Con decreto ministeriale 8 marzo 2000 sono state concesse le
seguenti onorificenze:
Croce d'oro al merito dell'Esercito
Al ten. col. Vincenzo Santo, nato il 13 luglio 1957 a Lecce, con
la motivazione: "Capo di stato maggiore della brigata multinazionale
nord, partecipante all'operazione "constant guard in
Bosnia-Herzegovina, ha assolto il suo delicatissimo ed impegnativo
incarico, protrattosi per circa sette mesi, in maniera esemplare,
incisiva e determinante per il successo della missione, figura
fondamentale ed insostituibile del contingente italiano, e' stato
elemento di sicuro e continuo riferimento per tutto il comando e per
i reparti dipendenti, riuscendo con straordinaria professionalita',
grande acume e spiccato buon senso a gestire e coordinare tutte le
complesse e delicatissime operazioni che hanno interessato la brigata
multinazionale nord durante il periodo da marzo ad ottobre 1997,
divenuto particolarmente delicato a causa del riaccendersi dei
contrasti tra le etnie. L'eccezionale capacita' di pianificazione e
la profonda esperienza di operazioni fuori-area gli consentivano di
predisporre sempre perfettamente le attivita' della grande unita',
anche le piu' sensibili, quali l'operazione sviluppata con largo
impiego di forze per la sicurezza del Pontefice in visita a Sarajevo,
quella finalizzata al regolare svolgimento delle delicatissime
elezioni amministrative ed ancora le innumerevoli attivita' operative
avviate per garantire la sicurezza durante le riunioni politiche dei
presidenti delle diverse etnie. Professionista di grandissima
valenza, riusciva con la sua elevatissima determinazione, il suo raro
senso del dovere e la sua eccezionale abnegazione a conquistare la
stima incondizionata dei comandanti degli altri contingenti e la
piena fiducia dei comandi superiori.
Limpida figura di uomo e di ufficiale di stato maggiore che ha
dato un contributo fondamentale per il positivo esito dell'operazione
e che ha portato gran lustro all'immagine dell'Italia e delle sue
forze armate in campo internazionale". - Sarajevo
(Bosnia-Herzegovina), 19 marzo-14 ottobre 1997.
Al col. Giuseppino Vaccino, nato il 6 marzo 1952 a Vercelli, con
la motivazione: "Comandante del 3o reggimento alpini presso la
brigata multinazionale nord operante in Bosnia-Herzegovina
nell'ambito dell'operazione "constant guard , assolveva le sue
funzioni con eccezionale abnegazione, encomiabile spirito di
sacrificio ed esemplare dedizione al servizio. Grazie alla sua
costante attenzione verso tutti gli aspetti della missione, il 3o
reggimento alpini assumeva immediatamente la caratteristica di unita'
di elevatissima capacita' operativa, estremamente efficiente e
funzionale a cui affidare i compiti piu' delicati con la certezza che
sarebbero stati assolti nel migliore dei modi possibile. Praticamente
in ogni momento dell'operazione, di giorno e di notte, nelle
circostanze piu' calme come in quelle piu' tese, il reggimento
brillantemente condotto dal suo comandante, che sapeva infondere nei
suoi dipendenti grande sicurezza professionale e spiccata serenita'
spirituale, costituiva pedina insostituibile per il buon esito della
missione. L'insieme armonico delle bellissime qualita' professionali
e spirituali in possesso dell'ufficiale gli consentiva non solo di
pianificare e condurre con i piu' brillanti risultati numerose
operazioni di grande delicatezza, ma anche di interpretare in maniera
estremamente equilibrata i compiti del contingente in tale contesto,
il col. Vaccino sviluppava magistralmente le frequenti operazioni per
garantire la sicurezza durante le riunioni dei presidenti delle
diverse etnie, o quella, condotta congiuntamente a forze estere poste
alle sue dipendenze, per assicurare il controllo della citta' di
Sarajevo durante la visita del Santo Padre e di decine di migliaia di
fedeli ed, ancora, le ricorrenti attivita' per il sequestro, in
territori occupati dalle etnie che subivano le confische di
importanti sistemi d'arma o di grandissime quantita' di esplosivi e
munizionamenti. Il suo impegno professionale ed umano meritava il
plauso e l'ammirazione incondizionata di tutti i protagonisti
italiani e non dell'operazione e dava lustro grandissimo all'Italia
ed al suo esercito. In sostanza, l'azione del col. Vaccino si
rivelava eccezionalmente meritoria, intelligente e preziosa per
l'assolvimento dei compiti del contingente. Limpida figura di uomo e
di ufficiale di stato maggiore, che ha contribuito in maniera
determinante all'elevazione dell'immagine delle Forze armate italiane
in campo internazionale". - Sarajevo (Bosnia-Herzegovina),
3 febbraio-30 giugno 1997.
Croce d'argento al merito dell'Esercito
Al ten. col. Gennaro Fusco, nato il 9 marzo 1953 a Orta di Atella
(Caserta), con la motivazione: "Comandante della base operativa
incursori della brigata multinazionale nord operante in
Bosnia-Herzegovina nell'ambito dell'operazione "constant guard ,
impegnato diuturnamente alla testa dei suoi uomini, poneva in atto
un'accurata e capillare struttura operativa che consentiva di
raggiungere pienamente gli obiettivi individuati dal comando della
grande unita' e di dare risposte adeguate e rispondenti in tutte le
situazioni, anche le piu' complesse e pericolose. Ufficiale sempre
prontamente disponibile, sorretto da elevatissime motivazioni,
costituiva elemento di immediato riferimento nelle circostanze piu'
delicate e nelle operazioni di maggior valenza operativa, nelle quali
evidenziava spiccata capacita' di guida, lucidissima visione degli
obiettivi, grande capacita' di coordinamento e controllo conseguendo
risultati di eccezionale livello e validita'. L'impegno, l'esperienza
e la professionalita' del ten. col. Fusco risultavano, in
particolare, strumenti essenziali per garantire la sicurezza del Papa
durante la visita a Sarajevo e per assicurare il controllo della
citta' nelle ricorrenti riunioni dei presidenti delle diverse etnie.
Magnifica figura di comandante, che ha contribuito a dare lustro
all'Esercito italiano in ambito internazionale". - Sarajevo
(Bosnia-Herzegovina), 3 marzo-30 giugno 1997.
Al ten. col. Luigi Masiello, nato il 30 settembre 1951 a Forio
d'Ischia (Napoli), con la motivazione: "Consulente del genio del
comandante della brigata multinazionale nord in Bosnia-Herzegovina,
coordinava tutte le complesse e diversificate attivita' connesse con
l'impiego del personale dell'Arma del genio. Nella particolare
situazione della zona di operazioni, tragicamente caratterizzata
dalla diffusa presenza, anche nei luoghi piu' facilmente accessibili
alla popolazione, di numerosissime mine ed ordigni inesplosi,
svolgeva le delicatissime funzioni di coordinamento delle attivita'
di ricerca e bonifica con precisione e professionalita'
straordinarie. Cosciente dell'importanza delle funzioni che gli erano
attribuite, evidenziava ferma determinazione, costante impegno,
eccezionale serenita', incondizionata disponibilita'. Grazie al suo
grande carisma, infondeva negli uomini alle sue dipendenze, sovente
impegnati in pericolosissime attivita' di rimozione o distruzione di
ordigni, motivazioni fortissime ed il desiderio di concorrere con la
propria opera al ritorno di normali condizioni di vita. Con tenacia,
si prodigava per assicurare la propria presenza laddove si sviluppava
l'attivita' di bonifica e con grande sprezzo del pericolo ed
eccezionale generosita' si sostituiva ai suoi uomini, allorche' essa
risultava piu' pericolosa. Chiamato a dirigere operazioni per la
distruzione di quantitativi enormi di munizionamento e di altro
materiale esplodente, pianificava, organizzava e conduceva in maniera
eccezionale le attivita', evidenziando preparazione e
professionalita' elevatissime e tali da riscuotere i piu' ammirati
riconoscimenti di tutti i contingenti.
Contribuiva cosi' in maniera elevatissima al buon esito
dell'operazione e ad accrescere l'immagine delle forze armate in
ambito internazionale". - Sarajevo (Bosnia-Herzegovina),
17 febbraio-19 ottobre 1997.
Al ten. col. Arnaldo Della Sala, nato l'11 luglio 1956 a Parolise
(Avellino), con la motivazione: "Comandante del battaglione logistico
"Garibaldi presso la brigata multinazionale nord dispiegata in
Bosnia-Herzegovina nell'ambito dell'operazione "constant guard ,
operava durante il periodo considerevolmente lungo di permanenza in
zona di operazioni con una dedizione al servizio eccezionale ed una
professionalita' straordinaria. Nonostante la complessita' e la
gravosita' dell'impegno connesso al sostegno logistico del
contingente italiano, esercitava un'azione di comando caratterizzata
da lucidissima visione degli obiettivi e da una capacita'
realizzativa cosi' spiccata da farlo emergere nettamente su tutti.
Pur operando in condizioni ambientali ed operative difficilissime,
spesso in aree altamente pericolose, mostrava grandissima dedizione
al servizio ed encomiabile capacita' realizzativa. Facendo leva sul
suo eccezionale carisma, otteneva, altresi', la piu' completa
disponibilita' da tutti i suoi dipendenti, nei quali trasfondeva la
sua volonta' di ben operare e la sua enorme determinazione a
rappresentare degnamente l'Italia nel contesto multinazionale.
L'elevatissima preparazione di cui si avvale gli permetteva di
risolvere problematiche tecniche di notevole difficolta', garantendo
le molteplici esigenze operative del contingente. In particolare,
interveniva in prima persona ogni qualvolta le circostanze e la
delicatezza delle situazioni richiedevano approfondite conoscenze
tecniche e capacita' professionali di elevato livello. Ufficiale che
ha contribuito fortemente all'elevazione dell'immagine dell'Italia in
ambito internazionale in virtu' della sua preziosa ed instancabile
opera, del suo esempio trascinante e della considerazione che ha
sempre saputo suscitare nei rappresentanti dei contingenti
stranieri". - Sarajevo (Bosnia-Herzegovina), 19 marzo-14 ottobre
1997.
Al ten. col. Giovanni Armentani, nato il 29 gennaio 1958 a
Taranto, con la motivazione: "Comandante dell'8o reggimento
bersaglieri da poco rientrato in patria al termine dell'operazione
"Alba in Albania alla quale aveva partecipato con la propria unita',
veniva di nuovo inviato in zona di operazioni ed impegnato con il
reggimento alle sue dipendenze in Bosnia-Herzegovina nell'ambito
dell'operazione "constant guard . Appena giunto nella nuova area, gli
veniva immediatamente assegnato il compito, nel delicato periodo
della consultazione per le elezioni della municipalita', di
assicurare il controllo degli itinerari e la liberta' di movimento
nelle parti piu' delicate del settore della brigata multinazionale
nord e di intervenire con azioni risolutive in caso di situazioni
difficili in tutte le aree di competenza della grande unita'.
Cosciente della grandissima importanza del compito attribuito all'8o
reggimento bersaglieri, riusciva in tempi ristrettissimi ad
articolare il dispositivo dell'unita' sul terreno in maniera oculata
e pienamente rispondente alle esigenze operative e di sicurezza,
evidenziando spirito di sacrificio e dedizione al servizio
assolutamente rari nonche' eccezionale professionalita'. Con tenacia
si adoperava per essere quanto piu' vicino ai suoi uomini nei quali
infondeva, anche grazie al suo elevatissimo carisma, sicurezza,
fermezza ed elevatissime motivazioni. Terminata con successo la fase
elettorale, pienamente e costantemente padrone della situazione,
esplicava, in ogni momento della sua permanenza in
Bosnia-Herzegovina, una azione di comando serena, eccezionalmente
rigorosa ed efficace raggiungendo sempre tutti gli obiettivi
prefissati. Chiamato ad intervenire in situazioni di grande
pericolosita', a causa della recrudescenza degli atti ostili da parte
di alcune fazioni, evidenziava un eccezionale spessore morale e
spirituale, operando sempre con fermezza, serenita' e buon senso.
Allorche' gli uomini alle sue dipendenze venivano prescelti per
l'acquisizione del controllo di noto ripetitore televisivo,
attraverso il quale una delle opposte etnie sviluppava propaganda
ostile nei confronti del contingente multinazionale, facendo leva sul
loro amor proprio, realizzava le predisposizioni piu' oculate ed
impartiva le direttive piu' appropriate per la perfetta riuscita
della missione che assicurava al contingente italiano l'apprezzamento
delle autorita' internazionali. Limpida figura di uomo e comandante
che ha contribuito fortemente ad elevare l'immagine dell'Italia in
ambito internazionale". - Sarajevo (Bosnia-Herzegovina),
29 agosto-14 ottobre 1997.
Al col. Paolo Plazzotta, nato il 30 giugno 1946 a Treppo Carnico
(Udine), con la motivazione: "Comandante del 14o reggimento alpini
nell'ambito dell'operazione "constant guard in Bosnia-Herzegovina,
nonostante il brevissimo tempo di preavviso per l'immissione in zona
di operazioni, preparava l'unita' alle sue dipendenze, costituita da
personale di leva, rendendola perfettamente amalgamata, superbamente
addestrata ed in grado di assolvere perfettamente le delicatissime
incombenze operative della missione sin dalle prime ore successive
all'arrivo a Sarajevo. Nel suo delicato incarico e durante tutta la
permanenza in Bosnia-Herzegovina, dirigeva le molteplici attivita'
con senso di responsabilita' e con impegno continuo, costante e
attento, manifestando chiara visione dei problemi e adottando
costantemente soluzioni efficaci, rapide e concrete. Pur operando in
condizioni ambientali difficilissime e spesso in aree ad alto rischio
operativo, evidenziava sempre una straordinaria attitudine al comando
e riusciva in ogni occasione a raggiungere i migliori risultati
possibili.
Limpida figura di ufficiale, che sapeva trasfondere negli uomini
alle sue dipendenze grande senso del dovere e altissima motivazione e
che ha contribuito in maniera notevolissima, grazie alla sua
professionalita' ed alla sua generosita', all'elevazione
dell'immagine dell'Italia nel contesto internazionale". - Sarajevo
(Bosnia-Herzegovina), 26 giugno-27 agosto 1997.
Al col. Raimondo Fanara, nato il 18 agosto 1945 a Tangeri
(Marocco), con la motivazione: "Vice comandante della brigata
multinazionale nord, impiegato nell'operazione "constant guard in
Bosnia-Herzegovina dal 7 giugno al 14 ottobre 1997, forniva un
rendimento di assoluto ed impareggiabile valore, dimostrandosi
collaboratore insostituibile e di eccezionale spessore professionale.
Di grande caratura si rivelava il suo contributo in occasione delle
innumerevoli attivita' di carattere operativo ed umanitario in cui
esprimeva determinazione, spiccata iniziativa ed impareggiabile senso
pratico. Bellissima figura di soldato, si caratterizzava
immediatamente per le sue straordinarie doti umane e per la sua
preparazione, quale elemento di riferimento per tutto il personale
della brigata riscuotendo ammirazione e stima anche dagli altri
contingenti presenti in Bosnia. Pienamente cosciente della importanza
della missione, esprimeva costantemente un impegno personale
qualificatissimo, che si traduceva in attivita' ed azioni risolute e
decisive o in studi di elevatissima valenza. Professionista di
spicco, riusciva in sostanza, con la sua straordinaria
determinazione, il suo raro senso del dovere e la sua eccezionale
abnegazione, ad emergere nettamente tra il personale della grande
unita' ed a esercitare una fortissima azione carismatica e di sprone
nei confronti di tutti gli uomini della brigata.
Ufficiale e comandante di rango, che ha contribuito in maniera
determinante ad accrescere il prestigio del contingente italiano e a
dare lustro all'Esercito italiano". - Sarajevo (Bosnia-Herzegovina),
30 maggio-14 ottobre 1997.
Croce di bronzo al merito dell'Esercito
Al s. ten. Stefano Blandini, nato il 28 dicembre 1963 ad Avezzano
(L'Aquila), con la motivazione: "Comandante di plotone blindo pesanti
nel corso dell'operazione "constant guard , operava in un settore
particolarmente sensibile e delicato della Bosnia-Herzegovina,
sostenuto costantemente da altissimo senso del dovere e non comune
spirito di sacrificio. In ogni circostanza, inserito in complessi di
forze superiori al plotone o responsabile in proprio di attivita'
operative a piu' basso livello, evidenziava eccezionale padronanza
della situazione e spiccata capacita' di individuare immediatamente i
comportamenti piu' appropriati ed efficaci. In particolare, nel corso
di una programmata attivita' di pattuglia sul territorio della
Bosnia-Herzegovina nei pressi di Sokolac, veniva a contatto con un
posto di controllo non autorizzato della polizia della Repubblica
serba di Bosnia che ostacolava la liberta' di movimento dei cittadini
dell'etnia musulmana. Impartite immediatamente le disposizioni
perche' il posto di controllo fosse rimosso, manteneva atteggiamento
fermo e determinato di fronte alle pesanti intimidazioni dei
poliziotti, che minacciavano anche l'impiego delle armi corte di
dotazione, ed imponeva con decisione e senza incertezze, cosciente
del compito da assolvere, il rispetto della consegna stabilita,
costringendo gli agenti della pattuglia ed i rinforzi affluiti a
desistere dall'intraprendere ogni azione ed a consegnare i documenti
di riconoscimento.
Esempio di straordinaria professionalita' e grande carisma, che
ha contribuito a consolidare l'immagine ed il prestigio del Corpo in
ambito internazionale". - Sarajevo (Bosnia-Herzegovina), 4
aprile-2 giugno 1997.
Al ten. Ivan Cioffi, nato l'8 aprile 1971 a Napoli, con la
motivazione: "Comandante della compagnia genio guastatori del
contingente italiano in Bosnia-Herzegovina nell'ambito
dell'operazione "constant guard , assolveva l'incarico profondendo,
in ogni circostanza, tutte le sue risorse fisiche ed intellettuali.
Pur operando in condizioni ambientali difficilissime e spesso in aree
molto pericolose per la presenza di mine ed ordigni esplosivi posati
durante il conflitto, mostrava straordinaria dedizione al lavoro ed
eccezionale determinazione. Ufficiale profondamente motivato,
generoso ed altruista, suscitava, con l'esempio e la sua costante
presenza in tutti i momenti piu' delicati ed importanti della
missione, il massimo impegno e la piu' grande partecipazione del
personale alle sue dipendenze, che riusciva a caratterizzare come un
team eccezionalmente efficiente e pronto ad intervenire in qualsiasi
condizione.
Grazie all'impegno profuso ed all'attivita' particolarmente
meritoria svolta nel settore della ricostruzione ed in quello piu'
specificatamente operativo, contribuiva a dare lustro all'Esercito
italiano in ambito internazionale". - Sarajevo (Bosnia-Herzegovina),
26 marzo-14 ottobre 1997.
Al cap. cc Marco Filoni, nato il 22 settembre 1965 a Marino
(Roma), con la motivazione: "Comandante del distaccamento 1o
reggimento carabinieri "Tuscania nell'ambito dell'operazione
"constant guard in Bosnia-Herzegovina e consulente giuridico del
comandante della brigata multinazionale nord, interveniva sulle
diversificate e delicatissime attivita' operative, con eccezionale
impegno, grande perspicacia ed altissimo senso del dovere. Pur
operando in un settore estremamente sensibile ed in condizioni
operative talvolta molto difficili, svolgeva una funzione
preziosissima, evidenziando grande equilibrio, spiccato buon senso,
ma anche ferma determinazione nel perseguire il rispetto degli
accordi di pace da parte delle fazioni. La sua indubbia
professionalita' gli permetteva di risolvere problematiche tecniche
di notevoli difficolta', garantendo le molteplici esigenze operative
del contingente. Trascinava con l'esempio il personale dell'arma alle
sue dipendenze formandone un team efficiente e pronto ad operare in
qualsiasi condizioni con garanzia di successo.
Magnifica figura di ufficiale, professionista di eccezionali
virtu', animato da amore per la propria professione, che ha
contribuito ad elevare l'immagine delle Forze armate italiane nel
contesto internazionale". - Sarajevo (Bosnia-Herzegovina),
21 agosto-14 ottobre 1997.
Al cap. cc Francesco Marra, nato il 31 gennaio 1962 a Palermo,
con la motivazione: "Comandante del distaccamento 1o reggimento
carabinieri "Tuscania , nell'ambito dell'operazione "constant guard
in Bosnia-Herzegovina e consulente giuridico del comandante della
brigata multinazionale nord, impegnato diuturnamente alla testa dei
suoi uomini, poneva in atto una accurata e capillare struttura
operativa che consentiva di raggiungere pienamente gli obiettivi
indicati dal comando della grande unita'. Responsabile di
problematiche particolarmente delicate e complesse, assolveva il
compito ricevuto operando con tenacia e determinazione, riuscendo
sempre a garantire un'efficace cornice di sicurezza per gli uomini
del contingente. Piu' volte impegnato con tutto il suo personale
nelle operazioni di maggior valenza operativa svolte dalla brigata,
evidenziava spiccate capacita' di guida e di sprone dei dipendenti,
offrendo un rendimento di eccezionale livello per professionalita' e
risultati.
Magnifica figura di comandante, profondamente animato di fede nel
servizio e di entusiasmo per l'attivita' d'istituto, chiaro esempio
di professionalita' e di alto senso del dovere, che ha contribuito ad
elevare l'immagine delle Forze armate italiane nel contesto
internazionale". - Sarajevo (Bosnia-Herzegovina), 9 giugno-26 agosto
1997.
Al c.le Luigi Mastromauro, nato il 15 maggio 1977 a Sesto San
Giovanni (Milano), con la motivazione: "Giovane volontario inquadrato
nel 3o reggimento alpini della brigata multinazionale nord operante
in Bosnia-Herzegovina nell'ambito dell'operazione "constant guard ,
impegnato nel servizio di vigilanza, nella delicata zona di Vogoska,
presso l'area dove erano parcheggiati i mezzi di trasporto del
reggimento e quelli da combattimento con carburante e munizioni a
bordo per l'immediato impiego, veniva sottoposto ad azione di fuoco
da parte di un cecchino, mantenendo il perfetto controllo di se'
nonostante il pericolo improvviso ed incombente, reagiva con l'arma
di dotazione in maniera efficacissima, costringendo gli assalitori a
desistere dal proprio intento ed a fuggire.
Esempio di eccezionale professionalita' che, in un delicatissimo
momento di tensione nell'imminenza della visita del Santo Padre a
Sarajevo, ha contribuito a rafforzare l'immagine dell'esercito in
ambito nazionale". - Sarajevo (Bosnia-Herzegovina), 29 gennaio -
26 giugno 1997.
Al cap. Enrico Di Napoli, nato il 27 luglio 1964 a Trieste, con
la motivazione: "Comandante di distaccamento operativo incursori
della brigata multinazionale nord operante in Bosnia-Herzegovina
nell'ambito dell'operazione "constant guard , assolveva in maniera
eccezionalmente efficace le delicate funzioni attribuitegli e
costituiva preziosissimo e qualificatissimo collaboratore, ponendosi
immediatamente quale elemento di riferimento per tutte le operazioni
piu' delicate e sensibili. Ufficiale sempre disponibile, sorretto da
spiccate motivazioni, emergeva nettamente nel contesto altamente
professionale degli "incursori per capacita' di guida, profonda
preparazione e spirito d'iniziativa. Durante le complesse e
determinanti attivita' per imporre alle forze di polizia speciale
delle diverse etnie un comportamento rispondente agli accordi di
pace, assolveva le missioni piu' delicate, assumendo personalmente la
conduzione dei rapporti, spesso tesi e contrastati, con i
rappresentanti delle fazioni ed imponendo, con il suo atteggiamento
fermo, deciso ed intelligente, il rispetto delle disposizioni.
Ufficiale di grande caratura, stimato e ammirato anche da altri
contingenti, che ha contribuito in maniera determinante ad accrescere
il prestigio della brigata multinazionale nord e dare lustro
all'Esercito italiano in un contesto internazionale". - Sarajevo
(Bosnia-Herzegovina), 12 marzo-3 settembre 1997.
Al cap. Francesco Saverio Saiardi, nato il 2 marzo 1964 a
Cosenza, con la motivazione: "Comandante della compagnia mantenimento
del battaglione logistico "Garibaldi inquadrato nell'ambito della
brigata multinazionale nord operante in Bosnia-Herzegovina, durante
l'operazione "constant guard , evidenziava in ogni circostanza
eccezionale impegno, spiccata iniziativa ed elevatissimo spirito di
sacrificio. Pur operando in una situazione complessa e difficile sul
piano ambientale e operativo, con la sua instancabile e continua
presenza ed avvalendosi di una vastissima preparazione
tecnico-professionale, contribuiva in maniera determinante a
realizzare un sostegno logistico pienamente rispondente alle esigenze
di vita e di funzionamento delle unita' della grande unita',
diffusamente dislocate sul territorio della Bosnia. Sempre
determinato a dare un'immagine elevata del contingente italiano
ricercava e poneva in essere soluzioni organizzative volte a
conferire, nella peculiare realta' operativa della missione, piena
funzionalita' all'attivita' di "mantenimento affidata alla sua
responsabilita', agendo con encomiabile senso del dovere e della
disciplina. Costituiva per ogni uomo del battaglione logistico
elemento di sicuro riferimento e risultava, grazie al suo
straordinario carisma, alla sua capacita' di impegno continuo ed alla
sua elevatissima saldezza morale, trascinatore eccezionale per tutto
il personale dell'unita'.
Magnifica figura di soldato che ha dato grande lustro
all'immagine dell'Esercito italiano nell'ambito internazionale". -
Sarajevo (Bosnia-Herzegovina), 19 marzo-26 settembre 1997.
Al cap. Nello Sabato, nato il 13 settembre 1970 a Salerno, con la
motivazione: "Comandante della compagnia trasporti del battaglione
logistico "Garibaldi inquadrato nell'ambito della brigata
multinazionale nord, durante l'operazione "constant guard in
Bosnia-Herzegovina, evidenziava in ogni circostanza eccezionale
impegno, altissima professionalita' e spiccato senso del dovere.
Preposto alla direzione di un settore, come quello dei trasporti, di
vitale importanza per il buon esito della missione, contribuiva in
maniera determinante al perfetto svolgimento di tutta l'attivita'
dell'intero contingente. Quando la situazione operativa ed ambientale
lo richiedevano, si poneva costantemente al comando delle
autocolonne, pervenendo particolarmente ai risultati auspicati, tanto
da meritare sempre i piu' lusinghieri e qualificati apprezzamenti da
parte delle autorita' nazionali ed estere. La sua opera si poneva
all'attenzione di tutti per funzionalita', precisione ed eccezionale
rispondenza alle diversificate e complesse esigenze di tutti i
reparti del contingente italiano. L'ufficiale costituiva, in
sostanza, un punto di riferimento essenziale e qualificatissimo per
il personale del battaglione logistico nei cui riguardi esercitava
una azione di guida e di indirizzo esemplari.
Magnifica figura di uomo ed ufficiale, che contribuiva in maniera
determinante ad elevare l'immagine dell'Esercito italiano nell'ambito
internazionale". - Sarajevo (Bosnia-Herzegovina), 20 marzo-8 ottobre
1997.
Al cap. Alessandro Perrotta, nato il 2 settembre 1967 a Celano
(L'Aquila), con la motivazione: "Comandante di compagnia fucilieri
dell'8o reggimento bersaglieri, impegnato con il proprio reparto
nell'ambito del contingente italiano partecipante all'operazione
"constant guard in Bosnia-Herzegovina, in occasione delle
consultazioni elettorali riceveva il compito di assicurare il
controllo e la liberta' di movimento di alcuni itinerari della
periferia di Sarajevo. Assolveva alla missione ricevuta con estrema
abnegazione, ammirevole impegno ed altissima perizia. Terminata con
pieno successo la fase elettorale, la sua compagnia, tra le altre
onerose attivita' di assoluta valenza operativa, era incaricata di
acquisire il controllo di un noto ripetitore televisivo, attraverso
il quale una delle opposte etnie sviluppava propaganda ostile nei
confronti del contingente multinazionale. Operando in un contesto
operativo fluido, reso insicuro dall'imprevedibile reazione che
poteva assumere il personale posto a difesa del sito, l'ufficiale si
poneva alla testa del reparto e con risolutezza, esemplare serenita',
grande efficienza e scelte oculate, assumeva decisioni e impartiva
ordini che consentivano di cogliere di sorpresa il dispositivo di
sicurezza dell'installazione, permettendo al reparto alle sue
dipendenze di assumere il controllo. Nella circostanza il successo
dell'operazione, condotta con spiccata determinazione, era riportato
dai principali organi di informazione internazionale e il contingente
italiano guadagnava l'ammirato apprezzamento degli altri Paesi.
Esemplare figura di comandante di compagnia, generoso ed
energico, significativo esempio di attaccamento al dovere, di
completa dedizione al servizio e di assoluta lealta' alle
istituzioni". - Sarajevo (Bosnia-Herzegovina), 20 agosto-16 ottobre
1997.
Al cap. Domenico Ciotti, nato il 28 agosto 1968 a Salerno, con la
motivazione: "Comandante di compagnia fucilieri dell'8o reggimento
bersaglieri, impegnato con il proprio reparto nell'ambito del
contingente italiano partecipante all'operazione "constant guard in
Bosnia-Herzegovina, assolveva il proprio incarico con ferrea
determinazione, costante impegno ed elevata professionalita'. Alla
guida della sua compagnia riceveva il compito di effettuare, tra le
altre innumerevoli attivita' di valenza operativa, il monitoraggio
dell'attivita' elettorale svoltasi in una parte del territorio,
coincidente con le localita' di Visegrad, Rudo, Kopaci e Cajnice,
dove piu' alto era il rischio di confrontazione tra le etnie.
Operando in un contesto ambientale reso ancor piu' difficile dal
diradamento assunto dal dispositivo e suscettibile di imprevisti e
repentini mutamenti di situazione, garantiva con le proprie scelte
oculate, aderenti e tempestive, il pieno assolvimento del compito.
Terminata con pieno successo la fase elettorale, partecipava con la
sua compagnia a tutte le piu' significative operazioni, dando un
contributo eccezionale. In particolare, assumeva il delicatissimo
compito di mantenere il controllo su un noto ripetitore televisivo
dal quale una delle opposte fazioni intendeva sviluppare propaganda
ostile al contingente multinazionale. Ben consapevole dell'importanza
di tale attivita', anche per l'eco avuto sui mass-media
internazionali, si prodigava per assicurare sempre la massima
determinazione nei suoi volontari, spronandoli con l'esempio e
facendo guadagnare al contingente italiano l'ammirato rispetto degli
osservatori internazionali.
Magnifica figura di ufficiale, energico e determinato, animato da
fede incrollabile verso l'istituzione e di amore per la propria
professione". - Sarajevo (Bosnia-Herzegovina), 20 agosto-20 novembre
1997.
Al magg. Sergio Cuofano, nato il 31 agosto 1957 a Montella
(Avellino), con la motivazione: "Vice comandante dell'8o reggimento
bersaglieri, impegnato con la propria unita' nell'ambito del
contingente italiano partecipante all'operazione "constant guard in
Bosnia-Herzegovina, assolveva il proprio incarico con ferrea
determinazione, costante impegno e spirito di sacrificio. In zona di
operazioni gli veniva assegnato il delicato compito di assicurare il
collegamento tattico con il contingente portoghese, nel cui settore
operavano i reparti del reggimento, incaricati di effettuare il
monitoraggio dell'attivita' elettorale nel territorio dove piu' alto
era il rischio di scontro tra le etnie. Fin dai primissimi giorni
della missione, al fine di garantire una efficace cooperazione con il
battaglione portoghese, dimostrando encomiabile professionalita' e
grande iniziativa, favoriva il rapido inserimento dei reparti nel
difficile contesto operativo. Con tenacia si prodigava per assicurare
la propria presenza ovunque fossero impegnati i volontari. Con
esemplare serenita', grande efficienza e rara generosita', riusciva a
coordinare e controllare le attivita' delle compagnie nazionali.
Contribuiva in modo significativo al buon esito della missione, cosi'
come riconosciuto anche dal contingente alleato.
Magnifica figura di ufficiale, professionista di eccezionali
virtu', animato da fede incrollabile verso l'istituzione e di amore
per la propria professione". - Sarajevo (Bosnia-Herzegovina), 20
agosto-16 ottobre 1997.
Al magg. Massimo Panizzi, nato il 10 ottobre 1962 a Carrara
(Massa Carrara), con la motivazione: "Interprete ed ufficiale addetto
al comandante la brigata multinazionale nord partecipante in
Bosnia-Herzegovina all'operazione "constant guard , operava con
generosita' eccezionale, grandissima professionalita', spiccato senso
di responsabilita', elevato spirito di servizio e di sacrificio,
fornendo un apporto di pensiero di assoluto pregio, qualificatissimo
e pienamente adeguato alle esigenze. Profondo conoscitore di numerose
lingue straniere, assolveva brillantemente le funzioni di
rappresentante del contingente italiano nelle numerose occasioni di
riunioni multinazionali ad elevatissimo livello, meritando i piu'
sinceri ed immediati riconoscimenti degli interlocutori. Ufficiale
emergente per spessore intellettuale e professionale, operava con
eccezionale generosita', fornendo in ogni circostanza il suo prezioso
contributo anche in settori diversi da quello di sua competenza.
Grazie alla sua elevatissima professionalita' ed agli
elevatissimi risultati conseguiti in ogni occasione, riscuoteva il
plauso delle maggiori autorita' civili e militari presenti in zona
d'operazioni e contribuiva ad elevare l'immagine delle Forze armate
italiane in ambito internazionale". - Sarajevo (Bosnia-Herzegovina),
9 giugno-31 agosto 1997.
Al ten. col. Francesco Arena, nato il 6 gennaio 1957 ad Avola
(Siracusa), con la motivazione: "Comandante del 26o gruppo squadroni
"Aves presso il contingente italiano in Bosnia-Herzegovina
nell'ambito dell'operazione "constant guard , era chiamato a
realizzare nonostante le grandi difficolta' ambientali e l'assenza di
strutture preesistenti, la componente elicotteristica di supporto
alla brigata multinazionale nord. In tale arduo impegno, conseguiva
risultati pienamente rispondenti sotto l'aspetto funzionale e tali da
determinare i piu' sinceri e lusinghieri riconoscimenti anche da
parte di personale straniero, tecnicamente all'avanguardia, operante
nello stesso settore dell'elitrasporto. Avviata appieno ed in tempi
brevissimi l'attivita' del gruppo di volo, il ten. col. Arena e la
struttura alle sue dipendenze partecipavano a tutte le operazioni
piu' delicate sviluppate dalla brigata, fornendo un contributo
essenziale per la riuscita della missione.
Splendida figura di ufficiale, che ha contribuito a dare lustro
all'immagine dell'Esercito italiano in ambito internazionale". -
Sarajevo (Bosnia-Herzegovina), 29 gennaio-4 luglio 1997.
Al ten. col. Gianfranco Pio Rossi, nato il 27 ottobre 1958 a Masi
(Padova), con la motivazione: "Comandante di battaglione presso il
14o reggimento alpini della brigata multinazionale nord operante in
Bosnia-Herzegovina nell'ambito dell'operazione "constant guard ,
operava in complesse e delicate operazioni con elevatissima
professionalita', eccezionale sicurezza e spiccata autorevolezza,
evidenziando grande capacita' organizzativa e sicura condotta.
Cosciente della delicatezza della missione, articolava sempre il
dispositivo sul terreno con oculatezza ed in maniera efficacemente
rispondente alle esigenze operative e di sicurezza, assicurando
costantemente il perfetto assolvimento dei compiti e raggiungendo
appieno gli obiettivi fissati. Il reparto posto alle sue dipendenze
risultava, per la sua azione di comando incisiva ed eccezionalmente
rigorosa ed efficace, sempre ottimamente amalgamato e rigorosamente
pronto con garanzia di successo, ad affrontare qualsiasi esigenza
operativa.
Professionista di successo e comandante di valore, che ha
contribuito ad elevare l'immagine dell'Italia nel contesto
internazionale". - Sarajevo (Bosnia-Herzegovina), 19 giugno-22 agosto
1997.
Al ten. col. Angelo Palmas, nato il 14 dicembre 1943 a
Villamassargia (Cagliari), con la motivazione: "Capo cellula pubblica
informazione e "national liaison officer presso il comando brigata
multinazionale nord in Bosnia-Herzegovina, nell'ambito
dell'operazione "constant guard , operava con eccezionale spirito di
sacrificio ed amore per le responsabilita', evidenziando
straordinarie motivazioni ed elevatissime capacita' organizzative e
realizzative. Particolarmente significative si rivelavano le
predisposizioni messe in atto dall'ufficiale in occasione delle
visite di alte autorita' civili e militari, durante le quali, con
grandissima professionalita', curava nei minimi dettagli l'immagine
del contingente italiano. Ancora determinante per il successo
dell'operazione era poi l'azione svolta dall'ufficiale per
valorizzare in campo nazionale ed internazionale l'impegno dei
reparti del contingente italiano, azione che otteneva completamente
l'effetto sperato, garantendo alla Forza armata un eccezionale
ritorno d'immagine.
Splendida figura di professionista che, con il suo impegno
costante, intelligente e qualificatissimo, ha dato lustro all'Italia
in ambito nazionale ed internazionale". - Sarajevo
(Bosnia-Herzegovina), 9 giugno-14 ottobre 1997.
Al ten. col. Nicola Belluomo, nato il 28 maggio 1955 a Casapulla
(Caserta), con la motivazione: "Comandante del reparto comando e
supporti tattici della brigata multinazionale nord impiegata
nell'ambito dell'operazione "constant guard in Bosnia-Herzegovina,
assicurava, attraverso una meticolosa, costante ed incisiva azione di
coordinamento e controllo, tutto il complesso supporto alle attivita'
piu' qualificanti del comando della grande unita' ed il perfetto
svolgimento della vita dei servizi e della struttura occupata dallo
stesso comando. Instancabilmente determinato a migliorare le
condizioni di vita del personale ed elevare l'efficienza del reparto
alle sue dipendenze, otteneva risultati eccezionalmente positivi
nell'organizzazione dell'unita', che venivano sempre ampiamente
riconosciuti e che determinavano l'incondizionato plauso di tutte le
autorita' civili e militari in visita al comprensorio di Zetra.
Comandante di grande spessore, forniva, per tutto il lungo periodo di
sette mesi di permanenza in zona d'operazioni, un contributo
determinante per il positivo esito delle attivita' ricorrenti e delle
piu' delicate missioni.
Splendido esempio di ufficiale, che con il suo appassionato e
qualificatissimo impegno consentiva di elevare il prestigio delle
Forze armate italiane in ambito internazionale". - Sarajevo
(Bosnia-Herzegovina), 20 marzo-14 ottobre 1997.
Al ten. col. Pietro D'Amico, nato il 13 novembre 1950 a Caserta,
con la motivazione: "Capo cellula G1 della brigata multinazionale
nord partecipante all'operazione "constant guard in
Bosnia-Herzegovina, operava con grandissima professionalita',
spiccato senso di responsabilita', elevato spirito di servizio e di
sacrificio, assicurando il costante controllo delle articolate
attivita' inerenti al proprio incarico. Encomiabile impegno poneva
per la risoluzione delle complesse ed essenziali problematiche della
movimentazione di tutto il personale del contingente che, in numero
elevatissimo, si e' avvicendato nell'ambito della brigata
multinazionale nord durante un'arco di tempo di circa sette mesi.
Analogamente determinante, si rivelava la sua eccezionale capacita'
organizzativa e di coordinamento grazie alla quale la grande unita'
poteva rispondere in maniera perfetta in tutte le occasioni in cui,
per importanti visite o riunioni, veniva chiamata a rappresentare
l'Italia in un contesto internazionale.
Grazie alla sua elevatissima professionalita' ed ai brillanti
risultati conseguiti in ogni occasione, ha riscosso il plauso delle
maggiori autorita' civili e militari presenti in zona d'operazioni e
contribuito ad elevare l'immagine delle Forze armate italiane nel
contesto internazionale". - Sarajevo (Bosnia-Herzegovina), 21
marzo-14 ottobre 1997.
Al ten. col. Giulio Carletti, nato il 7 gennaio 1958 ad Acerra
(Napoli), con la motivazione: "Ufficiale capo nucleo G3 operazioni e
capo nucleo bureau liaison factions del comando brigata
multinazionale nord operante in Bosnia-Herzegovina nell'ambito
dell'operazione "constant guard , assolveva le sue funzioni, durante
il prolungato periodo di circa sette mesi di intensissima attivita'
operativa, con eccezionale abnegazione, encomiabile spirito di
sacrificio ed esemplare dedizione al servizio, costituendo un punto
di riferimento insostituibile nel funzionamento del comando ed un
qualificatissimo interlocutore per tutto il personale della brigata.
Investito continuamente del controllo e della gestione delle
problematiche di maggiore rilievo e di piu' elevata delicatezza nel
quadro dell'attivita' della grande unita', evidenziava conoscenza
vastissima ed approfondita delle norme e delle procedure, ma,
soprattutto, assicurava sempre ai reparti destinati ad operare sul
terreno il concreto sostegno della sua preziosissima esperienza
operativa acquisita in precedenti, complesse e delicate missioni di
"peace keeping . Analogo contributo, puntuale, efficace e risolutivo,
l'ufficiale forniva nelle numerosissime occasioni nelle quali era
chiamato, in situazioni di costante e prolungata tensione operativa,
a collaborare alla pianificazione di operazioni di grande portata.
Grazie all'impegno profuso ed alla qualita' dell'opera svolta, ha
contribuito sensibilmente ad elevare l'immagine dell'Italia nel
contesto multinazionale". - Sarajevo (Bosnia-Herzegovina), 19
marzo-14 ottobre 1997.
Al ten. col. Augusto Del Pistoia, nato il 7 ottobre 1949 a
Viareggio (Lucca), con la motivazione: "Capo cellula G6 presso il
comando brigata multinazionale nord in Bosnia-Herzegovina nell'ambito
dell'operazione "constant guard , operava in ogni circostanza con una
disponibilita' ed una competenza straordinarie. Cosciente della
delicatezza della funzione assolta e dell'importanza del settore di
sua competenza per il favorevole esito della missione, poneva ogni
sua risorsa fisica ed intellettuale al servizio della brigata,
ricercando le soluzioni piu' opportune per rendere pienamente
rispondente il sistema delle comunicazioni. La sua spiccata
professionalita' gli consentiva di intervenire con precisione in ogni
circostanza e, quando necessario, in attivita' non propriamente
attinenti al suo ruolo, quali la disattivazione di impianti di
telecomunicazioni utilizzati da estremisti delle contrapposte etnie
in maniera faziosa fortemente contraria alle forze di
stabilizzazione. Particolarmente meritoria si e' rilevata la sua
determinazione nell'attivare nella brigata multinazionale nord un
sistema automatizzato di comando e controllo in grado di elevare
l'immagine e la funzionalita' del contingente italiano.
Magnifica figura di professionista e di soldato, animato da
vibrato attaccamento alle istituzioni e da convinta fede al servizio,
il cui contributo ha portato ulteriore e significativo lustro
all'Esercito italiano in ambito internazionale". - Sarajevo
(Bosnia-Herzegovina), 15 marzo-14 ottobre 1997.
Al ten. col. Salvatore Cincimino, nato il 6 aprile 1942 a Foggia,
con la motivazione: "Capo cellula G4 della brigata multinazionale
nord partecipante all'operazione "constant guard in
Bosnia-Herzegovina, assicurava, con eccezionale impegno e ferrea
determinazione e dando fondo in ogni circostanza a tutte le sue
energie fisiche e psichiche, le migliori condizioni di vita di tutti
i militari impiegati nella missione. Pur operando in condizioni
difficilissime, spesso in aree altamente pericolose, mostrava una
straordinaria dedizione al servizio ed eccezionali capacita'
realizzative. L'elevatissima professionalita', l'elevatissima
capacita' organizzativa e la conoscenza perfetta degli aspetti
logistici che caratterizzano la sua figura di ufficiale gli
consentivano di realizzare, nelle sedi di tutte le unita' dipendenti,
strutture per il sostegno delle attivita' della brigata moderne, di
elevatissima funzionalita' e pienamente adeguate alle esigenze delle
operazioni "fuori area . Ogni volta che le circostanze e la
delicatezza delle situazioni richiedevano approfondite conoscenze
tecniche e capacita' professionali di elevatissimo livello,
interveniva personalmente, indirizzando, sapientemente e con
lucidissima visione degli obiettivi, le energie dei dipendenti.
Professionista integerrimo, animato da profondi e nobili ideali,
evidenziava la sua eccezionale esperienza in tutte le occasioni di
confronto con il personale degli altri contingenti, nel quale
suscitava incondizionata ammirazione.
Il suo contributo dava grande lustro all'Esercito italiano,
elevandone l'immagine nel contesto internazionale". - Sarajevo
(Bosnia-Herzegovina), 19 marzo-14 ottobre 1997.
Al ten. col. Aldo Di Nardo, nato il 1 settembre 1952 a Caserta,
con la motivazione: "Capo cellula G7 del comando brigata
multinazionale nord in Bosnia-Herzegovina nell'ambito dell'operazione
"constant guard , assolveva la sua funzione con eccezionale spirito
di sacrificio e dedizione al servizio assolutamente rari. Cosciente
del ruolo di primissimo piano ricoperto, operava con slancio e
spirito di abnegazione ed in condizioni di estremo disagio ambientale
e climatico. In particolare impostava e conduceva in modo lineare ed
esemplare, sempre nel rispetto delle normative in vigore di cui e'
profondo conoscitore, le procedure amministrative, meritando
l'ammirazione ed il plauso di tutto il personale del contingente
italiano per la celerita' e l'esattezza con cui garantiva la
regolarita' di tutte le complesse problematiche amministrative. Le
elevatissime qualita' professionali e le eccezionali capacita'
organizzative che caratterizzavano la sua figura di ufficiale gli
consentivano di realizzare nelle sedi di tutte le unita' dipendenti
strutture di elevatissima funzionalita' e pienamente adeguate alle
esigenze "fuori area , risultate indispensabili per il miglioramento
di vita di tutto il contingente. Professionista di vaglia, creava
nell'ambito della sua cellula un team di lavoro perfetto, che ha
operato con serenita' d'animo, capacita' e indiscussa competenza.
Brillante ufficiale e collaboratore di spicco che ha dato un
contributo determinante per elevare l'immagine dell'Italia nel
contesto internazionale". - Sarajevo (Bosnia-Herzegovina), 19
marzo-14 ottobre 1997.
Al ten. col. Claudio Stefano Berto, nato il 26 agosto 1958 a
Torino, con la motivazione: "Comandante del battaglione alpini "Susa
nel corso dell'operazione "constant guard in Bosnia-Herzegovina, si
prodigava senza risparmio di energie al fine di mantenere la propria
unita' ad un elevatissimo livello di prontezza, sviluppando una
intelligente opera di preparazione e di controllo di tutte le
attivita'. Nel corso delle numerose e complesse operazioni condotte
nella delicatissima area di Sarajevo-Pale, coordinava in maniera
brillante ed estremamente efficace l'attivita' operativa delle
dipendenti compagnie e dei rinforzi provenienti dagli altri
contingenti, impegnandosi senza limite di tempo con eccezionale
generosita', incurante dei rischi personali ed ottenendo risultati di
straordinario valore. In particolare, in tutte le principali
operazioni condotte nel settore della brigata, tra cui quella diretta
a garantire la sicurezza del Papa nella sua visita a Sarajevo, quelle
per il controllo della citta' durante le riunioni politiche ed,
infine, quelle energiche e risolute per la confisca di materiali e
mezzi alle etnie, evidenziava le sue eccezionali capacita' di
pianificazione e la sua ancor piu' significativa capacita' di
tradurre i piani in atti concreti e rispondenti. Tali brillanti
qualita', congiunte ad uno spiccato buon senso, gli assicuravano il
plauso sincero ed incondizionato delle maggiori autorita' civili e
militari presenti nella zona d'operazioni.
Esempio di altissima dedizione al dovere e straordinaria
professionalita' che ha contribuito significativamente ad elevare il
prestigio del reggimento e delle Forze armate italiane in ambito
internazionale". - Sarajevo (Bosnia-Herzegovina), 20 gennaio-23
giugno 1997.