IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

  Visto l'articolo 87, quinto comma, della Costituzione;
  Visto  l'articolo  17,  comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n.
400;
  Vista  la  legge 15 marzo 1997, n. 59, ed in particolare l'articolo
11;
  Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
  Vista la legge 9 maggio 1989, n. 168;
 Visto l'articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127;
  Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
  Visto  il  decreto del Presidente della Repubblica 1 dicembre 1999,
n.   477,   concernente   regolamento   recante   norme   concernenti
l'organizzazione  del  Ministero  dell'universita'  e  della  ricerca
scientifica e tecnologica;
  Vista  la  legge  21  dicembre  1999, n. 508, recante riforma delle
Accademie   di   belle   arti,   dell'Accademia  musicale  di  danza,
dell'Accademia nazionale di arte drammatica, degli Istituti superiori
per  le  industrie  artistiche,  dei  Conservatori  di musica e degli
Istituti musicali pareggiati;
  Visto  il  decreto  legislativo 30 luglio 1999, n. 286, concernente
riordino e potenziamento dei meccanismi e strumenti di monitoraggio e
di   valutazione   dei   costi,   dei   rendimenti  e  dei  risultati
dell'attivita'   svolta  dalle  amministrazioni  pubbliche,  a  norma
dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59;
  Visto  il  decreto  legislativo  30  luglio  1999,  n. 300, recante
riforma  dell'organizzazione  del  Governo,  a norma dell'articolo 11
della legge 15 marzo 1997, n. 59;
  Visto  il  decreto del Presidente della Repubblica 6 novembre 2000,
n.  347, concernente regolamento recante organizzazione del Ministero
della pubblica istruzione;
  Visto  il  decreto-legge  12  giugno  2001, n. 217, convertito, con
modificazioni,   dalla   legge   3   agosto  2001,  n.  317,  recante
modificazioni  al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, nonche'
alla  legge  23 agosto 1988, n. 400, in materia di organizzazione del
Governo;
  Sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative in
data 28 gennaio 2002;
  Vista  la  preliminare  deliberazione  del  Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 13 dicembre 2001;
  Udito  il  parere  del  Consiglio  di Stato, espresso dalla Sezione
consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 10 gennaio 2002;
  Acquisito  il  parere della Commissione affari costituzionali della
Camera dei deputati espresso nella seduta del 20 febbraio 2002;
  Considerato  che  in  data  3  marzo 2002 e' scaduto il termine per
l'espressione  del  parere  da parte della Commissione istruzione del
Senato  della  Repubblica,  cui  lo  schema  di regolamento era stato
assegnato  in  data 31 gennaio 2002, e che, a norma dell'articolo 13,
comma  2,  della legge 15 marzo 1997, n. 59, il Governo puo' adottare
egualmente il regolamento;
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 14 marzo 2002;
  Sulla  proposta  del  Ministro  dell'istruzione, dell'universita' e
della  ricerca,  di  concerto  con  il Ministro dell'economia e delle
finanze e con il Ministro per la funzione pubblica;

                              E m a n a
                      il seguente regolamento:

                               Art. 1.
  1. In attesa del riordino degli uffici di diretta collaborazione ai
sensi dell'articolo 7 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300,
si  applica  al  Ministero  dell'istruzione, dell'universita' e della
ricerca  di  cui  all'articolo  49  dello stesso decreto legislativo,
l'articolo  2  del decreto del Presidente della Repubblica 1 dicembre
1999, n. 477, con le seguenti modificazioni ed integrazioni:
    a)  al comma 2 l'ultimo periodo e' sostituito dal seguente: "Puo'
avvalersi  di uno o piu' vice capi di gabinetto, in numero, comunque,
non superiore a tre.";
    b) al comma 3 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Il capo
dell'ufficio legislativo puo' avvalersi di due vice capi del medesimo
ufficio.";
    c)  al  comma 5 sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: "Esso
e'  costituito  a norma dell'articolo 9 della legge 7 giugno 2000, n.
150,  salvo,  per quanto attiene alla prima applicazione della citata
legge  n.  150  del 2000, il disposto di cui all'articolo 6, comma 2,
della  medesima  legge. Il Ministro puo' essere inoltre coadiuvato da
un  portavoce  secondo quanto previsto dall'articolo 7 della legge n.
150 del 2000";
    d)  il  comma  6  e'  sostituito dal seguente: "6. Il servizio di
controllo  interno  e'  costituito ed opera in posizione di autonomia
presso  il  gabinetto  a  norma dell'articolo 6, comma 3, del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 286.";
    e) al comma 7 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "In caso
di  attribuzione  del titolo di vice Ministro, la relativa segreteria
puo'  essere  composta  da  un  numero  di  dipendenti  pubblici  non
superiore a 24 unita'.";
    f)  al  comma 8, primo periodo, le parole da: "Agli uffici di cui
al  comma  1"  fino  alle  parole: "75 unita'", sono sostituite dalle
seguenti:  "Agli  uffici  di  cui  al  presente articolo e' assegnato
personale  del  Ministero  dell'istruzione,  dell'universita' e della
ricerca  e  di  altre  amministrazioni  pubbliche,  ivi  compreso  il
personale  della  scuola,  anche  in  posizione di aspettativa, fuori
ruolo o comando, nel numero massimo di 295 unita'," e le parole: "non
    superiore  a 12" sono sostituite dalle seguenti: "non superiore a
    30";
g) al comma 8, terzo periodo, le parole: "nel numero massimo di
12" sono sostituite dalle seguenti: "nel numero massimo di 30".
  2.  All'articolo  6  del  decreto del Presidente della Repubblica 1
dicembre 1999, n. 477, dopo il comma 2, e' aggiunto il seguente:
  "2-bis.  Al  fine  di assicurare l'effettivo rispetto del principio
dell'invarianza  della  spesa,  l'eventuale  maggiore onere derivante
dalla   previsione,   ai   sensi   del  terzo  periodo  del  comma  8
dell'articolo  2,  di  trattamenti  economici  commisurati  a  quelli
spettanti  ai  soggetti  preposti agli uffici di cui all'articolo 19,
commi  da  3  a  5, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e'
compensato  considerando  indisponibile,  ai  fini  del  conferimento
presso  la stessa amministrazione, un numero di incarichi di funzione
dirigenziale,  anche  di  livello  generale,  equivalente  sul  piano
finanziario.".
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
    Dato a Roma, addi' 26 marzo 2002

                               CIAMPI

                                  Berlusconi,      Presidente     del
                                     Consiglio dei Ministri
                                  Moratti, Ministro del-l'istruzione,
dell'universita' e della ricerca
Tremonti, Ministro del-l'economia e
                                     delle finanze
                                  Frattini,  Ministro per la funzione
                                     pubblica
Visto,  il Guardasigilli: Castelli Registrato alla Corte dei conti il
18  giugno  2002  Ufficio  di  controllo preventivo sui Ministeri dei
servizi  alla  persona e dei beni culturali, registro n. 4, foglio n.
170
 
          Avvertenza:
              Il  testo  delle  note  qui pubblicato e' stato redatto
          dall'amministrazione   competente  per  materia,  ai  sensi
          dell'art.   10,   commi  2  e  3,  del  testo  unico  delle
          disposizioni     sulla     promulgazione    dalle    leggi,
          sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
          e  sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
          approvato  con  D.P.R.  28 dicembre  1985, n. 1092, al solo
          fine  di  facilitare la lettura delle disposizioni di legge
          alle  quali  e'  operato  il  rinvio.  Restano invariati il
          valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.

          Note alle premesse:

              - L'art.   87,   comma   quinto,   della   Costituzione
          conferisce  al  Presidente  della  Repubblica  il potere di
          promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di
          legge e i regolamenti.
              - Si  riporta il testo dell'art. 17, comma 4-bis, della
          legge  23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell'attivita' di
          Governo  e  ordinamento  della Presidenza del Consiglio dei
          Ministri):
              "4-bis. - L'organizzazione e la disciplina degli uffici
          dei  Ministeri sono determinate, con regolamenti emanati ai
          sensi  del  comma  2,  su  proposta del Ministro competente
          d'intesa con il Presidente del Consiglio dei Ministri e con
          il Ministro del tesoro, nel rispetto dei principi posti dal
          decreto  legislativo  3 febbraio  1993, n. 29, e successive
          modificazioni,  con  i  contenuti  e  con  l'osservanza dei
          criteri che seguono:
                a) riordino  degli  uffici  di diretta collaborazione
          con i Ministri ed i Sottosegretari di Stato, stabilendo che
          tali   uffici   hanno   esclusive  competenze  di  supporto
          dell'organo  di direzione politica e di raccordo tra questo
          e l'amministrazione;
                b) individuazione    degli    uffici    di    livello
          dirigenziale  generale,  centrali  e  periferici,  mediante
          diversificazione  tra  strutture  con funzioni finali e con
          funzioni  strumentali  e  loro  organizzazione per funzioni
          omogenee  e  secondo criteri di flessibilita' eliminando le
          duplicazioni funzionali;
                c) previsione  di  strumenti  di  verifica  periodica
          dell'organizzazione e dei risultati;
                d) indicazione    e    revisione    periodica   della
          consistenza delle piante organiche;
                e) previsione  di  decreti ministeriali di natura non
          regolamentare  per  la definizione dei compiti delle unita'
          dirigenziali    nell'ambito   degli   uffici   dirigenziali
          generali.".
              - Si   riporta  il  testo  dell'art.  11,  della  legge
          15 marzo 1997, n. 59 (Delega al Governo per il conferimento
          di  funzioni  e compiti alle regioni ed enti locali, per la
          riforma   della   pubblica   amministrazione   e   per   la
          semplificazione amministrativa):
              "Art.  11 - 1. Il Governo e' delegato ad emanare, entro
          il  31 gennaio 1999, uno o piu' decreti legislativi diretti
          a:
                a) razionalizzare  l'ordinamento della Presidenza del
          Consiglio dei Ministri e dei Ministeri, anche attraverso il
          riordino,  la  soppressione  e  la  fusione  di  Ministeri,
          nonche'  di  amministrazioni  centrali anche ad ordinamento
          autonomo;
                b) riordinare gli enti pubblici nazionali operanti in
          settori   diversi   dalla   assistenza   e  previdenza,  le
          istituzioni  di  diritto  privato e le societa' per azioni,
          controllate  direttamente o indirettamente dallo Stato, che
          operano,  anche all'estero, nella promozione e nel sostegno
          pubblico al sistema produttivo nazionale;
                c) riordinare   e   potenziare  i  meccanismi  e  gli
          strumenti  di  monitoraggio e di valutazione dei costi, dei
          rendimenti  e  dei  risultati  dell'attivita'  svolta dalle
          amministrazioni pubbliche;
                d) riordinare e razionalizzare gli interventi diretti
          a   promuovere   e   sostenere  il  settore  della  ricerca
          scientifica  e  tecnologica  nonche' gli organismi operanti
          nel settore stesso.
              2.  I  decreti  legislativi  sono emanati previo parere
          della  Commissione  di  cui  all'art.  5,  da rendere entro
          trenta  giorni  dalla  data  di  trasmissione degli stessi.
          Decorso  tale  termine i decreti legislativi possono essere
          comunque emanati.
              3.  Disposizioni  correttive  e  integrative ai decreti
          legislativi  possono  essere  emanate,  nel  rispetto degli
          stessi  principi  e  criteri  direttivi  e  con le medesime
          procedure,  entro  un anno dalla data della loro entrata in
          vigore.
              4.  Anche  al  fine  di  conformare le disposizioni del
          decreto  legislativo  3 febbraio  1993, n. 29, e successive
          modificazioni,   alle  disposizioni  della  presente  legge
          recanti   principi   e  criteri  direttivi  per  i  decreti
          legislativi   da  emanarsi  ai  sensi  del  presente  capo,
          ulteriori  disposizioni integrative e correttive al decreto
          legislativo   3 febbraio   1993,   n.   29,   e  successive
          modificazioni,  possono  essere emanate entro il 31 ottobre
          1998.  A  tal  fine  il  Governo,  in  sede di adozione dei
          decreti legislativi, si attiene ai principi contenuti negli
          articoli  97  e 98 della Costituzione, ai criteri direttivi
          di  cui  all'art.  2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421, a
          partire  dal  principio  della  separazione  tra  compiti e
          responsabilita'   di   direzione   politica   e  compiti  e
          responsabilita'   di   direzione   delle   amministrazioni,
          nonche',  ad  integrazione,  sostituzione  o modifica degli
          stessi ai seguenti principi e criteri direttivi:
                a) completare  l'integrazione  della  disciplina  del
          lavoro   pubblico  con  quella  del  lavoro  privato  e  la
          conseguente    estensione    al   lavoro   pubblico   delle
          disposizioni  del  codice civile e delle leggi sui rapporti
          di  lavoro  privato  nell'impresa;  estendere  il regime di
          diritto  privato  del rapporto di lavoro anche ai dirigenti
          generali  ed  equiparati  delle  amministrazioni pubbliche,
          mantenendo  ferme  le  altre  esclusioni di cui all'art. 2,
          commi  4  e  5, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.
          29;
                b) prevedere  per i dirigenti, compresi quelli di cui
          alla   lettera a),   l'istituzione   di   un   ruolo  unico
          interministeriale  presso  la  Presidenza del Consiglio dei
          Ministri,  articolato  in  modo  da garantire la necessaria
          specificita' tecnica;
                c) semplificare  e  rendere piu' spedite le procedure
          di   contrattazione  collettiva;  riordinare  e  potenziare
          l'Agenzia  per  la rappresentanza negoziale delle pubbliche
          amministrazioni  (ARAN)  cui e' conferita la rappresentanza
          negoziale  delle  amministrazioni interessate ai fini della
          sottoscrizione  dei  contratti  collettivi nazionali, anche
          consentendo  forme  di associazione tra amministrazioni, ai
          fini  dell'esercizio  del  potere  di indirizzo e direttiva
          all'ARAN per i contratti dei rispettivi comparti;
                d) prevedere   che   i   decreti   legislativi  e  la
          contrattazione  possano  distinguere la disciplina relativa
          ai  dirigenti da quella concernente le specifiche tipologie
          professionali, fatto salvo quanto previsto per la dirigenza
          del   ruolo  sanitario  di  cui  all'art.  15  del  decreto
          legislativo   30 dicembre   1992,   n.  502,  e  successive
          modificazioni,   e   stabiliscano   altresi'  una  distinta
          disciplina  per  gli altri dipendenti pubblici che svolgano
          qualificate     attivita'     professionali,     implicanti
          l'iscrizione  ad  albi,  oppure  tecnico-scientifiche  e di
          ricerca;
                e) garantire  a  tutte  le  amministrazioni pubbliche
          autonomi  livelli  di contrattazione collettiva integrativa
          nel   rispetto   dei   vincoli   di  bilancio  di  ciascuna
          amministrazione;   prevedere  che  per  ciascun  ambito  di
          contrattazione  collettiva  le  pubbliche  amministrazioni,
          attraverso  loro  istanze  associative  o  rappresentative,
          possano costituire un comitato di settore;
                f) prevedere     che,    prima    della    definitiva
          sottoscrizione del contratto collettivo, la quantificazione
          dei    costi   contrattuali   sia   dall'ARAN   sottoposta,
          limitatamente  alla certificazione delle compatibilita' con
          gli  strumenti  di  programmazione  e  di  bilancio  di cui
          all'art.  1-bis  della  legge  5 agosto  1978,  n.  468,  e
          successive  modificazioni,  alla  Corte dei conti, che puo'
          richiedere  elementi  istruttori  e  di  valutazione  ad un
          nucleo    di   tre   esperti,   designati,   per   ciascuna
          certificazione    contrattuale,   con   provvedimento   del
          Presidente  del  Consiglio dei Ministri, di concerto con il
          Ministro  del  tesoro;  prevedere che la Corte dei conti si
          pronunci  entro  il  termine di quindici giorni, decorso il
          quale  la  certificazione  si intende effettuata; prevedere
          che   la  certificazione  e  il  testo  dell'accordo  siano
          trasmessi   al   comitato   di   settore  e,  nel  caso  di
          amministrazioni statali, al Governo;
                prevedere   che,   decorsi   quindici   giorni  dalla
          trasmissione  senza  rilievi,  il  presidente del consiglio
          direttivo  dell'ARAN  abbia  mandato  di  sottoscrivere  il
          contratto   collettivo   il  quale  produce  effetti  dalla
          sottoscrizione  definitiva;  prevedere  che,  in ogni caso,
          tutte  le  procedure  necessarie per consentire all'ARAN la
          sottoscrizione  definitiva  debbano essere completate entro
          il  termine di quaranta giorni dalla data di sottoscrizione
          iniziale dell'ipotesi di accordo;
                g) devolvere,  entro  il  30 giugno  1998, al giudice
          ordinario,  tenuto  conto  di quanto previsto dalla lettera
          a),  tutte  le  controversie relative ai rapporti di lavoro
          dei  dipendenti  delle pubbliche amministrazioni, ancorche'
          concernenti   in   via   incidentale   atti  amministrativi
          presupposti,  ai  fini  della  disapplicazione, prevedendo:
          misure  organizzative  e  processuali  anche  di  carattere
          generale   atte   a   prevenire   disfunzioni   dovute   al
          sovraccarico  del  contenzioso; procedure stragiudiziali di
          conciliazione e arbitrato;
              infine,  la  contestuale estensione della giurisdizione
          del  giudice  amministrativo  alle  controversie  aventi ad
          oggetto  diritti  patrimoniali conseguenziali, ivi comprese
          quelle  relative  al  risarcimento  del  danno,  in materia
          edilizia,  urbanistica  e  di  servizi pubblici, prevedendo
          altresi'   un   regime   processuale   transitorio   per  i
          procedimenti pendenti;
                h) prevedere  procedure  facoltative di consultazione
          delle  organizzazioni  sindacali  firmatarie  dei contratti
          collettivi  dei relativi comparti prima dell'adozione degli
          atti interni di organizzazione aventi riflessi sul rapporto
          di lavoro;
                i) prevedere la definizione da parte della Presidenza
          del  Consiglio  dei  Ministri - Dipartimento della funzione
          pubblica di un codice di comportamento dei dipendenti della
          pubblica  amministrazione e le modalita' di raccordo con la
          disciplina   contrattuale   delle   sanzioni  disciplinari,
          nonche'  l'adozione  di  codici  di  comportamento da parte
          delle singole amministrazioni pubbliche;
                prevedere  la  costituzione  da  parte  delle singole
          amministrazioni  di  organismi  di  controllo  e consulenza
          sull'applicazione  dei  codici  e  le modalita' di raccordo
          degli  organismi  stessi con il Dipartimento della funzione
          pubblica.
              4-bis.  I  decreti  legislativi  di cui al comma 4 sono
          emanati   previo   parere  delle  Commissioni  parlamentari
          permanenti  competenti  per materia, che si esprimono entro
          trenta  giorni  dalla  data  di  trasmissione  dei relativi
          schemi. Decorso tale termine, i decreti legislativi possono
          essere comunque emanati.
              5.  Il termine di cui all'art. 2, comma 48, della legge
          28 dicembre  1995,  n.  549,  e' riaperto fino al 31 luglio
          1997.
              6.   Dalla  data  di  entrata  in  vigore  dei  decreti
          legislativi  di  cui  al  comma  4,  sono abrogate tutte le
          disposizioni in contrasto con i medesimi. Sono apportate le
          seguenti modificazioni alle disposizioni dell'art. 2, comma
          1,  della legge 23 ottobre 1992, n. 421: alla lettera e) le
          parole:   "ai   dirigenti   generali  ed  equiparati"  sono
          soppresse;  alla  lettera  i) le parole: "prevedere che nei
          limiti  di  cui  alla  lettera  h)  la  contrattazione  sia
          nazionale  e  decentrata"  sono  sostituite dalle seguenti:
          "prevedere  che  la struttura della contrattazione, le aree
          di contrattazione e il rapporto tra i diversi livelli siano
          definiti  in  coerenza  con quelli del settore privato"; la
          lettera  q)  e'  abrogata;  alla lettera t) dopo le parole:
          "concorsi unici per profilo professionale" sono inserite le
          seguenti: ", da espletarsi a livello regionale,".
              7.  Sono  abrogati  gli  articoli  38  e 39 del decreto
          legislativo  3 febbraio  1993,  n.  29.  Sono fatti salvi i
          procedimenti   concorsuali  per  i  quali  sia  stato  gia'
          pubblicato il bando di concorso.".
              - Il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante
          norme  generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze
          delle  amministrazioni pubbliche, e' pubblicato in Gazzetta
          Ufficiale 9 maggio 2001, n. 106, supplemento ordinario.".
              - La legge 9 maggio 1989, n. 168 reca: "Istituzione del
          Ministero  dell'universita'  e  della ricerca scientifica e
          tecnologica".
              - Si  riporta  il  testo  dell'art. 17, comma 14, della
          legge  15 maggio  1997,  n.  127  (Misure  urgenti  per  lo
          snellimento    dell'attivita'    amministrativa    e    dei
          procedimenti di decisione e di controllo):
              "14. - Nel   caso   in  cui  disposizioni  di  legge  o
          regolamentari    dispongano   l'utilizzazione   presso   le
          amministrazioni pubbliche di un contingente di personale in
          posizione  di  fuori ruolo o di comando, le amministrazioni
          di appartenenza sono tenute ad adottare il provvedimento di
          fuori  ruolo  o  di  comando  entro  quindici  giorni dalla
          richiesta.".
              - Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 recante:
          Conferimento  di  funzioni  e  compiti amministrativi dello
          Stato  alle  regioni ed agli enti locali, in attuazione del
          capo  I  della  legge  15 marzo  1997, n. 59, e' pubblicato
          nella Gazzetta Ufficiale 21 aprile 1998, n. 92, supplemento
          ordinario.

          Note all'art. 1:
              - Si riporta il testo degli articoli 7 e 49 del decreto
          legislativo 30 luglio 1999, n. 300:
              "Art.  7  (Uffici  di  diretta  collaborazione  con  il
          Ministro).  -  1.  La  costituzione  e  la disciplina degli
          uffici   di   diretta   collaborazione  del  Ministro,  per
          l'esercizio   delle   funzioni  ad  esso  attribuite  dagli
          articoli 3 e 14 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.
          29,    e    successive   modificazioni   ed   integrazioni,
          l'assegnazione  di  personale  a  tali uffici e il relativo
          trattamento   economico,   il   riordino  delle  segreterie
          particolari  dei  Sottosegretari  di  Stato,  sono regolati
          dall'art.  14,  comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio
          1993, n. 29.
              2.  I  regolamenti di cui al suddetto art. 14, comma 2,
          del   decreto   legislativo  3 febbraio  1993,  n.  29,  si
          attengono,  tra  l'altro,  ai  seguenti  principi e criteri
          direttivi:
                a) attribuzione dei compiti di diretta collaborazione
          secondo  criteri  che  consentano  l'efficace  e funzionale
          svolgimento  dei compiti di definizione degli obiettivi, di
          elaborazione  delle  politiche  pubbliche  e di valutazione
          della  relativa  attuazione  e  delle connesse attivita' di
          comunicazione,  nel  rispetto  del principio di distinzione
          tra funzioni di indirizzo e compiti di gestione;
                b) assolvimento   dei   compiti   di   supporto   per
          l'assegnazione e la ripartizione delle risorse ai dirigenti
          preposti   ai   centri   di   responsabilita',   ai   sensi
          dell'articolo  3  del decreto legislativo 7 agosto 1997, n.
          279,  anche  in  funzione  della  verifica  della  gestione
          effettuata  dagli  appositi  uffici, nonche' del compito di
          promozione e sviluppo dei sistemi informativi;
                c) organizzazione  degli uffici preposti al controllo
          interno  di diretta collaborazione con il Ministro, secondo
          le  disposizioni  del  decreto  legislativo  di  riordino e
          potenziamento  dei meccanismi e strumenti di monitoraggio e
          valutazione  dei  costi,  dei  rendimenti  e  dei risultati
          dell'attivita'  svolta  dalle amministrazioni pubbliche, in
          modo  da assicurare il corretto ed efficace svolgimento dei
          compiti  ad essi assegnati dalla legge, anche attraverso la
          provvista  di  adeguati  mezzi  finanziari, organizzativi e
          personali;
                d) organizzazione  del  settore giuridico-legislativo
          in   modo   da   assicurare:  il  raccordo  permanente  con
          l'attivita'  normativa  del  Parlamento,  l'elaborazione di
          testi  normativi  del Governo garantendo la valutazione dei
          costi   della   regolazione,  la  qualita'  del  linguaggio
          normativo,  l'applicabilita'  delle  norme  introdotte,  lo
          snellimento  e  la semplificazione della normativa, la cura
          dei  rapporti  con  gli altri organi costituzionali, con le
          autorita' indipendenti e con il Consiglio di Stato;
                e) attribuzione dell'incarico di Capo degli uffici di
          cui    al    comma    1    ad   esperti,   anche   estranei
          all'amministrazione, dotati di elevata professionalita'.
              Art.  49  (Istituzione del Ministero e attribuzioni). -
          1.    E'    istituito    il    Ministero   dell'istruzione,
          dell'universita' e della ricerca.
              2. Al Ministero sono attribuite le funzioni e i compiti
          spettanti allo Stato in materia di istruzione scolastica ed
          istruzione   superiore,  di  istruzione  universitaria,  di
          ricerca scientifica e tecnologica.
              3.  Al  Ministero  sono  trasferite,  con  le  inerenti
          risorse   finanziarie,   strumentali  e  di  personale,  le
          funzioni  dei  Ministeri  della pubblica istruzione e della
          universita' e ricerca scientifica e tecnologica, eccettuate
          quelle  attribuite,  anche  dal  presente decreto, ad altri
          Ministeri  o  ad  agenzie,  e  fatte in ogni caso salve, ai
          sensi  e  per  gli  effetti degli articoli 1, comma 2, e 3,
          comma 1, lettere a) e b), della legge 15 marzo 1997, n. 59,
          le  funzioni  conferite  dalla  vigente  legislazione  alle
          regioni  ed  agli  enti  locali.  E'  fatta  altresi' salva
          l'autonomia  delle  istituzioni  scolastiche  e l'autonomia
          delle  istituzioni  universitarie  e degli enti di ricerca,
          nel quadro di cui all'art. 1, comma 6, e dell'art. 21 della
          legge  15 marzo  1997,  n.  59,  e  del decreto legislativo
          5 giugno 1998, n. 204.
              Il   Ministero   esercita   le  funzioni  di  vigilanza
          spettanti  al  Ministero della pubblica istruzione, a norma
          dell'art. 88, sull'agenzia per la formazione e l'istruzione
          professionale.
              - Si  riporta  il  testo  dell'art.  2  del decreto del
          Presidente  della  Repubblica 1 dicembre 1999, n. 477, come
          modificato dal decreto qui pubblicato:
              "Art. 2 (Ministro ed uffici di diretta collaborazione).
          -  1.  Il  Ministro  e'  l'organo di direzione politica del
          Ministero  e  ne  determina  gli indirizzi, avvalendosi del
          gabinetto,  dell'ufficio legislativo, della segreteria, del
          segretario particolare e dell'ufficio stampa.
              2.  Il capo di gabinetto coordina le attivita' affidate
          agli   uffici  di  diretta  collaborazione  e  assicura  il
          raccordo  tra  le  funzioni  di indirizzo del Ministro e le
          attivita'  di gestione del Ministero. Puo' avvalersi di uno
          o  piu'  vice  capi  di gabinetto, in numero, comunque, non
          superiore a tre.
              3.  L'ufficio  legislativo  provvede  alle attivita' di
          definizione  degli  interventi  normativi  nelle materie di
          competenza  del Ministero, avvalendosi, per gli adempimenti
          istruttori  e strumentali, dei competenti uffici; esamina i
          provvedimenti sottoposti al Consiglio dei Ministri e quelli
          di  iniziativa  parlamentare.  Cura  le  risposte agli atti
          parlamentari  di  controllo  e  di indirizzo riguardanti il
          Ministero  e il seguito dato agli stessi e svolge attivita'
          di  consulenza  giuridica  nei confronti dei dipartimenti e
          delle  direzioni generali. Il capo dell'ufficio legislativo
          puo' avvalersi di due vice capi del medesimo ufficio.
              4.  La  segreteria  del  Ministro  svolge  attivita' di
          supporto alle funzioni del medesimo.
              5.  L'ufficio  stampa  cura i rapporti con il sistema e
          gli  organi  di  informazione  nazionale  e internazionale,
          nonche'  la  rassegna  stampa con riferimento ai profili di
          competenza  del  Ministero;  promuove e gestisce iniziative
          editoriali   di   informazione   istituzionale.   Esso   e'
          costituito  a  norma dell'art. 9 della legge 7 giugno 2000,
          n.  150,  salvo, per quanto attiene alla prima applicazione
          della  citata  legge  n.  150  del 2000, il disposto di cui
          all'art. 6, comma 2, della medesima legge. Il Ministro puo'
          essere  inoltre  coadiuvato  da un portavoce secondo quanto
          previsto dall'art. 7 della legge n. 150 del 2000.
              6.  Il  servizio  di controllo interno e' costituito ed
          opera in posizione di autonomia presso il gabinetto a norma
          dell'art.  6,  comma  3,  del decreto legislativo 30 luglio
          1999, n. 286.
              7.  Le  segreterie  particolari  dei  Sottosegretari di
          Stato  svolgono  attivita'  di  supporto  alle funzioni dei
          medesimi.   Sono   composte   ciascuna   da  un  segretario
          particolare e dal capo della segreteria, nominati anche tra
          estranei  all'amministrazione,  nonche'  da  un  numero non
          superiore ad otto unita' di dipendenti pubblici. In caso di
          attribuzione  del  titolo  di  vice  Ministro,  la relativa
          segreteria  puo' essere composta da un numero di dipendenti
          pubblici non superiore a 24 unita'.
              8.  Agli  uffici  di  cui  al  precedente  articolo  e'
          assegnato    personale   del   Ministero   dell'istruzione,
          dell'universita' e della ricerca e di altre amministrazioni
          pubbliche, ivi compreso il personale della scuola, anche in
          posizione di aspettativa, fuori ruolo o comando, nel numero
          massimo di 295 unita', nonche' estranei all'amministrazione
          assunti  con  contratto  a  tempo determinato in numero non
          superiore  a 30. Tale personale e' ripartito tra i suddetti
          uffici   con   decreto  di  natura  non  regolamentare  del
          Ministro.  Possono  essere  chiamati  a  collaborare  con i
          suddetti  uffici  anche esperti e consulenti di particolare
          professionalita'   e   specializzazione  nelle  materie  di
          competenza      del      Ministero      e     in     quelle
          giuridico-amministrative,  con  incarichi di collaborazione
          coordinata  e  continuativa,  nel  numero massimo di 30. Il
          trattamento economico accessorio e' determinato con decreto
          del  Ministro  ai  sensi dell'art. 14, comma 2, del decreto
          legislativo   3 febbraio   1993,   n.   29,   e  successive
          modificazioni  e  integrazioni.  Del  gabinetto fa parte un
          consigliere diplomatico.
              9.  I  titolari  degli  uffici  di  cui al comma 1 sono
          nominati direttamente dal Ministro anche tra esperti dotati
          di         elevata        professionalita',        estranei
          all'amministrazione.".
              - Si  riporta il testo degli articoli 6, comma 2, 7 e 9
          della legge 7 giugno 2000, n. 150:
              "2. - Ciascuna  amministrazione  definisce, nell'ambito
          del  proprio ordinamento degli uffici e del personale e nei
          limiti  delle risorse disponibili, le strutture e i servizi
          finalizzati  alle attivita' di informazione e comunicazione
          e  al  loro  coordinamento,  confermando,  in sede di prima
          applicazione   della   presente   legge,   le  funzioni  di
          comunicazione  e  di  informazione al personale che gia' le
          svolge.
              Art.  7.  - 1. L'organo di vertice dell'amministrazione
          pubblica  puo'  essere  coadiuvato  da  un portavoce, anche
          esterno   all'amministrazione,   con   compiti  di  diretta
          collaborazione   ai   fini   dei   rapporti   di  carattere
          politico-istituzionale  con  gli organi di informazione. Il
          portavoce,  incaricato  dal  medesimo organo, non puo', per
          tutta la durata del relativo incarico, esercitare attivita'
          nei  settori radiotelevisivo, del giornalismo, della stampa
          e delle relazioni pubbliche.
              2.   Al   portavoce   e'   attribuita   una  indennita'
          determinata dall'organo di vertice nei limiti delle risorse
          disponibili  appositamente iscritte in bilancio da ciascuna
          amministrazione per le medesime finalita'.
              Art.  9.  -  1.  Le  amministrazioni  pubbliche  di cui
          all'art.  1,  comma  2,  del decreto legislativo 3 febbraio
          1993,  n. 29, possono dotarsi, anche in forma associata, di
          un  ufficio  stampa, la cui attivita' e' in via prioritaria
          indirizzata ai mezzi di informazione di massa.
              2.  Gli  uffici  stampa  sono  costituiti  da personale
          iscritto all'albo nazionale dei giornalisti. Tale dotazione
          di    personale   e'   costituita   da   dipendenti   delle
          amministrazioni  pubbliche, anche in posizione di comando o
          fuori   ruolo,   o  da  personale  estraneo  alla  pubblica
          amministrazione  in  possesso  dei  titoli  individuati dal
          regolamento  di cui all'art. 5, utilizzato con le modalita'
          di  cui  all'art.  7,  comma  6,  del  decreto  legislativo
          3 febbraio  1993,  n.  29,  e successive modificazioni, nei
          limiti  delle  risorse  disponibili nei bilanci di ciascuna
          amministrazione per le medesime finalita'.
              3.  L'ufficio stampa e' diretto da un coordinatore, che
          assume la qualifica di capo ufficio stampa, il quale, sulla
          base  delle  direttive  impartite  dall'organo  di  vertice
          dell'amministrazione, cura i collegamenti con gli organi di
          informazione,  assicurando il massimo grado di trasparenza,
          chiarezza  e  tempestivita'  delle comunicazioni da fornire
          nelle materie di interesse dell'amministrazione.
              4.  I  coordinatori  e i componenti dell'ufficio stampa
          non  possono  esercitare,  per tutta la durata dei relativi
          incarichi,     attivita'    professionali    nei    settori
          radiotelevisivo,  del  giornalismo,  della  stampa  e delle
          relazioni   pubbliche.  Eventuali  deroghe  possono  essere
          previste dalla contrattazione collettiva di cui al comma 5.
              5.   Negli   uffici   stampa   l'individuazione   e  la
          regolamentazione  dei  profili  professionali sono affidate
          alla  contrattazione collettiva nell'ambito di una speciale
          area    di    contrattazione,    con   l'intervento   delle
          organizzazioni    rappresentative   della   categoria   dei
          giornalisti.  Dall'attuazione del presente comma non devono
          derivare  nuovi  o maggiori  oneri  a  carico della finanza
          pubblica.".
              - Si riporta il testo dell'art. 6, comma 3, del decreto
          legislativo 30 luglio 1999, n. 286:
              "3. - Nelle  amministrazioni  dello Stato, i compiti di
          cui  ai  commi  1  e  2  sono affidati ad apposito ufficio,
          operante  nell'ambito  delle  strutture di cui all'art. 14,
          comma   2,  del  decreto  n.  29,  denominato  servizio  di
          controllo interno e dotato di adeguata autonomia operativa.
          La direzione dell'ufficio puo' essere dal Ministro affidata
          anche   ad   un   organo   collegiale,  ferma  restando  la
          possibilita'  di  ricorrere, anche per la direzione stessa,
          ad esperti estranei alla pubblica amministrazione, ai sensi
          del predetto art. 14, comma 2, del decreto n. 29. I servizi
          di controllo interno operano in collegamento con gli uffici
          di  statistica  istituiti  ai sensi del decreto legislativo
          6 settembre  1989, n. 322. Essi redigono almeno annualmente
          una  relazione  sui risultati delle analisi effettuate, con
          proposte   di   miglioramento   della  funzionalita'  delle
          amministrazioni.  Possono  svolgere, anche su richiesta del
          Ministro,   analisi  su  politiche  e  programmi  specifici
          dell'amministrazione  di appartenenza e fornire indicazioni
          e proposte sulla sistematica generale dei controlli interni
          nell'amministrazione.".
              - Si  riporta  il  testo  dell'art.  6  del decreto del
          Presidente  della  Repubblica 1 dicembre 1999, n. 477, come
          modificato dal decreto qui pubblicato:
              "Art.  6  (Disposizione  finale).  -  Sono  abrogati il
          decreto  del  Presidente della Repubblica 6 settembre 1996,
          n.  522,  e gli articoli 19 e 20 del decreto del Presidente
          della  Repubblica 4 agosto 1990, n. 419. Per l'attribuzione
          di  incarichi  ad esperti si applica l'art. 7, comma 6, del
          decreto  legislativo  3 febbraio  1993, n. 29, e successive
          modificazioni ed integrazioni.
              2. Dall'attuazione del presente regolamento non possono
          derivare  effetti  di  aumento  della  spesa  del Ministero
          dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica.
              2-bis.  Al  fine di assicurare l'effettivo rispetto del
          principio dell'invarianza della spesa, l'eventuale maggiore
          onere  derivante  dalla  previsione,  ai  sensi  del  terzo
          periodo  del  comma 8 dell'art. 2, di trattamenti economici
          commisurati  a  quelli  spettanti ai soggetti preposti agli
          uffici  di  cui  all'art.  19,  comma da 3 a 5, del decreto
          legislativo   30 marzo   2001,   n.   165,   e'  compensato
          considerando indisponibile, ai fini del conferimento presso
          la  stessa  amministrazione,  un  numero  di  incarichi  di
          funzione   dirigenziale,   anche   di   livello   generale,
          equivalente sul piano finanziario.".
              - Si  riporta il testo dell'art. 19, commi da 3 a 5 del
          decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165:
              "3.  Gli incarichi di Segretario generale di Ministeri,
          gli  incarichi di direzione di strutture articolate al loro
          interno in uffici dirigenziali generali e quelli di livello
          equivalente sono conferiti con decreto del Presidente della
          Repubblica,   previa   deliberazione   del   Consiglio  dei
          Ministri,  su proposta del Ministro competente, a dirigenti
          della  prima  fascia  del ruolo unico di cui all'art. 23 o,
          con  contratto  a  tempo determinato, a persone in possesso
          delle specifiche qualita' professionali richieste dal comma
          6.
              4.  Gli  incarichi di direzione degli uffici di livello
          dirigenziale   generale  sono  conferiti  con  decreto  del
          Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  su proposta del
          Ministro  competente,  a  dirigenti  della prima fascia del
          ruolo  unico  di cui all'art. 23 o, in misura non superiore
          ad  un  terzo, a dirigenti del medesimo ruolo unico ovvero,
          con  contratto  a  tempo determinato, a persone in possesso
          delle specifiche qualita' professionali richieste dal comma
          6.
              5.  Gli  incarichi di direzione degli uffici di livello
          dirigenziale  sono conferiti, dal dirigente dell'ufficio di
          livello  dirigenziale  generale,  ai dirigenti assegnati al
          suo ufficio ai sensi dell'art. 4, comma 1, lettera c).".