IL MINISTRO DELL'AMBIENTE
  Vista la legge 8 luglio 1986, n. 349;
  Visto l'art. 6 della legge 3 marzo 1987, n. 59;
  Considerato  che  detto  articolo autorizza per il 1988 la spesa di
lire  5  miliardi  per  il  finanziamento  di  programmi  finalizzati
proposti  dalle  associazioni  ambientaliste individuate ai sensi del
comma 1 dell'art. 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349,  nonche'  per
le spese sostenute da parte delle associazioni stesse per l'esercizio
delle facolta' loro attribuite dall'art. 18 della  medesima  legge  8
luglio 1986, n. 349;
  Considerato    che   detto   articolo   attribuisce   al   Ministro
dell'ambiente, sentito il  Consiglio  nazionale  per  l'ambiente,  il
compito  di  definire  i  criteri  per  la  concessione  dei relativi
contributi;
  Visto  il  parere  espresso  dal Consiglio nazionale per l'ambiente
nella seduta del 12 maggio 1987;
  Ritenuto   di   dover  innanzitutto  ripartire  la  suddetta  somma
complessiva  tra  le  due  menzionate  finalita'  in  relazione  alle
effettive necessita' e alle esigenze di pubblico interesse;
  Ritenuto  di  dover  stabilire  i  criteri  per  la concessione dei
predetti contributi in base ai principi di imparzialita', convenienza
e   buon   andamento  della  pubblica  amministrazione,  in  modo  da
soddisfare al massimo l'interesse pubblico alla tutela dell'ambiente;
  Visti  i  decreti  ministeriali del 20 febbraio 1987, del 26 maggio
1987 e del 1› marzo 1988, con  i  quali  sono  state  individuate  le
associazioni  di protezione ambientale ai sensi del comma 1 dell'art.
13 della legge 8 luglio 1986, n. 349;
                               Decreta:
  La  somma di lire 5 miliardi stanziata per l'anno 1988 e' ripartita
in lire 4 miliardi e 500 milioni per i programmi finalizzati proposti
dalle  associazioni  in  premessa  e in lire 500 milioni per le spese
legali sostenute dalle medesime associazioni  per  l'esercizio  delle
facolta' di cui all'art. 18 della legge 8 luglio 1986, n. 349.
  I  programmi  finalizzati  dovranno  essere conformi alle finalita'
statutarie delle singole associazioni, e potranno anche far parte del
programma annuale adottato dalle associazioni stesse.
  Ciascun  programma  finalizzato dovra' indicare dettagliatamente le
finalita' specifiche da perseguire, i mezzi impiegati, i tempi  e  le
modalita' di esecuzione, la descrizione delle attivita' o delle opere
da realizzare, i costi e i benefici previsti.
  I  programmi  finalizzati  presentati  dalle  associazioni  saranno
valutati da una  commissione,  appositamente  istituita  con  decreto
ministeriale, secondo i seguenti criteri:
   1) utilita' dell'iniziativa ai fini della tutela dell'ambiente;
   2) fattibilita' concreta dell'iniziativa;
   3)  valore esemplare dell'iniziativa e sue conseguenze indotte, da
valutarsi in termini  di  protezione  dell'ambiente,  in  termini  di
informazione, educazione e cultura ambientali, in termini economici e
sociali;
   4) coinvolgimento nell'iniziativa di piu' associazioni;
   5)  precedenza,  a  parita' di requisiti, ai programmi finalizzati
delle associazioni che non fruiscono di sovvenzioni statali.
  I  suddetti  programmi  finalizzati,  corredati  delle richieste di
contributo, dovranno pervenire al Ministero dell'ambiente -  Servizio
valutazione  impatto  ambientale,  informazione ai cittadini e per la
relazione sullo stato dell'ambiente, entro il  15  ottobre  1988.  Il
Ministero  procedera'  alla scelta dei programmi entro il 30 novembre
1988.
  Per  ogni programma finalizzato non e' ammesso cumulo di contributi
statali.
  Per  i  programmi  finalizzati  scelti  sara' concesso da parte del
Ministero un contributo che potra' coprire in tutto  o  in  parte  la
spesa  prevista.  Le  modalita'  di erogazione dei contributi saranno
precisate nello stesso provvedimento di individuazione dei  programmi
ammessi al finanziamento.
  Entro  il  medesimo  termine  del  15  ottobre 1988 dovranno essere
presentate al Ministero dell'ambiente - Servizio valutazione  impatto
ambientale,  informazione ai cittadini e per la relazione sullo stato
dell'ambiente,  le  richieste,  motivate  e   corredate   di   idonea
documentazione,  relative  al rimborso delle spese sostenute da parte
delle  stesse  associazioni  ambientaliste  per   l'esercizio   delle
facolta' di cui all'art. 18 della legge 8 luglio 1986, n. 349.
  Il presente decreto sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
   Roma, addi' 5 settembre 1988
                                                 Il Ministro: RUFFOLO
          AVVERTENZA:
             Il  testo  delle note qui pubblicato e' stato redatto ai
          sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico  approvato
          con  decreto  del  Presidente  della Repubblica 28 dicembre
          1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura  delle
          disposizioni di legge modificate o alle quali e' operato il
          rinvio. Restano invariati il  valore  e  l'efficacia  degli
          atti legislativi qui trascritti.
 
           Note alle premesse:
             -  La  legge  n.  349/1986  riguarda  l'istituzione  del
          Ministero  dell'ambiente  e  norme  in  materia  di   danno
          ambientale.
             -   L'art.   6  della  legge  n.  59/1987  (Disposizioni
          transitorie ed urgenti per il funzionamento  del  Ministero
          dell'ambiente) cosi' recita:
             "Art. 6. - 1. E' autorizzata la spesa di lire 4 miliardi
          per l'anno 1987, di lire 5 miliardi per l'anno  1988  e  di
          lire 5 miliardi per l'anno 1989 da iscrivere nello stato di
          previsione del Ministero dell'ambiente, per l'erogazione di
          contributi  alle associazioni ambientaliste, individuate ai
          sensi dell'articolo 13, comma 1, della legge 8 luglio 1986,
          n.  349,  per  il  finanziamento  di  programmi finalizzati
          proposti dalle associazioni stesse, nonche'  per  le  spese
          sostenute  per  l'esercizio  delle facolta' loro attribuite
          dall'articolo 18 della medesima legge  8  luglio  1986,  n.
          349.  I  criteri  per  la  concessione  dei contributi sono
          definiti, entro  sessanta  giorni  dall'entrata  in  vigore
          della    presente   legge,   con   decreto   del   Ministro
          dell'ambiente,   sentito   il   Consiglio   nazionale   per
          l'ambiente.
             2.  All'onere di lire 4 miliardi per il 1987, 5 miliardi
          per  il  1988  e  5  miliardi  per   il   1989,   derivante
          dall'applicazione   del   presente  articolo,  si  provvede
          mediante  corrispondente   riduzione   dello   stanziamento
          iscritto,  ai  fini  del  bilancio  triennale 1987-1989, al
          capitolo 6856 dello stato di previsione del  Ministero  del
          tesoro per l'anno finanziario 1987, all'uopo utilizzando lo
          specifico  accantonamento  'Contributo  alle   associazioni
          ambientaliste'.
             3.  Il  Ministro del tesoro e' autorizzato ad apportare,
          con  i  propri  decreti,  le   occorrenti   variazioni   di
          bilancio".
             -  Il  testo  dell'art.  13,  comma  1,  della  legge n.
          349/1986 sopra richiamata, e' il seguente:
             "1. Le associazioni di protezione ambientale a carattere
          nazionale e quelle presenti in almeno cinque  regioni  sono
          individuate  con  decreto  del Ministro dell'ambiente sulla
          base  delle  finalita'  programmatiche  e  dell'ordinamento
          interno  democratico  previsti dallo statuto, nonche' della
          continuita' dell'azione  e  della  sua  rilevanza  esterna,
          previo  parere  del  Consiglio  nazionale per l'ambiente da
          esprimere entro novanta giorni dalla richiesta".
             -  Il  testo dell'art. 18 della stessa legge n. 349/1986
          e' il seguente:
             "Art.  18.  -  1.  Qualunque  fatto  doloso o colposo in
          violazione di disposizioni  di  legge  o  di  provvedimenti
          adottati in base a legge che
          comprometta    l'ambiente,   ad   esso   arrecando   danno,
          alterandolo, deteriorandolo o distruggendolo in tutto o  in
          parte,  obbliga  l'autore  del  fatto  al  risarcimento nei
          confronti dello Stato.
             2.  Per  la  materia  di  cui  al  precedente comma 1 la
          giurisdizione appartiene al giudice ordinario, ferma quella
          della  Corte  dei conti, di cui all'art. 22 del decreto del
          Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3.
             3.  L'azione di risarcimento del danno ambientale, anche
          se esercitata in sede  penale,  e'  promossa  dallo  Stato,
          nonche'  dagli  enti territoriali sui quali incidano i beni
          oggetto del fatto lesivo.
             4.  Le  associazioni  di  cui  al precedente art. 13 e i
          cittadini, al fine di sollecitare  l'esercizio  dell'azione
          da  parte  dei  soggetti  legittimati, possono denunciare i
          fatti  lesivi  di  beni  ambientali  dei  quali   siano   a
          conoscenza.
             5. Le associazioni individuate in base all'art. 13 della
          presente legge possono intervenire nei  giudizi  per  danno
          ambientale   e   ricorrere   in   sede   di   giurisdizione
          amministrativa per l'annullamento di atti illegittimi.
             6.  Il  giudice,  ove  non  sia  possibile  una  precisa
          quantificazione del danno, ne determina l'ammontare in  via
          equitativa,  tenendo  comunque  conto  della gravita' della
          colpa individuale, del costo necessario per il  ripristino,
          e  del  profitto conseguito dal trasgressore in conseguenza
          del suo comportamento lesivo dei beni ambientali.
             7.  Nei  casi  di concorso nello stesso evento di danno,
          ciascuno risponde nei limiti della propria  responsabilita'
          individuale.
             8.  Il giudice, nella sentenza di condanna, dispone, ove
          possibile, il ripristino dello stato dei luoghi a spese del
          responsabile.
             9.  Per la riscossione dei crediti in favore dello Stato
          risultanti dalle sentenze di condanna si applicano le norme
          di  cui al testo unico delle disposizioni di legge relative
          alla riscossione delle entrate  patrimoniali  dello  Stato,
          approvato con regio decreto 14 aprile 1910, n. 639".
          Nota al dispositivo:
             L'art.  18  della  legge  n. 349/1986 e' riportato nelle
          note alle premesse.