IL MINISTRO DELLE POSTE
                      E DELLE TELECOMUNICAZIONI
  Visto l'art. 319 del testo unico delle disposizioni legislative  in
materia  postale, di bancoposta e di telecomunicazioni, approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n. 156;
  Visto  il  regolamento  delle  radiocomunicazioni,  allegato   alla
convenzione   internazionale   delle  telecomunicazioni,  adottata  a
Nairobi il 6 novembre 1982, ratificata con legge 9  maggio  1986,  n.
149;
  Visto l'art. 1 della legge 28 marzo 1991, n. 109;
  Visto  il  decreto  ministeriale  31  gennaio 1983, con il quale e'
stato  approvato   il   piano   nazionale   di   ripartizione   delle
radiofrequenze,  pubblicato  nel  supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 47 del 17 febbraio 1983;
  Visto  il  decreto  ministeriale  5  luglio  1983,  pubblicato  nel
supplemento  ordinario  alla  Gazzetta  Ufficiale n. 210 del 2 agosto
1983, con il quale e' stata approvata  la  normativa  tecnica  per  i
telefoni senza cordone;
 Visto  il  decreto  ministeriale  2  luglio  1985,  pubblicato nella
Gazzetta  Ufficiale  n.  173  del  24  luglio  1985,  relativo   alle
condizioni per l'utilizzazione dei telefoni senza cordone;
  Ravvisata  la  necessita'  di  assegnare  altre 256 combinazioni di
codice   ad   altrettante   certificazioni   di    omologazione    di
apparecchiature  terminali senza cordone (cordless), in quanto quelle
gia' previste dal punto 2.6 delle norme tecniche allegate  al  citato
decreto ministeriale 5 luglio 1983 sono in via di esaurimento;
  Sentito   il  Consiglio  superiore  tecnico  delle  poste  e  delle
telecomunicazioni, adunanza della prima sezione del 18 maggio 1995;
  Udito il parere del  Consiglio  di  Stato,  espresso  nell'adunanza
generale del 30 novembre 1995;
  Visto l'art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
  Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai
sensi  dell'art.  17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, in
data 3 gennaio 1996;
                             A D O T T A
                      il seguente regolamento:
                               Art. 1.
  1. Il terzo  e  il  quarto  comma  del  punto  2.6  "Sicurezza  nel
collegamento  tra parte fissa e parte mobile" della norma tecnica per
apparecchi telefonici senza cordone, annessa al decreto  ministeriale
5  luglio  1983,  pubblicato  nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 210 del 2 agosto 1983, sono sostituiti dai seguenti:
  "Il codice di riconoscimento deve essere composto da 32 bit. Il bit
meno significativo deve essere inviato per primo. I primi 8  bit  del
codice  di riconoscimento vengono assegnati dal Ministero delle poste
e  delle  telecomunicazioni   al   costruttore   dell'apparecchiatura
terminale   senza   cordone,   gli   altri   24  bit  del  codice  di
riconoscimento rimangono a disposizione del costruttore.
  Il messaggio per l'invio del codice deve essere costituito da:
   - 8 bit di sincronismo a livello logico 'zero';
   - una pausa corrispondente alla durata di 3 bit;
   - 32 bit del codice di riconoscimento;
   -  1  bit  a  livello  logico  'zero'  se  non  segue un'ulteriore
informazione  ed  a  livello  logico  'uno'  se  segue   un'ulteriore
informazione;
   - 1 bit di controllo di parita' pari;
   - eventuali bit di ulteriore informazione".
          AVVERTENZA:
             Il  testo  delle note qui pubblicato e' stato redatto ai
          sensi  dell'art.  10,  comma  3,  del  testo  unico   delle
          disposizioni     sulla     promulgazione    delle    leggi,
          sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
          e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica  italiana,
          approvato  con  D.P.R.  28  dicembre 1985, n. 1092, al solo
          fine di facilitare la lettura delle disposizioni  di  legge
          alle  quali  e'  operato  il  rinvio.  Restano invariati il
          valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
          Note alle premesse:
             -  L'art.  319  del  testo  unico   delle   disposizioni
          legislative   in   materia  postale,  di  bancoposta  e  di
          telecomunicazioni, approvato con  D.P.R.  n.  156/1973,  e'
          cosi' formulato:
             "Art. 319 (Norme tecniche per gli impianti). - Tutti gli
          impianti  in concessione o altrimenti autorizzati, compresi
          quelli eseguiti a cura delle amministrazioni  dello  Stato,
          devono rispondere alle norme tecniche vigenti in materia ed
          essere   costituiti   esclusivamente   da   apparecchiature
          omologate o autorizzate dall'Amministrazione delle poste  e
          delle telecomunicazioni".
             -  La  legge  n.  109/1991  reca: "Nuove disposizioni in
          materia  di  allacciamenti  e   collaudi   degli   impianti
          telefonici  interni".  Si  trascrive  il testo del relativo
          art. 1:
             "Art.  1.  -  1.  Gli   abbonati   hanno   facolta'   di
          approvvigionarsi  delle apparecchiature terminali abilitate
          a comunicare con  la  rete  pubblica  di  telecomunicazioni
          direttamente  o  tramite  il gestore del servizio pubblico,
          ferma  restando  la  competenza  di  quest'ultimo  per   la
          costituzione  e  gestione delle terminazioni di rete, quali
          definite con decreto  del  Ministro  delle  poste  e  delle
          telecomunicazioni.
             2. Non sono consentiti l'installazione e l'allacciamento
          alla  rete  pubblica  di  apparecchiature terminali che non
          risultino omologate ai sensi della normativa in vigore.
             3. All'installazione, al collaudo,  all'allacciamento  e
          alla   manutenzione  delle  apparecchiature  terminali,  da
          eseguire nel  rispetto  delle  norme  tecniche  vigenti  in
          materia,  provvede  l'abbonato  per  mezzo  del gestore del
          servizio   pubblico   ovvero   di   imprese   titolari   di
          autorizzazione  di  grado  adeguato  alla  potenzialita'  e
          complessita'  dell'impianto.  Le  amministrazioni   statali
          possono  provvedere alla manutenzione delle apparecchiature
          terminali anche con personale  specializzato  alle  proprie
          dipendenze.
             4. I materiali e le apparecchiature di telecomunicazione
          soggetti ad omologazione a norma delle disposizioni vigenti
          debbono recare impressi in caratteri visibili ed indelebili
          gli    estremi    del   provvedimento   amministrativo   di
          omologazione.
             5.  Il  Ministro  delle poste e delle telecomunicazioni,
          entro tre mesi  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della
          presente legge, sentiti il consiglio di amministrazione del
          Ministero  delle  poste  e  delle  telecomunicazioni  e  il
          consiglio   superiore   tecnico    delle    poste,    delle
          telecomunicazioni  e  dell'automazione,  adotta con proprio
          decreto  disposizioni   di   attuazione   concernenti,   in
          particolare:
               a) i requisiti che le imprese che intendano provvedere
          alle  operazioni  di  cui  al  comma 3 devono possedere per
          conseguire l'autorizzazione di cui al medesimo comma;
               b) le prescrizioni per l'installazione,  il  collaudo,
          l'allacciamento  e  la  manutenzione  delle apparecchiature
          terminali;
               c) il contenuto e le  modalita'  delle  certificazioni
          che  le imprese autorizzate debbono rilasciare all'abbonato
          ed al gestore pubblico, all'atto di collaudo;
               d)  i  casi  in  cui,  in  ragione  della  semplicita'
          costruttiva  e  funzionale dell'apparecchiatura, l'abbonato
          puo' provvedere direttamente alle operazioni indicate  alla
          lettera b);
               e)  le  modalita'  per  la  sorveglianza, da parte del
          gestore  del  servizio  pubblico,  sulla   rete   e   sulle
          apparecchiature ad essa collegate;
               f)  le  modalita'  e  i  tempi  per la risoluzione dei
          rapporti intercorrenti fra gli utenti  ed  il  gestore  del
          servizio  pubblico  relativamente  alla  locazione  ed alla
          manutenzione delle apparecchiature terminali;
               g) l'adozione, previa diffida,  dei  provvedimenti  di
          sospensione e di revoca dell'autorizzazione di cui al comma
          3;
               h)  l'adozione,  previa  diffida, dei provvedimenti di
          sospensione e di risoluzione del contratto  di  abbonamento
          nei confronti degli utenti".
             -  Il  comma  3  dell'art.  17  della  legge n. 400/1988
          (Disciplina dell'attivita' di Governo e  ordinamento  della
          Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri)  prevede che con
          decreto ministeriale possano  essere  adottati  regolamenti
          nelle  materie  di  competenza  del Ministro o di autorita'
          sottordinate al Ministro,  quando  la  legge  espressamente
          conferisca  tale  potere.  Tali regolamenti, per materie di
          competenza di piu' Ministri, possono  essere  adottati  con
          decreti  interministeriali, ferma restando la necessita' di
          apposita autorizazione da parte della legge. I  regolamenti
          ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme
          contrarie  a  quelle  dei  regolamenti emanati dal Governo.
          Essi debbono essere comunicati al Presidente del  Consiglio
          dei  Ministri prima della loro emanazione. Il comma 4 dello
          stesso articolo stabilisce che  gli  anzidetti  regolamenti
          debbano  recare  la  denominazione  di "regolamento", siano
          adottati previo parere del Consiglio di  Stato,  sottoposti
          al  visto  ed  alla  registrazione  della Corte dei conti e
          pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.
 
            Nota all'art. 1:
             -   Il  testo  vigente  del  punto  2.6  "Sicurezza  nel
          collegamento tra parte fissa e parte  mobile"  della  norma
          tecnica per apparecchi telefonici senza cordone, annessa al
          decreto   ministeriale   5   luglio  1983,  pubblicato  nel
          supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n.  210 del 2
          agosto  1983,   come   modificato   dal   regolamento   qui
          pubblicato, e' il seguente:
          "2.6  Sicurezza  nel  collegamento  tra parte fissa e parte
          mobile.
             Il telefono senza cordone deve essere costituito in modo
          che il collegamento tra parte fissa e parte mobile  avvenga
          solamente  previa  trasmissione  di  un  segnale d'intesa a
          codice (v. art. 7.1.1 e 7.1.8).
             Il codice deve essere realizzato con un  dispositivo  ad
          innesto  costituito  da una memoria permanente con circuito
          integrato a 16 piedini ('dual in line')  da  innestarsi  su
          apposito  zoccolo  in  posizione facilmente accessibile con
          apparecchio aperto.
             Il codice di riconoscimento deve essere composto  da  32
          bit.  Il  bit  meno  significativo  deve essere inviato per
          primo. I primi 8 bit del codice di  riconoscimento  vengono
          assegnati    dal    Ministero    delle    poste   e   delle
          telecomunicazioni   al   costruttore   dell'apparecchiatura
          terminale  senza  cordone,  gli  altri 24 bit del codice di
          riconoscimento rimangono a disposizione del costruttore.
             Il  messaggio  per  l'invio  del  codice   deve   essere
          costituito da:
              - 8 bit di sincronismo a livello logico 'zero';
              - una pausa corrispondente alla durata di 3 bit;
              - 32 bit del codice di riconoscimento;
              -   1   bit  a  livello  logico  'zero'  se  non  segue
          un'ulteriore informazione ed  a  livello  logico  'uno'  se
          segue un'ulteriore informazione;
              - 1 bit di controllo di parita' pari;
              - eventuali bit di ulteriore informazione.
             La velocita' di cifra deve essere di 600 bit/s.
             La  trasmissione dei messaggi deve essere effettuata con
          modulazione angolare, facendo corrispondere:
              - al livello logico 'zero' una frequenza  istantanea  a
          radiofrequenza inferiore a quella in assenza di modulazione
          per  la  prima  meta' della durata del bit ed una frequenza
          superiore per la seconda meta' della durata del bit;
              - al livello logico 'uno' una  frequenza  istantanea  a
          radiofrequenza superiore a quella in assenza di modulazione
          per  la  prima  meta' della durata del bit ed una frequenza
          inferiore per la seconda meta' della durata del bit.
             La deviazione di frequenza massima  corrispondente  alla
          trasmissione  dei  messaggi  deve  essere  dichiarata dalla
          ditta costruttrice con tolleranza di (Piu' o  Meno)  10%  e
          deve  comunque essere inferiore a quella indicata nell'art.
          7.4.3.1.3".