IL MINISTRO DELL'INTERNO
Visti il capitolo I, n. 4, lettera c), ed il capitolo IV
dell'allegato B al regolamento per l'esecuzione del testo unico delle
leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 6 maggio
1940, n. 635;
Ritenuta la necessita' di apportare aggiunte alle norme suindicate
al fine di adeguarle agli sviluppi tecnologici intervenuti nel
settore;
Sentita la commissione consultiva per le sostanze esplosive ed
infiammabili nella seduta n. 1/2071 del 15 gennaio 1987;
Visto l'art. 83, ultimo comma, del regolamento sopra citato;
Decreta:
Dopo la lettera c) del n. 4, capitolo I dell'allegato B al
regolamento per l'esecuzione del testo unico delle leggi di pubblica
sicurezza, approvato con regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, sono
aggiunte le seguenti lettere:
c-bis) La minima distanza che puo' intercorrere fra i magazzini
della fabbrica, determinata utilizzando la formula indicata al primo
comma della precedente lettera c), non puo' comunque essere inferiore
a metri 20, riducibili della meta' quando essi siano separati da
idoneo terrapieno o esistano condizioni di protezione particolarmente
favorevoli a giudizio della commissione consultiva per le sostanze
esplosive ed infiammabili.
Una distanza di metri 20, come difesa contro il propagarsi di
incendio per calore, e' da prevedersi fra i magazzini
indipendentemente dalla quantita' massima dei manufatti esplosivi in
essi immagazzinati, quando i manufatti stessi per la loro natura o
per il tipo dell'imballaggio che li contiene non presentino rischio
di detonare simultaneamente in massa, con o senza proiezione di
schegge, oppure di incendio violento diffuso, ad esempio spolette
senza detonatore, cartucce da guerra fino al calibro di 20 millimetri
compreso, munite di proiettile inerte o tracciante o incendiario o
tracciante incendiario, purche' senza carica esplosiva, e similari.
La distanza di metri 20 puo' essere ridotta alla meta' quando i
magazzini che contengono i manufatti del tipo indicato sono fra di
loro separati da un idoneo tagliafuoco in muratura, senza aperture
dello spessore di almeno 40 centimetri, o in cemento armato di
analoga resistenza. Fra detti magazzini e gli abitanti e le vie di
comunicazione debbono intercorrere almeno 100 metri, riducibili della
meta' quando sono interposti colli, argini, terrapieni o un muro
tagliafuoco come sopra descritto;
c-ter) Per la conservazione degli esplosivi sono ammessi anche
magazzini del tipo denominato "Igloo", costituiti da un fabbricato
senza finestre, ricoperto sul tetto e su tre lati da uno strato
riportato di terra vegetale, il cui spessore deve essere non
inferiore a metri 0,60 sul tetto e aumentare progressivamente sulle
tre pareti, che si raccorda al piano di campagna con pendenza
uniforme non superiore ai 30 gradi sessagesimali.
Il magazzino, a pianta generalmente rettangolare e con sezione che
puo' essere semicircolare, policentrica, rettangolare o di altra
forma idonea, deve essere progettato e costruito per resistere alle
sollecitazioni conseguenti all'esplosione accidentale di un magazzino
o di un laboratorio adiacente, posto alla prescritta distanza di
sicurezza, senza crollare, in tutto o in parte, e senza che al suo
interno si verifichi distacco con proiezioni di parti che possono
risultare pericolose per la sicurezza degli esplosivi immagazzinati
nel fabbricato stesso. La parete frontale, intesa come parete
d'ingresso, non ricoperta di terra e realizzata in modo da consentire
sfogo preferenziale alla sovrappressione in caso di esplosione
accidentale all'interno del magazzino, e la porta di accesso, oltre
ai requisiti sopra indicati, devono resistere alla penetrazione di
proiezioni dall'esterno.
Le sollecitazioni alle quali deve poter resistere la struttura del
fabbricato, in caso di esplosione esterna, sono le seguenti:
parete frontale e porta di accesso:
pressione positiva: picco pari a 7 bar;
3 ---
durata \ / C millisecondi;
\/
3 ---
impulso 2 \ / C bar X millisecondi.
\/
altre pareti:
pressione positiva: picco pari a 3 bar;
3 ---
durata: \ / C millisecondi;
\/
3 ---
impulso \ / C bar X millisecondi,
\/
dove C indica la quantita' in chilogrammi di esplosivo netto
contenuto nel luogo sede di potenziale esplosione piu prossimo
all'igloo, che puo' detonare simultaneamente.
La massima quantita' di esplosivo netto che puo' essere
immagazzinato in ciascun igloo non deve eccedere i 75.000 chilogrammi
di sostanze o manufatti esplosivi della I e della II categoria oppure
3.000 chilogrammi della III categoria.
La struttura dell'igloo puo' essere in cemento armato o in piastre
multiple di lamiera di acciaio o in altro materiale purche' idoneo a
resistere alle sollecitazioni sopra indicate.
La pavimentazione deve essere atta a sopportare il carico delle
cataste e dei mezzi impiegati nelle operazioni di accatastamento.
L'altezza delle cataste, oppure degli scaffali, e' consentita oltre i
metri 1,60 (previsti al secondo comma della lettera m) del n. 4 del
capitolo IV e fino a metri 3,50 dal pavimento del magazzino, qualora
gli imballaggi delle sostanze o dei manufatti esplosivi siano
sufficientemente robusti convenientemente sollevati dal suolo ed
assicurati ad idonee piattaforme, in modo tale da impedirne il
ribaltamento o, comunque da evitare la caduta del singolo
imballaggio; in tal caso l'accatastamento deve essere attuato
esclusivamente utilizzando mezzi di sollevamento idonei alla
specifica operazione e ad operare nel particolare ambiente. Il limite
in altezza ed il sistema di accatastamento indicati per gli igloo
sono validi anche per i magazzini di tipo convenzionale, cioe' quelli
descritti alla lettera b) del n. 4 del capitolo IV, qualora
dispongano di pavimentazione idonea a sopportare il carico.
Nella parete frontale sono da prevedere bocche di areazione cui fa
riscontro, alla estremita' opposta del fabbricato, un camino di
areazione a gomito che sfoga verticalmente sopra il tetto. Le
suddette aperture debbono essere munite di reti di protezione contro
roditori e di dispositivi per la loro chiusura automatica in caso di
aumento eccessivo della temperatura esterna per incendio o vampa.
Potranno anche essere sfruttate per la installazione di impianti di
condizionamento o di ventilazione.
Nei magazzini tipo igloo la protezione dalle scariche elettriche
atmosferiche puo' essere realizzata collegando con i dispersori di
terra le armature in ferro della struttura cementizia ovvero le
lamiere multiple di acciaio, come precisato all'ultimo alinea del
punto 5 dell'appendice tecnica di cui all'allegato D. Detto
collegamento deve prevedere un conduttore esterno al fabbricato,
facilmente accessibile, per la rapida verifica dell'impianto di messa
a terra.
Per strutture di tipo diverso da quelle sopracitate resta inteso
che la protezione dalle scariche elettriche atmosferiche deve essere
realizzata secondo le norme di cui al paragrafo 2 dell'appendice
tecnica dello stesso allegato D.
L'igloo deve essere orientato in modo tale che davanti alla sua
parete frontale, all'interno del settore compreso tra le rette
inclinate di 60 gradi sessagesimali a destra e di 60 gradi
sessagesimali a sinistra rispetto all'asse del magazzino, non venga a
trovarsi la parete frontale di altro igloo o locale contenente
esplosivi, a meno che non sussistano idonee condizioni di sicurezza,
quali terrapieni, bastioni o adeguate distanze, come indicato nella
tabella che segue.
In particolare il bastione, realizzato con terra e muro verticale
di sostegno, deve essere posto a non oltre metri 5 dalla parete
frontale dell'igloo e deve avere altezza non inferiore a quella
dell'igloo stesso e lunghezza tale da proteggere l'intero settore
sopra definito.
Le minime distanze che debbono intercedere fra gli igloo, fra
questi ed altri tipi di magazzini, laboratori, abitazioni e vie di
comunicazione esterne al deposito, sono talune fisse e talune
risultanti dalla formula
3 ---
d = K \ / C
\/
in cui d e' la distanza in metri tra i punti piu' vicini, C e' il
quantitativo di esplosivo netto, espresso in chilogrammi, contenuto
nell'igloo sede di potenziale esplosione e K e' un coefficiente
numerico. Il valore del coefficiente K e quello delle distanze fisse
varia con la reciproca posizione dei magazzini cosi' come elencati
nella prima colonna della successiva tabella e del rischio prevalente
che caratterizza gli esplosivi immagazzinati, come indicato al punto
2 del capitolo VIII, e cioe': detonazione simultanea in massa;
esplosione con proiezione di schegge e rottami; incendio violento
diffuso.
I valori del coefficiente K e quelli delle distanze fisse sono dati
dalla seguente:
TABELLA
----> Parte di provvedimento in formato grafico <----
Per i depositi costituiti da magazzini di tipo igloo gia' in
esercizio o in costruzione alla data del presente decreto sono valide
le norme contenute al n. 2 del capitolo XIII del presente allegato.
Le autorizzazioni all'impianto di magazzini di tipo igloo sono
subordinate al parere della commissione consultiva per le sostanze
esplosive ed infiammabili.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Roma, addi' 27 maggio 1987
Il Ministro: SCALFARO
Visto, il Guardasigilli: ROGNONI
NOTE
Nota alle premesse:
- Il capitolo I dell'allegato B al regolamento per
l'esecuzione del testo unico delle leggi di pubblica
sicurezza reca norme per l'impianto di edifici destinati
alla fabbricazione di materie esplosive della 1ª, della 2ª
e della 3ª categoria (polveri, dinamiti, detonanti). Il n.
4 definisce le condizioni alle quali deve rispondere la
distribuzione degli opifici destinati alla fabbricazione di
dette sostanze esplosive.
- Il capitolo IV dell'allegato B sopraindicato detta le
condizioni da soddisfarsi nell'impianto, o adattamento, di
un fabbricato ad uso di deposito di materie esplosive.
- L'ultimo comma dell'art. 83 del regolamento per
l'esecuzione del testo unico delle leggi di pubblica
sicurezza cosi' recita: "Il Ministro dell'interno, sentito
il parere della commissione consultiva per le sostanze
esplosive e infiammabili, ha facolta' di apportare
variazioni od aggiunte agli allegati stessi".
Note al dispositivo:
- Si riporta la formula prevista dalla lettera c) del n.
4 (capitolo I dell'allegato B):
d = K / C in cui d, e' la distanza in metri da
ricercarsi; C e' il quantitativo di esplosivo, espresso in
chilogrammi contenuto nel magazzino e K e' un coefficiente
numerico che varia con la natura dell'esplosivo i cui
valori sono:
Detonatori e capsule al fulminato od all'azoturo di piombo
ed argento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . K =1.5
Dinamite a base di nitroglicerina, balistite in polvere od
in grani tanto minuti da servire per inneschi, esplosivi al
clorato e perclorato, pentrite e T4 con meno del 12% di
acqua o del 4% di sostanze flemmatizzanti non volatili,
bombe chiuse senza il detonatore primario, acido picrico e
sue miscele . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . K = 0,5
Tritolo, pentrite e T 4 con almeno il 12% di acqua, oppure
con almeno il 4% di sostanze flemmatizzanti non volatili,
se allo stato secco, esplosivi risultanti da miscele di
nitrati con o senza tritolo, polveri di lancio alla
nitroglicerina ed alla nitrocellulosa, polvere nera ed in
genere esplosivi della 1ª categoria . . . . . . . . K = 0,4
- Il testo della lettera b) del n. 4 del capitolo IV
(allegato B) e' il seguente:
"b) il fabbricato deve essere costruito in muratura, a un
solo piano, col tetto come indicato alla lettera d) del n.
6 del cap. 1, e che nessuna parte del deposito puo' essere
destinato ad uso di abitazione.
Ove possibile, ed allo scopo di creare un'efficace difesa
antiaerea, i magazzini per la conservazione delle sostanze
esplosive possono essere situati in grotte avvertendo pero
che gli sbocchi delle gallerie di accesso ai vari
magazzini, non debbono essere rivolti verso sbocchi di
altre gallerie, ne' verso strade, opifici, abitati, ecc. In
questo caso le distanze che debbono intercedere tra i vari
magazzini, e quelle che debbono separarli da strade,
opifici, abitanti, ecc., potranno essere ridotte ad un
quarto di quelle risultanti dalla applicazione delle norme
sopra indicate".
- Si trascrive il testo del paragrafo 2 dell'appendice
tecnica dell'allegato D:
2. - Rete di conduttori costituenti lo schermo
circolare. I punti principali da considerare sono:
l'ampiezza delle maglie della rete e la disposizione
dei conduttori che la formano;
la natura dei conduttori;
le loro dimensioni;
i collegamenti nei punti di incrocio;
la loro sistemazione rispetto alle pareti
dell'edificio o rispetto all'impianto da proteggere.
L'ampiezza delle maglie si terra' minore nella parte
superiore dello schermo reticolare. I valori consigliabili
dipendono largamente dal grado di sicurezza che si vuole
raggiungere (paragrafo 1), della presente appendice, in
relazione alla natura degli oggetti da proteggere, alla
posizione dell'edificio ed alla frequenza locale delle
scariche atmosferiche. Nei casi normali di edifici fuori
dell'abitato, e' generalmente sufficiente che la rete
principale dei conduttori sia costituita da maglie di
ampiezza non superiore ai 50 mq in corrispondenza alla
parte superiore dell'edificio ed mq 150 in corrispondenza
alle facciate verticali; cifre da intendere come ordine di
grandezza piuttosto che come indicazioni tassative (la
figura va intesa come figura di carattere schematico, non
di carattere esecutivo; che, a seconda delle circostanze,
le maglie della gabbia di protezione dovranno essere di
ampiezza maggiore o minore di quanto appaia dalla figura
stessa). Nei casi di edifici facenti parte di importanti
agglomerazioni edilizie, sono ammissibili maglie di
ampiezza maggiore di quella corrispondente alle cifre di
cui sopra, specie in corrispondenza alle facciate
verticali; salvo pero' che si tratti di costruzioni
notevolmente piu' elevate (torri, campanili, camini, torri
di sostegno, ecc.) di quelle adiacenti; sara' allora il
caso, invece, di adottare maglie di ampiezza maglie di
ampiezza minore, specie nella parte piu' alta. Sara' pure
necessario ricorrere a maglie di ampiezza minore quando si
tratti di edifici (o costruzioni, in genere) nei quali si
lavorano, si manipolano o si conservano sostanze esplosive
o molto facilmente infiammabili (come etere, solfuro di
carbonio, ecc.), allo scopo di ottenere (paragrafo 1) della
presente appendice, che la distanza minima fra ogni oggetto
od apparecchio da proteggere ed i conduttori piu' vicini
dello schermo reticolare non sia inferiore al lato del
quadrato di area equivalente a quella delle maglie piu'
vicine a ciascun oggetto. Per ottenere l'infittimento delle
maglie senza una spesa eccessiva, potra' anche ricorrersi
alla suddivisione delle maglie sopra indicate (costituite
dall'incrocio della rete principale di conduttori) mediante
conduttori di sezione minore (conduttori secondari).
Si cerchera' di dare alla rete la struttura piu' semplice
e regolare possibile; quando, per altro, siano da
rispettare esigenze estetiche, si potranno tendere i
conduttori, per renderli poco visibili, lungo le linee
principali, architettoniche o costruttive, dell'edificio,
malgrado ne possa risultare qualche irregolarita' nella
ampiezza o disposizione delle maglie.
I conduttori verticali dello schermo reticolare che
scendono lungo le pareti dell'edificio dovranno essere
collegati, nella loro parte inferiore, da un conduttore ad
andamento orizzontale (C; figura) che giri intorno
all'edificio e che termini inferiormente, per cosi' dire,
la gabbia. Tale conduttore potra' trovarsi poco sopra il
livello del suolo, oppure essere addirittura immerso nel
terreno; in entrambi i casi, si dovra' curare (con
precauzioni analoghe a quelle che verranno consigliate a
proposito dei collegamenti fra spandenti e schermo
reticolare, come al seguente paragrafo 3), che il
conduttore ed i suoi collegamenti non siano facilmente
soggetti a deperimento, manomissione o guasti.
La natura del materiale adoperato per i conduttori ha
relativamente poca influenza sul loro comportamento
rispetto alle scariche atmosferiche; interessa pero' che si
tratti di materiali i quali, tenuto conto delle circostanze
locali, siano poco alterabili col tempo (a causa della loro
natura o delle loro dimensioni trasversali). Quanto alla
forma della sezione, sono preferibili quelle forme alle
quali corrisponda una superficie di conduttore
relativamente grande rispetto all'area della sezione
trasversale, sicche', le strisce, le piattine, i tubi, i
profilati sono preferibili ai conduttori cilindrici pieni.
In definitiva, per i conduttori principali dello schermo
reticolare e' consigliabile il ferro zincato (o stagnato),
sotto forma di piattine aventi uno spessore non inferiore a
2 millimetri ed una sezione non minore di circa 75 mmq
nella parte dello schermo al disopra del tetto, e non
minore di circa 50 mmq per i conduttori residui dello
schermo; sezioni un po' inferiori potranno usarsi solo nel
caso di schermi e maglie assai fitte. Potranno adoperarsi
anche conduttori in rame od in uno degli acciai
inossidabili oggi in commercio; questi materiali, piu'
costosi, rendono piu' sicura la conservazione nel tempo
dell'impianto, ma sono piu' soggetti (specie il rame) alle
manomissioni.
I collegamenti dei conduttori fra di loro (per ottenere
le necessarie lunghezze) nei punti d'incrocio vanno fatti
con grande cura. La saldatura produce il migliore contatto
elettrico; ma da sola, all'aria libera, non da' sufficienti
garanzie di durata. Sono quindi preferibili le chiodature e
le bullonature; tanto piu' che, se ben fatte, il contatto
elettrico, al quale danno luogo e' piu' che sufficiente,
tenuto conto della natura delle correnti che si tratta di
condurre. La migliore soluzione, quando sia possibile, e'
naturalmente quella di saldare e chiodare (o bullonare);
altrimenti, chiodare (o bullonare) soltanto. Negli incroci,
bastera' un solo chiodo (o bullone); nelle giunzioni, ne
occorrono almeno due. I conduttori a piattina si prestano
molto bene per questi collegamenti; per conduttori tubolari
occorrono invece giunzioni a manicotto filettato, piu'
costose.
Non vi e' motivo di isolare i conduttori della gabbia di
protezione dalle pareti dell'edificio o dal tetto (anzi, e'
necessario collegarli con le masse metalliche vicine che si
trovassero nell'edificio); pero', il contatto diretto con
le pareti nuoce alla conservazione dei conduttori,
soprattutto a causa della umidita' che rimane facilmente
fra conduttore e parete e della eventuale azione chimica,
sopra i conduttori, dei materiali da costruzione. La
migliore soluzione, quando ragioni estetiche lo permettano,
e' quella di tenere i conduttori leggermente discosti dalla
costruzione (possono bastare anche pochi centimetri), con
quegli artifici che le circostanze possano suggerire
(frequenza dei sostegni, interposizione a intervalli
regolari di sostanze chimicamente neutre, ecc.) senza pero'
curare l'isolamento elettrico.
E' importante che i piegamenti dei conduttori, quando
occorrano (per passare dalla parte superiore della gabbia
di protezione alle parti verticali, per seguire le linee
costruttive dell'edificio, ecc.), vengano fatti
gradatamente, ad arco anziche' bruscamente; piegature fatte
presso a poco ad arco di cerchio, del raggio di circa un
paio di decimetri, sono gia' soddisfacenti.
Quando si voglia realizzare ogni possibile economia di
impianto e le circostanze si prestino, si potranno
utilizzare, come conduttori della gabbia, anche le masse
metalliche che gia' l'edificio avesse verso l'esterno
(grondaie metalliche, tubi metallici di scolo), ma a patto
di controllare la loro continuita' elettrica e fare quanto
occorra per garantirne sicuramente il mantenimento.
L'aggiunta di punte metalliche o di fasci di punte alla
parte superiore dello schermo reticolare, non e' necessaria
ne' utile, per quanto non possa dirsi pericolosa ove il
resto dell'impianto sia ben fatto. Ove si volesse un grado
assai elevato di protezione, piuttosto che aggiungere delle
punte allo schermo, sarebbe assai preferibile raffittire le
maglie della parte superiore della rete.
Nei casi nei quali l'edificio avesse gia' la sua
superficie delle aste metalliche, o simili (specie nella
parte superiore: aste di bandiera, tubazioni metalliche,
ringhiere metalliche, ecc.) occorrerebbe controllarne la
continuita' elettrica e collegarle elettricamente in modo
sicuro con i conduttori piu' vicini delle gabbie.
Il testo del punto 2 del capitolo VIII (Sicurezza esterna
ed interna) e' il seguente:
"2. - Gli esplosivi e manufatti esplosivi debbono
classificarsi a seconda che, per la loro natura chimica,
per il loro confezionamento (in casse, in proiettili, ecc.)
per la lavorazione che stanno subendo (fusione,
compressione, ecc.), possono:
a) detonare, provocando, per urto esplosivo, danni a
fabbricati e materiali, o scoppio, per influenza, di altre
masse di esplosivo;
b) detonare, proiettando schegge e rottami capaci di
produrre gravi danni a fabbricati, materiali e persone;
c) incendiarsi e comunicare il fuoco a materiali.
I singoli locali debbono, percio', essere distanziati e
protetti tenendo conto della natura e della quantita'
dell'esplosivo o manufatto esplosivo che contengono,
nonche' delle speciali lavorazioni che nei locali stessi si
compiono".
- Il testo del punto 2 del capitolo XIII (Disposizioni
finali e transitorie) e' il seguente:
"2. - Gli stabilimenti, le fabbriche, i depositi di
esplosivi ed i cantieri di scaricamento, ripristino e
caricamento proiettili gia' esistenti, possono rimanere in
esercizio nello stato in cui si trovano, non trascurando
tuttavia di apportare in essi, nei limiti del possibile, le
migliorie stabilite dalle presenti norme.
Dovranno pero' essere al piu' presto attuate le
provvidenze prescritte contro gli incendi.
In caso di importanti trasformazioni o radicali
modificazioni nei reparti esistenti dovranno essere
osservate le prescrizioni del presente allegato".