IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
  Visto l'art. 87, quinto comma, della Costituzione;
  Visto l'art. 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349;
  Vista  la  direttiva  85/337/CEE,  del  Consiglio  delle  Comunita'
europee  del  27 giugno 1985, concernente la valutazione dell'impatto
ambientale di determinati progetti pubblici e privati;
  Visto il decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  10
agosto  1988,  n.  377,  recante  regolamentazione  delle pronunce di
compatibilita' ambientale di cui all'art.  6  della  legge  8  luglio
1986, n. 349;
  Visto  il  decreto  del  Presidente  del  Consiglio dei Ministri 27
dicembre 1988, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 4 del 5 gennaio
1989, recante norme tecniche per la redazione degli studi di  impatto
ambientale   e   la   formulazione  del  giudizio  di  compatibilita'
ambientale di cui all'art. 6 della  legge  8  luglio  1986,  n.  349,
adottate  ai  sensi  dell'art.  3  del  decreto  del  Presidente  del
Consiglio dei Ministri 10 agosto 1988, n. 377;
  Visto il parere della Commissione delle  Comunita'  europee  del  7
luglio 1993;
  Visto l'art. 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
  Udito  il  parere  del  Consiglio  di Stato, espresso nell'adunanza
generale del 25 gennaio 1996;
  Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,  adottata  nella
riunione del 1 aprile 1996;
  Sulla proposta del Ministro dell'ambiente;
                              E M A N A
                      il seguente regolamento:
                               Art. 1.
  1.  Il comma 7 dell'art. 6 del decreto del Presidente del Consiglio
dei  Ministri  del  27  dicembre  1988,  pubblicato  nella   Gazzetta
Ufficiale n. 4 del 5 gennaio 1989, e' sostituito dal seguente:
  " 7. La commissione provvede altresi' a verificare caso per caso la
sussistenza   delle  condizioni  di  esclusione  dalla  procedura  di
valutazione di cui all'art. 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349,  per
i  progetti  relativi  agli  interventi  di  cui all'art. 1, comma 1,
lettera b), nonche'  per  i  progetti  relativi  agli  interventi  di
modifica  di  opere  gia'  esistenti  di cui all'art. 1, comma 3, del
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 agosto 1988,  n.
377,  a questo fine essa accerta, anche d'ufficio, l'insussistenza di
fattori che possano  causare  ripercussioni  di  notevole  importanza
sull'ambiente,   tra   cui   la   natura   dell'intervento,   le  sue
caratteristiche tecniche, le sue dimensioni, la  sua  ubicazione,  la
riduzione  quantitativa  e  qualitativa  delle emissioni, l'eventuale
rischio sismico e quello idrogeologico, gli scarichi,  la  produzione
di  rifiuti,  il  prelievo e l'utilizzazione di materie prime e delle
risorse naturali della zona, nonche' le opere e gli impianti connessi
ai relativi progetti. Il committente ha comunque l'obbligo,  ai  fini
di tale accertamento, di produrre tutte le informazioni relative alla
descrizione  del  progetto  e  i  dati  necessari  per  individuare e
valutare gli effetti dell'intervento sull'ambiente.".
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
   Dato a Roma, addi' 12 aprile 1996
                              SCALFARO
                                  DINI,  Presidente del Consiglio dei
                                  Ministri
                                  BARATTA, Ministro dell'ambiente
Visto, il Guardasigilli: FLICK
  Registrato alla Corte dei conti il 23 maggio 1996
  Registro n. 1 Ambiente, foglio n. 64
          AVVERTENZA:
             Il testo delle note qui pubblicato e' stato  redatto  ai
          sensi  dell'art.  10,  commi  2  e 3, del testo unico delle
          disposizioni    sulla    promulgazione     delle     leggi,
          sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
          e  sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
          approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985,  n.  1092,  al  solo
          fine  di  facilitare la lettura delle disposizioni di legge
          modificate o alle  quali  e'  operato  il  rinvio.  Restano
          invariati  il  valore  e l'efficacia degli atti legislativi
          qui trascritti.
 
          Note alle premesse:
             - L'art. 87, comma quinto, della Costituzione conferisce
          al Presidente della Repubblica il potere di  promulgare  le
          leggi  ed  di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
          regolamenti.
             - Il testo dell'art. 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349
          (Istituzione del Ministero dell'ambiente e norme in materia
          di danno ambientale) e' il seguente:
             "Art. 6. - 1. Entro  sei  mesi  dall'entrata  in  vigore
          della  presente  legge il Governo presenta al Parlamento il
          disegno di legge relativo  all'attuazione  delle  direttive
          comunitarie in materia di impatto ambientale.
             2. In attesa dell'attuazione legislativa delle direttive
          comunitarie  in  materia  di  impatto  ambientale, le norme
          tecniche e le categorie  di  opere  in  grado  di  produrre
          rilevanti  modificazioni  dell'ambiente  ed  alle  quali si
          applicano le disposizioni di cui ai successivi commi 3, 4 e
          5,  sono  individuate  con  decretro  del  Presidente   del
          Consiglio  dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio
          dei  Ministri,  previa  deliberazione  del  Consiglio   dei
          Ministri,  adottata su proposta del Ministro dell'ambiente,
          sentito il Comitato scientifico di cui al  successivo  art.
          11,   conformemente  alla  direttiva  del  Consiglio  delle
          Comunita' europee n.  85/337 del 27 giugno 1985.
             3. I progetti delle opere di cui al precedente  comma  2
          sono comunicati, prima della loro approvazione, al Ministro
          dell'ambiente,   al   Ministro   per  i  beni  culturali  e
          ambientali e alla regione territorialmente interessata,  ai
          fini   della  valutazione  dell'impatto  sull'ambiente.  La
          comunicazione contiene l'indicazione  della  localizzazione
          dell'intervento,  la  specificazione  dei rifiuti liquidi e
          solidi,   delle   emissioni   ed   immissioni    inquinanti
          nell'atmosfera    e   delle   emissioni   sonore   prodotte
          dall'opera, la descrizione dei dispositivi di  eliminazione
          o recupero dei danni all'ambiente ed i piani di prevenzione
          dei   danni  all'ambiente  e  di  monitoraggio  ambientale.
          L'annuncio   dell'avvenuta   comunicazione   deve    essere
          pubblicato,  a  cura  del  committente, sul quotidiano piu'
          diffuso nella regione territorialmente interessata, nonche'
          su un quotidiano a diffusione nazionale.
             4.  Il  Ministro  dell'ambiente,  sentita   la   regione
          interessata,  di  concerto  con  il  Ministro  per  i  beni
          culturali e ambientali, si pronuncia  sulla  compatibilita'
          ambientale  nei  successivi novanta giorni, decorsi i quali
          la procedura di approvazione del progetto riprende  il  suo
          corso,  salvo proroga deliberata dal Consiglio dei Ministri
          in casi di particolare rilevanza. Per le opere incidenti su
          aree  sottoposte  a   vincolo   di   tutela   culturale   o
          paesaggistica   il  Ministro  dell'ambiente  provvedere  di
          concerto con il Ministro per i beni culturali e ambientali.
             5.  Ove  il  Ministro  competente   alla   realizzazione
          dell'opera  non ritenga di uniformarsi alla valutazione del
          Ministero  dell'ambiente,  la  questione  e'   rimessa   al
          Consiglio dei Ministri.
             6.  Qualora, nell'esecuzione delle opere di cui al comma
          3,  il   Ministro   dell'ambiente   ravvisi   comportamenti
          contrastanti  con  il  parere sulla compabilita' ambientale
          espresso  ai  sensi  del  comma  4,  o  comunque  tali   da
          compromettere fondamentali esigenze di equilibrio ecologico
          e ambientale, ordina la sospensione dei lavori e rimette la
          questione al Consiglio dei Ministri.
             7. Restano ferme le attribuzioni del Ministro per i beni
          culturali e ambientali nelle materie di sua competenza.
             8.  Il  Ministro  per  i beni culturali e ambientali nel
          caso previsto dall'art. 1-bis, comma 2,  del  decreto-legge
          27  giugno  1985,  n.  312,  convertito, con modificazioni,
          nella legge 8 agosto 1985, n. 431, esercita i poteri di cui
          agli articoli 4 e  82  del  decreto  del  Presidente  della
          Repubblica  24  luglio  1977,  n.  616,  di concerto con il
          Ministro dell'ambiente.
             9.  Qualsiasi  cittadino,  in  conformita'  delle  leggi
          vigenti,  puo'  presentare,  in forma scritta, al Ministero
          dell'ambiente,  al  Ministero  per  i  beni   culturali   e
          ambientali e alla regione interessata istanze, osservazioni
          o  pareri  sull'opera  soggetta  a  valutazione  di impatto
          ambientale, nel  termine  di  trenta  giorni  dall'annuncio
          della comunicazione del progetto".
             -  Il  testo dell'art. 3 del D.P.C.M. 10 agosto 1988, n.
          377, (Regolamentazione  delle  pronunce  di  compatibilita'
          ambientale  di cui all'art. 6 della legge 8 luglio 1986, n.
          349, recante  istituzione  del  Ministero  dell'ambiente  e
          norme in materia di danno ambientale) e' il seguente:
             "Art.  3.  (Norme  tecniche  integrative). - 1. Le norme
          tecniche integrative della disciplina di cui all'art. 2 del
          presente decreto, concernenti la redazione degli  studi  di
          impatto   ambientale  e  la  formulazione  dei  giudizi  di
          compatibilita' di cui all'art. 6, comma 4,  della  legge  8
          luglio  1986,  n. 349, in relazione a ciascuna categoria di
          opere,   sono   emanate  con  decreto  del  Presidente  del
          Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del  Consiglio
          dei  Ministri,  su  proposta del Ministro dell'ambiente, di
          concerto con i Ministri competenti per materia e sentito il
          comitato scientifico di  cui  all'art.  11  della  legge  8
          luglio  1986,  n.  349,  entro novanta giorni dalla data di
          pubblicazione  nella  Gazzetta   Ufficiale   del   presente
          decreto".
             -  Il  comma  1  dell'art.  17  della  legge n. 400/1988
          (Disciplina dell'attivita' di Governo e  ordinamento  della
          Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri), come modificato
          dall'art. 74 del D.Lgs 3 febbraio 1993, n. 29, prevede  che
          con   decreto   del  Presidente  della  Repubblica,  previa
          deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il parere
          del Consiglio di Stato che deve pronunziarsi entro  novanta
          giorni  dalla richiesta, possano essere emanati regolamenti
          per:
               a) l'esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi;
               b) l'attuazione e l'integrazione  delle  leggi  e  dei
          decreti  legislativi  recanti  norme  di principio, esclusi
          quelli  relativi  a  materie  riservate   alla   competenza
          regionale;
               c)  la materie in cui manchi la disciplina da parte di
          leggi o di atti aventi forza di legge, sempre  che  non  si
          tratti di materie comunque riservate alla legge;
               d)   l'organizzazione   ed   il   funzionamento  delle
          amministrazioni pubbliche secondo le  disposizioni  dettate
          dalla legge.
             Il  comma  4  dello  stesso  articolo stabilisce che gli
          anzidetti regolamenti debbano recare  la  denominazione  di
          "regolamento",  siano  adottati previo parere del Consiglio
          di Stato, sottoposti al visto ed alla  registrazione  della
          Corte dei conti e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.
          Nota all'art. 1:
             -  Il  testo  dell'art. 6 del D.P.C.M. 27 dicembre 1988.
          (Norme tecniche per la redazione  degli  studi  di  impatto
          ambientale e la formulazione del giudizio di compatibilita'
          di  cui  all'art.  6  della  legge  8  luglio 1986, n. 349,
          adottate ai sensi dell'art. 3 del  decreto  del  Presidente
          del  Consiglio  dei Ministri 10 agosto 1988, n.  377), come
          sopra modificato, e' il seguente:
             "Art. 6 (Istruttoria per il giudizio  di  compatibilita'
          ambientale).  - 1. La commissione di cui all'art. 18, comma
          5, della legge 11 marzo 1988, n. 67, verifica il  progetto,
          anche  mediante  accertamento  d'ufficio, in relazione alle
          specificazioni, descrizioni e piani richiesti dall'art.  2,
          comma  3,  del  decreto  del  Presidente  del Consiglio dei
          Ministri 10 agosto 1988,  n.  377,  ed  a  quanto  previsto
          dall'art.   6  del  medesimo  decreto  del  Presidente  del
          Consiglio dei Ministri.
             2. L'istruttoria si conclude con parere motivato, tenuto
          conto  degli  studi  effettuati  dal  proponente  e  previa
          valutazione  degli  effetti,  anche indotti, dell'opera sul
          sistema ambientale, raffrontando la situazione esistente al
          momento  della  comunicazione  con  la previsione di quella
          successiva.   La   commissione   identifica   inoltre,   se
          necessario,  le  eventuali  prescrizioni  finalizzate  alla
          compatibilita' ambientale del progetto.
             3. La commissione ha facolta' di richiedere i pareri  di
          enti ed amministrazioni pubbliche e di organi di consulenza
          tecnico-scientifica  dello  Stato,  che  ritenga  opportuno
          acquisire nell'ambito dell'istruttoria.
             4.   Ove   sia    verificata    l'incompletezza    della
          documentazione   presentata,   il  Ministero  dell'ambiente
          provvede a richiedere, possibilmente in un unica soluzione,
          le integrazioni necessarie. Tale richiesta  ha  effetto  di
          pronuncia interlocutoria negativa.
             5.  Restano  comunque  salve  le  prescrizioni  tecniche
          attinenti all'esecuzione delle opere e  degli  impianti  ed
          alla loro sicurezza ai sensi delle disposizioni vigenti.
             6.  Il committente delle opere ha facolta' di comunicare
          al Ministero dell'ambiente - Commissione per le valutazioni
          dell'impatto ambientale di cui all'art. 18, comma 5,  della
          legge  11  marzo  1988,  n.    67,  l'inizio degli studi di
          impatto ambientale e delle conseguenti operazioni tecniche.
          Il presidente della commissione ha  facolta'  di  designare
          osservatori  che assistano a sopralluoghi, prove, verifiche
          sperimentali di modelli ed altre operazioni  tecniche,  non
          facilmente ripetibili, che siano funzionali allo studio.
             7.  La  Commissione  provvede altresi' a verificare caso
          per caso la  sussistenza  delle  condizioni  di  esclusione
          dalla  procedura  di  valutazione  di  cui all'art. 6 della
          legge 8 luglio 1986, n. 349, per i progetti  relativi  agli
          interventi  di cui all'art. 1, comma 1, lettera b), nonche'
          per i progetti relativi  agli  interventi  di  modifica  di
          opere  gia'  esistenti  di  cui  all'art.  1,  comma 3, del
          decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 agosto
          1988, n.  377, a questo fine essa accerta, anche d'ufficio,
          l'insussistenza   di   fattori    che    possano    causare
          ripercussioni di notevole importanza sull'ambiente, tra cui
          la natura dell'intervento, le sue caratteristiche tecniche,
          le   sue   dimensioni,  la  sua  ubicazione,  la  riduzione
          quantitativa e  qualitativa  delle  emissioni,  l'eventuale
          rischio  sismico  e  quello idrogeologico, gli scarichi, la
          produzione di rifiuti, il  prelievo  e  l'utilizzazione  di
          materie  prime e delle risorse naturali della zona, nonche'
          le opere e gli impianti connessi ai relativi  progetti.  Il
          committente   ha   comunque  l'obbligo,  ai  fini  di  tale
          accertamento, di produrre tutte  le  informazioni  relative
          alla  descrizione  del  progetto  e  i  dati  necessari per
          individuare  e   valutare   gli   effetti   dell'intervento
          sull'ambiente".