Art. 20.
(Requisiti per la comunicazione e la diffusione dei dati).
1. La comunicazione e la diffusione dei dati personali da parte di
privati e di enti pubblici economici sono ammesse:
a) con il consenso espresso dell'interessato;
b) se i dati provengono da pubblici registri, elenchi, atti o
documenti conoscibili da chiunque, fermi restando i limiti e le
modalita' che le leggi e i regolamenti stabiliscono per la loro
conoscibilita' e pubblicita';
c) in adempimento di un obbligo previsto dalla legge, da un
regolamento o dalla normativa comunitaria;
d) nell'esercizio della professione di giornalista e per
l'esclusivo perseguimento delle relative finalita', nei limiti del
diritto di cronaca posti a tutela della riservatezza ed in
particolare dell'essenzialita' dell'informazione riguardo a fatti di
interesse pubblico e nel rispetto del codice di deontologia di cui
all'articolo 25;
e) se i dati sono relativi allo svolgimento di attivita'
economiche, nel rispetto della vigente normativa in materia di
segreto aziendale e industriale;
f) qualora siano necessarie per la salvaguardia della vita o
dell'incolumita' fisica dell'interessato o di un terzo, nel caso in
cui l'interessato non puo' prestare il proprio consenso per
impossibilita' fisica, per incapacita' di agire o per incapacita' di
intendere o di volere;
g) limitatamente alla comunicazione, qualora questa sia necessaria
ai fini dello svolgimento delle investigazioni di cui all'articolo 38
delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice
di procedura penale, approvate con decreto legislativo 28 luglio
1989, n. 271, e successive modificazioni, o, comunque, per far valere
o difendere un diritto in sede giudiziaria, nel rispetto della
normativa di cui alla lettera e) del presente comma, sempre che i
dati siano trattati esclusivamente per tali finalita' e per il
periodo strettamente necessario al loro perseguimento.
h) limitatamente alla comunicazione, quando questa sia effettuata
nell'ambito dei gruppi bancari di cui all'articolo 60 del testo unico
delle leggi in materia bancaria e creditizia approvato con decreto
legislativo 1 settembre 1993, n. 385, nonche' tra societa'
controllate e societa' collegate ai sensi dell'articolo 2359 del
codice civile, i cui trattamenti con finalita' correlate sono stati
notificati ai sensi dell'articolo 7, comma 2, per il perseguimento
delle medesime finalita' per le quali i dati sono stati raccolti.
2. Alla comunicazione e alla diffusione dei dati personali da
parte di soggetti pubblici, esclusi gli enti pubblici economici, si
applicano le disposizioni dell'articolo 27.
Note all'art. 20:
Per il testo dell'art. 38 delle norme di attuazione, di
coordinamento e transitorie del codice di procedura penale
v. la nota all'art. 10.
Il testo dell'art. 60 del testo unico delle leggi in
materia bancaria e creditizia approvato con decreto
legislativo 1 settembre 1993, n. 385, e' il seguente:
"Art. 60 (Composizione). - 1. Il gruppo bancario e'
composto alternativamente: a) dalla banca italiana
capogruppo e dalle societa' bancarie, finanziarie e
strumentali da questa controllate;
b) dalla societa' finanziaria capogruppo e dalle societa'
bancarie finanziarie e strumentali da questa controllate,
quando nell'ambito del gruppo abbia rilevanza la componente
bancaria, secondo quanto stabilito dalla Banca d'Italia, in
conformita' delle deliberazioni del CICR".
Si riporta il testo dell'art. 2359 del codice civile:
"Art. 2359 (Societa' controllate e societa' collegate). -
Sono considerate societa' controllate:
1) le societa' in cui un'altra societa', dispone della
maggioranza dei voti esercitabili nell'assemblea ordinaria;
2) le societa' in cui un'altra societa' dispone di voti
sufficienti per esercitare un'influenza dominante
nell'assemblea ordinaria;
3) le societa' che sono sotto influenza dominante di
un'altra societa' in virtu' di particolari vincoli
contrattuali con essa.
Ai fini dell'applicazione dei numeri 1) e 2) del primo
comma, si computano anche i voti spettanti a societa'
controllate, a societa' fiduciarie e a persona interposta;
non si computano i voti spettanti per conto di terzi.
Sono considerate collegate le societa' sulle quali
un'altra societa' esercita un'influenza notevole.
L'influenza si presume quando nell'assemblea ordinaria puo'
essere esercitato almeno un quinto dei voti ovvero un
decimo se la societa' ha azioni quotate in borsa".