N. 224 ORDINANZA 11 - 20 giugno 2008
Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Procedimento civile - Competenza e Giurisdizione - Azione di risarcimento danni derivanti dalla circolazione stradale - Competenza territoriale del giudice del luogo in cui risiede il danneggiato - Omessa previsione - Lamentata violazione dei principi di ragionevolezza e del giudice naturale precostituito per legge - Mancanza di indicazioni sulla fattispecie del giudizio a quo con conseguente impossibilita' di valutare la rilevanza della questione - Manifesta inammissibilita'. - Cod. proc. civ., art. 18. - Costituzione, artt. 3 e 25.(GU n.27 del 25-6-2008 )
LA CORTE COSTITUZIONALE composta dai signori: Presidente: Franco BILE; Giudici: Giovanni Maria FLICK, Francesco AMIRANTE, Ugo DE SIERVO, Paolo MADDALENA, Alfio FINOCCHIARO, Alfonso QUARANTA, Franco GALLO, Luigi MAZZELLA, Gaetano SILVESTRI, Sabino CASSESE, Giuseppe TESAURO, Paolo Maria NAPOLITANO; ha pronunciato la seguente
Ordinanza
nel giudizio di legittimita' costituzionale dell'art. 18 del
codice di procedura civile, promosso con ordinanza del 14 luglio 2006
dal Giudice di pace di Taranto nel procedimento civile vertente tra
Giuseppe Stano e Edilverbera s.n.c. ed altri, iscritta al n. 848 del
registro ordinanze 2007 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica n. 5, prima serie speciale, dell'anno 2008;
Visto l'atto di intervento del Presidente del Consiglio dei
ministri;
Udito della Camera di consiglio del 21 maggio 2008 il giudice
relatore Luigi Mazzella;
Ritenuto che, con ordinanza del 14 luglio 2006, il Giudice di pace
di Taranto ha sollevato, in riferimento agli artt. 3 e 25 della
Costituzione, questione di legittimita' costituzionale dell'art. 18
del codice di procedura civile, nella parte in cui, in relazione
all'azione di risarcimento di danni derivanti dalla circolazione
stradale, omette di prevedere la competenza territoriale del giudice
del luogo in cui risiede il danneggiato da fatto illecito, in tal
modo violando il principio di ragionevolezza e quello del giudice
naturale precostituito per legge;
che il rimettente osserva che, per quanto attiene ai giudizi di
risarcimento del danno promossi da danneggiati da incidenti derivanti
dalla circolazione stradale nei confronti delle compagnie di
assicurazione, l'introduzione di un giudizio nel foro ove
l'obbligazione e' sorta ovvero ove risiede il convenuto (e con
particolare riguardo alla sede legale dell'impresa assicuratrice)
determina, per il danneggiato, un notevole aumento dei costi delle
spese processuali e soprattutto extraprocessuali, nel caso in cui il
foro non coincida con quello di sua residenza, essendo egli costretto
ad intraprendere un giudizio fuori della propria sede, con
conseguente notevole limitazione nella tutela dei suoi diritti;
che, al contrario, la compagnia assicuratrice avrebbe il
vantaggio di essere convenuta nella sua sede, nonostante essa, per la
sua organizzazione, sia capillarmente presente in ogni circoscrizione
con i propri ispettorati;
che, afferma il rimettente, nei fatti, le compagnie di
assicurazione, molto spesso pretestuosamente, non adempiono alle
proprie obbligazioni risarcitorie, facendo affidamento proprio sulla
mancata disponibilita', da parte del danneggiato, di mezzi idonei a
perseguire un'azione in un foro lontano dalla sua residenza;
che, piu' correttamente, sottolinea il rimettente, l'art.
1469-bis, n. 19 cod. civ. stabilisce che si presumono vessatorie le
clausole che hanno per oggetto la fissazione della sede del foro
competente nelle cause fra consumatore e professionista avente
localita' diversa da quella di residenza o domicilio elettivo del
consumatore;
che, analogamente, l'art. 444 cod. proc. civ., in deroga ai
principi dettati in materia di competenza per territorio, e,
segnatamente, a quello dell'art. 18 cod. proc. civ., prevede, nelle
controversie in materia di previdenza e assistenza, la competenza
territoriale del foro in cui risiede l'attore;
che e' intervenuto nel giudizio il Presidente del Consiglio, con
il patrocinio dell'Avvocatura generale dello Stato, e ha chiesto in
primo luogo che la questione sia dichiarata inammissibile, per la
radicale assenza di qualsivoglia descrizione della fattispecie e, nel
merito, che la stessa sia dichiarata manifestamente infondata.
Considerato che il Giudice di pace di Taranto dubita, in
riferimento agli artt. 3 e 25 della Costituzione, della legittimita'
costituzionale dell'art. 18 del codice di procedura civile, nella
parte in cui, in relazione all'azione di risarcimento di danni
derivanti dalla circolazione stradale, omette di prevedere la
competenza territoriale del giudice del luogo in cui risiede il
danneggiato da fatto illecito, in tal modo violando il principio di
ragionevolezza e quello del giudice naturale precostituito per legge;
che il rimettente, limitandosi a trascrivere pedissequamente la
memoria depositata da una delle parti, non fornisce alcuna
informazione utile sulla vicenda processuale;
che la mancanza di ogni indicazione sul giudizio a quo preclude
a questa Corte il doveroso controllo sulla rilevanza della questione,
rendendo la stessa manifestamente inammissibile (si vedano, tra le
altre, ordinanze nn. 396, 447, 450 del 2007).
Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953,
n. 87, e 9, comma 2, delle norme integrative per i giudizi davanti
alla Corte costituzionale.
Per questi motivi LA CORTE COSTITUZIONALE
Dichiara la manifesta inammissibilita' della questione di
legittimita' costituzionale dell'art. 18 del codice di procedura
civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 25 della
Costituzione, dal Giudice di pace di Taranto con l'ordinanza in
epigrafe.
Cosi' deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale,
Palazzo della Consulta, l'11 giugno 2008.
Il Presidente: Bile
Il redattore: Mazzella
Il cancelliere: Di Paola
Depositata in cancelleria il 20 giugno 2008.
Il direttore della cancelleria: Di Paola