Croce d'argento

    Con  decreto  ministeriale  in  data  4  giugno  2001,  e'  stata
conferita la seguente ricompensa al merito dell'esercito:
      al  col.  Augusto  Staccioli  nato  il  3 giugno 1949 ad Urbino
(Pesaro), con la seguente motivazione: "vice comandante della brigata
multinazionale  nord  impegnata  in  Bosnia  Herzegovina  nell'ambito
dell'operazione  "Constant  forge  dal  19  ottobre 1998 all'8 aprile
1999,  assolveva  il  proprio incarico con ammirevole slancio, grande
serenita'  ed  equilibrio,  rarissima  perizia,  elevatissimo impegno
personale,   spiccato  senso  del  dovere  e  della  responsabilita',
encomiabile spirito di sacrificio.
    Collaboratore  preziosissimo,  elemento  propulsore  nel  settore
operativo,  in  possesso  di  una  spiccata iniziativa, ha fornito un
rendimento   di  assoluto  ed  impareggiabile  valore,  dimostrandosi
elemento  insostituibile  e di eccezionale spessore professionale, di
eminente caratura si e' rivelato il suo contributo in occasione delle
innumerevoli  attivita'  di carattere operativo ed umanitario, in cui
ha saputo esprimere fortissima determinazione, spiccata iniziativa ed
impareggiabile senso pratico.
    Bellissima   figura   di   ufficiale,   di  assoluta  lealta'  ed
affidabilita', si e' distinto immediatamente per le sue straordinarie
doti  umane  e  per la sua preparazione professionale ponendosi quale
elemento  di  riferimento  per  tutto  il  personale  della  brigata,
riscuotendo  nel  contempo  l'ammirazione e la stima anche dei quadri
degli  altri  contingenti  presenti  in  Bosnia, pienamente cosciente
delle  proprie  attribuzioni  e  dell'importanza  della  missione, ha
costantemente  ed  instancabilmente  espresso  un  impegno  personale
qualificatissimo  e  di  assoluto valore che si e' tradotto in azioni
risolute  e  decisive  o  in  studi  di  elevatissima e significativa
valenza  successivamente  trasmessi  agli  organi  centrali  ed  agli
istituti  di  formazione  in  patria.  Professionista  di  spicco, e'
riuscito  con  la sua straordinaria motivazione ed il suo eccezionale
spirito di abnegazione ad emergere decisamente tra il personale della
brigata e ad esercitare una fortissima azione carismatica e di sprone
nei confronti di tutti.
    Chiaro  esempio  di  radicato senso del dovere e di elette virtu'
militari,  di grandissima dedizione alla causa per la quale ha saputo
riversare   senza   risparmio  tutte  le  sue  migliori  energie,  ha
contribuito,  in  maniera notevolissima, a dare lustro al contingente
nazionale   ed  a  tutto  l'Esercito  italiano,  elevando  l'immagine
dell'Italia nel piu' ampio contesto multinazionale ed internazionale.
(Sarajevo - Bosnia Herzegovina - 8 aprile 1999).
    Con  decreti  ministeriali  in  data  2  marzo  2001,  sono state
conferite le seguenti ricompense al merito dell'esercito:
      al  col.  Bruno  Stano  nato  il  14  dicembre  1954 a Manduria
(Taranto),   con   la  seguente  motivazione:  "comandante  del  151o
reggimento  fanteria "Sassari inquadrato nella brigata multinazionale
nord  impegnata  in  Bosnia  Herzegovina  nell'ambito dell'operazione
"Constant  forge  dal  1 dicembre 1998 al 9 aprile 1999, assolveva il
proprio   incarico   con  ammirevole  slancio,  grande  serenita'  ed
equilibrio,   rarissima   perizia,  elevatissimo  impegno  personale,
spiccato  senso  del  dovere  e  della  responsabilita',  encomiabile
spirito  di  sacrificio, ma sopratutto con straordinarie doti umane e
caratteriali.
    Collaboratore   preziosissimo,   in   possesso  di  una  spiccata
iniziativa,  ha  fornito  un rendimento di assoluto ed impareggiabile
valore,   dimostrandosi  elemento  insostituibile  e  di  eccezionale
spessore  professionale;  rendeva,  in particolare, l'unita' alle sue
dipendenze  perfettamente  amalgamata,  superbamente  addestrata e in
grado di assolvere delicatissime incombenze operative sin dalle prime
ore dopo l'arrivo a Sarajevo. Di eminente caratura, dirigeva tutte le
operazioni con una chiarissima visione delle problematiche, adottando
sempre  soluzioni efficaci semplici, rapide ed estremamente concrete,
pur  operando in condizioni climatiche ed ambientali difficilissime e
spesso   in   aree   ad  alto  rischio,  ha  evidenziato  sempre  una
straordinaria  ed innata attitudine al comando ed e' riuscito in ogni
occasione - esprimendo fortissima determinazione, spiccata iniziativa
ed  impareggiabile  senso pratico - a raggiungere lo scopo prefissato
della missione.
    Bellissima  figura di ufficiale amato rispettato dai suoi uomini,
di   assoluta   lealta'   ed   affidabilita',  si  e'  caratterizzato
immediatamente  per  le  sue  straordinarie  doti  umane e per la sua
preparazione professionale quale elemento di riferimento per tutto il
personale del reggimento, riscuotendo nel contempo l'ammirazione e la
considerazione anche dei quadri e dei comandi degli altri contingenti
presenti in Bosnia, pienamente cosciente delle proprie attribuzioni e
professionista  di  spicco,  e'  riuscito  con  la  sua straordinaria
motivazione  ed il suo eccezionale spirito di abnegazione ad emergere
decisamente  e  ad  esercitare una fortissima azione carismatica e di
sprone nei confronti di tutti.
    Chiaro  esempio  di  radicato senso del dovere e di elette virtu'
militari,  di grandissima dedizione alla causa per la quale ha saputo
riversare   senza   risparmio  tutte  le  sue  migliori  energie,  ha
contribuito  in  maniera  notevolissima  a dare lustro al contingente
nazionale   ed  a  tutto  l'Esercito  italiano,  elevando  l'immagine
dell'Italia nel piu' ampio contesto multinazionale ed internazionale"
(Sarajevo - Bosnia Herzegovina - 8 aprile 1999).";
      al  col.  Filippo  Petrera nato il 4 novembre 1946 ad Acquaviva
delle  Fonti  (Bari),  con  la  motivazione: "capo cellula "Civil and
military    cooperation    dello   stato   maggiore   della   brigata
multinazionale  nord  impegnata  nel  teatro della Bosnia Herzegovina
nell'ambito  dell'operazione  di  Sfor "Constant forge , assolveva il
proprio  incarico  con  ammirevole slancio, grande serenita' d'animo,
rarissima perizia, elevatissimo impegno personale, ma soprattutto con
straordinarie  doti umane e caratteriali, collaboratore preziosissimo
ed  insostituibile,  animato da uno spiccato senso di equita', ha con
immediatezza  acquisito  il  rispetto  e la stima di tutte le fazioni
(musulmane,  serbe,  croate  ed  ebree)  che  in  lui  hanno visto un
elemento scevro da qualsiasi posizione di favore o di parte, pronto a
recepire  e  ad analizzare con giusto rigore le istanze, organizzando
successivamente  la  distribuzione  degli  aiuti  -  spesso  in prima
persona   ed   in   condizioni   climatiche   ed   ambientali   anche
particolarmente  avverse - con scrupolo e precisione, recapitando gli
stessi  anche in posti remoti ed isolati dove a volte, proprio per la
loro  naturale  collocazione  e/o  per  la  difficolta'  delle vie di
comunicazione,  gli  abitanti  si  mostravano  diffidenti  e talvolta
ostili  alle  truppe  di  Sfor.  di  assoluta  valenza  le operazioni
condotte con la Rover Italia e con i comuni della Lunigiana che hanno
visto  la  distribuzione di aiuti per decine di autocarri pesanti; di
altrettanto  pregio l'apporto garantito alle organizzazioni nazionali
(comuni  di  varie regioni italiane, caritas, protezione civile,....)
che hanno inviato in teatro consistenti quantitativi di materiali che
l'ufficiale  ha provveduto a distribuire secondo il criterio di "dove
maggiore era il bisogno rilasciando agli enti dimostrazioni scritte e
fotografiche   delle   consegne,   di   rilievo   anche  l'azione  di
coordinamento    svolta    fra   le   organizzazioni   nazionali   ed
internazionali  e le autorita' politiche locali per la definizione di
alcuni  progetti  di  ricostruzione,  nonche'  l'opera  svolta per la
rielaborazione  del  piano  di  evacuazione  delle ambasciate e delle
stesse  organizzazioni.  L'ufficiale  per  la sua innata capacita' di
essere sempre espansivo e cordiale, per la naturale predisposizione a
rapportarsi   con  qualsivoglia  interlocutore  di  qualsiasi  etnia,
religione  o  estrazione  ha  creato  attorno  ai soldati dell'intero
contingente  italiano un clima di rispetto e di riconoscenza che alla
fine  -  specie  nei  momenti piu' caldi e difficili della permanenza
della  brigata  in Bosnia - ha costituito un "patrimonio di sicurezza
di  cui  avvalersi  soprattutto  nelle  operazioni piu' impegnative e
pericolose, a maggior valenza militare.
    Bellissima  figura di ufficiale superiore, di assoluta lealta' ed
affidabilita',  ha  saputo  trasfondere  negli  uomini  alle  proprie
dipendenze ed in tutti coloro che gli sono stati vicino, grande senso
del dovere ed altissima motivazione.
    Chiaro  esempio  di  radicato senso del dovere e di elette virtu'
militari,  di grandissima dedizione alla causa per la quale ha saputo
riversare   senza   risparmio  tutte  le  sue  migliori  energie,  ha
contribuito  in  maniera  notevolissima  a dare lustro al contingente
nazionale   ed  a  tutto  l'Esercito  italiano,  elevando  l'immagine
dell'Italia    nel    piu'    ampio    contesto   multinazionale   ed
internazionale". (Sarajevo - Bosnia Herzegovina - 8 aprile 1999).".
    Con  decreti  ministeriali  in  data  2  marzo  2001  sono  state
conferite le seguenti ricompense al merito dell'Esercito:
                           Croce di bronzo

    Al mar. ca. Ferdinando Russo, nato l'11 aprile 1963 a Caserta con
la  motivazione:  "Sottufficiale  addetto  alla cellula operazioni in
corso  dell'area  funzionale  di  manovra  dello Stato maggiore della
brigata    multinazionale    nord    impegnata   nel   teatro   della
Bosnia-Herzegovina  a  Sarajevo  nell'ambito  dell'operazione di Sfor
"Constant Forge , assolveva il proprio incarico con lodevole slancio,
elevatissimo   impegno,   spiccato   senso   del   dovere   e   della
responsabilita',  encomiabile  spirito  di sacrificio, ma soprattutto
con  assoluta  e  totale disponibilita'. Coadiutore a tutto campo del
proprio   capo  cellula,  in  possesso  di  un  eccezionale  bagaglio
tecnico-professionale,  fidato  ed  assolutamente  affidabile,  si e'
costantemente   proposto   quale   preziosissimo   ed  insostituibile
coadiutore  acquisendo  con immediatezza la stima e la considerazione
oltre  che  di coloro che lavoravano all'interno della cellula, anche
dei   responsabili  alle  sale  operative  delle  unita'  dipendenti,
italiana  e  portoghese.  Il  suo  impegno  continuo, la sua spiccata
attitudine   agli  incarichi  di  carattere  operativo,  la  naturale
predisposizione  ad  operare  in  ambienti  multinazionali  gli hanno
consentito   di   raggiungere   in   ogni  circostanza  risultati  di
eccezionale  portata e valore. Bellissima figura di sottufficiale, di
assoluta  lealta'  ed  affidabilita',  ha saputo trasfondere in tutti
coloro che gli sono stati vicino grande senso del dovere ed altissima
motivazione.  Chiaro esempio di radicato senso del dovere e di elette
virtu'  militari, di grandissima dedizione alla causa per la quale ha
saputo  riversare  tutte  le  sue migliori energie, ha contribuito in
maniera notevolissima a dare lustro al contingente nazionale presente
in  Bosnia-Herzegovina  ed  a  tutto  l'Esercito  italiano,  elevando
l'immagine     dell'Italia    nel    contesto    multinazionale    ed
internazionale". - Sarajevo, 8 aprile 1999.
    Al  mar.  ord.  Angelo  Vacchio, nato il 24 aprile 1964 a Pratola
Serra  (Avellino)  con  la motivazione: "Sottufficiale inquadrato nel
RCST  "Ariete  quale  "marconista  e responsabile del magazzino radio
nella   brigata   multinazionale  nord  impegnata  nel  teatro  della
Bosnia-Herzegovina  a  Sarajevo  nell'ambito  dell'operazione di Sfor
"Constant Forge , assolveva il proprio incarico con lodevole slancio,
elevatissimo   impegno,   spiccato   senso   del   dovere   e   della
responsabilita',  encomiabile  spirito  di sacrificio, ma soprattutto
con  assoluta  e  totale disponibilita'. Coadiutore a tutto campo del
proprio   capo  cellula,  in  possesso  di  un  eccezionale  bagaglio
tecnico-professionale,  fidato  ed  assolutamente  affidabile,  si e'
costantemente   proposto   quale   preziosissimo   ed  insostituibile
coadiutore  acquisendo  con immediatezza la stima e la considerazione
oltre  che  di coloro che lavoravano all'interno della cellula, anche
dei   responsabili  alle  sale  operative  delle  unita'  dipendenti,
italiana  e  portoghese.  Il  suo  impegno  continuo, la sua spiccata
altitudine   agli  incarichi  di  carattere  operativo,  la  naturale
predisposizione  ad  operare  in  ambienti  multinazionali  gli hanno
consentito   di   raggiungere   in   ogni  circostanza  risultati  di
eccezionale  portata e valore. Bellissima figura di sottufficiale, di
assoluta  lealta'  ed  affidabilita',  ha saputo trasfondere in tutti
coloro che gli sono stati vicino grande senso del dovere ed altissima
motivazione.  Chiaro esempio di radicato senso del dovere e di elette
virtu'  militari, di grandissima dedizione alla causa per la quale ha
saputo  riversare  tutte  le  sue migliori energie, ha contribuito in
maniera notevolissima a dare lustro al contingente nazionale presente
in  Bosnia-Herzegovina  ed  a  tutto  l'Esercito  italiano,  elevando
l'immagine     dell'Italia    nel    contesto    multinazionale    ed
internazionale". - Sarajevo, 8 aprile 1999.
    Al  mar.ord.  Paolo Malerba, nato il 23 agosto 1964 a Catania con
la   motivazione:   "Sottufficiale  impiegato  presso  la  segreteria
particolare   del   comandante   della  brigata  multinazionale  nord
impegnata    nel    teatro   della   Bosnia-Herzegovina   nell'ambito
dell'operazione  di  Sfor  "Constant  Forge  ,  assolveva  il proprio
incarico  con  lodevole  slancio,  grandissima  autonomia  e  spirito
d'iniziativa,  innegabile  esperienza  e  preparazione,  elevatissimo
impegno,   spiccato   senso   del  dovere  e  della  responsabilita',
encomiabile  spirito  di  sacrificio. Collaboratore a tutto campo del
proprio  generale  e  in  senso piu' vasto di tutto lo Stato maggiore
della  brigata,  si  e' costantemente proposto quale preziosissimo ed
insostituibile  consulente  in  ogni  attivita'  prevista nella sfera
della rappresentanza e del cerimoniale, adoprandosi, anche a costo di
grandi sacrifici personali, per essere sempre aderente ed in perfetta
armonia con le esigenze legate alla funzione di comando ha saputo, in
particolare,   dare   il  proprio  prezioso  contributo,  assicurando
un'assistenza  sul  piano  informatico di eccezionale spessore, nella
stesura  di  documenti che venivano prodotti dal generale comandante,
adoprandosi senza limiti di orario, sacrificando spesso anche momenti
di  meritato  riposo.  Il  suo encomiabile comportamento e l'assoluta
disponibilita'  mostrata  anche verso chiunque avesse bisogno di lui,
gli  ha  consentito  di  accattivarsi  con immediatezza la stima e la
fiducia  di superiori, collaboratori e colleghi. Bellissima figura di
sottufficiale  determinato ed energico, ricco d'iniziativa, ha saputo
trasfondere  in  tutti  coloro che gli sono stati vicino grande senso
del dovere ed altissima motivazione. Chiaro esempio di radicato senso
del  dovere  e  di  elette virtu' militari, ha contribuito in maniera
notevolissima  a  dare  lustro  al  contingente nazionale presente in
Bosnia-Herzegovina   ed   a   tutto   l'Esercito  italiano,  elevando
l'immagine  ed  il  prestigio  dell'Italia  nel  piu'  vasto contesto
multinazionale". - Sarajevo, 8 aprile 1999.
    Al  mar.  ord.  Simone Catalano, nato il 14 giugno 1961 a Trapani
con  la  motivazione:  "Sottufficiale  addetto  al punto di controllo
Nato-UEO  e  nucleo  di sicurezza dell'area funzionale informazioni e
guerra  elettronica dello Stato maggiore della brigata multinazionale
nord   impegnata  nel  teatro  della  Bosnia-Herzegovina  a  Sarajevo
nell'ambito  dell'operazione  di  Sfor "Constant Forge , assolveva il
proprio  incarico  con  lodevole slancio, grande serenita', rarissima
perizia,  elevatissimo  impegno,  spiccato  senso  del dovere e della
responsabilita',  encomiabile spirito di sacrificio, ma sopratuto con
assoluta  lealta'  e  totale disponibilita'. Coadiutore a tutto campo
del  proprio  capo  cellula,  in  possesso di un eccezionale bagaglio
tecnico-professionale,  fidato  ed  assolutamente  affidabile,  si e'
costantemente proposto quale preziosissimo ed insostituibile elemento
propulsore  del delicato settore acquisendo con immediatezza la stima
e  la considerazione dei responsabili alle informazioni che operavano
presso  le  unita'  dipendenti, italiana e portoghese. Il suo impegno
continuo  e  prolungato, la sua spiccata attitudine agli incarichi di
carattere  operativo,  la  sua innata capacita' a operare in ambienti
multinazionali   gli   hanno   consentito   di  raggiungere  in  ogni
circostanza  risultati  di  eccezionale  portata e valore. Bellissima
figura  di  sottufficiale  con  un  bagaglio  professionale  di netto
rilievo,  ha  saputo  trasfondere negli uomini che a qualsiasi titolo
gli   sono   stati  vicino  grande  senso  del  dovere  ed  altissima
motivazione.  Chiaro esempio di radicato senso del dovere e di elette
virtu'  militari, di grandissima dedizione alla causa per la quale ha
saputo  riversare  tutte  le  sue migliori energie, ha contribuito in
maniera notevolissima a dare lustro al contingente nazionale presente
in  Bosnia-Herzegovina  ed  a  tutto  l'Esercito  italiano,  elevando
l'immagine     dell'Italia    nel    contesto    multinazionale    ed
internazionale". - Sarajevo, 8 aprile 1999.
    Al mar. ca. Nicola Terzo, nato il 13 agosto 1961 a Palermo con la
motivazione:  "Sottufficiale  inserito  quale  addetto  alla  cellula
operazioni  in  corso  dell'area  funzionale  di  manovra dello Stato
maggiore della brigata multinazionale nord impegnata nel teatro della
Bosnia-Herzegovina  nell'ambito  dell'operazione  di  Sfor  "Constant
Forge   ,   assolveva  il  proprio  incarico  con  lodevole  slancio,
grandissima esperienza e preparazione, elevatissimo impegno, spiccato
senso  del  dovere  e  della  responsabilita', encomiabile spirito di
sacrificio.  Collaboratore a tutto campo del proprio capo cellula cui
ha   costantemente   offerto   una  preziosissima  ed  insostituibile
consulenza  per  la  perfetta  conoscenza  delle  procedure  Nato, ha
garantito  una instancabile presenza all'interno della sala operativa
contribuendo  in maniera determinante ad accrescere l'efficienza e la
funzionalita'   del   settore  di  competenza.  Magnifica  figura  di
sottufficiale  che  ha  voluto  seguire il proprio comando di brigata
malgrado   risentisse   ancora   di  alcuni  lievi  problemi  fisici,
personaggio  di  levatura morale e caratteriale eccezionale, malgrado
l'impiego incessante ed incalzante, non ha mai mancato di seguire con
attenzione  e sensibilita' i colleghi, non lesinando giusti consigli.
Questo   suo   encomiabile   comportamento   gli   ha  consentito  di
accattivarsi  con  immediatezza  la  stima e la fiducia di superiori,
collaboratori  e  di  chi in lui ha sempre trovato un punto di sicuro
riferimento ed una persona di grande esperienza, leale ed affidabile.
Bellissima figura di sottufficiale determinato ed energico, ha saputo
trasfondere  in  tutti  coloro che gli sono stati vicino grande senso
del dovere ed altissima motivazione. Chiaro esempio di radicato senso
del  dovere  e  di  elette virtu' militari, ha contribuito in maniera
notevolissima  a  dare  lustro  al  contingente nazionale presente in
Bosnia-Herzegovina   ed   a   tutto   l'Esercito  italiano,  elevando
l'immagine  dell'Italia  in un piu' vasto contesto multinazionale". -
Sarajevo, 8 aprile 1999.
    Al  mar.  ca. Matteo Bonaccorso, nato il 7 febbraio 1957 a Prizzi
(Palermo)  con  la  motivazione: "Sottufficiale capo della segreteria
particolare   del   comandante   della  brigata  multinazionale  nord
impegnata    nel    teatro   della   Bosnia-Herzegovina   nell'ambito
dell'operazione  di  Sfor  "Constant  Forge  ,  assolveva  il proprio
incarico  con  lodevole  slancio,  grandissima  autonomia  e  spirito
d'iniziativa,   innegabile   esperienza   e  preparazione,  rarissima
perizia,  elevatissimo  impegno,  spiccato  senso  del dovere e della
responsabilita',  encomiabile  spirito di sacrificio. Collaboratore a
tutto  campo  del  proprio generale e in senso piu' vasto di tutto lo
Stato  maggiore  della  brigata,  si  e' costantemente proposto quale
preziosissimo ed insostituibile consulente in ogni attivita' prevista
nella sfera della rappresentanza e del cerimoniale legato alla figura
del  comandante,  adoprandosi,  anche  a  costo  di  grandi sacrifici
personali,  per  essere sempre aderente ed in perfetta armonia con le
esigenze  legate alla funzione di comando. Ha saputo, in particolare,
dare  il  proprio  prezioso  contributo nell'affrontare problematiche
variegate  per tipologia e complessita' nella definizione, sostenendo
con  fermezza e determinazione le proprie idee e le proprie soluzioni
sempre chiare, estremamente semplici e lineari, frutto soprattutto di
una  chiara  visione  della  situazione  e  di una esperienza davvero
invidiabile  acquisita in precedenti esperienze all'estero, una nella
stessa Bosnia-Herzegovina presso il comando della divisione francese.
Questo   suo   encomiabile   comportamento   gli   ha  consentito  di
accattivarsi  con  immediatezza  la  stima  e  la  fiducia di tutti -
superiori,  collaboratori  e colleghi - ma soprattutto di chi, specie
fra  i  sottufficiali piu' giovani, in lui ha sempre trovato un punto
di  sicuro  riferimento  ed un esempio sul come operare e muoversi in
ambienti  multinazionali  ed  internazionali.  Bellissima  figura  di
sottufficiale    determinato   ed   energico,   ricco   d'iniziativa,
particolarmente  abile  a  muoversi in ambienti internazionali per la
sicura   padronanza  delle  lingue  inglese  e  francese,  ha  saputo
trasfondere  in  tutti  coloro che gli sono stati vicino grande senso
del dovere ed altissima motivazione. Chiaro esempio di radicato senso
del  dovere  e  di  elette virtu' militari, ha contribuito in maniera
notevolissima  a  dare  lustro  al  contingente nazionale presente in
Bosnia-Herzegovina   ed   a   tutto   l'Esercito  italiano,  elevando
l'immagine  ed  il  prestigio  dell'Italia  nel  piu'  vasto contesto
multinazionale ed internazionale". - Sarajevo, 8 aprile 1999.
    All'aiut. Ciro Carraturo, nato il 26 gennaio 1949 a Napoli con la
motivazione:  "Sottufficiale  inserito quale diretto responsabile del
nucleo   stampa  e  tipografia  nella  cellula  pianificazione  delle
operazioni  in  corso  dell'area  funzionale  di  manovra dello Stato
maggiore della brigata multinazionale nord impegnata nel teatro della
Bosnia-Herzegovina  nell'ambito  dell'operazione  di  Sfor  "Constant
Forge   ,   assolveva  il  proprio  incarico  con  lodevole  slancio,
grandissima    esperienza    e   preparazione,   rarissima   perizia,
elevatissimo   impegno,   spiccato   senso   del   dovere   e   della
responsabilita',   encomiabile  spirito  di  sacrificio  ed  eminente
spirito   d'iniziativa.   Collaboratore   a   tutto   campo,   si  e'
costantemente   proposto   quale   preziosissimo   ed  insostituibile
consulente  in  un  settore  particolarmente importante, contribuendo
alla  produzione  in  tutte  le lingue Nato di documenti operativi ed
opuscoli  che  hanno raccolto l'unanime plauso degli organi nazionali
ed  internazionali  che  hanno  avuto l'opportunita' di consultarli o
solo  di  entrarne  a  contatto.  La  sua  opera,  portata  avanti in
condizioni  climatiche difficili ed in un ambiente scarsamente adatto
ad  un  lavoro  tipografico,  con  penuria  di personale qualificato,
sempre   in  tempi  strettissimi,  ha  spesso  condizionato  l'orario
d'impiego  del  sottufficiale  che,  comunque,  mai  ha dato segni di
cedimento,  mai  ha  lesinato il proprio contributo, applicandosi per
contro  con  una costanza ed una determinazione propria solo dei piu'
quotati  professionisti, estendendo il lavoro anche all'arco notturno
pur  di  presentare  puntuale  il  prodotto  finito.  Personaggio  di
levatura   morale  e  caratteriale  eccezionale,  malgrado  l'impiego
incessante   ed  incalzante,  non  ha  mai  mancato  di  seguire  con
attenzione  e  sensibilita'  i  colleghi  piu' giovani, non lesinando
consigli,   affrontando   assieme  a  loro  tutte  le  piu'  svariate
problematiche. Questo suo encomiabile comportamento gli ha consentito
di  accattivarsi con immediatezza la stima e la fiducia di superiori,
collaboratori  e  di chi soprattutto i piu' giovani, in lui ha sempre
trovato  un punto di sicuro riferimento ed una persona esperta, leale
ed  affidabile.  Bellissima  figura  di  sottufficiale determinato ed
energico,  ha  saputo  trasfondere in tutti coloro che gli sono stati
vicino  grande  senso  del  dovere  ed  altissima motivazione. Chiaro
esempio  di radicato senso del dovere e di elette virtu' militari, ha
contribuito  in  maniera  notevolissima  a dare lustro al contingente
nazionale  presente  in  Bosnia-Herzegovina  ed  a  tutto  l'Esercito
italiano,  elevando  l'immagine dell'Italia in un piu' vasto contesto
multinazionale ed internazionale". - Sarajevo, 8 aprile 1999.
    Al  ten. Felice Lattanzi, nato l'8 ottobre 1971 a L'Aquila con la
motivazione:  "Comandante  di  compagnia  della  Task  force  "Orione
imperniata  sul  151o  reggimento  fanteria "Sassari inquadrato nella
brigata    multinazionale    nord    impegnata   nel   teatro   della
Bosnia-Herzegovina  nell'ambito  dell'operazione  di  Sfor  "Constant
Forge  ,  ha  assolto  il  proprio  incarico  con  lodevole  slancio,
grandissima  preparazione,  serenita', rarissima perizia, encomiabile
impegno,  spiccato  senso  del dovere e della responsabilita', innato
spirito   di   sacrificio.   La  sua  azione  di  comando  -  decisa,
equilibrata, scevra da qualsiasi forma di esibizionismo, coraggiosa e
risoluta,  sempre  in linea con le direttive ricevute - ha consentito
alla   sua   unita'   di   imporsi   per  disciplina  e  compattezza.
Collaboratore   a   tutto   campo   dei   propri  comandanti,  si  e'
costantemente   proposto   quale   insostituibile   e   preziosissimo
propulsore  in  ogni  circostanza, prospettando con intelligenza viva
soluzioni  nuove,  molto attagliate, utilissime sul piano funzionale.
Bellissima figura di ufficiale determinato ed energico, molto stimato
dai  propri dipendenti, ha sempre saputo trasfondere grande senso del
dovere  ed  altissima  motivazione;  la spiccata attitudine nel saper
razionalizzare   e  semplificare  gli  ha,  altresi',  consentito  di
acquisire  con  immediatezza  la  stima  e  la  fiducia di superiori,
collaboratori  e  dei  dipendenti  che in lui hanno sempre trovato un
punto  di  sicuro  riferimento. Con il suo operato, chiaro esempio di
radicato senso del dovere e di elette virtu' militari, ha contribuito
in  maniera  notevolissima  a  dare  lustro  al contingente nazionale
presente  in  Bosnia-Herzegovina  ed  a  tutto  l'Esercito  italiano,
elevando   l'immagine   dell'Italia   in   un   piu'  vasto  contesto
multinazionale ed internazionale". - Sarajevo, 8 aprile 1999.
    Al  cap. Emiliano Vigorita, nato il 25 ottobre 1970 ad Arezzo con
la motivazione: "Comandante della compagnia genio pionieri inquadrata
nel    contingente    italiano    impegnato    nel    teatro    della
Bosnia-Herzegovina  nell'ambito  dell'operazione  di  Sfor  "Constant
Forge   ,   assolveva  il  proprio  incarico  con  lodevole  slancio,
grandissima  iniziativa,  elevatissimo  impegno,  spiccato  senso del
dovere  e  della  responsabilita', encomiabile perizia. Comandante di
ammirevole  professionalita'  e tenacia, ha portato a termine tutti i
compiti  lui  affidati  operando  spesso in condizioni meteorologiche
particolarmente avverse, esercitando una attenta e puntigliosa azione
di  direzione e controllo dei propri militari, normalmente chiamati a
lavorare  per  piccoli  nuclei  ed  in  condizioni di estremo disagio
ambientale   e   psicologico.   L'attivita'  svolta  a  favore  delle
infrastrutture  occupate  dai  reparti  del  contingente italiano, ma
soprattutto  gli  interventi  effettuati  a  favore  della  comunita'
mussulmana  e serba negli abitati di Sarajevo, Pale, Rudo, Visegrad e
Cajnice,  gli  sono  valsi l'immediata stima, la considerazione ed il
rispetto  degli organi Sfor e, soprattutto, delle popolazioni e delle
comunita'  locali  che, a riprova, hanno dedicato agli interventi dei
suoi genieri, ampio spazio nei rendiconti televisivi e giornalistici.
E' innegabile che la sua azione ha creato attorno ai soldati italiani
un  profondo  senso  di  rispetto  e di riconoscenza che - specie nei
momenti  piu'  caldi  e difficili della permanenza della brigata - ha
costituito  un  patrimonio  di  cui  avvalersi  nelle  operazioni con
maggior valenza militare, piu' impegnative e pericolose. Coadiutore a
tutto  campo dei propri comandanti e sostanzialmente del capo cellula
CIMIC  di  cui  e'  stato  il  piu'  concreto  collaboratore,  si  e'
costantemente   prodigato   prospettando   soluzioni   nuove,   molto
attagliate   alla   situazione   esistente,   utilissime   sul  piano
funzionale.  Bellissima figura di ufficiale, ha saputo trasfondere in
chi  gli  e'  stato  vicino  grande  senso  del  dovere  ed altissima
motivazione;  chiaro esempio di radicato senso del dovere e di elette
virtu'  militari, di grandissima dedizione alla causa per la quale ha
saputo  riversare  tutte  le  sue migliori energie, ha contribuito in
maniera  molto significativa a dare lustro al contingente nazionale e
prestigio   all'Esercito  italiano  nel  contesto  multinazionale  ed
internazionale". - Sarajevo, 5 ottobre 1998 - 8 aprile 1999.
    Al cap. Mauro Cabiddu, nato il 7 novembre 1964 a Nurallao (Nuoro)
con  la  motivazione:  "Capo  cellula  S3  della  Task  force "Orione
imperniata  sul  151o  reggimento  fanteria "Sassari inquadrato nella
brigata    multinazionale    nord    impegnata   nel   teatro   della
Bosnia-Herzegovina  nell'ambito  dell'operazione  di  Sfor  "Constant
Forge  ,  ha  assolto  il  proprio  incarico  con  lodevole  slancio,
grandissima  preparazione,  serenita', rarissima perizia, encomiabile
impegno,  spiccato  senso  del dovere e della responsabilita', innato
spirito  di  sacrificio.  Sotto  la  sua  guida  -  caratterizzata da
esempio,  giusto  equilibrio,  sincera e convinta dedizione, tenace e
costante impegno personale unito ad un'assoluta disponibilita' andata
oltre  qualsiasi  limite  di  tempo ed orario, ma soprattutto da viva
intelligenza   nella  ricerca  di  soluzioni  razionali,  semplici  e
concrete  -  i  suoi uomini impegnati all'interno della cellula hanno
raggiunto  risultati  davvero  brillanti,  evidenziando un ammirevole
livello  di  efficienza operativa. L'ufficiale ha, in pratica, saputo
concepire  ed  organizzare  con elevatissima professionalita' le piu'
svariate  missioni operative, imperniate anche su consistenti livelli
di forze, agendo con la velocita' e con la competenza che sono propri
dei    soli    veri    professionisti,    rivelandosi   collaboratore
insostituibile  e  di  grande  prestigio  per  il proprio comandante.
Bellissima figura di ufficiale determinato ed energico, molto stimato
dai  propri dipendenti, ha sempre saputo trasfondere grande senso del
dovere  ed  altissima  motivazione;  la spiccata attitudine nel saper
razionalizzare   e  semplificare  gli  ha,  altresi',  consentito  di
acquisire  con  immediatezza  la  stima  e  la  fiducia di superiori,
collaboratori  e  dei  dipendenti  che in lui hanno sempre trovato un
punto  di  sicuro  riferimento. Con il suo operato, chiaro esempio di
radicato senso del dovere e di elette virtu' militari, ha contribuito
in  maniera  notevolissima  a  dare  lustro  al contingente nazionale
presente  in  Bosnia-Herzegovina  ed  a  tutto  l'Esercito  italiano,
elevando   l'immagine   dell'Italia   in   un   piu'  vasto  contesto
multinazionale ed internazionale". - Sarajevo, 8 aprile 1999.
    Al  magg. Vincenzo Liguori, nato il 12 novembre 1958 ad Acquaviva
delle  Fonti  (Bari)  con la motivazione: "Consigliere giuridico alle
dirette  dipendenze del generale comandante la brigata multinazionale
nord   impegnata  nel  teatro  della  Bosnia-Herzegovina  nell'ambito
dell'operazione  di  Sfor  "Constant  Forge  ,  assolveva  il proprio
incarico  con  lodevole slancio grandissima preparazione e serenita',
ammirevole   equilibrio,  rarissima  perizia,  elevatissimo  impegno,
spiccato  senso  del  dovere  e  della  responsabilita',  encomiabile
spirito di sacrificio, ma soprattutto con assoluta e totale lealta' e
disponibilita'.  Collaboratore  a  tutto  campo del comandante, dello
Stato maggiore, di tutte le unita' del contingente italiano in Bosnia
e  di  chiunque,  anche personale Sfor, chiedesse il suo aiuto, si e'
costantemente   proposto   quale   preziosissimo   ed  insostituibile
consulente  in  un  settore  particolarmente sensibile ed importante,
palesando in ogni circostanza una naturale predisposizione ad operare
con  gli  interlocutori  bosniaci,  autorita'  politiche  o  semplici
cittadini,  portandoli  con  argomentazioni  valide  e  surrogate dal
diritto  internazionale  a  definizioni  delle  controversie in forma
giusta  ed  equa. Di assoluto rilievo, in particolare, la risoluzione
di  tutte  le pratiche giuridiche rimaste ancora insolute dall'arrivo
del  contingente nazionale a Sarajevo e l'apporto fornito agli organi
legali  di  Sfor in una controversia sorta sulla utilizzazione di una
parte  della  "Tito  Barracks  ,  azioni  alle  quali  l'ufficiale ha
dedicato  ogni  possibile  attenzione  per l'elevata ricaduta che una
soluzione  positiva  delle  controversie  avrebbe  avuto  sull'intero
contingente.  Il  suo impegno continuo e prolungato e la sua spiccata
attitudine  all'attivita'  di  competenza  gli  hanno  consentito  di
raggiungere  in  ogni  circostanza risultati di eccezionale portata e
valore  che  gli  hanno  permesso di godere della continua e costante
fiducia  dei superiori e di chi, anche personale straniero, in lui ha
sempre  trovato  un punto di sicuro riferimento. Bellissima figura di
ufficiale  superiore, ha saputo trasfondere negli uomini alle proprie
dipendenze  ed in tutti coloro che gli sono stati vicino grande senso
del  dovere ed altissima motivazione, dimostrandosi chiaro esempio di
radicato senso del dovere e di elette virtu' militari, di grandissima
dedizione  alla  causa per la quale ha saputo costantemente riversare
tutte  le  sue  migliori  energie,  contribuendo alla fine in maniera
notevolissima  a  dare  lustro  al  contingente nazionale presente in
Bosnia-Herzegovina   ed   a   tutto   l'Esercito  italiano,  elevando
l'immagine  dell'Italia  nel  piu'  vasto  contesto multinazionale ed
internazionale". - Sarajevo, 8 aprile 1999.
    Al  ten.  col. Giorgio Scarchilli, nato il 23 aprile 1957 a Sezze
(Latina)  con  la  motivazione:  "Comandante  di battaglione del 151o
reggimento  fanteria "Sassari inquadrato nella brigata multinazionale
nord   impegnata  nel  teatro  della  Bosnia-Herzegovina  nell'ambito
dell'operazione  di  Sfor  "Constant  Forge  ,  ha assolto il proprio
incarico  con  lodevole slancio, grandissima preparazione, serenita',
rarissima  perizia,  encomiabile impegno, spiccato senso del dovere e
della  responsabilita',  innato  spirito  di sacrificio. Sotto la sua
guida  caratterizzata  da  un'azione  di  comando sempre condotta con
l'esempio,  con  giusto equilibrio, con sincera e convinta dedizione,
con   tenace   e  costante  impegno  personale,  con  la  piu'  ampia
disponibilita', ma soprattutto con viva intelligenza nella ricerca di
soluzioni  razionali, semplici e concrete, i complessi di forze posti
alle dipendenze - spesso multinazionali e, talvolta, internazionali -
hanno  raggiunto  risultati  davvero  brillanti  in  tutti i settori,
evidenziando   un   ammirevole   livello   di  efficienza  operativa.
L'ufficiale  ha, in pratica, saputo concepire, organizzare e condurre
in  maniera esemplare e con elevatissima professionalita' e coraggio,
le  piu'  svariate missioni operative imperniate anche su consistenti
livelli di forze (controllo di vaste aree del territorio, sicurezza a
riunioni internazionali, attivazione di posti di controllo, pattuglie
mobili,  controllo  ai  siti,  sequestri  d'armi  e munizioni, fino a
costituire  durante l'operazione "Joint Resolve unita' in riserva del
comando  della divisione francese in un territorio del tutto nuovo ed
in  condizioni ambientali difficili); sempre il risultato e' stato di
grande   valenza   e   di   prestigio,   suscitando  la  stima  e  la
considerazione  di  chi  ha  operato con lui, soprattutto dei comandi
Sfor  presenti  in  Bosnia.  Bellissima figura di ufficiale superiore
determinato  ed  energico, molto stimato nel contesto multinazionale,
ha saputo trasfondere a tutti i dipendenti grande senso del dovere ed
altissima    motivazione;    la   spiccata   attitudine   nel   saper
razionalizzare e semplificare gli ha altresi' consentito di acquisire
con  immediatezza la stima e la fiducia di superiori, collaboratori e
dei  dipendenti  che  in  lui hanno sempre trovato un punto di sicuro
riferimento. Con il suo operato, chiaro esempio di radicato senso del
dovere  e  di  elette  virtu'  militari,  ha  contribuito  in maniera
notevolissima  a  dare  lustro  al  contingente nazionale presente in
Bosnia-Herzegovina   ed   a   tutto   l'Esercito  italiano,  elevando
l'immagine  dell'Italia  in  un piu' vasto contesto multinazionale ed
internazionale". - Sarajevo, 8 aprile 1999.
    Al  ten.  col.  Francesco  Miccoli,  nato  il  2 gennaio  1950  a
Trinitapoli  (Foggia)  con  la  motivazione:  "Capo  cellula G4 "Area
funzionale  di  sostegno logistico dello Stato maggiore della brigata
multinazionale  nord  impegnata  nel  teatro della Bosnia-Herzegovina
nell'ambito  dell'operazione  di  Sfor "Constant Forge , assolveva il
proprio  incarico  con  lodevole  slancio,  grandissima preparazione,
equilibrio  e  serenita',  rarissima  perizia,  elevatissimo impegno,
spiccato  senso  del  dovere  e  della  responsabilita',  encomiabile
spirito  di sacrificio. Collaboratore a tutto campo del comandante di
brigata  e  del  capo di Stato maggiore, si e' costantemente proposto
quale  preziosissimo  ed  insostiuibile  capo  cellula  di un settore
particolarmente  sensibile  ed  importante,  ergendosi quale elemento
propulsore nell'area logistica. Ha saputo, in particolare, affrontare
problematiche   variegate   per   tipologia   e   complessita'  nella
definizione,  guidando  con  fermezza  e  determinazione  la  propria
cellula  verso  soluzioni  efficaci,  chiare, estremamente semplici e
lineare  frutto  soprattutto di una chiara visione della situazione e
di  un'opera  svolta  a monte per disporre costantemente di un quadro
sempre aggiornato. Sempre l'ufficiale ha saputo cogliere gli elementi
essenziali   delle  questioni,  analizzandoli  con  grande  scrupolo,
razionalizzandoli e spesso semplificandoli, inducendo - con l'esempio
del  suo operato - i propri collaboratori a lavorare in quest'ottica,
cio' gli ha consentito di accattivarsi con immediatezza la stima e la
fiducia di superiori, collaboratori e di chi in lui ha sempre trovato
un punto di sicuro riferimento. Il suo impegno continuo e prolungato,
specie  in  fase  organizzativa,  la  sua  spiccata  attitudine  alle
attivita'   nel  settore  di  pertinenza,  gli  hanno  consentito  di
raggiungere  in  ogni  circostanza risultati di eccezionale portata e
valore  che  hanno permesso all'intero contingente, unita' portoghesi
comprese,   di   fruire  di  una  impeccabile  assistenza  logistica.
Bellissima  figura  di  ufficiale  superiore determinato ed energico,
molto  stimato  nel contesto multinazionale, ha saputo trasfondere in
tutti  coloro  che  gli  sono stati vicino grande senso del dovere ed
altissima motivazione. con il suo operato, chiaro esempio di radicato
senso  del  dovere  e  di  elette  virtu' militari, ha contribuito in
maniera notevolissima a dare lustro al contingente nazionale presente
in  Bosnia-Herzegovina  ed  a  tutto  l'Esercito  italiano,  elevando
l'immagine  dell'Italia  in  un piu' vasto contesto multinazionale ed
internazionale". - Sarajevo, 8 aprile 1999.
    Al ten. col. Giacomo Gallo, nato il 21 marzo 1949 a Cassano delle
Murge  (Bari) con la motivazione: "Capo cellula G3 "Area funzionale e
manovra  dello  Stato  maggiore  della  brigata  multinazionale  nord
impegnata    nel    teatro   della   Bosnia-Herzegovina   nell'ambito
dell'operazione  di  Sfor  "Constant  Forge  ,  assolveva  il proprio
incarico  con lodevole slancio, grandissima preparazione e serenita',
rarissima  perizia, elevatissimo impegno, spiccato senso del dovere e
della    responsabilita',    encomiabile   spirito   di   sacrificio.
Collaboratore  a  tutto campo del comandante di brigata e del capo di
Stato  maggiore,  si e' costantemente proposto quale preziosissimo ed
insostituibile  capo  cellula di un settore particolarmente sensibile
ed   importante,   ergendosi   quale  elemento  propulsore  nell'area
operativa ove, oltre alla determinante collaborazione offerta in ogni
circostanza  ed  alla naturale predisposizione ad operare in ambienti
multinazionali ed internazionali, assumeva spesso in prima persona la
responsabilita'  della pianificazione e direzione di operazioni anche
particolarmente   complesse   (perquisizione   di  depositi  e  siti,
sorveglianza  di  posti  di  frontiera  sensibili,  pattugliamenti di
itinerari   impervi   e  pericolosi  specie  a  causa  delle  avverse
condizioni   meteorologiche);   di  assoluto  rilievo  il  contributo
garantito nella revisione di tutti i preesistenti piani operativi che
dovevano  essere  riadattati  alla situazione contingente, contributo
che  si e' nella sostanza concretizzato in un apporto vivificatore ed
efficace  fatto  di soluzioni chiare e facilmente applicabili. Il suo
impegno  continuo  e prolungato, specie in fase organizzativa, la sua
spiccata  attitudine  alle  attivita'  del settore di pertinenza, gli
hanno  consentito  di  raggiungere  in  ogni circostanza risultati di
eccezionale  portata  e valore che gli hanno permesso di godere della
continua  e  costante fiducia di superiori, collaboratori e di chi in
lui  ha  sempre  trovato  un  punto di sicuro riferimento. Bellissima
figura di ufficiale superiore, determinato ed energico, molto stimato
anche  dai  responsabili  operativi delle unita' americana e francese
contermini,   ha   saputo   trasfondere  negli  uomini  alle  proprie
dipendenze  ed in tutti coloro che gli sono stati vicino grande senso
del  dovere  ed  altissima  motivazione.  Con  il suo operato, chiaro
esempio  di radicato senso del dovere e di elette virtu' militari, ha
contribuito  in  maniera  notevolissima  a dare lustro al contingente
nazionale  presente  in  Bosnia-Herzegovina  ed  a  tutto  l'Esercito
italiano,  elevando  l'immagine dell'Italia in un piu' vasto contesto
multinazionale ed nternazionale". - Sarajevo, 8 aprile 1999.
    Al  ten.  col.  Dino  Marconi,  nato  il  14 marzo 1951 a Proceno
(Viterbo)  con  la  motivazione:  "Capo cellula informazioni e guerra
elettronica  -  G2  dello Stato maggiore della brigata multinazionale
nord   impegnata  nel  teatro  della  Bosnia-Herzegovina  nell'ambito
dell'operazione  di  Sfor  "Constant  Forge  ,  assolveva  il proprio
incarico  con lodevole slancio, grandissima preparazione e serenita',
rarissima  perizia, elevatissimo impegno, spiccato senso del dovere e
della   responsabilita',   encomiabile   spirito  di  sacrificio,  ma
soprattutto  con  assoluta  e  totale disponibilita'. Collaboratore a
tutto  campo,  si  e'  costantemente  proposto quale preziosissimo ed
insostituibile  capo  cellula di un settore particolarmente sensibile
ed   importante,   ergendosi   quale  elemento  propulsore  nell'area
operativa-informativa  ove,  oltre  alla  determinante collaborazione
offerta  in  ogni  circostanza  ed  alla  naturale predisposizione ad
operare  in  ambienti  multinazionali ed internazionali, assumeva con
coraggio  spesso  in  prima  persona la pianificazione e la direzione
delle  piu'  complesse operazioni di perquisizione di depositi e siti
VRS  ed  ARBIH,  nonche' di sorveglianza di alcuni sensibili posti di
frontiera.  Il  suo  impegno  continuo  e  prolungato, specie in fase
organizzativa,  e  la sua spiccata attitudine alla branca informativa
gli  hanno consentito di raggiungere in ogni circostanza risultati di
eccezionale  portata  e valore che gli hanno permesso di godere della
continua  e  costante fiducia dei superiori e di chi in lui ha sempre
trovato  un  punto di sicuro riferimento, di assoluto valore, infine,
il  contributo dato in idee, suggerimenti e soluzioni pratiche per la
definizione  di  un'architettura  efficace ed efficiente degli organi
intelligence  nazionali  schierati  in  teatro  alla luce delle nuove
dipendenze venutesi a creare con il passaggio al comando operativo di
vertice   interforze   della  responsabilita'  della  condotta  della
missione.   Bellissima  figura  di  ufficiale  superiore,  ha  saputo
trasfondere  negli  uomini alle proprie dipendenze ed in tutti coloro
che  gli  sono  stati  vicino  grande  senso  del dovere ed altissima
motivazione,  dimostrandosi  chiaro  esempio  di  radicato  senso del
dovere  e  di  elette  virtu' militari, di grandissima dedizione alla
causa  per  la  quale  ha saputo costantemente riversare tutte le sue
migliori  energie;  ha  contribuito  in  maniera notevolissima a dare
lustro  al  contingente nazionale presente in Bosnia-Herzegovina ed a
tutto  l'Esercito  italiano, elevando l'immagine dell'Italia nel piu'
vasto  contesto  multinazionale  ed  internazionale".  -  Sarajevo, 8
aprile 1999.
    Al  ten.  col.  Silvio  Iaconis,  nato  l'8 marzo 1950 a Piana di
Sorrento   (Napoli)  con  la  motivazione:  "Comandante  del  "Centro
logistico  della  brigata  multinazionale  nord  impegnata nel teatro
della   Bosnia-Herzegovina   nell'ambito   dell'operazione   di  Sfor
"Constant  Forge  ,  ha  assolto  il  proprio  incarico  con lodevole
slancio,  grandissima  preparazione  elevato  equilibrio e serenita',
rarissima  perizia,  encomiabile impegno, spiccato senso del dovere e
della  responsabilita', innato spirito di sacrificio. Collaboratore a
tutto  campo del comandante di brigata e dello Stato maggiore con cui
ha  sempre  cooperato  in  maniera  esemplare,  si  e'  costantemente
proposto  quale  preziosissimo  ed  insostituibile  comandante  di un
organo   particolarmente   importante,   ergendosi   quale   elemento
propulsore nell'area logistica. Ha saputo, in particolare, affrontare
problematiche   variegate   per   tipologia   e   complessita'  nella
definizione,  con eminente senso di responsabilita', con un impegno -
svolto  spesso  in  prima  persona  -  costante,  continuo,  attento,
manifestando  grande  competenza  e chiara visione dei problemi, doti
che  gli hanno consentito di pervenire con naturalezza ed efficacia a
soluzioni  semplici,  rapide,  funzionali  e concrete. L'ufficiale ha
saputo  costituire  all'interno  del  centro  logistico una struttura
organizzativa  snella e flessibile ed al tempo stesso particolarmente
efficace,  in  piena  sintonia  con  la  fascia logistica del livello
superiore,  struttura  che ha risposto impeccabilmente e puntualmente
alle  pressanti  domande ed alle svariate esigenze di tutte le unita'
della  brigata  multinazionale  nord.  Bellissima figura di ufficiale
superiore   determinato  ed  energico,  molto  stimato  nel  contesto
multinazionale,  ha  saputo  trasfondere in tutti coloro che gli sono
stati  vicino  grande  senso  del dovere ed altissima motivazione; la
spiccata  attitudine  nel  saper razionalizzare e semplificare gli ha
altresi'  consentito  di  accattivarsi con immediatezza la stima e la
fiducia di superiori, collaboratori e dei dipendenti che in lui hanno
sempre  trovato  un  punto di sicuro riferimento. Con il suo operato,
chiaro  esempio  di  radicato  senso  del  dovere  e di elette virtu'
militari,  ha  contribuito  in maniera notevolissima a dare lustro al
contingente  nazionale  presente  in  Bosnia-Herzegovina  ed  a tutto
l'Esercito italiano, elevando l'immagine dell'Italia in un piu' vasto
contesto  multinazionale  ed  internazionale".  -  Sarajevo, 8 aprile
1999.
    Al  ten.  col. Osvaldo Bizzari, nato il 6 giugno 1956 a Casola in
Lunigiana  (Massa)  con la motivazione: "Capo di Stato maggiore della
brigata    multinazionale    nord    impegnata   nel   teatro   della
Bosnia-Herzegovina  nell'ambito  dell'operazione  di  Sfor  "Constant
Forge   ,   assolveva  il  proprio  incarico  con  lodevole  slancio,
grandissima  preparazione,  rarissima  perizia, elevatissimo impegno,
spiccato  senso  del  dovere  e  della  responsabilita',  encomiabile
spirito  di  sacrificio,  malgrado  l'ufficiale fosse stato assegnato
alla  brigata solo pochi giorni prima della partenza. Collaboratore a
tutto  campo,  di  assoluta  lealta' ed affidabilita', in possesso di
spiccato  entusiasmo ed innate doti di leader, forgiava attorno a se'
uno  staff armonico e motivato che sapeva gestire convenientemente ed
in  modo  davvero  ottimale  ogni  momento di crisi; l'ufficiale si e
rivelato  in  sostanza preziosissimo ed insostituibile consulente del
comandante specie nelle questioni con piu' marcata valenza operativa,
ergendosi quale elemento propulsore per chiarezza d'idee, semplicita'
delle  soluzioni,  grande equilibrio, ma soprattutto per una perfetta
conoscenza  della  dottrina  Nato.  Coraggioso  ed  entusiasta  della
missione  e  del  suo  incarico,  ha  anche  chiesto  ed  ottenuto di
partecipare  attivamente  ad  alcune  operazioni  di  elevata valenza
militare,  dimostrando  soprattutto  con  l'esempio  ai  quadri  piu'
giovani  tutta  la  sua  carica  umana  e  caratteriale,  nonche'  la
validita'  di una preparazione professionale a livello internazionale
affinata  durante  l'incarico di prestigio svolto all'estero, in USA.
Di  assoluto rilievo il contributo garantito nella revisione di tutti
i  preesistenti  piani  operativi che dovevano essere riadattati alla
nuova  situazione  contingente,  contributo  che si e' essenzialmente
concretizzato  con  un  apporto  vivificatore  ed  efficace  fatto di
soluzioni  chiare,  estremamente  semplici  e lineari. Il suo impegno
continuo  e  prolungato,  tanto  nelle  fasi  organizzative quanto in
quelle  di  condotta,  la  sua  spiccata  attitudine  alle  attivita'
operative,  gli  hanno  consentito di raggiungere in ogni circostanza
risultati  di  eccezionale portata e valore che gli hanno permesso di
godere  della continua e costante fiducia di superiori, collaboratori
e  di  chi  in  lui ha sempre trovato un punto di sicuro riferimento.
Bellissima  figura  di  ufficiale  sueriore  con T.SG, determinato ed
energico,  ha saputo trasfondere negli uomini alle proprie dipendenze
ed  in tutti coloro che gli sono stati vicino grande senso del dovere
ed  altissima  motivazione.  Con  il  suo  operato, chiaro esempio di
radicato senso del dovere e di elette virtu' militari, ha contribuito
in  maniera  notevolissima  a  dare  lustro  al contingente nazionale
presente  in  Bosnia-Herzegovina  ed  a  tutto  l'Esercito  italiano,
elevando   l'immagine   dell'Italia   in   un   piu'  vasto  contesto
multinazionale ed internazionale". - Sarajevo, 8 aprile 1999.
    Al  ten.  col.  Umberto  Matarazzo,  nato  il 19 settembre 1953 a
Ospedaletto  d'Alpinolo  (Avellino) con la motivazione: "Capo cellula
operazioni  in corso dell'area funzionale di manovra - G3 dello Stato
maggiore della brigata multinazionale nord impegnata nel teatro della
Bosnia-Herzegovina  a  Sarajevo  nell'ambito  dell'operazione di Sfor
"Constant Forge , assolveva il proprio incarico con lodevole slancio,
grande  serenita',  rarissima perizia, elevatissimo impegno, spiccato
senso  del  dovere  e  della  responsabilita', encomiabile spirito di
sacrificio,  ma  soprattutto  con  assoluta  e totale disponibilita'.
Coadiutore a tutto campo del comandante di brigata, del capo di Stato
maggiore  e  del  proprio  capo cellula, si e' costantemente proposto
quale  preziosissimo  ed insostituibile elemento propulsore nell'area
operativa ove, oltre alla determinante collaborazione offerta in ogni
circostanza  ed  alla naturale predisposizione ad operare in ambienti
multinazionali ed internazionali, assumeva spesso in prima persona la
pianificazione   e   la   direzione  di  operazioni  complesse  quali
cinturazione  di immobili impiegati per riunioni politiche ad elevato
livello politico, perquisizione di depositi e siti, pattugliamenti di
itinerari  e  sorveglianza di alcuni sensibili posti di frontiera. Il
suo  impegno  continuo e prolungato, specie in fase organizzativa, la
sua spiccata attitudine agli incarichi di carattere operativo, la sua
innata  capacita'  a pervenire - anche e soprattutto nei momenti piu'
"caldi  e  difficili  dal  punto  di  vista  militare  -  a soluzioni
semplici,  chiare  e  lineari, gli hanno consentito di raggiungere in
ogni   circostanza   risultati   di  eccezionale  portata  e  valore.
L'ufficiale  si e' anche prodigato con encomiabile senso del dovere e
della  responsabilita'  nel  riadeguamento  dei  piani di vigilanza e
difesa  delle infrastrutture militari, contribuendo ad adattarli alle
mutate    esigenze    dello    scenario   politico   militare   della
Bosnia-Herzegovina  mediante  provvedimenti  concreti ed efficaci che
hanno   sostanzialmente   salvaguardato   il  personale  in  servizio
mantenendone,  nel  contempo,  un  elevato  livello  di  reattivita'.
Bellissima   figura   di   ufficiale   superiore   con   un  bagaglio
professionale  di  livello,  di  assoluta lealta' ed affidabilita, ha
saputo  trasfondere  negli uomini alle proprie dipendenze ed in tutti
coloro che gli sono stati vicino grande senso del dovere ed altissima
motivazione;  chiaro esempio di radicato senso del dovere e di elette
virtu'  militari, di grandissima dedizione alla causa per la quale ha
saputo  riversare  tutte  le  sue migliori energie, ha contribuito in
maniera notevolissima a dare lustro al contingente nazionale presente
in  Bosnia-Herzegovina  ed  a  tutto  l'Esercito  italiano,  elevando
l'immagine     dell'Italia    nel    contesto    multinazionale    ed
internazionale". - Sarajevo, 8 aprile 1999.