Agli assessorati alla sanita' delle
regioni a statuto ordinario e a
statuto speciale
Agli assessorati alla sanita'
delle province autonome di Trento
e Bolzano
Ai commissari di Governo presso le
regioni e le province autonome
Alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri
Al Ministero degli affari esteri
Al Ministero dell'interno
Al Ministero di grazia e giustizia
Al Ministero delle finanze
Al Ministero del tesoro, bilancio e
programmazione economica
Al Ministero della difesa
Al Ministero della pubblica
istruzione, dell'universita' e
della ricerca scientifica e
tecnologica
Al Ministero dei lavori pubblici
Al Ministero delle risorse
agricole, alimentari e forestali
Al Ministero delle comunicazioni
Al Ministero dell'industria, del
commercio e dell'artigianato
Al Ministero del lavoro e della
previdenza sociale
Al Ministero del commercio con
l'estero
Al Ministero dei trasporti e della
navigazione
Al Ministero per i beni culturali
ed ambientali
Al Ministero dell'ambiente
Al Dipartimento per la solidarieta'
sociale
Al Dipartimento per le pari
opportunita'
Al Dipartimento per la funzione
pubblica e gli affari regionali
Al Dipartimento del turismo
Al Dipartimento per lo spettacolo e
lo sport
Al Dipartimento per il
coordinamento della protezione
civile
Al Dipartimento per i problemi per
le aree urbane
Alla Croce rossa italiana - Sede
nazionale
Alla Federazione nazionale degli
ordini dei medici e degli
odontoiatri
Alla Federazione nazionale degli
ordini dei farmacisti
All'Istituto superiore di sanita'
All'I.S.P.E.S.L.
Agli uffici di sanita' marittima ed
aerea
All'ufficio di gabinetto
Ufficio studi e legislazione
Al Dipartimento della
programmazione
Al Dipartimento delle professioni
sanitarie, delle risorse umane e
tecnologiche in sanita' e della
assistenza sanitaria di competenza
statale
Al Dipartimento per la
valutazione dei medicinali e
la farmacovigilanza
Al Dipartimento degli alimenti e
della nutrizione e della sanita'
pubblica veterinaria
Al servizio per l'organizzazione,
il bilancio e per il personale
Al servizio per la vigilanza sugli
enti
Al servizio ispettivo centrale e
unita' di crisi
Al servizio per i rapporti
convenzionali con il Servizio
sanitario nazionale
Al servizio studi e documentazione
Al servizio per i rapporti
internazionali e per le
politiche comunitarie
Al servizio di controllo interno
Alla segreteria generale del
Consiglio superiore di sanita'
Al Comando antisofisticazioni e
sanita'
Il nuovo calendario delle vaccinazioni
obbligatorie e raccomandate per l'eta' evolutiva
Gli obiettivi adottati dall'ufficio regionale europeo
dell'Organizzazione mondiale della sanita' per la realizzazione
dell'obiettivo 5 (lotta alle malattie infettive) del piano "Salute
per tutti nel 2000" e del Programma esteso di immunizzazione (EPI)
sono stati sostanzialmente recepiti dal Piano sanitario nazionale per
il triennio 1998-2000.
Il Piano sanitario nazionale 1998-2000 "Un patto di solidarieta'
per la salute", approvato con decreto del Presidente della Repubblica
23 luglio 1998 (Gazzetta Ufficiale supplemento ordinario n. 228 del
10 dicembre 1998) individua, tra le aree prioritarie di intervento
dell'obiettivo II "Contrastare le principali patologie", la
prevenzione mediante vaccini delle malattie infettive per cui i
programmi di vaccinazioni di massa mostrano un rapporto
rischiobeneficio e costobeneficio favorevole.
In particolare, nel Piano sanitario nazionale 1998-2000, sono stati
definiti i seguenti obiettivi specifici:
raggiungimento nella popolazione di eta' inferiore a ventiquattro
mesi, anche immigrata, di coperture vaccinali pari o superiori al 95%
per le vaccinazioni contro difterite, tetano, poliomielite, epatite
B, morbillo, parotite, rosolia, pertosse, Haemophilus influenzae b ;
eradicazione del virus della poliomielite;
raggiungimento nella popolazione di eta' superiore a 64 anni, di
copertura vaccinale contro l'influenza pari o superiore al 75%.
Al fine di raggiungere e mantenere le coperture vaccinali adeguate
al controllo e all'eliminazione delle malattie bersaglio, cosi' come
indicato dal Piano sanitario nazionale, e' auspicabile il tempestivo
e costante coinvolgimento delle autorita' sanitarie centrali e
periferiche, degli operatori sanitari e dei cittadini, e l'adozione
di idonee misure e strumenti operativi.
Un nuovo calendario vaccinale, adeguato fra l'altro ad alcune
mutate situazioni epidemiologiche, puo' contribuire a perseguire gli
obiettivi proposti, facilitando inoltre l'accesso alle vaccinazioni e
di conseguenza una maggiore accettazione da parte degli interessati.
Ove avvalorato dalle conoscenze scientifiche sull'argomento, nella
definizione del nuovo calendario sono state tenuti in considerazione,
infatti, anche fattori pratici quali la disponibilita' di nuovi
vaccini combinati e la necessita' di snellire le procedure favorendo
l'operativita' dei servizi.
In quest'ottica, e' stata prevista l'utilizzazione, per
l'attuazione del programma nazionale di vaccinazioni per l'eta'
evolutiva, dei vaccini commercializzati in Italia anche secondo
schemi posologici diversi da quelli riportati nei relativi foglietti
illustrativi, purche' rispondenti ai protocolli di cui al decreto.
Per consentire il suo rapido aggiornamento in relazione ad
eventuali nuove esigenze epidemiologiche, il nuovo calendario delle
vaccinazioni per l'eta' evolutiva, elaborato nel corso dei lavori
della commissione di esperti in tema di vaccinazioni istituita con
decreto ministeriale 20 ottobre 1997, viene adottato tramite un
decreto ministeriale, i cui articoli sono di seguito illustrati.
Il calendario di vaccinazione. - Articolo 1.
Nell'art. 1 del decreto ministeriale 7 aprile 1999 viene
presentato, in forma schematica, il nuovo calendario delle
vaccinazioni obbligatorie e raccomandate per l'eta' evolutiva. Nello
schema vengono indicate le eta' piu' appropriate per l'inizio ed il
completamento del ciclo vaccinale di base nei nuovi nati, e per la
somministrazione di eventuali dosi di richiamo delle vaccinazioni
incluse nel programma nazionale di immunizzazione.
Vengono anche illustrati gli intervalli temporali accettabili per
la somministrazione, anche simultanea, dei vaccini, in modo da
assicurare la necessaria flessibilita' e semplicita' nelle operazioni
vaccinali.
La vaccinazione antidiftericatetanicapertossica. - Articolo 2.
L'art. 2 definisce nel dettaglio il calendario per l'esecuzione nei
nuovi nati della vaccinazione contro difterite, tetano e pertosse
(DTP).
L'impiego di vaccini contenenti in combinazione, oltre che
l'anatossina tetanica e quella difterica, anche la componente
pertossica (nella forma cellulare o in quella acellulare), o altri
antigeni, consente di raggiungere piu' facilmente l'obiettivo della
copertura vaccinale (elevato a)3 95% nei bambini di eta' inferiore a
ventiquattro mesi nei confronti delle malattie bersaglio indicate nel
Piano sanitario nazionale 1998-2000.
Il ciclo primario della vaccinazione DTP, con qualsiasi tipo di
vaccino combinato, va iniziato nel corso del terzo mese di vita, a
partire dal compimento della ottava settimana ed andrebbe completato
entro e, possibilmente, non oltre il dodicesimo mese di vita al fine
di garantire la protezione immunitaria nei confronti della pertosse
nella fascia di eta' maggiormente esposta alle complicazioni di
questa malattia.
Per il mantenimento nel tempo di una valida risposta immunitaria
nei confronti delle tre malattie bersaglio, e' raccomandata la
somministrazione di una dose di rinforzo di DTP in eta' prescolare, a
distanza di circa cinque anni dal completamento del ciclo di base.
Per quanto riguarda la pertosse, la somministrazione della dose di
rinforzo a 5-6 anni contribuisce non solo a prevenire lo spostamento,
verso eta' maggiori, della fascia di eta' di massima incidenza della
malattia, ma anche a prevenire l'instaurarsi dello stato di portatore
in soggetti che, piu' facilmente, potrebbero trasmettere l'infezione
a bambini piu' piccoli o rappresentare il punto di partenza di
epidemie in ambiente scolastico.
Secondo le raccomandazioni ed i target operativi fissati dell'OMS
per la regione europea, una dose di richiamo di vaccino
antidiftericotetanico per adulti (Td) andrebbe somministrata al
termine del ciclo scolastico, all'eta' di 14-15 anni.
Come alternativa accettabile, nei bambini che non hanno ricevuto la
dose di rinforzo di DT o di DTP in eta' prescolare, Td puo' essere
somministrato all'eta' di 11-12 anni, se sono trascorsi almeno cinque
anni dall'ultima dose del ciclo primario di DTP, in concomitanza con
l'avvio del ciclo di vaccinazione antiepatite virale B, o della
vaccinazione antimorbilloparotiterosolia, negli adolescenti non
vaccinati. I successivi richiami di Td sono raccomandati con cadenza
decennale (Cfr. circolare n. 16 del 1996).
Vaccinazione antipoliomielitica. - Articolo 3.
L'Italia e' libera da poliomielite da virus selvaggio fino dalla
meta' degli anni 80 (ultimo caso indigeno nel 1983, ultimo caso
importato nel 1988).
La situazione epidemiologica nazionale, che prelude alla
certificazione ufficiale di Paese libero da polio, e quella
internazionale, che ha visto la riduzione della morbosita' globale
per poliomielite di oltre il 90% in circa dieci anni, ha suggerito
l'opportunita' del passaggio, per la vaccinazione antipolio, ad un
calendario di tipo sequenziale.
Il vaccino antipoliomielitico orale (OPV), ancora considerato il
vaccino di scelta per raggiungere l'obiettivo di eliminazione della
malattia ed eradicazione dell'agente patogeno, puo' essere
responsabile, in casi rarissimi, dell'insorgenza di poliomielite
paralitica associata a vaccino (PPAV).
Dal 1990 ad oggi sono stati segnalati al Ministero della sanita' 10
casi di PPAV, per una frequenza di un caso ogni 550.000 nuovi nati e
ogni 2.200.000 dosi somministrate.
In 9 casi su 10 la sintomatologia e' insorta dopo la
somministrazione della prima dose di OPV. Non sono stati segnalati,
negli ultimi 15 anni, casi di PPAV in soggetti in contatti di bambini
vaccinati di recente con OPV.
Le PAVV sono legate alla parziale riacquisizione di neurovirulenza
da parte dei ceppi vaccinali, per fenomeni di retromutazione che si
verificano spontaneamente nel corso della loro replicazione
all'interno dell'intestino.
Studi condotti in numerosi Paesi hanno dimostrato che un numero
ridotto di somministrazioni di vaccino antipolio inattivato (IPV) di
tipo potenziato induce una risposta immunitaria piu' che
soddisfacente: il 90-100% dei bambini mostra titoli anticorpali
protettivi dopo due dosi di IPV potenziato, con loro persistenza per
almeno 4-5 anni dopo tre dosi.
OPV induce una risposta immunitaria secretoria molto valida, con
produzione di IgA a livello tanto della mucosa intestinale che di
quella nasofaringea, in grado di bloccare la replicazione e
l'escrezione di poliovirus selvaggi da parte dei soggetti vaccinati;
l'impiego dell'OPV consente anche di ottenere un'immunita' mucosale
di gruppo (Herd Immunity) che riduce la circolazione interumana e la
presenza di poliovirus selvaggi nell'ambiente.
D'altra parte, anche IPV determina un certo grado di immunita'
mucosale, sia pure piu' limitata nel tempo e meno valida rispetto a
quella indotta da OPV.
E' stata infatti osservata l'assenza dell'escrezione a livello
nasofaringeo e la riduzione dell'escrezione a livello intestinale
degli stipiti vaccinali in soggetti precedentemente vaccinati con una
o piu' dosi di IPV; la riduzione del tempo di escrezione, pur
offrendo la possibilita' di una residua circolazione di stipiti
vaccinali, riduce il rischio e la frequenza di retromutazioni di
questi, e le possibilita' che si realizzino effetti patogeni tanto
nello stesso ricevente che in contatti che dovessero essere infettati
dagli stipiti retromutati.
L'utilizzazione del calendario vaccinale sequenziale IPV-OPV
consente quindi di minimizzare quasi del tutto il rischio di paralisi
associata a vaccino nei riceventi mantenendo i vantaggi legati
all'uso del vaccino vivo attenuato, particolarmente importanti nelle
condizioni climatiche e geografiche italiane. Per quanto riguarda i
contatti, va tenuto anche presente che i casi di PPAV in questi
sembrano rappresentare un eventualita' piuttosto remota in una
popolazione con buoni livelli di copertura vaccinale quale quella
italiana (copertura vaccinale media superiore al 97% nei nuovi nati,
nessuna segnalazione negli ultimi quindici anni).
La sicurezza della schedula sequenziale, in varie combinazioni, e'
stata valutata nel corso di numerosi studi clinici controllati e sul
campo in Paesi che, come la Danimarca, hanno da sempre utilizzato un
calendario sequenziale per la vaccinazione antipolio.
L'art. 3 definisce nel dettaglio il nuovo calendario sequenziale
per l'esecuzione della vaccinazione contro la poliomielite nei nuovi
nati.
Il ciclo primario della vaccinazione antipolio, con qualsiasi tipo
di vaccino inattivato (singolo o in combinazione) va iniziato nel
corso del terzo mese di vita, a partire dal compimento della ottava
settimana; la seconda dose di IPV va somministrata entro il quinto
mese di vita, non prima che siano trascorse sei settimane dalla
somministrazione della prima.
Il ciclo va continuato con la somministrazione di una dose di OPV
nel corso dell'undicesimododicesimo mese di vita. La somministrazione
della terza dose della vaccinazione antipolio con OPV ha lo scopo di
rafforzare l'immunita' mucosale individuale e di gruppo anche in
soggetti non vaccinati.
Il differimento della somministrazione dell'OPV dopo il compimento
del decimo mese di vita lascia anche il tempo sufficiente perche'
vengano messe in evidenza eventuali alterazioni
dell'immunocompetenza, tali da controindicare in modo permanente o
temporaneo la somministrazione di vaccini a base di virus viventi
attenuati.
Il ciclo di base della vaccinazione antipolio va completato con la
somministrazione di una dose di OPV nel corso del terzo anno di vita,
e comunque non prima che siano trascorsi dodici mesi dalla
somministrazione della terza dose di OPV.
Lo stretto rispetto dei tempi indicati nel calendario e' essenziale
per il conferimento della protezione immunitaria nei confronti della
poliomielite. Va al riguardo segnalato che l'ultimo caso di PPAV in
contatto segnalato al Ministero della sanita' ha riguardato, nel
1983, un bambino che, all'eta' di dieci mesi, non aveva ancora
ricevuto alcuna vaccinazione antipolio.
Vaccinazione antiepatite virale B . - Articolo 4.
L'art. 4 definisce nel dettaglio il calendario per l'esecuzione
della vaccinazione antiepatite B nei nuovi nati. Il calendario della
vaccinazione antiepatite B e' diversificato a seconda che i bambini
siano nati da madri positive o negative per l'HBsAg.
Nel primo caso, il calendario di vaccinazione, con qualsiasi tipo
di vaccino, prevede la somministrazione di una dose "zero" di vaccino
antiepatite B entro le prime 12-24 ore di vita, con contemporanea
somministrazione, in diversa sede corporea, di immunoglobuline
specifiche antiepatite B (200 UI). Le dosi successive vanno
somministrate a distanza di quattro settimane dalla prima, ed in
seguito in concomitanza con la seconda e la terza dose di DTP e di
antipolio rispettivamente (cfr. anche il decreto ministeriale 22
dicembre 1997, Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 56 del 9
marzo 1998).
Nei bambini nati da madri HBsAg negative, il ciclo di base della
vaccinazione antiepatite, con qualsiasi tipo di vaccino, va iniziato
nel corso del terzo mese di vita, a partire dal compimento della
ottava settimana, la seconda dose va somministrata nel corso del
quinto mese, e comunque non prima che siano trascorse sei settimane
dalla prima ed il ciclo va completato entro l'undicesimododicesimo
mese di vita.
Per gli adolescenti non vaccinati, la vaccinazione antiepatite B
puo' essere eseguita in qualsiasi momento tra l'undicesimo ed il
dodicesimo anno di vita; il ciclo vaccinale, con vaccini di
formulazione adeguata all'eta', prevede la somministrazione di tre
dosi ai tempi 0, 1, 6 mesi.
Le sedute programmate per la vaccinazione antiepatite B possono
essere utilizzate per offrire la dose di richiamo di Td e la
vaccinazione antimorbillo- parotite- rosolia (MPR) in soggetti non
precedentemente vaccinati.
Le attuali conoscenze scientifiche permettono di affermare che non
e' necessaria la somministrazione di dosi di richiamo della
vaccinazione antiepatite B nei soggetti, di qualunque eta', non
appartenenti a specifiche categorie a rischio.
Vaccinazione antimorbilloparotiterosolia. - Articolo 5.
L'Organizzazione Mondiale della sanita' ha adottato formalmente
obiettivi che prevedono entro l'anno 2007 l'eliminazione dalla
Regione europea del morbillo indigeno, ed entro l'anno 2010
l'eliminazione della rosolia congenita nonche' il controllo, grazie a
programmi di immunizzazione, di parotite, pertosse, malattie invasive
da Haemophilus influenzae b.
A tal fine sono stati definiti obiettivi operativi di profilassi
immunitaria e di sorveglianza tra cui:
raggiungimento, entro il 1997, di coperture vaccinali nei bambini
di 2 anni pari al 95% per morbillo, parotite, rosolia in tutti i
Paesi della Regione europea;
raggiungimento di coperture superiori al 95% della popolazione
bersaglio nei Paesi che raccomandano la vaccinazione antirosolia
nelle ragazze;
riduzione, entro il 1997, della suscettibilita' al morbillo a
livelli inferiori al 10% in ogni classe di eta'.
Difatti, anche in presenza di valide coperture vaccinali, sono
possibili epidemie di morbillo e delle altre malattie bersaglio a
partenza di nuclei di soggetti suscettibili, soprattutto quando
questi superino le seguenti percentuali: 15% dei bambini di eta'
compresa tra 0 e 4 anni; 10% tra 5 e 9 anni; 5% tra 10 e 14 anni e di
ogni coorte di adulti.
Il contenimento del numero di suscettibili e' possibile soltanto
grazie a calibrate strategie basate sulla somministrazione di due
dosi di vaccino antimorbillo- parotite- rosolia (MPR).
In presenza di alti livelli di suscettibilita' e bassi livelli di
copertura vaccinale, l'eta' di scelta per la somministrazione della
seconda dose e' tanto piu' bassa, quanto minori sono questi ultimi,
in modo da favorire non solo l'immunizzazione dei soggetti
scarsamente rispondenti alla vaccinazione, ma anche il recupero dei
non vaccinati.
La somministrazione di routine della seconda dose di MPR e' pero'
epidemiologicamente inutile se non vengono preventivamente raggiunti
livelli di copertura vaccinale pari o superiori all'80% con la prima
dose entro i ventiquattro mesi di eta'.
L'art. 5 definisce nel dettaglio il calendario per l'esecuzione
della vaccinazione MPR nei nuovi nati.
La prima dose di MPR va somministrata nel secondo anno di vita,
entro il quindicesimo mese; per motivi di praticita' e di riduzione
del numero di accessi ai servizi vaccinali, la prima dose di MPR puo'
essere anticipata al dodicesimo mese e somministrata in concomitanza
con le vaccinazioni DTP, antipoliomielitica ed antiepatite virale B.
Qualora non sia stato possibile somministrare una dose di vaccino
MPR entro i ventiquattro mesi di vita, e' necessario utilizzare ogni
seduta vaccinale successiva per il recupero dei soggetti non
vaccinati (catch up).
Ai fini della prevenzione della sindrome da rosolia congenita e
della parotite e del morbillo in eta' giovanile- adulta (cui sono
associate maggiori complicazioni e mortalita' specifica), in attesa
del raggiungimento di coperture vaccinali pari o superiori all'80%
con la prima dose e' possibile offrire una dose di MPR a soggetti non
precedentemente vaccinati in occasione delle sedute vaccinali
programmate per la vaccinazione antiepatite virale B e per il
richiamo della vaccinazione antidiftericatetanica.
Vaccinazione contro le infezioni invasive da Haemophilus influenzae
b. - Articolo 6.
L'Haemophilus influenzae, e particolarmente il sierotipo b (Hib),
puo' essere responsabile di infezioni invasive a carico di vari
organi ed apparati (artriti, epiglottiti, broncopolmoniti,
meningiti), con frequenza e gravita' inversamente proporzionale
all'eta' dei soggetti colpiti.
Sulla base dei dati forniti dal sistema di sorveglianza per le
meningiti batteriche attivo presso il Ministero della sanita' e
l'Istituto superiore di sanita', Hib e' stato responsabile del 14,8%
di tutte le meningiti a liquor torbido notificate nel periodo
1994-1997.
In tale periodo le meningiti da Hib hanno rappresentato da sole il
40% di tutte le meningiti batteriche nei primi di eta' inferiore a
due anni di vita, mentre l'80% delle forme invasive delle infezioni
da Haemophilus influenzae si manifesta a carico di bambini di eta'
inferiore a cinque anni.
Da cio' deriva la necessita' di assicurare il piu' precocemente
possibile una protezione immunitaria nei confronti dell'Hib.
L'art. 6 definisce nel dettaglio il calendario per l'esecuzione
della vaccinazione anti- Haemophilus influenzae b nei nuovi nati.
Ai fini del raggiungimento degli obiettivi fissati dal Piano
sanitario nazionale 1998-2000, la vaccinazione contro l'Hib, con
qualsiasi tipo di vaccino coniugato, va iniziata nel corso del terzo
mese di vita, a partire dal compimento della ottava settimana. La
seconda dose va somministrata entro il quinto mese, con completamento
del ciclo entro l'undicesimododicesimo mese di vita.
Per i bambini che hanno ricevuto un ciclo di tre dosi entro il
primo anno di vita non sono necessarie dosi di rinforzo di vaccino
Hib negli anni successivi.
Nota bene: per i bambini di eta' compresa tra 13 e 48 mesi, non
vaccinati nel primo anno di vita, una sola dose di vaccino Hib e'
sufficiente a garantire una valida protezione nei confronti della
malattia invasiva. La vaccinazione di routine dei bambini di eta'
superiore a quattro anni compiuti e dei ragazzi non e' raccomandata.
Intervalli tra le somministrazioni.
Ai fini dello sviluppo di una adeguata risposta immunitaria, e'
importante che gli intervalli tra le somministrazioni siano
rispettati e che il ciclo di base venga completato nei tempi
prescritti.
In linea generale, il prolungamento degli intervalli tra le
somministrazioni comporta una risposta piu' efficiente, in termini di
titoli anticorpali e loro persistenza nel tempo.
Per tale motivo, e ferma restando la necessita' di assicurare la
protezione immunitaria il piu' precocemente possibile, non e'
necessario ricominciare il ciclo vaccinale di base se non sono
trascorsi piu' di dodici mesi tra la prima e la seconda dose, e piu'
di cinque anni tra la seconda e la terza dose di DTP, DT,
antipoliomielitica, antiepatite virale B.
La risposta anticorpale puo' essere invece meno efficiente se
l'intervallo tra le somministrazioni dovesse scendere al disotto
delle quattro settimane. In tali casi, sara' necessario ricominciare
il ciclo, non considerando valide ai fini del completamento del
calendario di vaccinazioni le dosi non distanziate da almeno quattro
settimane.
I bambini prematuri ed immaturi vanno vaccinati secondo la loro
eta' cronologica, indipendentemente dal grado di prematurita'.
Somministrazione simultanea di piu' vaccini.
Tutti i vaccini inclusi nell'EPI e nel programma nazionale di
immunizzazione di cui al Piano sanitario nazionale 1998-2000 ed al
presente calendario possono essere somministrati, in tutta sicurezza
ed efficacia, contemporaneamente, in sedi corporee diverse.
Teoricamente si puo' mettere in dubbio l'efficacia di piu' vaccini
virali vivi attenuati somministrati a breve distanza l'uno
dall'altro; pertanto, se OPV e MPR non possono essere somministrati
nello stesso giorno, le loro somministrazioni devono essere
distanziate di almeno quattro settimane.
Controindicazioni e precauzioni.
Le vere e false controindicazioni alla somministrazione dei vaccini
sono riportate nella circolare n. 9 del 26 marzo 1991, redatta sulla
base delle raccomandazioni del Gruppo europeo di esperti
dell'Organizzazione mondiale della sanita' per l'EPI.
Il differimento delle vaccinazioni a causa di condizioni
erroneamente ritenute controindicazioni alla somministrazione dei
vaccini puo' comportare ritardi nel completamento del ciclo di base
che espongono il bambino al rischio di contrarre una malattia
altrimenti prevenibile e di soffrire per le sue complicanze
invalidanti.
E' opportuno adottare precauzioni, quali la somministrazione dei
vaccini in ambiente protetto, o il trattamento farmacologico
adeguato, nelle seguenti circostanze:
reazione febbrile importante, con temperatura - (elevato a)3 40,5 C
entro 48 ore, a seguito di una precedente somministrazione di DTP;
episodio di ipotoniaiporesponsivita' (episodio simile al collasso)
entro 48 ore, a seguito di una precedente somministrazione di DTP;
episodi di pianto persistente ed inconsolabile di durata superiore
a tre ore, entro 48 ore, a seguito di una precedente somministrazione
di DTP;
convulsioni con o senza febbre, entro tre giorni, a seguito di una
precedente somministrazione di DTP.
Il Ministro: Bindi