Art. 93 
 
                 Personale proveniente da altri enti 
 
  1. L'Agenzia puo' avvalersi di personale  in  regime  di  distacco,
comando,  fuori  ruolo  o  altra  analoga  posizione  prevista  dagli
ordinamenti di appartenenza, anche sulla  base  di  apposite  intese,
proveniente   da   amministrazioni   ed   enti    pubblici,    organi
costituzionali, autorita' amministrative indipendenti,  ivi  comprese
la Commissione nazionale per la  societa'  e  la  borsa  e  la  Banca
d'Italia,  dalle  amministrazioni   inserite   nell'elenco   di   cui
all'articolo 1, comma 3,  della  legge  31  dicembre  2009,  n.  196,
nonche' da parte di una societa' a controllo pubblico statale di  cui
all'articolo 16 del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175. 
  2. Con  provvedimento  del  Direttore  generale  sono  definiti  la
disciplina  applicabile  e   il   relativo   trattamento   economico,
integrativo o sostitutivo  di  quello  gia'  percepito  nell'ente  di
provenienza, sulla base delle intese di cui al comma 1 e  nei  limiti
delle risorse finanziarie disponibili derivanti dalle entrate di  cui
all'articolo 18, comma 1, del decreto-legge. 
 
          Note all'art. 93: 
              - Si riporta il testo dell'articolo 1  della  legge  31
          dicembre 2009, n. 196  (Legge  di  contabilita'  e  finanza
          pubblica.), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 31 dicembre
          2009, n. 303, S.O. n. 245: 
                «Art.  1  (Principi  di  coordinamento  e  ambito  di
          riferimento). - 1. Le amministrazioni pubbliche  concorrono
          al  perseguimento  degli  obiettivi  di  finanza   pubblica
          definiti in ambito nazionale in coerenza con le procedure e
          i criteri stabiliti dall'Unione europea e ne condividono le
          conseguenti responsabilita'. Il concorso  al  perseguimento
          di  tali  obiettivi  si   realizza   secondo   i   principi
          fondamentali dell'armonizzazione dei bilanci pubblici e del
          coordinamento della finanza pubblica. 
                2. Ai fini della applicazione delle  disposizioni  in
          materia di finanza pubblica, per amministrazioni  pubbliche
          si intendono, per  l'anno  2011,  gli  enti  e  i  soggetti
          indicati  a  fini  statistici   nell'elenco   oggetto   del
          comunicato dell'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) in
          data 24 luglio 2010, pubblicato in pari data nella Gazzetta
          Ufficiale della  Repubblica  italiana  n.  171,  nonche'  a
          decorrere dall'anno 2012 gli enti e i soggetti  indicati  a
          fini statistici dal predetto Istituto  nell'elenco  oggetto
          del comunicato del medesimo Istituto in data  30  settembre
          2011, pubblicato in  pari  data  nella  Gazzetta  Ufficiale
          della   Repubblica   italiana   n.   228,   e    successivi
          aggiornamenti ai sensi del comma 3 del  presente  articolo,
          effettuati  sulla  base  delle  definizioni  di  cui   agli
          specifici regolamenti  dell'Unione  europea,  le  Autorita'
          indipendenti  e,  comunque,  le  amministrazioni   di   cui
          all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo  30  marzo
          2001, n. 165, e successive modificazioni. 
                3. La ricognizione delle amministrazioni pubbliche di
          cui al  comma  2  e'  operata  annualmente  dall'ISTAT  con
          proprio provvedimento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
          entro il 30 settembre. 
                4. Le disposizioni recate dalla presente legge e  dai
          relativi   decreti   legislativi   costituiscono   principi
          fondamentali del coordinamento della  finanza  pubblica  ai
          sensi  dell'articolo  117   della   Costituzione   e   sono
          finalizzate  alla  tutela   dell'unita'   economica   della
          Repubblica italiana, ai sensi  dell'articolo  120,  secondo
          comma, della Costituzione. 
                5. Le disposizioni della presente legge si  applicano
          alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di
          Trento e di Bolzano nel rispetto  di  quanto  previsto  dai
          relativi statuti.». 
              - Si riporta il  testo  dell'articolo  16  del  decreto
          legislativo 19 agosto 2016, n. 175 (Testo unico in  materia
          di societa' a partecipazione  pubblica),  pubblicato  nella
          Gazzetta Ufficiale 8 settembre 2016, n. 210: 
                «Art. 16 (Societa' in house). -  1.  Le  societa'  in
          house ricevono affidamenti diretti  di  contratti  pubblici
          dalle  amministrazioni  che  esercitano  su  di   esse   il
          controllo analogo o da ciascuna delle  amministrazioni  che
          esercitano su di esse il controllo analogo  congiunto  solo
          se non  vi  sia  partecipazione  di  capitali  privati,  ad
          eccezione di quella prescritta da  norme  di  legge  e  che
          avvenga in forme che non comportino controllo o  potere  di
          veto, ne' l'esercizio di  un'influenza  determinante  sulla
          societa' controllata. 
                2.   Ai   fini   della   realizzazione   dell'assetto
          organizzativo di cui al comma 1: 
                  a) gli statuti delle societa'  per  azioni  possono
          contenere   clausole   in   deroga    delle    disposizioni
          dell'articolo  2380-bis  e  dell'articolo  2409-novies  del
          codice civile; 
                  b) gli statuti  delle  societa'  a  responsabilita'
          limitata possono prevedere l'attribuzione all'ente  o  agli
          enti  pubblici  soci  di  particolari  diritti,  ai   sensi
          dell'articolo 2468, terzo comma, del codice civile; 
                  c) in ogni caso, i requisiti del controllo  analogo
          possono essere acquisiti anche mediante la  conclusione  di
          appositi patti parasociali; tali patti possono avere durata
          superiore a cinque anni, in deroga  all'articolo  2341-bis,
          primo comma, del codice civile. 
                3. Gli statuti delle  societa'  di  cui  al  presente
          articolo devono prevedere che oltre l'ottanta per cento del
          loro fatturato sia effettuato nello svolgimento dei compiti
          a esse affidati dall'ente pubblico o  dagli  enti  pubblici
          soci. 
                3-bis. La produzione ulteriore rispetto al limite  di
          fatturato di cui al comma 3, che puo' essere rivolta  anche
          a finalita' diverse, e' consentita solo a condizione che la
          stessa permetta di conseguire economie  di  scala  o  altri
          recuperi  di  efficienza   sul   complesso   dell'attivita'
          principale della societa'. 
                4. Il mancato rispetto del limite quantitativo di cui
          al  comma  3  costituisce  grave  irregolarita'  ai   sensi
          dell'articolo 2409 del codice civile e dell'articolo 15 del
          presente decreto. 
                5. Nel caso di cui  al  comma  4,  la  societa'  puo'
          sanare l'irregolarita' se, entro tre mesi dalla data in cui
          la stessa si  e'  manifestata,  rinunci  a  una  parte  dei
          rapporti  con  soggetti  terzi,  sciogliendo   i   relativi
          rapporti  contrattuali,  ovvero  rinunci  agli  affidamenti
          diretti da parte dell'ente  o  degli  enti  pubblici  soci,
          sciogliendo i relativi rapporti. In  quest'ultimo  caso  le
          attivita'   precedentemente    affidate    alla    societa'
          controllata devono essere  riaffidate,  dall'ente  o  dagli
          enti pubblici soci, mediante procedure competitive regolate
          dalla disciplina in materia di contratti pubblici, entro  i
          sei  mesi  successivi  allo   scioglimento   del   rapporto
          contrattuale. Nelle more dello svolgimento delle  procedure
          di gara i beni o servizi continueranno  ad  essere  forniti
          dalla stessa societa' controllata. 
                6. Nel caso di rinuncia agli affidamenti diretti,  di
          cui al comma 5, la  societa'  puo'  continuare  la  propria
          attivita' se e in quanto  sussistano  i  requisiti  di  cui
          all'articolo  4.   A   seguito   della   cessazione   degli
          affidamenti  diretti,   perdono   efficacia   le   clausole
          statutarie e i patti parasociali finalizzati a realizzare i
          requisiti del controllo analogo. 
                7. Le societa'  di  cui  al  presente  articolo  sono
          tenute all'acquisto di lavori, beni e  servizi  secondo  la
          disciplina di cui al decreto legislativo n.  50  del  2016.
          Resta fermo quanto previsto dagli  articoli  5  e  192  del
          medesimo decreto legislativo n. 50 del 2016.». 
              - Per il testo dell'articolo 18,  comma  1  del  citato
          decreto-legge  n.  82  del  2021,  si  rinvia   alle   note
          all'articolo 92.