IL DIRETTORE GENERALE DEL TESORO 
 
  Visto il decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre  2003,
n. 398, e successive modificazioni, con il quale e'  stato  approvato
il «Testo unico delle disposizioni  legislative  e  regolamentari  in
materia di  debito  pubblico»  (di  seguito  «Testo  unico»),  ed  in
particolare l'art. 3, ove si prevede che il Ministro dell'economia  e
delle finanze e' autorizzato, in ogni anno  finanziario,  ad  emanare
decreti cornice che consentano, fra l'altro, al Tesoro di  effettuare
operazioni di indebitamento sul mercato interno o estero nelle  forme
di prodotti e strumenti finanziari a breve, medio  e  lungo  termine,
indicandone l'ammontare nominale, il tasso di interesse o  i  criteri
per   la   sua   determinazione,   la   durata,   l'importo    minimo
sottoscrivibile,  il  sistema   di   collocamento   ed   ogni   altra
caratteristica e modalita'; 
  Visto il decreto  n.  101633  del  19  dicembre  2022  (di  seguito
«decreto di massima) e successive modificazioni  con  il  quale  sono
state stabilite in  maniera  continuativa  le  caratteristiche  e  la
modalita' di emissione dei titoli di Stato a medio e lungo termine da
collocare tramite asta; 
  Visto il decreto ministeriale n. n. 58779  del  31  dicembre  2025,
emanato in attuazione dell'art.  3  del  «Testo  unico»  (di  seguito
«decreto cornice»), ove si definiscono per  l'anno  finanziario  2026
gli obiettivi, i limiti e le modalita' cui il Dipartimento del Tesoro
dovra' attenersi nell'effettuare le operazioni finanziarie di cui  al
medesimo  articolo  prevedendo  che  le  operazioni  stesse   vengano
disposte dal direttore generale del Tesoro o,  per  sua  delega,  dal
direttore della Direzione II del Dipartimento medesimo e che, in caso
di assenza o impedimento  di  quest'ultimo,  le  operazioni  predette
possano essere disposte dal medesimo direttore generale  del  Tesoro,
anche in presenza di delega continuativa; 
  Visto il regolamento (UE) n. 909/2014 del Parlamento europeo e  del
Consiglio  del  23  luglio  2014,  relativo  al   miglioramento   del
regolamento titoli nell'Unione europea e ai  depositari  centrali  di
titoli e recante modifica delle direttive 98/26/CE e 2014/65/UE e del
regolamento (UE) n. 236/2012,  come  successivamente  modificato  dal
regolamento (UE) n. 2023/2845 del Parlamento europeo e del  Consiglio
del  13  dicembre  2023  per  quanto  riguarda   la   disciplina   di
regolamento,  la  prestazione   di   servizi   transfrontalieri,   la
cooperazione in materia  di  vigilanza,  la  prestazione  di  servizi
accessori di tipo bancario e i requisiti per i depositari centrali di
titoli di paesi terzi, e come integrato dal regolamento delegato (UE)
n. 2017/389  della  Commissione  dell'11  novembre  2016  per  quanto
riguarda i parametri per  il  calcolo  delle  penali  pecuniarie  per
mancati regolamenti e le operazioni dei depositari centrali di titoli
(CSD) negli Stati membri ospitanti e dal regolamento delegato (UE) n.
2018/1229 della Commissione del 25 maggio 2018 per quanto riguarda le
norme tecniche di regolamentazione sulla disciplina del  regolamento,
come modificato  dal  regolamento  delegato  (UE)  n.  2021/70  della
Commissione del 23 ottobre 2020 con riferimento all'entrata in vigore
dello stesso,  dal  regolamento  delegato  (UE)  n.  2022/1930  della
Commissione del  6  luglio  2022  per  quanto  riguarda  la  data  di
applicazione delle disposizioni relative alla procedura  di  acquisto
forzoso e, da ultimo, dal  regolamento  delegato  (UE)  n.  2023/1626
della  Commissione  del  19  aprile  2023  per  quanto  riguarda   il
meccanismo di penalizzazione per i mancati regolamenti relativi  alle
operazioni compensate che le controparti centrali presentano  a  fini
di regolamento; 
  Visto il decreto ministeriale n.  12953  del  17  febbraio  2023  e
successive modificazioni, concernente le «Disposizioni  contabili  in
caso di  ritardo  nel  regolamento  delle  operazioni  di  emissione,
concambio e riacquisto di titoli di Stato, nonche'  nelle  operazioni
di pronti contro termine svolte dal Ministero dell'economia  e  delle
finanze»; 
  Vista la legge 30 dicembre 2025, n. 199, recante  il  «Bilancio  di
previsione dello Stato per l'anno  finanziario  2026  e  il  bilancio
pluriennale per il triennio 2026-2028», ed in particolare  l'art.  3,
comma 2, con cui e' stato stabilito il limite  massimo  di  emissione
dei prestiti pubblici per l'anno stesso; 
  Considerato che l'importo delle emissioni disposte  a  tutto  il  7
luglio 2026 ammonta, al netto dei rimborsi di prestiti pubblici  gia'
effettuati, a 93.971 milioni di euro; 
  Vista la determina n. 101204 del 23 novembre 2023, con la quale  il
direttore generale del Tesoro ha conferito a decorrere dal 1° gennaio
2024 la delega al dirigente  generale  Capo  della  Direzione  II  in
relazione alle attribuzioni in materia di debito pubblico, di cui  al
menzionato art. 3 del decreto  del  Presidente  della  Repubblica  n.
398/2003, al fine di assicurare la  continuita'  e  la  tempestivita'
dell'azione amministrativa; 
  Visto il proprio decreto in data 11 giugno 2026, con  il  quale  e'
stata disposta l'emissione delle prime  due  tranche  dei  buoni  del
Tesoro poliennali 3,00% con godimento 15 giugno 2026  e  scadenza  15
settembre 2029; 
  Ritenuto  opportuno,  in  relazione  alle  condizioni  di  mercato,
disporre l'emissione di una terza  tranche  dei  predetti  buoni  del
Tesoro poliennali; 
 
                              Decreta: 
 
                               Art. 1 
 
  Ai sensi e per gli effetti dell'art. 3 del  «Testo  unico»  nonche'
del «decreto cornice», e' disposta l'emissione di una  terza  tranche
dei buoni del Tesoro poliennali 3,00%,  avente  godimento  15  giugno
2026 e scadenza 15 settembre 2029. L'emissione della predetta tranche
viene disposta per un ammontare  nominale  compreso  fra  un  importo
minimo di 2.000 milioni di euro e un importo massimo di 2.500 milioni
di euro. 
  I buoni fruttano l'interesse annuo lordo del 3,00%, pagabile in due
semestralita' posticipate, il 15 marzo ed il  15  settembre  di  ogni
anno di durata del prestito. Il tasso  d'interesse  da  corrispondere
sulla prima cedola, in scadenza il 15 settembre 2026, sara' pari allo
0,750000% lordo, corrispondente a un periodo di novantadue giorni  su
un semestre di centottantaquattro giorni. 
  Le caratteristiche e le modalita' di emissione dei predetti  titoli
sono quelle definite nel «decreto di massima»,  che  qui  si  intende
interamente  richiamato  ed  a  cui  si   rinvia   per   quanto   non
espressamente disposto dal presente decreto.