IL MINISTRO DELLA SALUTE
Visti gli obiettivi dall'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile
(Sustainable Development Goals SDGs), adottata dall'assemblea
generale delle Nazioni Unite nel 2015, che comprende la fine delle
epidemie di AIDS, tubercolosi e malaria (Obiettivo 3.3);
Visto l'«Action plan for the health sector response to HIV in the
WHO European Region» del 2017, sottoscritto dal Governo italiano, in
cui i paesi si impegnano a implementare e semplificare l'accesso al
test HIV anche attraverso l'offerta attiva promossa da operatori
laici opportunamente formati secondo le linee guida emanate nel 2015
da WHO (World Health Organization);
Visto il documento congiunto «WHO, UNAIDS Statement on HIV Testing
Services: New Opportunities and Ongoing Challenges», che raccomanda
l'approccio community-based di servizi di counselling e testing per
HIV (CBVCT) da parte della societa' civile e delle comunita'
interessate al problema (ONG) fornito da operatori non sanitari
opportunamente formati;
Visto il piano nazionale di interventi contro l'HIV e AIDS (PNAIDS)
approvato nel 2016 e recepito dalla Conferenza Stato-regioni in data
26 ottobre 2017 ed in particolare il capitolo «Strategie di diagnosi
e di inserimento nel continuum of care» riporta la necessita' di
«...aumentare e diversificare le occasioni/modalita' di accesso al
test...» anche attraverso il coinvolgimento diretto nello screening e
nella comunicazione del risultato di operatori di associazioni anche
non appartenenti alle professioni sanitarie, se debitamente formati;
Visto il piano nazionale prevenzione 2020-2025 (PNP2020-2025)
adottato con intesa Stato-regioni il 6 agosto 2020, che al Macro
Obiettivo 6 - Malattie infettive prioritarie nel capitolo HIV e AIDS
definisce come punto centrale della strategia la rimozione delle
barriere di accesso al test HIV e ai test per IST;
Visto che il PNP 2020-2025 al Macro Obiettivo 6.2 indica
«Incrementare e favorire strategie parallele, secondo il modello
fondato sui CBVCT*, che promuovano l'esecuzione del Test HIV e del
counseling nelle popolazioni chiave ad opera di operatori
adeguatamente formati, in contesti non sanitari»;
Vista l'elevata percentuale di Late Presenter tra le nuove diagnosi
riportate al sistema di Sorveglianza delle nuove diagnosi di
infezione da HIV istituito con decreto ministeriale nel 2008, al di
sopra della media europea;
Vista la delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020,
con la quale e' stato dichiarato, per sei mesi, lo stato di emergenza
sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso
all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili,
nonche' la delibera del Consiglio dei ministri del 29 luglio 2020 con
la quale il predetto stato di emergenza e' stato prorogato fino al 15
ottobre 2020, e la delibera del Consiglio dei ministri del 7 ottobre
2020 con cui il medesimo stato di emergenza e' stato ulteriormente
prorogato fino al 31 gennaio 2021;
Visto il decreto-legge «Misure urgenti connesse con la proroga
della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da
COVID-19 e per la continuita' operativa del sistema di allerta Covid,
nonche' per l'attuazione della direttiva (UE) 2020/739 del 3 giugno
2020» del 7 ottobre 2020;
Considerato il forte impatto avuto dalla pandemia da COVID-19 sul
sistema sanitario in generale e in particolare sul comparto delle
malattie infettive con limitazioni nell'accesso ai centri di cura e
screening, con un calo dell'attivita' di testing riportato da diverse
fonti del servizio sanitario;
Visto il significativo decremento (superiore al 50%) dell'accesso
al test per HIV durante la pandemia da COVID-19 riportato da
ECDC-Europe's journal on infectious disease surveillance,
epidemiology, prevention and control attraverso una survey a cui ha
preso parte anche l'Italia;
Visti gli esiti degli studi finanziati dal Ministero della salute
condotti tra il 2012 e il 2015 «Sperimentazione di un intervento per
favorire la diagnosi tempestiva dell'infezione da HIV attraverso
l'offerta attiva di test rapido salivare» che ha costituito una rete
nazionale di offerta CBVCT e «Definizione di ambiti e strumenti
operativi e valutazione di impatto economico dell'offerta del test
per HIV al di fuori dei contesti sanitari consolidati utilizzando
test rapidi. Fornire una base tecnica ai policy maker che devono
definire le strategie operative»;
Considerato che i centri CBVCT possono costituire un valido
supporto a quanto offerto usualmente dal SSN, offrendo un servizio di
counselling e screening senza oneri per i richiedenti e applicando
specifici protocolli appositamente predisposti per operare in
sicurezza durante la pandemia come il protocollo «Procedura offerta
test rapidi per il contenimento della diffusione di COVID-19»
realizzato con la supervisione scientifica di INMI L. Spallanzani;
Considerato che i test rapidi non si configurano come test
diagnostici, ma di screening il cui risultato preliminarmente
positivo deve essere confermato con metodica tradizionale su prelievo
ematico;
Ritenuta la necessita' di garantire alla popolazione la
possibilita' di sottoporsi ai test di screening per HIV e altre IST
senza ritardi dovuti allo stato di emergenza COVID-19;
Decreta:
Art. 1
Misure urgenti per l'offerta anonima e gratuita di test rapidi HIV
e per altre IST in ambito non sanitario alla popolazione durante
l'emergenza Covid-19
1. Allo scopo di mantenere e diversificare il livello di offerta di
test rapidi HIV e per altre IST sul territorio nazionale, si dispone
che, in contesti con comprovata esperienza CBVCT di enti del terzo
settore o organizzazioni della societa' civile, l'esecuzione e la
comunicazione dell'esito preliminare dei test rapidi salivari e su
sangue da prelievo capillare possa essere effettuata anche da
operatori non appartenenti alle professioni sanitarie (Community
Health Worker) opportunamente formati.
2. Potranno implementare servizi di testing in ambito comunitario
le organizzazioni della societa' civile o enti del terzo settore che
garantiscano:
a. Comprovata esperienza almeno biennale in attivita' CBVCT;
b. L'adozione di un documento di valutazione del rischio da
SARS-CoV2, di un protocollo e procedure per la riduzione del rischio
di contagio e l'istituzione in sede associativa del comitato per
l'applicazione e la verifica delle regole del protocollo di sicurezza
COVID-19 come previsto dal protocollo del MdS del 24 aprile 2020 e
confermato nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del
3 novembre 2020;
c. La disponibilita' di personale opportunamente formato con
specifica esperienza all'offerta di test e counselling,
all'esecuzione di test rapidi per HIV e altre IST, alle misure di
contenimento COVID19, ivi inclusi operatori non appartenenti alle
professioni sanitarie e peer;
d. La reperibilita' di operatori sanitari opportunamente formati
nei casi in cui gli operatori non appartenenti alle professioni
sanitarie e peer necessitassero di supporto nell'esecuzione,
interpretazione o restituzione dell'esito dei test;
e. Un accordo con un centro clinico di malattie infettive per
l'esecuzione test ematico di conferma e presa in carico delle persone
con diagnosi confermata.
3. Il presente decreto ha validita' limitata al periodo di durata
dell'emergenza sanitaria in atto e fino ad intervento di nuovo atto
che ne stabilisca la cessazione degli effetti.
Il presente decreto e' trasmesso agli organi competenti di
controllo.
Roma, 17 marzo 2021
Il Ministro: Speranza
Registrato alla Corte dei conti il 15 aprile 2021
Ufficio di controllo sugli atti del Ministero dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca, del Ministero dei beni e delle
attivita' culturali, del Ministero della salute, del Ministero del
lavoro e delle politiche sociali, reg. n. 1119