IL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400 recante disciplina
dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza del
Consiglio dei ministri;
Vista la direttiva n. 91/271/CEE del Consiglio del 21 maggio 1991,
concernente il trattamento delle acque reflue urbane;
Vista la direttiva n. 2000/60/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l'azione
comunitaria in materia di acque;
Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme
in materia ambientale;
Vista, in particolare, la parte terza del predetto decreto
legislativo n. 152 del 2006, contenente, tra l'altro, le norme di
tutela delle acque dall'inquinamento e di gestione delle risorse
idriche e di recepimento della citata direttiva n. 91/271/CEE del 21
maggio 1991;
Viste le sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea del
19 luglio 2012 nella causa C-565/10, del 31 maggio 2018 nella causa
C-251/17 (procedura di infrazione n. 2004/2034) e del 10 aprile 2014
nella causa C-85/13 (procedura di infrazione n. 2009/2034) che hanno
condannato l'Italia per violazione della direttiva n. 91/271/CEE del
Consiglio del 21 maggio 1991, concernente il trattamento delle acque
reflue urbane;
Vista la procedura di infrazione n. 2014/2059 aperta dalla
Commissione europea con lettera di messa in mora C(2014)1851,
notificata all'Italia in data 31 marzo 2014, nonche' il parere
motivato del 26 marzo 2015, il successivo parere complementare del 17
maggio 2017 e il ricorso depositato dalla Commissione europea presso
la Corte di giustizia dell'Unione europea il 15 luglio 2019 nella
causa C 668/19;
Vista la procedura di infrazione n. 2017/2181 aperta dalla
Commissione europea con lettera di messa in mora C(2018)4604,
notificata all'Italia in data 19 luglio 2018, nonche' il parere
motivato del 25 luglio 2019;
Visto l'art. 7, comma 7, del decreto-legge 12 settembre 2014, n.
133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n.
164, che, al fine di accelerare la progettazione e la realizzazione
degli interventi necessari all'adeguamento dei sistemi di
collettamento, fognatura e depurazione oggetto di procedura di
infrazione o di provvedimento di condanna della Corte di giustizia
europea in ordine alla direttiva n. 91/271/CEE, ha previsto la
possibilita' di attivare la procedura di esercizio del potere
sostitutivo del Governo, ai sensi dell'art. 8 della legge 5 giugno
2003, n. 131, anche attraverso la nomina di appositi commissari
straordinari mediante decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare;
Visto l'art. 2 del decreto-legge 29 dicembre 2016, n. 243,
convertito, con modificazioni dalla legge 27 febbraio 2017, n. 18,
che ha stabilito che con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri, sentiti i Presidenti delle regioni interessate, e' nominato
un unico commissario straordinario del Governo per il coordinamento e
la realizzazione degli interventi funzionali a garantire
l'adeguamento, nel minor tempo possibile, alle sopra citate sentenze
di condanna della Corte di giustizia dell'Unione europea pronunciate
il 19 luglio 2012 (causa C-565/10) e il 10 aprile 2014 (causa
c-85/13), evitando l'aggravamento delle procedure di infrazione in
essere, mediante gli interventi sui sistemi di collettamento,
fognatura e depurazione delle acque reflue necessari in relazione
agli agglomerati oggetto delle predette condanne non ancora
dichiarati conformi, con conseguente cessazione dall'incarico, a
decorrere dalla data di emanazione del decreto di nomina del predetto
commissario unico, dei commissari straordinari nominati, ai sensi
dell'art. 7, comma 7, del decreto-legge n. 133 del 2014, convertito,
con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, per
l'adeguamento alle medesime sentenze di condanna della Corte di
giustizia dell'Unione europea pronunciate il 19 luglio 2012 (causa
C-565/10) e il 10 aprile 2014 (causa C-85/13);
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26
aprile 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 128 del 5 giugno
2017, con il quale e' stata disposta sia la nomina del prof. Enrico
Rolle a commissario straordinario unico, per la durata di un
triennio, fino al 25 aprile 2020, sia la cessazione dall'incarico dei
commissari straordinari nominati ai sensi dell'art. 7, comma 7, del
decreto-legge n. 133 del 2014;
Visto l'art. 4-septies, comma 1, del decreto-legge 18 aprile 2019,
n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 giugno 2019, n.
55 secondo cui, al fine di evitare l'aggravamento delle procedure di
infrazione in corso n. 2014/2059 e n. 2017/2181, al commissario
straordinario unico, di cui all'art. 2, comma 1, del decreto-legge 29
dicembre 2016, n. 243 sono attribuiti i compiti di coordinamento per
la realizzazione degli interventi funzionali a garantire
l'adeguamento nel minor tempo possibile alla normativa dell'Unione
europea e superare le suddette procedure di infrazione nonche' tutte
le procedure di infrazione relative alle medesime problematiche;
Visto, altresi', il comma 2 del medesimo art. 4-septies del
decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, con il quale e' stata disposta
la cessazione dalle funzioni, entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore del medesimo decreto-legge n. 32 del 2019, dei
commissari straordinari, nominati ai sensi dell'art. 7, comma 7, del
decreto-legge n. 133 del 2014 ed ancora in carica;
Visto l'art. 5, comma 6, del decreto-legge 14 ottobre 2019, n. 111,
convertito, con modificazioni, dalla legge 12 dicembre 2019, n. 141
che ha previsto, al fine di accelerare la progettazione degli
interventi di collettamento, fognatura e depurazione di cui all'art.
2, del decreto-legge n. 243 del 2016, nonche' degli ulteriori
interventi previsti dall'art. 4-septies del decreto-legge n. 32 del
2019, la nomina, con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri, sentiti il Ministro dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare e il Ministro per il Sud e la coesione
territoriale, di un commissario unico che subentra in tutte le
situazioni giuridiche attive e passive del commissario unico nominato
con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 aprile 2017,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 128 del 5 giugno 2017 il quale
cessa dal proprio incarico alla data della nomina del nuovo
commissario unico;
Visto, altresi', il comma 7, del suddetto art. 5, del decreto-legge
n. 111 del 2019 che, modificando l'art. 2, del decreto-legge n. 243
del 2016, ha previsto la possibilita' per il commissario unico di
avvalersi fino ad un massimo di due subcommissari in relazione alla
portata e al numero degli interventi sostitutivi, nominati con
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentiti il
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e il
Ministro per il Sud e la coesione territoriale che operano sulla base
di specifiche deleghe definite dal commissario unico e per i quali si
applica la disciplina di cui ai commi 1 e 3 dello stesso art. 2 del
decreto-legge n. 243 del 2016;
Visto il predetto comma 1 dell'art. 2 del decreto-legge n. 243 del
2016 che al primo periodo prevede che il commissario straordinario
unico del Governo deve essere scelto tra persone, anche estranee alla
pubblica amministrazione, di comprovata esperienza gestionale e
amministrativa, che non siano in una situazione di conflitto di
interessi; al secondo periodo dispone che il commissario resta in
carica per un triennio e, nel caso in cui si tratti di dipendente
pubblico, e' collocato in posizione di comando, aspettativa o fuori
ruolo secondo l'ordinamento applicabile; al terzo periodo sancisce
che all'atto del collocamento fuori ruolo e' reso indisponibile per
tutta la durata del collocamento fuori ruolo un numero di posti nella
dotazione organica dell'amministrazione di provenienza equivalente
dal punto di vista finanziario;
Visto il comma 3 dell'art. 2 del decreto-legge n. 243 del 2016
secondo cui al predetto commissario e' corrisposto esclusivamente un
compenso determinato nella misura e con le modalita' di cui al comma
3 dell'art. 15 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito in
legge, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, a
valere sulle risorse assegnate per la realizzazione degli interventi,
composto da una parte fissa e da una parte variabile in ragione dei
risultati conseguiti;
Ritenuto, in ragione della portata e del numero degli interventi
ancora da portare a compimento, di dover procedere alla nomina di un
commissario unico e di due subcommissari per fronteggiare con la
massima tempestivita' gli interventi di collettamento, fognatura e
depurazione necessari ad evitare l'aggravamento delle menzionate
procedure di infrazione;
Vista la nota a firma congiunta n. 6938 del 22 aprile 2020, con la
quale il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del
mare e il Ministro per il Sud e la coesione territoriale hanno
proposto, d'intesa, di nominare, quale commissario straordinario
unico, il prof. ing. Maurizio Giugni, professore ordinario di
costruzioni idrauliche presso l'Universita' degli studi di Napoli
Federico II, e quali subcommissari, il sen. Stefano Vaccari, gia'
senatore della Repubblica nella XVII legislatura, esperto di
amministrazione pubblica e di materie inerenti agli enti territoriali
e l'ing. Riccardo Costanza, esperto in materie tecniche coerenti con
gli interventi di realizzazione delle infrastrutture idriche;
Visti il curriculum vitae del prof. Maurizio Giugni, del sen.
Stefano Vaccari e dell'ing. Riccardo Costanza;
Ritenuto che il prof. Giugni, il sen. Vaccari e l'ing. Costanza
siano in possesso delle capacita' adeguate alle funzioni da svolgere,
avuto riguardo alle esperienze maturate;
Viste le dichiarazioni rese dal prof. Maurizio Giugni, dal sen.
Stefano Vaccari e dall'ing. Riccardo Costanza, in ordine alla
insussistenza di cause di inconferibilita' e di incompatibilita', ai
sensi dell'art. 20, comma 1, del decreto legislativo 8 aprile 2013,
n. 39, nonche' di situazioni, anche potenziali, di conflitto di
interesse per lo svolgimento dell'incarico in parola;
Sentiti il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e
del mare e il Ministro per il Sud e la coesione territoriale per la
nomina del commissario unico e dei due subcommissari, ai sensi,
rispettivamente, dell'art. 5, comma 6, del decreto-legge n. 111 del
2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 141 del 2019, e
dell'art. 2, comma 8-bis, del decreto-legge n. 243 del 2016,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 18 del 2017;
Considerato che, ai sensi dell'art. 5, comma 6, del decreto-legge
14 ottobre 2019, n. 111, il commissario unico subentra in tutte le
situazioni giuridiche attive e passive del commissario unico nominato
con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 aprile 2017
e, pertanto, subentra nei modi e nelle forme di legge nella
contabilita' speciale n. 6056 «COM STR UNI INT FOGN DL 243-16»
intestata al commissario straordinario unico presso la sezione di
Tesoreria provinciale dello Stato di Roma, ai sensi dell'art. 10 del
regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20
aprile 1994, n. 367;
Visti gli articoli 11 e seguenti del decreto legislativo 30 giugno
2011, n. 123, in materia di sottoposizione al controllo successivo di
regolarita' amministrativa e contabile dei rendiconti amministrativi
da parte dei funzionari e commissari delegati, commissari di Governo
o in qualunque modo denominati;
Decreta:
Art. 1
Nomina del commissario unico
1. Al fine di accelerare la progettazione e la realizzazione degli
interventi di collettamento, fognatura e depurazione di cui all'art.
2 del decreto-legge 29 dicembre 2016, n. 243, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 18, nonche' degli
ulteriori interventi previsti all'art. 4-septies, comma 1, del
decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni,
dalla legge 14 giugno 2019, n. 44, il prof. Maurizio Giugni e'
nominato commissario unico, ai sensi dell'art. 5, comma 6, del
decreto-legge 14 ottobre 2019, n. 111, convertito, con modificazioni,
dalla legge 12 dicembre 2019, n. 141.
2. Il commissario unico, di cui al comma 1, e' nominato per un
periodo di tre anni a decorrere dalla data del presente decreto e
subentra in tutte i rapporti giuridici attivi e passivi posti in
essere dal precedente commissario straordinario unico, nominato con
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 aprile 2017,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 128 del 5 giugno 2017, che
cessa dal proprio incarico a decorrere dalla data del presente
decreto.
3. Ai sensi dell'art. 4-septies, comma 5, del decreto-legge 18
aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
giugno 2019, n. 55, sulla base di una specifica convenzione, il
commissario unico opera presso il Ministero dell'ambiente e della
tutela del territorio e del mare, con sede presso il medesimo
Ministero.