Con decreti del Presidente della Repubblica in data 17 marzo 1995,
sulla proposta del Ministro della difesa, sono state conferite le
seguenti ricompense al valore dell'Esercito:
Medaglie d'argento
Alla bandiera di guerra del 2 reggimento Bersaglieri con la
motivazione: "Inquadrato nelle forze del contingente italiano
impegnato in Somalia per le operazioni di soccorso e protezione alla
popolazione, nonostante le oggettive difficolta' ambientali, si
prodigava con totale dedizione ed elevata professionalita' nella
delicatissima e pericolosa missione. Operando in condizioni estreme
di sicurezza, i suoi uomini hanno sempre confermato sia in attivita'
di controllo del territorio, sia in azioni di rastrellamento per la
ricerca d'armi sia in operazioni antibanditismo e/o scorte a convogli
umanitari, elevate capacita' operative, altissimo senso del dovere e
coraggio non comune. Coinvolto in conflitti a fuoco, reagiva sempre
con efficacia, dimostrando in ogni circostanza la capacita' di
discriminare e graduare le reazioni del proprio personale evitando
cosi' inutili spargimenti di sangue. La fierezza, l'orgoglio e la
certezza di portare vitale soccorso umanitario ad una popolazione
disperata e la necessita' di ridare ordine ad un Paese martoriato
dalla guerra civile sono state le motivazioni che ne hanno
contraddistinto l'operato. Chiaro esempio di grande perizia ed
estremo valore che hanno concorso ad elevare e nobilitare il
prestigio dell'Esercito italiano". - Somalia, 30 giugno 1993 - 8
ottobre 1993.
Alla bandiera di guerra del 3 reggimento Bersaglieri con la
motivazione: "Inquadrato nelle forze del contingente italiano
impegnato in Somalia per le operazioni di soccorso e protezione alla
popolazione. Nonostante le oggettive difficolta' ambientali, si
prodigava con totale dedizione ed elevata professionalita' nella
delicatissima e pericolosa missione. Operando in condizioni estreme
di sicurezza, i suoi uomini hanno sempre confermato sia in attivita'
di controllo del territorio, sia in azioni di rastrellamento per la
ricerca d'armi sia in operazioni antibanditismo e/o scorte a convogli
umanitari, elevate capacita' operative, altissimo senso del dovere e
coraggio non comune. Coinvolto in conflitti a fuoco, reagiva sempre
con efficacia, dimostrando in ogni circostanza la capacita' di
discriminare e graduare le reazioni del proprio personale evitando
cosi' inutili spargimenti di sangue. La fierezza, l'orgoglio e la
certezza di portare vitale soccorso umanitario ad una popolazione
disperata e la necessita' di ridare ordine ad un Paese martoriato
dalla guerra civile sono state le motivazioni che ne hanno
contraddistinto l'operato. Chiaro esempio di grande perizia ed
estremo valore che hanno concorso ad elevare e nobilitare il
prestigio dell'Esercito italiano". - Somalia, 9 ottobre 1993 - 22
gennaio 1994.
Alla bandiera di guerra del 6 reggimento Bersaglieri con la
motivazione: "Inquadrato nelle forze del contingente italiano
impegnato in Somalia per le operazioni di soccorso e protezione alla
popolazione, nonostante le oggettive difficolta' ambientali, si
prodigava con totale dedizione ed elevata professionalita' nella
delicatissima e pericolosa missione. Operando in condizioni estreme
di sicurezza, i suoi uomini hanno sempre confermato sia in attivita'
di controllo del territorio, sia in azioni di rastrellamento per la
ricerca d'armi, sia in operazioni antibanditismo e/o scorte a
convogli umanitari, sia infine durante le fasi di abbandono delle
posizioni di Belet Wein e Bulo Burti, elevate capacita' operative,
altissimo senso del dovere e coraggio non comune. Piu' volte
coinvolte in conflitti a fuoco, le sue unita' reagivano sempre con
efficacia, dimostrando in ogni circostanza la capacita' di
discriminare e graduare le reazioni del proprio personale evitando
cosi' inutili spargimenti di sangue. La fierezza, l'orgoglio e la
certezza di portare vitale soccorso umanitario ad una popolazione
disperata e la necessita' di ridare ordine ad un Paese martoriato
dalla guerra civile sono state le motivazioni che ne hanno
contraddistinto l'operato. Chiaro esempio di grande perizia ed
estremo valore che hanno concorso ad elevare e nobilitare il
prestigio dell'Esercito italiano". - Somalia, 30 novembre 1993 - 24
febbraio 1994.
Alla bandiera di guerra del 78 reggimento Fanteria "Lupi di
Toscana" con la motivazione: "Inquadrato nelle forze del contingente
italiano impegnato in Somalia per le operazioni di soccorso e
protezione alla popolazione, nonostante le oggettive difficolta'
ambientali, si prodigava con totale dedizione ed elevata
professionalita' nella delicatissima e pericolosa missione. Operando
in condizioni estreme di sicurezza, i suoi uomini hanno sempre
confermato sia in attivita' di controllo del territorio, sia in
azioni di rastrellamento per la ricerca d'armi sia in operazioni
antibanditismo e/o scorte a convogli umanitari, spiccate capacita'
operative, altissimo senso del dovere e coraggio non comune. In
particolare, il giorno 9 ottobre 1993 veniva coinvolto in un
conflitto a fuoco di particolare intensita', a seguito del
rinvenimento di un ingente quantitativo di armi e munizioni. In tale
circostanza l'unita' reagiva con immediatezza ed efficacia,
dimostrava capacita' di discriminare e graduare le reazioni del
proprio personale tenendo in tal modo un contegno esemplare che
consentiva di evitare inutili spargimenti di sangue tra la
popolazione somala. La fierezza, l'orgoglio e la certezza di portare
vitale soccorso umanitario ad una popolazione disperata e la
necessita' di ridare ordine ad un Paese martoriato dalla guerra
civile sono state le motivazioni che ne hanno contraddistinto
l'operato anche se svolto esponendo la vita a manifesto rischio.
Chiaro esempio di grande perizia ed estremo valore che hanno concorso
ad elevare e nobilitare il prestigio dell'Esercito italiano". -
Somalia, 20 agosto 1993 - 4 dicembre 1993.
Al serg. magg.f.par. Giovanni F. Bozzini, nato il 9 ottobre 1964 a
Firenze, con la motivazione: "Giovane sottufficiale, facente parte
del contingente militare italiano 'Ibis' impegnato nella operazione
umanitaria ONU di 'Peace Keeping', in Somalia, partecipava
all'operazione 'Canguro 11' che prevedeva il rastrellamento di un
quartiere della citta' di Mogadiscio. Nel corso dei successivi
combattimenti, proditoriamente innescati da miliziani somali, si
distingueva per indomito coraggio ed elevate doti professionali,
reagendo con risolutezza ed efficacia al fuoco degli elementi nemici
che piu' direttamente minacciava le forze nazionali. Successivamente
si prodigava con sprezzo del pericolo e nobile generosita' nell'opera
di soccorso ad alcuni paracadutisti rimasti gravemente feriti
all'interno di un mezzo colpito da un razzo controcarro. Chiaro
esempio di alto senso del dovere, elevate doti di ardimento e
ammirevole altruismo". - Mogadiscio (Somalia), 2 luglio 1993.
Al serg.f.par. Francesco Calvisi, nato il 31 agosto 1971 a Nuoro,
con la motivazione: "Giovane sottufficiale, facente parte del
contingente militare italiano 'Ibis' impegnato nella operazione
umanitaria ONU di 'Peace Keeping', in Somalia, il 2 luglio 1993,
ricevuto il compito di scortare con la propria squadra il movimento
di una ambulanza, veniva fatto oggetto di un proditorio agguato nei
pressi di un quartiere di Mogadiscio in cui erano in corso scontri a
fuoco tra miliziani somali e forze italiane. Accerchiato dagli
avversari, con lucida determinazione coordinava l'azione dei propri
uomini, organizzando la difesa e riuscendo a fronteggiare
l'incessante fuoco nemico per circa un'ora. Durante il combattimento,
resosi conto che uno dei paracadutisti aveva riportato una seria
ferita alla gamba, usciva coraggiosamente allo scoperto per porlo al
riparo e prestargli le prime cure. Con il sopraggiungere di una
pattuglia corazzata inviata in rinforzo, riusciva a sganciarsi ed a
ricongiungersi con il grosso del reparto. Chiaro esempio di alto
senso del dovere, elevate doti d'ardimento e ammirevole generosita'".
- Mogadiscio (Somalia), 2 luglio 1993.
Al mar.ord. CC par. Pasquale Cinelli, nato il 16 aprile 1959 a
Paola (Cosenza), con la motivazione: "Comandante di squadra CC par.,
facente parte del contingente militare italiano 'Ibis' impegnato
nell'operazione umanitaria ONU di 'Peace Keeping', in Somalia,
incaricato di pilotare un VCC addetto al recupero dei feriti in
occasione di un cruento scontro a fuoco con guerriglieri somali, si
prodigava con grande coraggio, perizia e generosita', reiterando le
sortite nell'area della battaglia per portare in salvo numerosi
feriti verso le aree di sgombero. la sua azione tempestiva ed
inesauribile, protrattasi per piu' ore sotto intenso fuoco avversario
da cui veniva fatto segno risultava determinante per l'evacuazione
dei feriti piu' gravi. Fulgido esempio di virtu' militari, coraggio,
determinazione ed altissimo senso del dovere". - Mogadiscio
(Somalia), 2 luglio 1993.
Al serg. magg.f.par. Daniele Criscuolo, nato il 3 luglio 1968 a
Livorno, con la motivazione: "Sottufficiale incursore paracadutista,
facente parte del contingente militare italiano 'Ibis' impegnato
nell'operazione umanitaria ONU di 'Peace Keeping', in Somalia, il 2
luglio 1993, nello sganciamento delle forze italiane dalla zona
dell'agguato perpetrato da guerriglieri somali, si prodigava con
generosita' nel soccorrere un commilitone gravemente ferito sotto il
fuoco nemico e a trasportarlo fino al mezzo di soccorso a rischio
della propria vita. Fulgido esempio di cameratismo, spirito di corpo,
solidarieta' umana, elevate virtu' militari e sprezzo del pericolo".
- Mogadiscio (Somalia), 2 luglio 1993.
Al c.le par. Carmelo Mandolfo, nato il 24 agosto 1973 a Ragusa,
con la motivazione: "Caporale paracadutista di leva, facente parte
del contingente militare italiano 'Ibis' impegnato nell'operazione
umanitaria ONU di 'Peace Keeping', in Somalia, partecipava con il 183
reggimento paracadutisti 'Nembo' in qualita' di pilota VCC,
all'operazione 'Canguro 11' che prevedeva il rastrellamento di un
quartiere della citta' di Mogadiscio. Coinvolto nei successivi
combattimenti proditoriamente condotti da miliziani somali contro le
forze italiane, si distingueva per il coraggio, la prontezza e la
perizia con cui acquisiva, sotto un'intensa reazione avversaria, la
posizione piu' idonea per un efficace impiego dell'armamento di
bordo. Sebbene coinvolto nell'esplosione di un razzo controcarro che
aveva colpito il proprio mezzo provocando numerose e gravi perdite
tra l'equipaggio, conservava una lucida risolutezza che gli
consentiva di sottrarsi alla minaccia avversaria e di garantire ai
feriti un sollecito soccorso. Successivamente, pur consapevole dei
rischi personali a cui andava incontro nell'attraversare un'area
sottoposta ad un incessante fuoco nemico, si prodigava per
trasportare alla piu' vicina struttura sanitaria nazionale i feriti
piu' gravi. Chiaro esempio di sprezzo del pericolo, alto senso del
dovere e di nobile generosita'". - Mogadiscio (Somalia), 2 luglio
1993.
Al ten. CC par. Francesco Marra, nato il 31 gennaio 1962 a
Palermo, con la motivazione: "Ufficiale comandante di plotone CC
par., facente parte del contingente militare italiano 'Ibis'
impegnato nell'operazione umanitaria ONU di 'Peace Keeping', in
Somalia, in occasione di un violento combattimento con guerriglieri
somali, veniva impiegato quale vicecomandante di un reparto di
carabinieri paracadutisti incaricato di raggiungere la zona degli
scontri per portare soccorso. Impegnato in tre ore di combattimento
si prodigava con slancio, abilita' e coraggio per il buon esito della
missione, fornendo con il proprio VCC sostegno e copertura ad
un'azione degli incursori del 9 btg. d'assalto paracadutisti. In fase
di rientro, il suo mezzo da combattimento veniva investito da intenso
fuoco avversario che colpiva in modo grave il mitragliere di bordo.
Prontamente l'ufficiale chiedeva l'intervento di un elicottero per
l'evacuazione medica e faceva trasportare il ferito in area di
sgombero. Tale tempestivita' risultava determinante per la salvezza
del ferito. Fulgido esempio di alte virtu' militari, capacita' di
comando, coraggio, determinazione ed altissimo senso del dovere". -
Mogadiscio (Somalia), 2 luglio 1993.
Al mar.ord. CC par. Elia Passero, nato il 19 febbraio 1956 a
Napoli, con la motivazione: "Sottufficiale comandante di squadra CC
par., facente parte del contingente militare italiano 'Ibis'
impegnato nell'operazione umanitaria ONU di 'Peace Keeping', in
Somalia, in occasione di un violento scontro a fuoco con guerriglieri
somali, veniva incaricato di partecipare all'operazione di sgombero
dei feriti dalla zona dove la battaglia era piu' cruenta. Si
prodigava in tale azione con coraggio, determinazione e ferrea
volonta', ponendo in salvo numerosi feriti. Terminata l'operazione di
sgombero, ritornava nella zona del combattimento per cooperare al
disimpegno delle altre forze italiane sul luogo, abbandonata fra gli
ultimi sotto intenso fuoco avversario. Fulgido esempio di alte virtu'
militari, capacita' di comando, coraggio, determinazione ed altissimo
senso del dovere". - Mogadiscio (Somalia), 2 luglio 1993.
Al par. Renzo Polifrone, nato il 5 gennaio 1973 in Venezuela, con
la motivazione: "Paracadutista di leva, facente parte del contingente
militare italiano 'Ibis' impegnato nell'operazione umanitaria ONU di
'Peace Keeping', in Somalia, il 2 luglio 1993 partecipava con il 183
reggimento paracadutisti 'Nembo' in qualita' di pilota VCC,
all'operazione 'Canguro 11' che prevedeva il rastrellamento di un
quartiere della citta' di Mogadiscio. Coinvolto nei successivi
combattimenti proditoriamente condotti da miliziani somali contro le
forze italiane, si distingueva per il coraggio, la prontezza e la
perizia con cui acquisiva, sotto un'intensa reazione avversaria, la
posizione piu' idonea per un efficace impiego dell'armamento di
bordo. Mentre con il proprio carro si accingeva a raggiungere
nuovamente la zona degli scontri dopo aver provveduto alla
evacuazione di alcuni militari rimasti feriti, resosi conto che
l'ufficiale capo carro era stato gravemente colpito da un cecchino
somalo, assumeva con lucida risolutezza l'iniziativa e riusciva a
ricongiungersi con il reparto. Ivi giunto veniva incaricato di
effettuare un ulteriore sgombero di feriti e, incurante dei rischi
personali a cui andava incontro per l'incessante fuoco nemico,
assolveva con immutata determinazione il compito assegnatogli. Chiaro
esempio di ammirevole altruismo, elevato senso del dovere e non
comune sprezzo del pericolo". - Mogadiscio (Somalia), 2 luglio 1993.
Al ten.col.f. par. Alessandro Puzzilli, nato il 14 febbraio 1951 a
Tivoli (Roma), con la motivazione: "Comandante di battaglione
paracadutisti, facente parte del contingente militare italiano
'Ibis', impegnato nell'operazione umanitaria ONU di 'Peace Keeping',
in Somalia, era costantemente alla testa dei propri uomini con i
quali condivideva i disagi ed i pericoli. Con la continuita' di
presenza e la serenita' di comportamento, suscitava l'ammirazione dei
paracadutisti ed affrontava con elevatissimo spirito di corpo ed
ammirevole sacrificio le difficolta' ambientali ed operative. Durante
uno scontro a fuoco, inoltre, con serena e previdente azione di
comando, coordinava lo sganciamento dei propri uomini limitando le
perdite e rimanendo egli stesso leggermente ferito. Chiaro esempio di
capacita' di comando ed altissimo senso del dovere". - Mogadiscio
(Somalia), 5 luglio 1993.
Al cap. CC par. Giovanni Truglio, nato il 25 novembre 1959 a
Sant'Agata di Esaro (Cosenza) con la motivazione: "Comandante di
distaccamento CC par. durante l'operazione 'Ibis' in Somalia, in
occasione di un violento combattimento contro formazioni somale
ribelli, accorreva a dar manforte ai reparti che si trovavano sotto
il fuoco nemico. Con grande valentia manovrava le sue unita' mobili
disciplinando il movimento ed erogando un efficace fuoco che
consentiva di eliminare le resistenze nemiche e permetteva alle forze
amiche di sottrarsi alle insidie avversarie. Continuava la sua azione
svolgendo anche una meritoria opera di soccorso ai feriti gravi e
garantendo la sicurezza del dispositivo nella fase finale del
ripiegamento. Mirabile esempio di elevate virtu' militari, capacita'
di comando, coraggio, determinazione ed altissimo senso del dovere".
- Mogadiscio (Somalia), 2 luglio 1993.
Medaglie di bronzo:
Al serg. magg.f. par. Giovanni Bassetti, nato il 5 agosto 1962 a
Tredozio (Forli'), con la motivazione: "Sottufficiale incursore
paracadutista, facente parte del contingente militare italiano 'Ibis'
impegnato nell'operazione umanitaria ONU di 'Peace Keeping', in
Somalia, inquadrato nel reparto incursori paracadutisti impegnato il
2 luglio 1993 nello sganciamento delle forze italiane dalla zona
dell'agguato perpetrato da guerriglieri somali, si prodigava con
grande coraggio, perizia e generosita' nell'area della battaglia. La
sua azione tempestiva ed inesauribile protrattasi per piu' ore sotto
l'intenso fuoco nemico da cui veniva fatto segno, risultava
determinante per la positiva conclusione dell'azione, senza ulteriore
spargimento di sangue. Ha evidenziato professionalita', senso del
dovere, coraggio e sprezzo del pericolo ed ha suscitato con tale
comportamento l'ammirazione dei commilitoni ed il consenso dei
superiori. Chiarissimo esempio di soldato che ha dato lustro alla
Brigata 'Folgore' ed all'Esercito italiano". - Mogadiscio (Somalia),
2 luglio 1993.
Al s.ten.f. par. Romeo Carbonetti, nato l'8 febbraio 1967 a
Viterbo, con la motivazione: "Ufficiale comandante di plotone
paracadutisti, facente parte del contingente militare italiano 'Ibis'
impegnato nell'operazione umanitaria ONU di 'Peace Keeping', in
Somalia, partecipava con il 183 reggimento paracadutisti 'Nembo'
all'operazione 'Canguro 11' che prevedeva il rastrellamento di un
quartiere di Mogadiscio. Nel corso del successivo attacco che i
miliziani somali sferravano proditoriamente contro le forze italiane,
si distingueva per indomito coraggio ed elevate doti professionali.
Spintosi con i suoi paracadutisti dove piu' intensa era la pressione
nemica, si prodigava per contrastarla riuscendo infine a fiaccarla
con una precisa ed efficace azione di fuoco. Con gagliarda ed
eccezionale audacia si esponeva ove maggiore era il pericolo e
trascinava, con la virtu' dell'esempio, i suoi uomini durante la fase
piu' cruenta del combattimento. Con la sua azione contribuiva
validamente allo sganciamento delle forze italiane evitando ulteriori
perdite di vite umane. Chiaro esempio di non comune coraggio, alto
senso del dovere ed elevate doti di ardimento".
Al serg.f. par. Alessandro Dell'Avvocata, nato il 24 febbraio 1972
a Nettuno (Roma), con la motivazione: "Giovane sottufficiale
comandante di squadra paracadutisti, facente parte del contingente
militare italiano 'Ibis' impegnato nell'operazione umanitaria ONU di
'Peace Keeping', in Somalia, ricopriva l'incarico di comandante di un
check-point dislocato in un quartiere di Mogadiscio nei pressi del
quale si sviluppavano violenti scontri a fuoco tra miliziani somali e
forze italiane. In tale circostanza si distingueva per l'indomito
coraggio, le elevate doti professionali e la lucida risolutezza con
cui coordinava gli uomini posti alle sue dipendenze, portandosi di
volta in volta dove piu' intensa e pericolosa si sviluppava l'azione
avversaria. All'atto del ripiegamento recuperava sotto il fuoco
nemico alcuni mezzi rimasti abbandonati nelle fasi piu' concitate del
combattimento. Chiaro esempio di senso del dovere, sprezzo del
pericolo ed elevate doti d'artimento". - Mogadiscio (Somalia), 2
luglio 1993.
Al serg. magg.f.par. Massimo Di Quinzio, nato l'11 novembre 1965 a
Tivoli (Roma), con la motivazione: "Sottufficiale incursore
paracadutista, facente parte del contingente militare italiano 'Ibis'
impegnato nell'operazione umanitaria ONU di 'Peace Keeping', in
Somalia, inquadrato nel reparto incursori paracadutisti impegnato il
2 luglio 1993 nello sganciamento delle forze italiane dalla zona
dell'agguato perpetrato da guerriglieri somali, si prodigava con
grande coraggio, perizia e generosita' nell'area della battaglia. La
sua azione tempestiva ed inesauribile protrattasi per piu' ore sotto
l'intenso fuoco nemico da cui veniva fatto segno, risultava
determinante per la positiva conclusione dell'azione, senza ulteriore
spargimento di sangue. Ha evidenziato professionalita', senso del
dovere, coraggio e sprezzo del pericolo ed ha suscitato con tale
comportamento l'ammirazione dei commilitoni ed il consenso dei
superiori. Chiarissimo esempio di soldato che ha dato lustro alla
brigata 'Folgore' ed all'Esercito italiano". - Mogadiscio (Somalia),
2 luglio 1993.
Al serg. magg.f.par. Marco Di Sarra, nato il 18 aprile 1963 a
Terni, con la motivazione: "Sottufficiale incursore paracadutista,
facente parte del contingente militare italiano 'Ibis' impegnato
nell'operazione umanitaria ONU di 'Peace Keeping', in Somalia,
inquadrato nel reparto incursori paracadutisti impegnato il 2 luglio
1993 nell'agguato perpetrato da guerriglieri somali, si prodigava con
grande coraggio e generosita' nell'area della battaglia. La sua
azione tempestiva ed inesauribile protrattasi per piu' ore sotto
l'intenso fuoco nemico da cui veniva fatto segno, risultava
determinante per la positiva conclusione dell'azione, senza ulteriore
spargimento di sangue. Ha evidenziato professionalita', senso del
dovere, coraggio e sprezzo del pericolo ed ha suscitato con tale
comportamento l'ammirazione dei commilitoni ed il consenso dei
superiori. Chiarissimo esempio di soldato che ha dato lustro alla
brigata 'Folgore' ed all'Esercito italiano". - Mogadiscio (Somalia),
2 luglio 1993.
Al magg.f.par. Pietro Claudio Marini, nato il 13 agosto 1949 a
Fivizzano (Massa Carrara), con la motivazione: "Vice comandante della
base operativa incursori, facente parte del contingente militare
italiano 'Ibis' impegnato nell'operazione umanitaria ONU di 'Peace
Keeping', in Somalia, il 2 luglio 1993, durante lo sganciamento delle
forze italiane dalla zona dell'agguato perpetrato da guerriglieri
somali, riceveva l'ordine di portarsi nella zona dei combattimenti
per fronteggiare la situazione e favorire il deflusso dei mezzi.
Nonostante il fuoco di fucileria che da posizione favorevole batteva
i mezzi italiani bloccati sulla strada, concepiva, organizzava ed
attuava, per i distaccamenti operativi al suo comando, un'operazione
di fissaggio ed aggiramento al fine di neutralizzare le sorgenti di
fuoco nemiche. Nel corso di tale ardita azione si evidenziava per
spirito d'iniziativa, coraggio e determinazione. In particolare
coordinava e conduceva un'efficace azione di rastrellamento sotto
intenso fuoco nemico. Fatta defluire una prima colonna di mezzi
italiani riordinava i propri distaccamenti e si riportava sul luogo
dei combattimenti al fine di far defluire le rimanenti forze italiane
senza ulteriori perdite. Fulgido esempio di elette virtu' militari,
senso del dovere e sprezzo del pericolo". - Mogadiscio (Somalia), 2
luglio 1993.
Al car. par. Marco Menicucci, nato il 10 gennaio 1968 a Pontedera
(Pisa), con la motivazione: "Carabiniere paracadutista addetto al
nucleo di polizia facente parte del contingente militare italiano
'Ibis' impegnato nell'operazione umanitaria ONU di 'Peace Keeping',
in Somalia, la sera del 9 luglio 1993, durante l'espletamento di un
servizio di carattere operativo-informativo, veniva fatto segno da
numerosi colpi d'arma da fuoco a seguito di un agguato perpetrato da
guerriglieri somali. Per tutta la durata dell'azione si batteva con
coraggio, determinazione e sprezzo del pericolo. Durante la fase di
ripiegamento veniva ferito da un miliziano somalo. Soccorso dai
commilitoni manteneva comportamento sereno dando prova di grande
forza d'animo, coraggio ed elette virtu' militari". - Mogadiscio
(Somalia), 9 luglio 1993.
Al cap.f.par. Emilio Ratti, nato l'8 agosto 1957 a Santo Stefano
di Magra (La Spezia), con la motivazione: "Capo ufficio operazioni
del raggruppamento 'Bravo' facente parte del contingente militare
italiano 'Ibis' impegnato nell'operazione umanitaria ONU di 'Peace
Keeping', in Somalia, il 2 luglio 1993, partecipava all'operazione
'Canguro 11' che prevedeva il rastrellamento di un quartiere della
citta' di Mogadiscio. Nel corso dei successivi scontri, originati da
un proditorio attacco condotto da miliziani somali, metteva in luce
un indomito coraggio ed elevate doti professionali, coadiuvando il
comandante di reggimento nel coordinamento delle azioni volte a
contrastare l'attacco avversario. Successivamente, ricevuto il
compito di provvedere allo sgombero dei militari feriti, alcuni dei
quali in modo grave, si poneva a capo di un colonna di mezzi con i
quali, incurante dei gravi rischi a cui andava incontro per l'intenso
fuoco nemico, si distingueva per il coraggio e la perizia con cui
acquisiva, sotto la violenta azione avversaria, la posizione piu'
idonea per il recupero dei feriti. Manovrando i mezzi con capacita' e
lucida risolutezza, riusciva a raggiungere le piu' vicine strutture
sanitarie nazionali. Chiarissimo esempio di soldato, di capacita' di
comando, mirabile altruismo, sprezzo del pericolo ed elevate virtu'
militari". - Mogadiscio (Somalia), 2 luglio 1993.
Al par. Luciano Romagnoli, nato il 12 maggio 1972 a Torino, con la
motivazione: "Paracadutista di leva, facente parte del contingente
militare italiano 'Ibis' impegnato nella operazione umanitaria ONU di
'Peace Keeping', in Somalia, il 2 luglio 1993, veniva comandato a
prestare servizio su un check-point dislocato in un quartiere di
Mogadiscio notoriamente turbolento. Iniziati i combattimenti nei
pressi della posizione ad opera di numerosi miliziani somali, sebbene
la postazione del cui presidio era responsabile con altro militare
venisse fatta oggetto da intenso fuoco nemico, contrastava
efficacemente l'incessante azione avversaria per l'intera durata dei
combattimenti. Rimasto ferito, non dava segni di cedimento fisico e
morale ed abbandonava la postazione solo su ordine del suo diretto
comandante. Chiaro esempio di sprezzo del pericolo, elevato senso del
dovere e della disciplina". - Mogadiscio (Somalia), 2 luglio 1993.
Al mar. ord.f.par. Mario Vento, nato l'11 febbraio 1957 ad Alatri
(Frosinone), con la motivazione: "Sottufficiale incursore
paracadutista facente parte del contingente militare italiano 'Ibis',
impegnato nell'operazione umanitaria ONU di 'Peace Keeping', in
Somalia, inquadrato nel reparto incursori paracadutisti impegnato il
2 luglio 1993 nello sganciamento delle forze italiane dalla zona
dell'agguato perpetrato da guerriglieri somali, si prodigava con
grande coraggio, perizia e generosita' nell'area della battaglia. La
sua azione tempestiva ed inesauribile protrattasi per piu' ore sotto
l'intenso fuoco nemico cui veniva fatto segno, risultava determinante
per la positiva conclusione dell'azione, senza ulteriore spargimento
di sangue. Ha evidenziato professionalita', senso del dovere,
coraggio e sprezzo del pericolo ed ha suscitato con tale
comportamento l'ammirazione dei commilitoni ed il consenso dei
superiori. Chiarissimo esempio di soldato che ha dato lustro alla
brigata 'Folgore' ed all'Esercito italiano". - Mogadiscio (Somalia),
2 luglio 1993.