ALLEGATO D
(previsto dall'articolo 13, comma 3)
PROFILO EDUCATIVO, CULTURALE E PROFESSIONALE DELLO STUDENTE ALLA FINE
DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE
(6-14 ANNI)
PREMESSA
Dal punto di vista educativo, non esistono eta', ne' scuole, che
non siano fondamentali per la costruzione del proprio progetto di
vita. La necessita' di conoscere, sperimentare e aprirsi a nuove
esperienze formative accompagnano l'intera esistenza di una persona.
In ogni eta' della vita, occorre stimolare l'individuo al meglio,
tenendo conto delle sfaccettature della sua personalita' e delle sue
capacita', per trasformarle in vere e proprie "competenze". Per
questo, se qualcuno non ha potuto godere di adeguate sollecitazioni
educative, ha il diritto di essere messo nelle condizioni di
recuperarle. Perche' se e' vero che le funzioni non esercitate
tendono ad atrofizzarsi, o quantomeno ad indebolirsi nella rapidita'
di risposta, e' anche vero che l'elasticita' e la complessita' della
mente e dell'esperienza umane sono tali da consentire, per tutta la
vita, recuperi e anche progressivi miglioramenti generali e specifici
della personalita' e della qualita' della propria cultura.
Allo stesso modo, se un soggetto e' stato sottoposto a
stimolazioni educative molto ricche nei periodi sensibili dello
sviluppo o, addirittura, a stimolazioni precoci, non per questo ha la
certezza che i vantaggi competitivi acquisiti non si esauriscano nel
tempo. Il processo educativo individuale, infatti, ha inizio con la
vita e cessa solo con essa, in una continua dinamica di conquiste e
possibili involuzioni, sicche' nulla e' mai guadagnato una volta per
tutte e nulla e' mai perduto per sempre.
Tale certezza costituisce anche un potente fattore di
incoraggiamento e di fiducia nelle proprie capacita', a partire da
coloro che sono "diversamente abili". Non esiste, del resto, alcuna
situazione di handicap che possa ridurre l'integralita' della persona
a qualche suo deficit. Nessuna persona e' definibile per sottrazione.
La prospettiva educativa sollecita sempre, infatti, tutte le
capacita' di un individuo e valorizza tutte le risorse disponibili
nei vari processi evolutivi: solo cosi' diventa possibile uno
sviluppo equilibrato che, facendo leva sui punti di forza, permetta
di sviluppare i punti di debolezza, soprattutto in quelle situazioni
che appaiono ancora ripiegate su se stesse. Allo stesso modo,
qualsiasi condizione di eccellenza in un campo dell'esperienza
educativa e culturale non puo' essere la giustificazione per
trascurarne o abbandonarne altri.
L'educazione, dunque, e' nemica di ogni parzialita' ed esige
costantemente uno sviluppo armonico, integrale ed integrato di tutte
le dimensioni della persona e in tutti i momenti della vita.
Alla luce di queste consapevolezze il Primo Ciclo di istruzione,
dai 6 ai 14 anni, e' un passaggio fondamentale per la costruzione del
"progetto di vita" di ogni persona perche' fornisce le basi che
permettono ad ogni ragazzo di affrontare in modo positivo le
esperienze successive proprie del Secondo Ciclo di istruzione e di
formazione e, in particolare, i problemi del vivere quotidiano e del
responsabile inserimento nella vita familiare, sociale e civile in
questa particolare fase dell' eta' evolutiva.
LE ARTICOLAZIONI DEL PROFILO
Il Profilo educativo, culturale e professionale che segue rappresenta
cio' che un ragazzo di 14 anni dovrebbe sapere e fare per essere
l'uomo e il cittadino che e' giusto attendersi da lui al termine
del Primo Ciclo di istruzione.
Il traguardo puo' ritenersi raggiunto se le conoscenze disciplinari e
interdisciplinari (il sapere) e le abilita' operative (il fare)
apprese ed esercitate nel sistema formale (la scuola), non formale
(le altre istituzioni formative) e informale (la vita sociale nel
suo complesso) sono diventate competenze personali di ciascuno.
Un ragazzo e' riconosciuto "competente" quando, facendo ricorso a
tutte le capacita' di cui dispone, utilizza le conoscenze e le
abilita' apprese per:
- esprimere un personale modo di essere e proprio agli altri;
- interagire con l'ambiente naturale e sociale che lo circonda, e
influenzarlo positivamente;
- risolvere i problemi che di volta in volta incontra;
- riflettere su se stesso e gestire il proprio processo di crescita,
anche chiedendo aiuto, quando occorre;
- comprendere, per il loro valore, la complessita' dei sistemi
simbolici e culturali;
- maturare il senso del bello;
- conferire senso alla vita.
Piu' in particolare, il Profilo atteso per la fine del Primo Ciclo
di istruzione si dispone nelle seguenti articolazioni.
Identita'
a) Conoscenza di se'. Durante il Primo Ciclo di istruzione il
ragazzo prende coscienza delle dinamiche che portano all'affermazione
della propria identita'. Per questo supera lo smarrimento di fronte a
cio' che cambia, a partire da se stesso e dalla propria esperienza:
si puo' essere ogni volta diversi (a casa, a scuola, con i coetanei;
nelle preferenze, nel corpo, nelle reazioni emotive, con le persone
dello stesso e dell'altro sesso; come ci vediamo noi, come ci vedono
gli altri), pur rimanendo sempre se stessi. E' fondamentale che il
ragazzo si sappia interrogare sulla portata e sulle difficolta' di
questo processo interiore che porta a trasformare le molte
sollecitazioni interne ed esterne in una personalita' unitaria, ad
armonizzare le diversita', ad affrontare, dando loro un senso piu'
ampio, gli eventi contingenti. Un ragazzo di 14 anni, infatti,
comprende quanto sia importante e decisivo il senso attribuito
all'insieme delle proprie esperienze e ai problemi di cui e'
protagonista.
Nel Primo Ciclo di istruzione, il ragazzo acquisisce gli strumenti
per gestire la propria irrequietezza emotiva ed intellettuale, spesso
determinata dal processo di ricerca e di affermazione della propria
identita', riuscendo a comunicarla, senza sentirsi a disagio, ai
coetanei e agli adulti piu' vicini (genitori, il docente tutor, gli
altri insegnanti). In questo modo riceve aiuto e trova le modalita'
piu' adatte per affrontare stati d'animo difficili e per risolvere
problemi in autonomia, che e' maggiore sicurezza di se', pensiero
personale, fiducia, gioia di vivere, intraprendenza, industriosita',
libera e responsabile collaborazione con gli altri. Inoltre,
individualmente o con l'aiuto degli altri, cerca soluzioni e
alternative razionali ai problemi esistenziali, intellettuali,
operativi, morali, estetici, sociali non risolti.
In questi anni, la capacita' di comprendere se stessi, di vedersi
in relazione con gli altri, soprattutto nella prospettiva di un
proprio ruolo definito e integrato nell'universo circostante, aumenta
in maniera vistosa. Per progettare il proprio futuro e comprendere le
responsabilita' cui si va incontro, tuttavia, e' necessario che tale
capacita' non si confronti soltanto con la riflessione sulle
esperienze vissute direttamente, ma si estenda anche su quelle
altrui, testimoniate da grandi uomini e donne o attraverso
l'universalita' dei personaggi creati dall'arte (poetica, letteraria,
cinematografica, musicale...), che hanno contribuito ad arricchire
l'umanita' di senso e di valore. E' inoltre importante che egli si
faccia carico di compiti significativi e socialmente riconosciuti di
servizio alla persona (verso i familiari, gli altri compagni, gli
adulti, anziani ecc.) o all'ambiente o alle istituzioni.
Grazie all'insieme di queste esperienze formative, alla fine del
Primo Ciclo di istruzione, il ragazzo si pone in modo attivo di
fronte alla crescente quantita' di informazioni e di sollecitazioni
comportamentali esterne, non le subisce ma le decifra, le riconosce,
le valuta anche nei messaggi impliciti, negativi e positivi, che le
accompagnano.
b) Relazione con gli altri. Nel Primo Ciclo di istruzione, il
ragazzo impara ad interagire con i coetanei (e' il miglior modo per
conoscere e per conoscersi) e con gli adulti (sviluppa un positivo
meccanismo di emulazione-contrapposizione che gli consente di
distinguere tra modelli positivi e negativi).
Egli afferma la capacita' di dare e richiedere riconoscimento per
i risultati concreti e socialmente apprezzabili del proprio lavoro;
scopre la difficolta', ma anche la necessita', dell'ascolto delle
ragioni altrui, del rispetto, della tolleranza, della cooperazione e
della solidarieta', anche quando richiedono sforzo e disciplina
interiore; si pone problemi esistenziali, morali, politici, sociali
ai quali avverte la necessita' di dare risposte personali non
semplicemente ricavate dall'opinione comune; impara a comprendere
che, se seguire le proprie convinzioni e' meglio che ripetere in modo
acritico quelle altrui, non sempre cio' e' garanzia di essere nel
giusto e nel vero. Per questo e' chiamato a mantenere sempre aperta
la disponibilita' alla critica, al dialogo e alla collaborazione per
riorientare via via al meglio i propri convincimenti e comportamenti
e le proprie scelte.
c) Orientamento. A conclusione del Primo Ciclo di istruzione, il
ragazzo e' in grado di pensare al proprio futuro, dal punto di vista
umano, sociale e professionale. Per questo, elabora, esprime e
argomenta un proprio progetto di vita che tiene conto del percorso
svolto e si integra nel mondo reale in modo dinamico ed evolutivo. A
questo scopo, egli collabora responsabilmente e intenzionalmente con
la scuola e con la famiglia nella preparazione del Portfolio delle
competenze personali; riconosce e interagisce con i singoli individui
e con le organizzazioni sociali e territoriali che possono
partecipare alla definizione e alla attuazione del proprio progetto
di vita; infine, dimostra disponibilita' a verificare con costanza
l'adeguatezza delle decisioni sul proprio futuro scolastico e
professionale.
Strumenti culturali
Alla fine del Primo Ciclo di istruzione, il ragazzo:
- conosce il proprio corpo e, in maniera elementare, il suo
funzionamento; padroneggia le conoscenze e le abilita' che, a partire
dalle modificazioni dell'organismo, consentono, mediante l'esercizio
fisico, l'attivita' motorio-espressiva, il gioco organizzato e la
pratica sportiva individuale e di squadra, un equilibrato ed armonico
sviluppo della propria persona; valuta criticamente le esperienze
motorie e sportive vissute in proprio o testimoniate dagli altri, ed
impara ad utilizzare le competenze acquisite per svolgere funzioni di
giuria e di arbitraggio in discipline sportive di base; attraverso la
pratica sportiva, impara a relazionarsi e a coordinarsi con gli
altri, rispettando le regole stabilite e scoprendo quanto il successo
di squadra richieda anche l'impegno e il sacrifico individuale;
- conosce e utilizza, in maniera elementare, tecniche
differenziate di lettura silenziosa dei testi e legge correttamente,
ad alta voce, testi noti e non noti di semplice dettato; usa un
vocabolario attivo e passivo adeguato agli scambi sociali e culturali
e capisce messaggi orali e visivi intuendone, almeno in prima
approssimazione, gli aspetti impliciti; nell'orale e nello scritto e'
in grado di produrre testi brevi, ragionevolmente ben costruiti (sia
a livello linguistico sia di costruzione progressiva
dell'informazione) e adatti alle varie situazioni interattive; ha una
idea precisa, della natura e della funzione delle singole parole
(analisi grammaticale) e della struttura della frase semplice e
complessa (analisi logica), si muove con sicurezza nell'identificare
le classi di parole (soggetto, oggetto diretto e indiretto, tipi di
complemento, connettivi, tipi di subordinate, tipi di frase, ecc.),
riesce a percepire come una frase produca un significato e lo
configuri dal punto di vista della comunicazione; riconosce le
principali caratteristiche linguistiche e comunicative di testi
diversi, si serve dei principali strumenti di consultazione
(dizionari di vario tipo, grammatiche, ecc.), conosce elementi della
storia della lingua italiana e dei rapporti tra l'italiano e i
dialetti e tra l'italiano e le principali lingue europee; conosce e
pratica funzionalmente la lingua inglese e, da principiante, una
seconda lingua comunitaria; sa orientarsi entro i principali generi
letterari antichi e moderni (fiabe, miti, leggende, poemi, poesia
lirica ed epica, teatro, racconti, romanzi, resoconti di viaggio,
ecc) e ha cominciato a sviluppare, grazie al contatto con i testi
semplici ma significativi della nostra letteratura e della nostra
cultura (da apprendere anche a memoria), il gusto per l'opera d'arte
verbale (poesia, narrativa, ecc.), e per la "lucida" espressione del
pensiero;
- ha consapevolezza, sia pure in modo introduttivo, delle radici
storico-giuridiche, linguistico-letterarie e artistiche che ci legano
al mondo classico e giudaico-cristiano, e dell'identita' spirituale e
materiale dell'Italia e dell'Europa; colloca, in questo contesto, la
riflessione sulla dimensione religiosa dell'esperienza umana e
l'insegnamento della religione cattolica, impartito secondo gli
accordi concordatari e le successive Intese; sa orientarsi nello
spazio e nel tempo, operando confronti costruttivi fra realta'
geografiche e storiche diverse, per comprendere, da un lato, le
caratteristiche specifiche della civilta' europea e, dall'altro, le
somiglianze e le differenze tra la nostra e le altre civilta' del
mondo; sa collocare, in questo quadro, i tratti spaziali, temporali e
culturali dell'identita' nazionale e delle identita' regionali e
comunali di appartenenza;
- adopera, per esprimersi e comunicare con gli altri, anche codici
diversi dalla parola, come la fotografia, il cinema, Internet, il
teatro, ecc. Ne comprende quindi il valore, il senso e, in maniera
almeno elementare, le tecniche. Cosi' come sa leggere un'opera d'arte
e sa collocarla nelle sue fondamentali classificazioni storiche,
conosce, legge, comprende e, soprattutto, gusta, sul piano estetico,
il linguaggio espressivo musicale nelle sue diverse forme, anche
praticandolo attraverso uno strumento oppure attraverso il canto, con
la scelta di repertori senza preclusione di generi;
- legge quotidiani e ascolta telegiornali, confrontandosi con le
opinioni che esprimono; compila un bollettino postale, legge carte
stradali, mappe della citta', l'orario ferroviario, le bollette di
servizi pubblici ecc.;
- esegue semplici operazioni aritmetiche mentalmente, per iscritto
e con strumenti di calcolo, legge dati rappresentati in vario modo,
misura una grandezza, calcola una probabilita', risolve semplici
problemi sul calcolo di superfici e volumi dei solidi principali;
padroneggia concetti fondamentali della matematica e riflette sui
principi e sui metodi impiegati; legge la realta' e risolve problemi
non soltanto impiegando forme verbali o iconiche, ma anche forme
simboliche caratteristiche della matematica (numeri, figure, misure,
grafici, ecc.), dando particolare significato alla geometria; per
risolvere problemi concreti e significativi, sa organizzare una
raccolta dati, ordinaria attraverso criteri, rappresentarla
graficamente anche con tecniche informatiche, interpretarla; adopera
il linguaggio e i simboli della matematica per indagare con metodo
cause di fenomeni problematici in contesti vari, per spiegarli,
rappresentarli ed elaborare progetti di risoluzione;
- osserva la realta', per riconoscervi, anche tramite l'impiego di
appositi strumenti tecnici, relazioni tra oggetti o grandezze,
regolarita', differenze, invariate o modificazioni nel tempo e nello
spazio; giunge alla descrizione-rappresentazione di fenomeni anche
complessi in molteplici modi: disegno, descrizione orale e scritta,
simboli, tabelle, digrammi grafici, semplici simulazioni; individua
grandezze significative relative ai singoli fenomeni e processi e
identifica le unita' di misura opportune; effettua misurazioni di
grandezze comuni usando correttamente gli strumenti; esplora e
comprende gli elementi tipici di un ambiente naturale ed umano inteso
come sistema ecologico; sviluppa atteggiamenti di curiosita',
attenzione e rispetto della realta' naturale, di riflessione sulle
proprie esperienze, di interesse per i problemi e l'indagine
scientifica; e' consapevole che la comprensione dei concetti
scientifici necessita di definizioni operative che si possono
ottenere soltanto con la ricerca e con esperienze documentate e
rinnovate nel tempo; comprende che i concetti e le teorie
scientifiche non sono definitive, ma in continuo sviluppo, al fine di
cogliere aspetti sempre nuovi, diversi e piu' complessi della
realta';
- conosce l'universo animale e il mondo vegetale nelle loro
molteplici sfaccettature; conosce la geografia fisica della Terra e
il significato dei principali fenomeni naturali che la riguardano; ha
coscienza dell'immensita' del cosmo;
- sa riconoscere semplici sistemi tecnici, individuandone il tipo
di funzione e descrivendone le caratteristiche; analizza e
rappresenta processi ricorrendo a strumenti tipo grafi, tabelle,
mappe ecc. oppure a modelli logici tipo formule, regole, algoritmi,
strutture di dati ecc.; segue, comprende e predispone processi e
procedure allo scopo di ideare, progettare e realizzare oggetti
fisici, grafici o virtuali, seguendo una definita metodologia; mette
in relazione la tecnologia con i contesti socioambientali che hanno
contribuito a determinarla; usa strumenti informatici per risolvere
problemi attraverso documentazioni, grafici e tabelle comparative,
riproduzione e riutilizzazione di immagini, scrittura e archiviazione
di dati, selezione di siti Internet e uso mirato di motori di
ricerca.
Convivenza civile
Alla fine del Primo Ciclo di istruzione, grazie alla maturazione
della propria identita' e delle competenze culturali, il ragazzo e'
consapevole di essere titolare di diritti, ma anche di essere
soggetto a doveri per lo sviluppo qualitativo della convivenza
civile.
In questa prospettiva, affronta, con responsabilita' e
indipendenza, i problemi quotidiani riguardanti la cura della propria
persona in casa, nella scuola e nella piu' ampia comunita' sociale e
civile.
Conosce l'organizzazione costituzionale ed amministrativa del
nostro Paese, nonche' gli elementi essenziali degli ordinamenti
comunitari ed internazionali e le loro funzioni.
Riflette sui propri diritti-doveri di cittadino, trasformando la
realta' prossima nel banco di prova quotidiano su cui esercitare le
proprie modalita' di rappresentanza, di delega, di rispetto degli
impegni assunti all'interno di un gruppo di persone che condividono
le regole comuni del vivere insieme.
A 14 anni, inoltre, il ragazzo conosce le regole e le ragioni per
prevenire il disagio che si manifesta sotto forma di disarmonie
fisiche, psichiche, intellettuali e relazionali. Nello stesso tempo,
si impegna a comportarsi in modo tale da promuovere per se' e per gli
altri un benessere fisico strettamente connesso a quello psicologico,
morale e sociale.
E' consapevole della necessita' di alimentarsi secondo criteri
rispettosi delle esigenze fisiologiche, in modo non stereotipato ne'
conformato ai modelli culturali, che rispondono piu' alle logiche del
consumo e del commercio che a quelle della salute; conosce i rischi
connessi a comportamenti disordinati (uso di sostanze "aggiuntive"
alla normale alimentazione, uso/abuso di alcool, fumo, droghe o
alterazioni fisiologiche dei ritmi sonno-veglia) e cerca
responsabilmente ad evitarli.
Si comporta, inoltre, a scuola (viaggi di istruzione compresi),
per strada, negli spazi pubblici, sui mezzi di trasporto, in modo da
rispettare gli altri, comprendendo l'importanza di riconoscere codici
e regolamenti stabiliti, e fare proprie le ragioni dei diritti, dei
divieti e delle autorizzazioni che essi contengono.
Rispetta, infine, l'ambiente, lo conserva, cerca di migliorarlo,
ricordando che e' patrimonio a disposizione di tutti, e adotta i
comportamenti piu' adeguati per la salvaguardia della sicurezza
propria e degli altri in condizioni ordinarie o straordinarie di
pericolo.
UNA SINTESI
Dopo aver frequentato la scuola dell'infanzia e il Primo Ciclo di
istruzione, grazie anche alle sollecitazioni educative nel
frattempo offerte dalla famiglia e dall'ambiente sociale, i ragazzi
sono nella condizione di:
- riconoscere e gestire i diversi aspetti della propria esperienza
motoria, emotiva e razionale, consapevoli (in proporzione all'eta)
della loro interdipendenza e integrazione nell'unita' che ne
costituisce il fondamento;
- abituarsi a riflettere, con spirito critico, sia sulle affermazioni
in genere, sia sulle considerazioni necessarie per prendere una
decisione;
- distinguere, nell'affrontare in modo logico i vari argomenti, il
diverso grado di complessita' che li caratterizza;
- concepire liberamente progetti di vario ordine - dall'esistenziale
al tecnico - che li riguardino, e tentare di attuarli, nei limiti
del possibile, con la consapevolezza dell'inevitabile scarto tra
concezione ed attuazione, tra risultati sperati e risultati
ottenuti;
- avere gli strumenti di giudizio sufficienti per valutare se stessi,
le proprie azioni, i fatti e i comportamenti individuali, umani e
sociali degli altri, alla luce di parametri derivati dai grandi
valori spirituali che ispirano la convivenza civile;
- avvertire interiormente, sulla base della coscienza personale, la
differenza tra il bene e il male ed essere in grado, percio', di
orientarsi di conseguenza nelle scelte di vita e nei comportamenti
sociali e civili;
- essere disponibili al rapporto di collaborazione con gli altri, per
contribuire con il proprio apporto personale alla realizzazione di
una societa' migliore;
- avere consapevolezza, sia pure adeguata all'eta', delle proprie
capacita' e riuscire, sulla base di esse, a immaginare e progettare
il proprio futuro, predisponendosi a gettarne le basi con
appropriate assunzioni di responsabilita';
- porsi le grandi domande sul mondo, sulle cose, su di se' e sugli
altri, sul destino di ogni realta', nel tentativo di trovare un
senso che dia loro unita' e giustificazione, consapevoli tuttavia
dei propri limiti di fronte alla complessita' e all'ampiezza dei
problemi sollevati.