Art. 55.
Sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente
1. E' punito con l'arresto da quattro a otto mesi o con l'ammenda
da 5.000 a 15.000 euro il datore di lavoro:
a) che omette la valutazione dei rischi e l'adozione del
documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), ovvero che lo
adotta in assenza degli elementi di cui alle lettere a), b), d) ed f)
dell'articolo 28 e che viola le disposizioni di cui all'articolo 18,
comma 1, lettere q) e z), prima parte;
b) che non provvede alla nomina del responsabile del servizio di
prevenzione e protezione ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera
b), salvo il caso previsto dall'articolo 34;
2. Nei casi previsti al comma 1, lettera a), si applica la pena
dell'arresto da sei mesi a un anno e sei mesi se la violazione e'
commessa:
a) nelle aziende di cui all'articolo 31, comma 6, lettere a), b),
c), d), f);
b) in aziende in cui si svolgono attivita' che espongono i
lavoratori a rischi biologici di cui all'articolo 268, comma 1,
lettere c) e d), da atmosfere esplosive, cancerogeni mutageni, e da
attivita' di manutenzione, rimozione smaltimento e bonifica di
amianto;
c) per le attivita' disciplinate dal titolo IV caratterizzate
dalla compresenza di piu' imprese e la cui entita' presunta di lavoro
non sia inferiore a 200 uomini-giorno.
3. E' punito con l'ammenda da 3.000 a 9.000 euro il datore di
lavoro che non redige il documento di cui all'articolo 17, comma 1,
lettera a), secondo le modalita' di cui all'articolo 29, commi 1, 2 e
3, nonche' nei casi in cui nel documento di valutazione dei rischi
manchino una o piu' delle indicazioni di cui all'articolo 28, comma
2, lettere c) ed e).
4. Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti:
a) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da 800 a
3.000 euro per la violazione degli articoli 18, comma 1, lettere b),
e), g), i), m), n), o), p), 34, comma 3, 36, commi 1, 2 e 3, 43,
comma 1, lettere a), b) e c);
b) con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da 2.000 a
5.000 euro per la violazione degli articoli 18, commi 1, lettere d),
h), e v), e 2, 26, comma 1, lettera b), 43, comma 1, lettere d) ed
e), 45, comma 1, 46, comma 2;
c) con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da 2.000 a
5.000 euro per la violazione dell'articolo 18, comma 1, lettera c).
Nei casi previsti dal comma 2, si applica la pena dell'arresto da
quattro a otto mesi;
d) con l'arresto da quattro a otto mesi o con l'ammenda da 1.500
a 6.000 euro per la violazione degli articoli 26, comma 1, e 2,
lettere a) e b), 34, commi 1 e 2;
e) con l'arresto da quattro a otto mesi o con l'ammenda da 2.000
a 4.000 euro per la violazione degli articoli 18, comma 1, lettera
l), e 43, comma 4;
f) con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da 3.000 a
10.000 euro per non aver provveduto alla nomina di cui all'articolo
18, comma 1, lettera a);
g) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.500 a 4.500
euro per la violazione dell'articolo 18, comma 1, lettera bb);
h) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 10.000
euro per la violazione degli articoli 18, comma 1, lettera u), 29,
comma 4, e 35, comma 2;
i) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 7.500
euro per la violazione dell'articolo 18, comma 1, lettera r), con
riferimento agli infortuni superiori ai tre giorni;
l) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 3.000
euro per la violazione dell'articolo 18, comma 1, lettera r), con
riferimento agli infortuni superiori ad un giorno;
m) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 500 euro
per ciascun lavoratore, in caso di violazione dell'articolo 26, comma
8;
n) con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000 a euro
3.000 in caso di violazione dall'articolo 18, comma 1, lettera s);
o) con la sanzione amministrativa pecuniaria di euro 500 in caso
di violazione dall'articolo 18, comma 1, lettera aa).
5. L'applicazione della sanzione di cui al comma 4, lettera i),
esclude l'applicazione delle sanzioni conseguenti alla violazione
dell'articolo 53 del testo unico delle disposizioni per
l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le
malattie professionali, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124.
Nota all'art. 55:
- Il testo dell'art. 53 del decreto del Presidente
della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124 (testo unico delle
disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli
infortuni sul lavoro e le malattie professionali), e' il
seguente:
«Art. 53. - Il datore di lavoro e' tenuto a denunciare
all'Istituto assicuratore gli infortuni da cui siano
colpiti i dipendenti prestatori d'opera, e che siano
prognosticati non guaribili entro tre giorni,
indipendentemente da ogni valutazione circa la ricorrenza
degli estremi di legge per l'indennizzabilita'. La denuncia
dell'infortunio deve essere fatta con le modalita' di cui
all'art. 13 entro due giorni da quello in cui il datore di
lavoro ne ha avuto notizia e deve essere corredata da
certificato medico. Qualora il datore di lavoro effettui la
denuncia di infortunio per via telematica, il certificato
medico deve essere inviato solo su espressa richiesta
dell'Istituto assicuratore nelle ipotesi in cui non sia
stato direttamente inviato dal lavoratore o dal medico
certificatore.
Se si tratta di infortunio che abbia prodotto la morte
o per il quale sia preveduto il pericolo di morte, la
denuncia deve essere fatta per telegrafo entro ventiquattro
ore dall'infortunio.
Qualora l'inabilita' per un infortunio prognosticato
guaribile entro tre giorni si prolunghi al quarto il
termine per la denuncia decorre da quest'ultimo giorno.
La denuncia dell'infortunio ed il certificato medico
debbono indicare, oltre alle generalita' dell'operaio, il
giorno e l'ora in cui e' avvenuto l'infortunio, le cause e
le circostanze di esso, anche in riferimento ad eventuali
deficienze di misure di igiene e di prevenzione, la natura
e la precisa sede anatomica della lesione, il rapporto con
le cause denunciate, le eventuali alterazioni preesistenti.
La denuncia delle malattie professionali deve essere
trasmessa sempre con le modalita' di cui all'art. 13 dal
datore di lavoro all'Istituto assicuratore, corredata da
certificato medico, entro i cinque giorni successivi a
quello nel quale il prestatore d'opera ha fatto denuncia al
datore di lavoro della manifestazione della malattia. Il
certificato medico deve contenere, oltre l'indicazione del
domicilio dell'ammalato e del luogo dove questi si trova
ricoverato, una relazione particolareggiata della
sintomatologia accusata dall'ammalato stesso e di quella
rilevata dal medico certificatore. I medici certificatori
hanno l'obbligo di fornire all'Istituto assicuratore tutte
le notizie che esso reputi necessarie.
Nella denuncia debbono essere, altresi', indicati le
ore lavorate e il salario percepito dal lavoratore
assicurato nei quindici giorni precedenti quello
dell'infortunio o della malattia professionale.
Per gli addetti alla navigazione marittima ed alla
pesca marittima la denuncia deve essere fatta dal capitano
o padrone preposto al comando della nave o del galleggiante
o, in caso di loro impedimento, dall'armatore all'Istituto
assicuratore e all'autorita' portuale o consolare
competente. Quando l'infortunio si verifichi durante la
navigazione, la denuncia deve essere fatta il giorno del
primo approdo dopo l'infortunio. Il certificato medico, che
deve corredare la denuncia di infortunio, deve essere
rilasciato dal medico di bordo o, in mancanza di esso, da
un medico del luogo di primo approdo sia nel territorio
nazionale sia all'estero.
I contravventori alle precedenti disposizioni sono
puniti con la sanzione amministrativa da lire
cinquecentomila a lire tremilioni.».