IL DIRIGENTE DELLA PQAI IV
della direzione generale per la promozione
della qualita' agroalimentare e dell'ippica
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante norme
generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche, ed in particolare l'art. 16, lettera d);
Vista la direttiva di III livello della Direzione generale per la
promozione della qualita' agroalimentare e dell'ippica n. 9188809 del
29 settembre 2020, registrata all'UCB l'8 ottobre 2020 al n. 16146,
con la quale i titolari degli uffici dirigenziali non generali della
medesima Direzione generale, in coerenza con i rispettivi decreti di
incarico, sono delegati alla firma degli atti e dei provvedimenti
relativi ai procedimenti amministrativi di competenza;
Visto il regolamento (CE) n. 606/2009 della Commissione del 10
luglio 2009 recante alcune modalita' di applicazione del regolamento
(CE) n. 479/2008 del Consiglio per quanto riguarda le categorie di
prodotti vitivinicoli, le pratiche enologiche e le relative
restrizioni e in particolare l'art. 15 che prevede per il controllo
delle disposizioni e dei limiti stabiliti dalla normativa comunitaria
per la produzione dei prodotti vitivinicoli l'utilizzo di metodi di
analisi descritti nella raccolta dei metodi internazionali d'analisi
dei vini e dei mosti dell'OIV;
Visto il regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 17 dicembre 2013 recante organizzazione dei mercati dei
prodotti agricoli e che abroga i regolamenti (CEE) n. 922/1972, (CEE)
n. 234/1979, n. 1037/2001 e (CE) n. 1234/2007 e in particolare l'art.
80, dove e' previsto che la Commissione adotta, ove necessario, atti
di esecuzione che stabiliscono i metodi di cui all'art. 75, paragrafo
5, lettera d), per i prodotti elencati nella parte II dell'allegato
VII e che tali metodi si basano sui metodi pertinenti raccomandati e
pubblicati dall'Organizzazione internazionale della vigna e del vino
(OIV), a meno che tali metodi siano inefficaci o inadeguati per
conseguire l'obiettivo perseguito dall'Unione;
Visto il citato regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento
europeo e del Consiglio del 17 dicembre che all'art. 80, ultimo
comma, prevede che in attesa dell'adozione di tali metodi di
esecuzione, i metodi e le regole da utilizzare sono quelli
autorizzati dagli Stati membri interessati;
Visto il citato regolamento (UE) n. 1308/2013 del Parlamento
europeo e del Consiglio del 17 dicembre che all'art. 146 prevede la
designazione, da parte degli Stati membri, dei laboratori autorizzati
ad eseguire analisi ufficiali nel settore vitivinicolo;
Vista la richiesta presentata in data 26 ottobre 2020 dall'Ufficio
laboratori della Direzione antifrodi e controlli dell'Agenzia delle
dogane e dei monopoli per conto del Laboratorio chimico di Bologna,
volta ad ottenere per tale laboratorio l'autorizzazione al rilascio
dei certificati di analisi nel settore vitivinicolo, limitatamente
alle prove elencate in allegato al presente decreto;
Considerato che l'Ufficio laboratori della Direzione antifrodi e
controlli dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli ha dimostrato che
il laboratorio sopra indicato, inserito tra quelli che hanno ottenuto
in data 23 aprile 2020 l'accreditamento multisito, e' accreditato
relativamente alle prove indicate nell'allegato al presente decreto e
del suo sistema qualita', in conformita' alle prescrizioni della
norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025, da parte di un organismo conforme
alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17011 ed accreditato in ambito EA -
European Cooperation for Accreditation;
Considerato che le prove indicate nell'elenco allegato sono metodi
di analisi raccomandati e pubblicati dall'Organizzazione
internazionale della vigna e del vino (OIV);
Considerato che con decreto 22 dicembre 2009 Accredia - L'Ente
italiano di accreditamento e' stato designato quale unico organismo
italiano a svolgere attivita' di accreditamento e vigilanza del
mercato;
Ritenuti sussistenti i requisiti e le condizioni concernenti il
rilascio dell'autorizzazione in argomento;
Decreta:
Art. 1
Il Laboratorio chimico di Bologna dell'Agenzia delle dogane e dei
monopoli, ubicato in Bologna - via Pietramellara n. 1/2 - e'
autorizzato al rilascio dei certificati di analisi nel settore
vitivinicolo limitatamente alle prove elencate in allegato al
presente decreto.