IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Visto il decreto del Presidente della Repubblica in data 21
febbraio 2014, con il quale l'on. dott.ssa Maria Anna Madia e' stata
nominata Ministro senza portafoglio;
Visto il proprio decreto in data 22 febbraio 2014 con il quale al
predetto Ministro senza portafoglio e' stato conferito l'incarico per
la semplificazione e la pubblica amministrazione;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28 febbraio 2014,
con il quale l'on. dott. Angelo Rughetti e' stato nominato
Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri;
Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1°
ottobre 2012, recante l'ordinamento delle strutture generali della
Presidenza del Consiglio dei Ministri ed in particolare l'articolo 14
relativo al Dipartimento della funzione pubblica;
Ritenuto opportuno delegare al Ministro per la semplificazione e la
pubblica amministrazione le funzioni di cui al presente decreto;
Sentito il Consiglio dei Ministri;
Decreta:
Art. 1
1. A decorrere dal 22 febbraio 2014, il Ministro senza portafoglio
per la semplificazione e la pubblica amministrazione on. dott.ssa
Maria Anna Madia (di seguito denominato «Ministro») e' delegato ad
esercitare le funzioni di coordinamento, di indirizzo, di promozione
di iniziative, anche normative e di codificazione, di vigilanza e
verifica, e di ogni altra funzione attribuita dalle vigenti
disposizioni al Presidente del Consiglio dei Ministri, relative al
lavoro pubblico, all'organizzazione delle pubbliche amministrazioni,
ai sistemi di gestione orientati ai risultati, nonche' in materia di
innovazione organizzativa e gestionale delle amministrazioni
pubbliche, anche mediante l'uso delle tecnologie.
2. Il Ministro e' altresi' delegato a esercitare le funzioni di
coordinamento, di indirizzo, di promozione di iniziative, anche
normative e amministrative, di vigilanza e verifica, nonche' ogni
altra funzione attribuita dalle vigenti disposizioni al Presidente
del Consiglio dei Ministri, relative alla semplificazione normativa e
amministrativa.
3. Il Ministro coadiuva il Presidente del Consiglio dei Ministri,
con riferimento all'esercizio delle funzioni inerenti alla
disciplina, alla promozione ed alla diffusione delle innovazioni
connesse all'uso delle tecnologie dell'informazione e della
comunicazione nelle pubbliche amministrazioni e nei relativi sistemi
informatici e di telecomunicazione.
4. Il Ministro coadiuva il Presidente del Consiglio dei Ministri,
con riferimento all'esercizio delle funzioni inerenti all'attuazione
dell'Agenda digitale italiana di cui all'articolo 47 del
decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, come convertito dalla legge 4
aprile 2012, n. 35.
5. Sono altresi' delegate al Ministro le seguenti funzioni:
a) l'organizzazione, il riordino ed il funzionamento delle
pubbliche amministrazioni, anche con riferimento ad eventuali
iniziative normative di razionalizzazione degli enti, nonche' il
coordinamento delle attivita' inerenti all'attuazione della legge 15
marzo 1997, n. 59, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, del
decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e dell'articolo 118, primo e
secondo comma, della Costituzione;
b) le iniziative di riordino e razionalizzazione di organi e
procedure;
c) le iniziative dirette ad assicurare l'efficacia, l'efficienza
e l'economicita' delle pubbliche amministrazioni, la trasparenza
dell'azione amministrativa, anche in relazione alle disposizioni del
decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, la qualita' dei servizi
pubblici, la partecipazione dei cittadini e dei portatori di
interesse nella progettazione, attuazione e valutazione dei servizi e
delle politiche pubbliche, la misurazione e la riduzione degli oneri
amministrativi per le imprese e i cittadini;
d) le iniziative e le misure di carattere generale volte a
garantire la piena ed effettiva applicazione ed attuazione delle
leggi nelle pubbliche amministrazioni, con particolare riferimento
alle attivita' di prevenzione della corruzione nelle pubbliche
amministrazioni, in attuazione della legge 6 novembre 2012, n. 190,
nonche' quelle inerenti alle sedi di lavoro, ai servizi sociali e
alle strutture delle pubbliche amministrazioni;
e) le attivita' di indirizzo e coordinamento in materia di
valutazione del personale, anche di qualifica dirigenziale, con
riferimento all'efficienza organizzativa ed all'adozione di sistemi
di valutazione della produttivita' e del merito, anche ai fini della
responsabilita' disciplinare e dirigenziale, nonche' le attivita', in
costante raccordo con il Sottosegretario delegato all'attuazione del
programma di Governo, di indirizzo sulle direttive generali per
l'attivita' amministrativa e per la gestione, di cui all'articolo 14,
comma 1, lettera a), del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
f) le attivita' di indirizzo, coordinamento e programmazione in
materia di formazione, di aggiornamento professionale e di sviluppo
del personale delle pubbliche amministrazioni, la programmazione e la
gestione delle risorse nazionali e comunitarie assegnate e destinate
alla formazione, le iniziative per l'attivazione di servizi nelle
pubbliche amministrazioni, le iniziative per incentivare la
mobilita', il lavoro a tempo parziale ed il lavoro a distanza e, in
generale, l'uso efficace del lavoro flessibile;
g) l'attuazione della legge 29 marzo 1983, n. 93; del decreto
legislativo 6 settembre 1989, n. 322; del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165; del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150,
della legge 20 marzo 1975, n. 70, e delle altre leggi di soppressione
e riordino di enti ed organismi pubblici; della legge 7 giugno 2000,
n. 150, in relazione agli aspetti di formazione del personale; del
decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, con particolare riferimento agli
aspetti dell'efficientamento e della razionalizzazione delle
pubbliche amministrazioni; della legge 12 giugno 1990, n. 146, e
successive modificazioni ed integrazioni, limitatamente ai dipendenti
delle amministrazioni pubbliche dei comparti di contrattazione
collettiva e delle autonome aree di contrattazione della dirigenza,
di cui ai contratti collettivi nazionali quadro dell'11 giugno 2007 e
del l° febbraio 2008, della carriera prefettizia o diplomatica, ai
professori e ricercatori universitari, ai dipendenti degli enti che
svolgono la loro attivita' nelle materie contemplate dalle leggi 4
giugno 1985, n. 281, e successive modificazioni ed integrazioni, e 10
ottobre 1990, n. 287, al personale delle autorita' amministrative
indipendenti, nonche' al personale dipendente dagli enti di cui
all'articolo 70 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
h) le funzioni del Presidente del Consiglio dei Ministri con
riferimento alla Scuola nazionale dell'amministrazione, al FormezPA,
all'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche
amministrazioni e all'Autorita' nazionale anticorruzione;
i) le funzioni del Presidente del Consiglio dei Ministri relative
all'Agenzia per l'Italia digitale di cui all'articolo 19 del
decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, come convertito dalla legge 7
agosto 2012, n. 134;
l) le attivita' di confronto e rappresentanza internazionali sui
temi oggetto della presente delega, ivi compresa la cura dei rapporti
con l'Unione europea, l'OCSE e le altre istituzioni internazionali
che svolgono attivita' riguardanti le pubbliche amministrazioni;
m) il conferimento degli incarichi di direzione degli uffici di
livello dirigenziale generale, ai sensi dell'articolo 19, comma 4,
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nei Ministeri e nel
Dipartimento della funzione pubblica; il coordinamento in materia di
valutazione e garanzia della dirigenza;
n) le attivita' residuali della segreteria dei ruoli unici e
l'attuazione della legge 27 ottobre 1988, n. 482, e della legge 15
luglio 2002, n. 145;
o) la rivisitazione del regime delle responsabilita'
amministrative e contabili dei pubblici dipendenti in ragione del
mutato quadro normativo in materia di pubblico impiego;
p) il coordinamento dell'attuazione delle deleghe di cui alla
legge 6 luglio 2002, n. 137, e successive modificazioni;
q) la razionalizzazione degli apparati centrali e periferici
della pubblica amministrazione in rapporto ai nuovi modelli di
decentramento amministrativo;
r) la governance funzionale dell'intervento dei soggetti pubblici
o a prevalente partecipazione pubblica nei servizi resi ai cittadini,
anche al fine di assicurare livelli essenziali delle prestazioni;
s) la definizione di programmi generali ed unitari dell'alta
formazione per i dirigenti pubblici, nonche' dell'aggiornamento
professionale e della specializzazione dei dipendenti pubblici;
t) la definizione dei modelli organizzativi e di funzionamento di
Ministeri ed enti pubblici e i conseguenti riflessi sugli assetti del
personale e sui processi di mobilita';
u) la definizione e l'attuazione di politiche di innovazione
organizzativa e gestionale delle pubbliche amministrazioni;
v) assicurare, per le amministrazioni e gli enti pubblici,
l'adeguamento della normativa vigente relativa all'organizzazione e
alle procedure in ragione dell'uso delle tecnologie dell'informazione
e della comunicazione, con particolare riferimento al Codice
dell'amministrazione digitale di cui al decreto legislativo 7 marzo
2005, n. 82, e successive modificazioni;
z) il coordinamento giuridico e ordinamentale sulle disposizioni
relative alle materie rientranti nella delega che trovano
applicazione alle amministrazioni inserite nell'elenco di cui
all'articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196.
6. Sono inoltre delegate al Ministro le seguenti funzioni in
materia di semplificazione:
a) la promozione e il coordinamento delle attivita' di
semplificazione amministrativa e normativa finalizzate a migliorare
la qualita' della regolazione, ridurre i costi burocratici gravanti
su cittadini e imprese e accrescere la competitivita' attraverso
interventi normativi, amministrativi, organizzativi e tecnologici,
nonche' dell'attuazione dei principi adottati a livello dell'Unione
europea e dell'OCSE in materia di qualita' della regolazione;
b) le funzioni attribuite al Presidente del Consiglio dei
Ministri in relazione all'attivita' del Comitato interministeriale
per l'indirizzo e la guida strategica delle politiche di
semplificazione e di qualita' della regolazione di cui all'articolo 1
del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 4, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 marzo 2006, n. 80, incluso il compito di
presiedere tale Comitato;
c) il coordinamento dell'attuazione delle attivita' di
misurazione e riduzione degli oneri amministrativi, delle iniziative
di riduzione degli oneri per le PMI secondo il principio di
proporzionalita', nonche' l'attuazione delle attivita' previste dalla
legge 11 novembre 2011, n. 180, in materia di valutazione,
trasparenza degli adempimenti e compensazione degli oneri;
d) la predisposizione o la co-proposizione delle iniziative
dirette al riordino o alla semplificazione della normativa vigente;
e) il coordinamento delle iniziative finalizzate alla riduzione e
alla certezza dei termini di conclusione dei procedimenti
amministrativi;
f) lo svolgimento di compiti di raccordo interistituzionale con
Parlamento, regioni e altri soggetti regolatori;
g) il coordinamento e la promozione delle attivita' di
monitoraggio dell'attuazione e dell'impatto degli interventi di
semplificazione;
h) il coordinamento delle attivita' di consultazione, da
realizzare anche attraverso strumenti telematici, delle categorie
produttive, delle associazioni di consumatori, dei cittadini e delle
imprese.
7. Il Ministro opera in costante raccordo con il Ministro per
l'economia e le finanze per quanto riguarda le ricadute della riforma
del bilancio sull'organizzazione e sui sistemi di gestione dei
Ministeri.
8. Il Ministro e' inoltre delegato:
a) a designare rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei
Ministri in organi, commissioni, comitati, gruppi di lavoro ed altri
organismi di studio tecnico-amministrativi e consultivi, operanti
nelle materie oggetto del presente decreto, presso altre
amministrazioni ed istituzioni nazionali ed internazionali;
b) a costituire commissioni di studio e consulenza e gruppi di
lavoro nelle materie oggetto del presente decreto;
c) a provvedere, nelle predette materie, ad intese e concerti di
competenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri necessari per
le iniziative, anche normative, di altre amministrazioni;
d) a svolgere le funzioni di cui all'articolo 14 del decreto
legislativo 7 marzo 2005, n. 82.