lo smart-working, condizioni di fragilita', ecc.)
In via generale, l'accesso deve realizzarsi alle seguenti
condizioni:
1) da parte di tutti i bambini e degli adolescenti, si intende che
il progetto deve essere circoscritto a sottofasce di eta' in modo da
determinare condizioni di omogeneita' fra i diversi bambini ed
adolescenti accolti; a tale scopo, dovranno distinte fasce relative
alla scuola dell'infanzia (dai 3 ai 5 anni), alla scuola primaria
(dai 6 agli 11 anni) ed alla scuola secondaria (dai 12 ai 17 anni);
2) mediante iscrizione e' il gestore a definire i tempi ed i modi
d'iscrizione dandone comunicazione in modo pubblico e con congruo
anticipo rispetto all'inizio delle attivita' proposte;
3) con criteri di selezione della domanda, nel caso di domande
superiori alla ricettivita' prevista, ove si determini la situazione
in cui non sia possibile accogliere tutta la domanda espressa, deve
essere redatta una graduatoria di accesso che tenga conto di alcuni
criteri, quali ad esempio:
a) la condizione di disabilita' del bambino o adolescente;
b) la documentata condizione di fragilita' del nucleo familiare
di provenienza del bambino ed adolescente;
c) il maggior grado di impegno in attivita' di lavoro da parte
dei genitori del bambino ed adolescente.
3.2 Standard per il rapporto fra bambini ed adolescenti accolti e
spazio disponibile
In considerazione delle necessita' di garantire il prescritto
distanziamento fisico, e' fondamentale l'organizzazione in piccoli
gruppi e l'organizzazione di una pluralita' di diversi spazi per lo
svolgimento delle attivita' programmate.
Le verifiche sulla funzionalita' dell'organizzazione dello spazio
ad accogliere le diverse attivita' programmate non possono
prescindere dalla valutazione dell'adeguatezza di ogni spazio dal
punto di vista della sicurezza.
In considerazione delle necessita' di distanziamento fisico e'
opportuno privilegiare il piu' possibile le attivita' in spazi aperti
all'esterno, anche se non in via esclusiva, e tenendo conto di
adeguate zone d'ombra.
Vista l'organizzazione in piccoli gruppi, e' necessario uno sforzo
volto ad individuare una pluralita' di diversi spazi per lo
svolgimento delle attivita' dei centri estivi nell'ambito del
territorio di riferimento.
In caso di attivita' in spazi chiusi, e' raccomandata l'aerazione
abbondante dei locali, con il ricambio di aria che deve essere
frequente: tenere le finestre aperte per la maggior parte del tempo.
3.3 Standard per il rapporto numerico fra personale e bambini ed
adolescenti, e strategie generali per il distanziamento fisico
I criteri sotto riportati tengono in considerazione sia il grado di
autonomia dei bambini e degli adolescenti nelle attivita' comuni come
il pasto o l'uso dei servizi igienici, sia la loro capacita' di
aderire alle misure preventive da attuarsi per ridurre il rischio di
COVID-19.
Il rapporto numerico minimo fra operatori, bambini ed adolescenti
sara' graduato in relazione all'eta' dei bambini ed adolescenti nel
modo seguente:
1) per i bambini in eta' di scuola dell'infanzia (dai 3 ai 5 anni),
un rapporto di un adulto ogni 5 bambini;
2) per i bambini in eta' di scuola primaria (dai 6 agli 11 anni),
un rapporto di un adulto ogni 7 bambini;
3) per gli adolescenti in eta' di scuola secondaria (dai 12 ai 17
anni), un rapporto di un adulto ogni 10 adolescenti.
Oltre alla definizione organizzativa del rapporto numerico, occorre
operare per garantire il suo rispetto per l'intera durata delle
attivita', tenendo conto delle prescrizioni sul distanziamento
fisico.
3.4 Principi generali d'igiene e pulizia
Considerato che l'infezione virale si realizza per droplets
(goccioline di saliva emesse tossendo, starnutendo o parlando) o per
contatto (toccare, abbracciare, dare la mano o anche toccando bocca,
naso e occhi con le mani precedentemente contaminate), le misure di
prevenzione da applicare sempre sono le seguenti:
1) lavarsi frequentemente le mani in modo non frettoloso;
2) non tossire o starnutire senza protezione;
3) mantenere il distanziamento fisico di almeno un metro dalle
altre persone;
4) non toccarsi il viso con le mani;
5) pulire frequentemente le superfici con le quali si vie a
contatto;
6) arieggiare frequentemente i locali.
Tutto questo si realizza in modo piu' agevole nel caso di
permanenza in spazi aperti. Particolare attenzione deve essere
rivolta all'utilizzo corretto delle mascherine.
Le operazioni di pulizia approfondita dei materiali devono essere
svolte di frequente sulle superfici piu' toccate, con frequenza
almeno giornaliera, con un detergente neutro.
I servizi igienici richiedono di essere oggetto di pulizia dopo
ogni volta che sono stati utilizzati, e di "disinfezione" almeno
giornaliera con soluzioni a base di ipoclorito di sodio allo 0,1% di
cloro attivo o altri prodotti virucidi autorizzati seguendo le
istruzioni per l'uso fornite dal produttore.
3.5 Criteri di selezione del personale e formazione degli operatori
Oltre alla verifica dei requisiti di formazione e' necessario
prevedere un certo numero di operatori supplenti disponibili in caso
di necessita'.
In via complementare, costituira' una opportunita' positiva la
possibilita' di coinvolgimento di operatori volontari, opportunamente
formati.
Tutto il personale, professionale e volontario, deve essere formato
sui temi della prevenzione di COVID-19, nonche' per gli aspetti di
utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e delle misure di
igiene e sanificazione.
Molto importante e' anche che tutti gli operatori conoscano per
tempo lo spazio in cui andranno ad operare, le opportunita' che esso
offre rispetto all'eta' dei bambini e degli adolescenti che
accogliera', in modo utile alla programmazione delle diverse
attivita' da proporre e condividere con gli stessi.
3.6 Orientamenti generali per la programmazione delle attivita' e
di stabilita' nel tempo della relazione fra operatori ed i gruppi di
bambini ed adolescenti
Sara' necessario lavorare per piccoli gruppi di bambini ed
adolescenti, garantendo la condizione della loro stabilita' per tutto
il tempo di svolgimento delle attivita'. Anche la relazione fra
piccolo gruppo di bambini ed adolescenti ed operatori attribuiti deve
essere garantita con continuita' nel tempo.
Le due condizioni di cui sopra proteggono dalla possibilita' di
diffusione allargata del contagio, nel caso tale evenienza si venga a
determinare, garantendo altresi' la possibilita' di puntuale
tracciamento del medesimo.
La realizzazione delle diverse attivita' programmate deve
realizzarsi inoltre nel rispetto delle seguenti principali
condizioni:
1) continuita' di relazione fra gli operatori ed i piccoli gruppi
di bambini ed adolescenti, anche ai fini di consentire l'eventuale
tracciamento di potenziali casi di contagio;
2) pulizia approfondita frequente delle attrezzature e degli
oggetti utilizzati per la realizzazione delle attivita' (almeno
giornaliera) con detergente neutro;
3) lavaggio delle mani in concomitanza col cambio di attivita',
dopo l'utilizzo dei servizi igienici e prima dell'eventuale consumo
di pasti;
4) attenzione alla non condivisione dell'utilizzo di posate e
bicchieri da parte di piu' bambini nel momento del consumo del pasto;
5) non previsione di attivita' che comprendano assembramenti di
piu' persone, come le feste periodiche con le famiglie, privilegiando
forme audiovisuali di documentazione ai fini della comunicazione ai
genitori dei bambini.
3.7 Accesso quotidiano e modalita' di accompagnamento e ritiro dei
bambini ed adolescenti
E' importante che la situazione di arrivo e rientro a casa dei
bambini ed adolescenti si svolga senza comportare assembramento negli
ingressi delle aree interessate. Per questo e' opportuno scaglionarne
la programmazione nell'arco di un tempo complessivo congruo. Meglio
inoltre organizzare l'accoglienza all'esterno dell'area segnalando
con appositi riferimenti le distanze da rispettare.
All'ingresso nell'area per ogni bambino ed adolescente va
predisposto il lavaggio delle mani con acqua e sapone o con del gel
igienizzante.
L'igienizzazione delle mani deve essere realizzata anche nel caso
degli operatori che entrano in turno.
3.8 Triage in accoglienza
I punti di accoglienza devono essere all'esterno o in un opportuno
ingresso separato dell'area o struttura per evitare che gli adulti
accompagnatori entrino nei luoghi adibiti allo svolgimento delle
attivita'. E' inoltre necessario che gli ingressi e le uscite siano
scaglionati almeno fra i 5 ed i 10 minuti.
Quando possibile, saranno opportunamente differenziati i punti di
ingresso dai punti di uscita, con individuazione di percorsi
obbligati.
Nel punto di accoglienza deve essere disponibile una fontana o un
lavandino con acqua e sapone o, in assenza di questa, di gel
idroalcolico per l'igienizzazione delle mani del bambino prima che
entri nella struttura. Similmente, il bambino o adolescente deve
igienizzarsi le mani una volta uscito dalla struttura prima di essere
riconsegnato all'accompagnatore. Il gel idroalcolico deve ovviamente
essere conservato fuori dalla portata dei bambini per evitare
ingestioni accidentali.
La procedura di triage deve prevedere in particolare le seguenti
verifiche alternativamente:
1) chiedere ai genitori se il bambino o l'adolescente ha avuto la
febbre, tosse, difficolta' respiratoria o e' stato male a casa;
2) dopo aver igienizzato le mani, verifica della temperatura
corporea con rilevatore di temperatura corporea o termometro senza
contatto (da pulire con una salvietta igienizzante o cotone imbevuto
di alcool prima del primo utilizzo e alla fine dell'accoglienza e in
caso di possibile contaminazione, ad esempio se il bambino
inavvertitamente entra in contatto con lo strumento o si mette a
tossire durante la misurazione).
La stessa procedura va posta in essere all'entrata per gli
operatori, che, se malati, devono rimanere a casa e allertare il loro
MMG e il soggetto gestore.
3.9 Progetto organizzativo del servizio offerto
Il gestore dell'attivita' deve garantire l'elaborazione di uno
specifico progetto da sottoporre preventivamente all'approvazione del
Comune nel cui territorio si svolge l'attivita', nonche', per quanto
di competenza, da parte delle competenti autorita' sanitarie locali.
Il progetto organizzativo del servizio offerto deve essere coerente
con tutti gli orientamenti contenuti nel presente documento e ha lo
scopo di mostrare la loro applicazione coerente all'interno dello
specifico contesto ambientale in cui le attivita' si svolgeranno.
Il progetto di cui sopra deve contenere le seguenti informazioni:
1) il calendario di apertura e orario quotidiano di funzionamento,
con distinzione dei tempi di effettiva apertura all'utenza e di
quelli - precedenti e successivi - previsti per la predisposizione
quotidiana del servizio e per il suo riordino dopo la conclusione
delle attivita' programmate;
2) il numero e eta' dei bambini e degli adolescenti accolti, nel
rispetto di un rapporto con lo spazio disponibile tale da garantire
il prescritto distanziamento fisico;
3) gli ambienti e spazi utilizzati e loro organizzazione
funzionale, mediante l'utilizzo di una piantina delle aree chiuse
nella quale i diversi ambiti funzionali - ad esempio, accessi, aree
gioco, aree servizio, ecc. - siano rappresentati in modo chiaro e
tale da costituire base di riferimento per regolare i flussi e gli
spostamenti previsti, nonche' per verificarne preliminarmente la
corrispondenza ai richiesti requisiti di sicurezza, igiene e sanita',
distanziamento fisico;
4) i tempi di svolgimento delle attivita' e loro programma
giornaliero di massima, mediante un prospetto che espliciti con
chiarezza le diverse situazioni e attivita' che si svolgono
dall'inizio al termine della frequenza e individuando altresi' i
momenti in cui e' previsto di realizzare routine di lavaggio delle
mani e/o di igienizzazione degli spazi e materiali;
5) l'elenco del personale impiegato (nel rispetto del prescritto
rapporto numerico minimo con il numero di bambini ed adolescenti
accolti), ivi compresa la previsione di una figura di coordinamento
educativo e organizzativo del gruppo degli operatori;
6) le specifiche modalita' previste nel caso di accoglienza di
bambini ed adolescenti con disabilita' o provenienti da contesti
familiari caratterizzati da fragilita', identificando le modalita' di
consultazione dei servizi sociosanitari al fine di concordare le
forme di individualizzazione del progetto di attivita' da proporre e
realizzare;
7) le specifiche modalita' previste per l'eventuale utilizzo di
mezzi per il trasporto dei bambini ed adolescenti, con particolare
riguardo alle modalita' con cui verra' garantita l'accompagnamento a
bordo da parte di figura adulta, nonche' il prescritto distanziamento
fisico;
8) le modalita' previste per la verifica della condizione di salute
del personale impiegato, attraverso dichiarazioni e certificazioni da
identificare in accordo con le competenti autorita' sanitarie locali;
9) l'elenco dei bambini ed adolescenti accolti e modalita' previste
per la verifica della loro condizione di salute, attraverso
dichiarazioni e certificazioni da identificare in accordo con le
competenti autorita' sanitarie locali;
10) il rispetto delle prescrizioni igieniche inerenti alla
manutenzione ordinaria dello spazio, il controllo quotidiano dello
stato dei diversi arredi e attrezzature in esso presenti e loro
relativa pulizia approfondita periodica;
11) le previste modalita' di verifica quotidiana delle condizioni
di salute delle persone che accedono all'area e del regolare utilizzo
delle mascherine
12) quanto eventualmente inerente alla preparazione e consumo di
pasti.
3.10 Attenzioni speciali per l'accoglienza di bambini ed
adolescenti con disabilita'
Nella consapevolezza delle particolari difficolta' che le misure
restrittive per contenere i contagi hanno comportato per bambini ed
adolescenti con disabilita', e della necessita' di includerli in una
graduale ripresa della socialita', particolare attenzione e cura
vanno rivolte alla definizione di modalita' di attivita' e misure di
sicurezza specifiche per coinvolgerli nelle attivita' estive.
Il rapporto numerico, nel caso di bambini ed adolescenti con
disabilita', deve essere potenziato integrando la dotazione di
operatori nel gruppo dove viene accolto il bambino ed adolescente,
portando il rapporto numerico a 1 operatore per 1 bambino o
adolescente.
Il personale coinvolto deve essere adeguatamente formato anche a
fronte delle diverse modalita' di organizzazione delle attivita',
tenendo anche conto delle difficolta' di mantenere il distanziamento,
cosi' come della necessita' di accompagnare bambini ed adolescenti
con disabilita' nel comprendere il senso delle misure di precauzione.