Si  fa  seguito  alla  circolare  del  Capo  del  Dipartimento  per
l'informazione  e  l'editoria  del  21 gennaio 2005, n. 1, pubblicata
nella  Gazzetta  Ufficiale  del  26 gennaio  2005, n. 20, per fornire
ulteriori  elementi  interpretativi della normativa in oggetto, anche
sulla base dei quesiti che pervengono a questo Dipartimento.
  In particolare, la citata circolare n. 1/2005 ha gia' precisato che
ai fini dell'ammissione al credito di imposta, per quanto riguarda in
particolare  la  certificazione  dei  bilanci prevista dal comma 182,
dell'art.  4  della legge 24 dicembre 2003, n. 350, nonche' dall'art.
1,  comma 1, lettera d), del decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri  21 dicembre  2004,  n.  318,  si  fa  riferimento  a quanto
disposto  dall'art. 3, comma 2, lettera g) della legge 7 agosto 1990,
n. 250, in materia di certificazione del bilancio da parte di imprese
che beneficiano dei contributi per l'editoria.
  Per  quanto  riguarda  esclusivamente le imprese editrici di libri,
poiche' non ricomprese nella legge n. 250 del 1990, potranno, qualora
non si tratti, ovviamente, di societa' quotate in Borsa, sottoporre a
certificazione, sempre da parte di una societa' di revisione iscritta
all'apposito  albo tenuto dalla Commissione nazionale per le societa'
e  la  borsa  (CONSOB),  i  soli costi sostenuti per l'acquisto della
carta nell'esercizio 2004 in luogo dell'intiero bilancio.
      Roma, 8 febbraio 2005

                                       Il Capo del Dipartimento
                                    per l'informazione e l'editoria
                                                  Masi