IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 75 ed 87 della Costituzione;
Vista la legge 25 maggio 1970, n. 352, recante norme sui referendum
previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del
popolo, e successive modificazioni ed integrazioni;
Vista la sentenza della Corte costituzionale n. 1 emessa in data 11
gennaio 1994 e depositata in cancelleria in data 12 gennaio 1994 -
comunicata in data 12 gennaio 1994, a norma dell'art. 33, ultimo
comma, della citata legge - con la quale e' stata dichiarata
ammissibile la richiesta di referendum popolare per l'abrogazione
dell'art. 47 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29
(Razionalizzazione dell'organizzazione delle amministrazioni
pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico
impiego, a norma dell'art. 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421);
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 12 gennaio 1994;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di
concerto con i Ministri dell'interno e di grazia e giustizia;
Decreta:
E' indetto il referendum popolare per l'abrogazione del decreto
legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 (Razionalizzazione
dell'organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisione della
disciplina in materia di pubblico impiego, a norma dell'art. 2 della
legge 23 ottobre 1992, n. 421), pubblicato nel supplemento ordinario
alla Gazzetta Ufficiale n. 30 del 6 febbraio 1993, serie generale,
limitatamente all'art. 47 (rappresentativita' sindacale) nel testo
risultante per effetto della sentenza 30 luglio 1993, n. 359, della
Corte costituzionale e della modificazione apportata dall'art. 22 del
decreto legislativo 23 dicembre 1993, n. 546.
I relativi comizi sono convocati per il giorno di domenica 12
giugno 1994.
Il presente decreto e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Dato a Roma, addi' 12 gennaio 1994
SCALFARO
CIAMPI, Presidente del Consiglio
dei Ministri
MANCINO, Ministro dell'interno
CONSO, Ministro di grazia e
giustizia