Avviso di rettifica
Errata corrige
Errata corrige
Collegamento autostradale Dalmine-Como-Varese-Valico del Gaggiolo e
opere connesse (autostrada Pedemontana Lombarda) - Approvazione
progetto definitivo variante tratta D - CUP F11B06000270007
CONCESSIONI AUTOSTRADALI LOMBARDE S.P.A.
Vista la delibera 21 dicembre 2001, n. 121, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 51 del 2002, Supplemento ordinario, con la
quale il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica
(di seguito CIPE), ai sensi dell'allora vigente legge 21 dicembre
2001, n. 443, ha approvato il 1° Programma delle infrastrutture
strategiche, che nell'allegato 1 include, nell'ambito del «Corridoio
plurimodale padano», il Sistema viabilistico Pedemontano Lombardo
(anche "autostrada Pedemontana Lombarda" o "Collegamento
autostradale");
Visto il Decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n.
327, recante il testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilita', e
s.m.i.;
Visti il Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163, «Codice dei
contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in
attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE» e s.m.i., e il
Decreto Legislativo 31 marzo 2023, n. 36, «Codice dei contratti
pubblici in attuazione dell'articolo 1 della legge 21 giugno 2022, n.
78, recante delega al Governo in materia di contratti pubblici», in
particolare l'art. 225, commi 10 e 11, del D.Lgs. 36/2023 che
stabilisce che: - per gli interventi ricompresi tra le infrastrutture
strategiche, di cui alla disciplina prevista dall'art. 163 e seguenti
del Codice dei contratti pubblici di cui al D.Lgs. 163/2006, gia'
inseriti negli strumenti di programmazione approvati e per i quali la
procedura di valutazione di impatto ambientale sia gia' stata avviata
alla data di entrata in vigore del Codice dei contratti pubblici di
cui al D.Lgs. 50/2016, i relativi progetti sono approvati secondo la
disciplina prevista dall'art. 163 e seguenti del Codice dei contratti
pubblici di cui al D.Lgs. 163/2006; - le procedure per la valutazione
di impatto ambientale delle grandi opere avviate alla data di entrata
in vigore del D.Lgs. 50/2016, secondo la disciplina gia' prevista
dagli artt. 182, 183, 184 e 185 del Codice dei contratti pubblici di
cui al D.Lgs. 163/2006, sono concluse in conformita' alle
disposizioni e alle attribuzioni di competenza vigenti all'epoca del
predetto avvio; le medesime procedure trovano applicazione anche per
le varianti;
Considerato che la proposta all'esame, alla luce delle sopracitate
disposizioni, e in particolare di quanto previsto all'art. 225, comma
11, del D.Lgs. 36/2023, risulta ammissibile e ad essa sono
applicabili le disposizioni del previgente D.Lgs. 163/2006;
Vista la delibera 25 luglio 2003, n. 63, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale n. 248 del 2003, con la quale il CIPE ha formulato, tra
l'altro, indicazioni di ordine procedurale riguardo alle attivita' di
supporto che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (di
seguito MIT) e' chiamato a svolgere ai fini della vigilanza
sull'esecuzione degli interventi inclusi nel Programma delle
infrastrutture strategiche;
Visto l'allegato "Strategie per infrastrutture, mobilita' e
logistica sostenibili e resilienti" al Documento di Economia e
Finanza - DEF 2022, che nella tabella «III.3.2 - Strade e autostrade
- Interventi prioritari» riporta l'intervento «Autostrada Pedemontana
Lombarda»;
Vista la normativa vigente in materia di Codice unico di progetto -
CUP e, in particolare:
1. la delibera 27 dicembre 2002, n. 143 pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale n. 87 del 2003, e la relativa errata corrige pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale n. 140 del 2003, nonche' la delibera 29
settembre 2004, n. 24, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 276 del
2004, con le quali il CIPE ha definito il sistema per l'attribuzione
del CUP e ha stabilito che il CUP deve essere riportato su tutti i
documenti amministrativi e contabili, cartacei ed informatici,
relativi a progetti di investimento pubblico, e deve essere
utilizzato nelle banche dati dei vari sistemi informativi, comunque
interessati ai suddetti progetti;
2. la legge 16 gennaio 2003, n. 3, recante «Disposizioni
ordinamentali in materia di pubblica amministrazione» come modificata
dal decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, convertito, con
modificazioni, dalla legge 11 settembre 2020, n. 120, la quale,
all'art. 11, dispone che ogni progetto di investimento pubblico deve
essere dotato di un CUP e, in particolare, prevede, tra l'altro,
l'istituto della nullita' degli «atti amministrativi adottati da
parte delle amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che dispongono il finanziamento
pubblico o autorizzano l'esecuzione di progetti di investimento
pubblico» in assenza dei corrispondenti codici che costituiscono
elemento essenziale dell'atto stesso;
3. la legge 13 agosto 2010, n. 136, come modificata dal
decreto-legge 12 novembre 2010, n. 187, convertito in legge, con
modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 17 dicembre 2010, n.
217, che, tra l'altro, definisce le sanzioni applicabili in caso di
mancata apposizione del CUP sugli strumenti di pagamento;
Considerato che, il 29 maggio 1990, la societa' ANAS ha stipulato
con la societa' Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A. la convenzione
per la disciplina della concessione di costruzione e gestione della
«Pedemontana Lombarda», approvata con decreto emanato il 31 agosto
1990, n. 1524 dall'allora Ministro dei lavori pubblici di concerto
con il Ministro del bilancio e della programmazione economica, cosi'
come citato anche dalla delibera CIPE n. 108 del 2007;
Vista la delibera 29 marzo 2006, n. 77, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale n. 219 del 2006, con la quale, rilevato che il Sistema
Pedemontano e' incluso nell'intesa generale quadro stipulata tra il
Governo e la Regione Lombardia l'11 aprile 2003, il CIPE ha approvato
il progetto preliminare del Collegamento autostradale, condizionando
l'approvazione al rispetto delle prescrizioni proposte dal MIT e
individuando il limite di spesa di 4.665.504.453,47 euro;
Considerato che la legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge
finanziaria 2007), all'articolo 1, comma 979, ha previsto che le
funzioni ed i poteri di soggetto concedente e aggiudicatore per la
realizzazione dell'autostrada Pedemontana Lombarda, dell'autostrada
diretta Brescia-Bergamo-Milano e delle tangenziali esterne di Milano
venissero trasferiti da ANAS S.p.A. ad un soggetto di diritto
pubblico, che subentra in tutti i diritti attivi e passivi inerenti
alla realizzazione di dette infrastrutture e da costituire in forma
societaria e partecipata dalla stessa ANAS S.p.A. e dalla Regione
Lombardia o da soggetto da essa interamente partecipato;
Considerato che in data 19 febbraio 2007 e' stata costituita, ai
sensi del citato articolo 1, comma 979, della legge 27 dicembre 2006,
n. 296, la societa' Concessioni Autostrade Lombarde S.p.A.;
Vista la delibera 4 ottobre 2007, n. 108, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale n. 255 del 2007, con la quale il CIPE ha espresso parere
favorevole, con prescrizioni, in merito allo schema di Convenzione
Unica, predisposto ai sensi dell'art. 2, commi 82 e seguenti, del
decreto legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito nella legge 24
novembre 2006, n. 286, e s.m.i., sottoscritto il 1° agosto 2007 tra
la societa' Concessioni Autostradali Lombarde S.p.A. (di seguito
CAL), subentrata ad ANAS S.p.a. nelle funzioni di soggetto
concedente, e la societa' concessionaria Autostrada Pedemontana
Lombarda S.p.A. (di seguito APL);
Considerato che con decreto n. 1667 del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, emanato di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze in data 12 febbraio 2008 e registrato
alla Corte dei conti in data 18 aprile 2008, e' stata approvata la
Convenzione Unica tra CAL e APL;
Vista la delibera 6 novembre 2009, n. 97, registrata alla Corte dei
Conti in data 19 gennaio 2010 e pubblicata sul Supplemento ordinario
n. 34 alla Gazzetta Ufficiale n. 40 del 18 febbraio 2010, con la
quale il CIPE ha approvato, anche ai fini della dichiarazione di
pubblica utilita', ai sensi e per gli effetti dell'art. 166 del
Decreto Legislativo n. 163 del 2006, il progetto definitivo
dell'intero Collegamento autostradale Dalmine-Como-Varese-Valico del
Gaggiolo ed opere connesse e, ai sensi e per gli effetti dell'art.
167, comma 5, del Decreto Legislativo n. 163 del 2006, ha approvato
il progetto definitivo degli interventi: «variante dell'opera
connessa TRVA06», «variante di Lozza del 1° lotto della tangenziale
di Varese», «opera connessa TRCO11», «tratta B2 e relative opere
connesse», «opera connessa TRMI10», «opere connesse TRMI12 e TRMI14»,
«variante dell'interconnessione della tratta D con l'autostrada A4»,
«opera connessa TRMI17», per un costo complessivo dell'opera pari a
4.166.464.079 euro, al netto del costo delle opere integrate a carico
di Rete Ferroviaria Italiana S.p.A.;
Considerato che, in attuazione di quanto disposto dalla delibera
CIPE n. 97/2009, l'Atto Aggiuntivo n. 1 alla Convenzione Unica,
sottoscritto tra CAL e APL in data 6 maggio 2010 per l'adozione del
Piano Economico Finanziario allegato al progetto definitivo approvato
dal CIPE (PEF 2009, relativo al periodo regolatorio 2009-2014),
unitamente all'Atto integrativo, sottoscritto in data 2 marzo 2011
per il recepimento delle indicazioni del Ministero dell'Economia e
delle Finanze rese in data 1° marzo 2011, e' stato approvato con
decreto del Ministro delle Infrastrutture di concerto con il Ministro
dell'Economia e delle Finanze n. 110 del 24 marzo 2011, registrato
dalla Corte dei Conti il 24 giugno 2011;
Vista la delibera 1° agosto 2014, n. 24, registrata alla Corte dei
Conti in data 13 gennaio 2015 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale
n. 24 del 30 gennaio 2015, con la quale il CIPE ha determinato in 393
milioni di euro l'importo del contributo pubblico a fondo perduto
necessario per il riequilibrio del Piano Economico Finanziario (PEF
2014, relativo al periodo regolatorio 2014-2019) e in 800 milioni di
euro in valore assoluto l'ammontare delle misure di
defiscalizzazione, una tantum e per l'intera durata della
concessione, da riconoscere ai sensi dell'art. 18 della Legge 12
novembre 2011, n. 183, a compensazione della quota di contribuzione
pubblica mancante sopra richiamata; con la medesima delibera n.
24/2014 il CIPE ha formulato parere favorevole sull'Atto Aggiuntivo
n. 2 alla Convenzione Unica, per l'adozione: - del cronoprogramma per
lotti funzionali, quale modalita' di attuazione dell'intero
Collegamento autostradale, in relazione alla tempistica stimata per
l'acquisizione della provvista finanziaria a medio e lungo termine da
parte del concessionario; - del quadro economico aggiornato, con
valore degli investimenti fissato a 4.118.354.680,58 euro; - del PEF
2014 defiscalizzato, unitamente alla relativa relazione esplicativa;
- dell'allegato sui requisiti di solidita' patrimoniale; - del
Disciplinare per l'applicazione delle sanzioni e penali;
Visto l'Atto Aggiuntivo n. 2 alla Convenzione Unica, sottoscritto
tra CAL e APL in data 20 dicembre 2018, per l'adozione del PEF 2014,
del cronoprogramma per lotti funzionali e del quadro economico
aggiornato;
Vista la delibera 24 luglio 2019, n. 42, registrata alla Corte dei
Conti in data 31 ottobre 2019 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale
n. 266 del 13 novembre 2019, con la quale il CIPE, in merito a quanto
gia' espresso dal CIPE stesso con delibera n. 24 del 2014, ha: -
approvato la traslazione in avanti del cronoprogramma per lotti
funzionali, con previsione espressa della sua decorrenza dalla data
di effettiva efficacia dell'Atto Aggiuntivo n. 2; - confermato
l'ammontare massimo delle misure di defiscalizzazione di cui alla
delibera CIPE n. 24/2014, da riconoscere ai sensi dell'art. 18 della
legge n. 183 del 2011, con previsione della loro effettiva erogazione
al verificarsi delle condizioni previste per legge, nonche' in
funzione dell'effettiva entrata in esercizio delle tratte; -
approvato i termini previsti dall'art 3.1 dell'atto aggiuntivo n. 2,
relativi al perfezionamento dei contratti di finanziamento denominati
"Senior 1" e "Senior 2", con l'eliminazione del periodo «comunque
entro la data del 31 dicembre 2019», termine implicitamente superato
dal prolungamento dei tempi procedurali e integralmente sostituito
dall'ulteriore vincolo temporale previsto nel medesimo articolo per
il finanziamento senior 2; - confermato l'Atto Aggiuntivo n. 2 gia'
sottoscritto da CAL e APL in data 20 dicembre 2018, con le modifiche
sopra riportate;
Considerato che in data 19 dicembre 2019 e' stato emesso il decreto
n. 585 del Ministro delle Infrastrutture di concerto con il Ministro
dell'Economia e delle Finanze di approvazione dell'Atto Aggiuntivo n.
2 alla Convenzione Unica, registrato alla Corte dei Conti in data 20
febbraio 2020;
Vista la delibera 29 aprile 2021, n. 1, registrata alla Corte dei
Conti in data 18 maggio 2021 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.
123 del 25 maggio 2021, con la quale il CIPESS ha espresso parere
favorevole in ordine alla proroga fino al 31 agosto 2021 dei termini
dell'art. 3.1 dell'Atto Aggiuntivo n. 2 alla Convenzione Unica,
relativi alla sottoscrizione del contratto di finanziamento "Senior
1" per la realizzazione delle tratte B2 e C;
Vista la delibera 29 marzo 2023, n. 8, registrata alla Corte dei
Conti in data 30 maggio 2023 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.
135 del 12 giugno 2023, con la quale il CIPESS ha espresso parere
favorevole sul- la proposta di aggiornamento del Piano Economico
Finanziario (PEF 2020, relativo al periodo regolatorio 2020-2024) e
sul relativo Atto Aggiuntivo n. 3 alla Convenzione Unica;
Considerato che l'Atto Aggiuntivo n. 3 alla Convenzione Unica,
sottoscritto tra CAL e APL in data 23 giugno 2023 per l'adozione del
PEF 2020, e' stato approvato con decreto del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze n. 253 del 6 ottobre 2023, registrato
dalla Corte dei Conti il 10 gennaio 2024;
Vista la delibera 19 gennaio 2017, n. 1, registrata alla Corte dei
Conti in data 6 giugno 2017 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.
148 del 27 giugno 2017, con la quale il CIPE ha disposto la proroga
di due anni del termine previsto per l'adozione dei decreti di
esproprio, di cui alla dichiarazione di pubblica utilita' delle aree
interessate dall'opera ed ancora in fase di realizzazione, apposta
con la delibera CIPE n. 97 del 2009;
Vista la delibera 17 gennaio 2019, n. 1, registrata alla Corte dei
Conti in data 30 maggio 2019 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.
137 del 13 giugno 2019, con la quale il CIPE ha disposto la proroga
di ulteriori due anni del termine previsto per l'adozione dei decreti
di esproprio, di cui alla dichiarazione di pubblica utilita' delle
aree interessate dall'opera ed ancora in fase di realizzazione,
apposta con la delibera CIPE n. 97 del 2009 e gia' prorogata con
delibera n. 1 del 2017;
Vista la comunicazione del 5 gennaio 2021, con la quale il MIT, ai
sensi e per gli effetti del combinato disposto degli artt. 214, co.
11, e 216, co. 1, 1-bis e 27, del D. Lgs. 50/2016, dell'art. 42, co.
3, del Decreto Legge n. 76/2020, convertito con modificazioni dalla
Legge n. 120/2020, ha comunicato a CAL che "le proroghe della
dichiarazione di pubblica utilita' e del vincolo preordinato
all'esproprio in scadenza su progetti gia' approvati dal CIPE in base
al previgente D.Lgs. 163/2006, sono approvate direttamente dal
soggetto aggiudicatore. Il MIT entro il 31 dicembre di ciascun anno
rende una informativa al CIPE in merito alle proroghe disposte nel
corso dell'anno e ai termini in scadenza nell'anno successivo.";
Vista la disposizione del 15 gennaio 2021, pubblicata sulla
Gazzetta Ufficiale n. 9 del 21 gennaio 2021, con la quale CAL, in
qualita' di soggetto aggiudicatore, ha disposto la proroga di
ulteriori due anni della pubblica utilita' dell'Opera, con scadenza
al 19 gennaio 2023;
Vista la disposizione del 10 gennaio 2023, pubblicata sulla
Gazzetta Ufficiale n. 8 del 19 gennaio 2023, con la quale CAL, in
qualita' di soggetto aggiudicatore, ha disposto la proroga di
ulteriori due anni della pubblica utilita' dell'Opera, con scadenza
al 19 gennaio 2025;
Vista la disposizione del 9 gennaio 2025, pubblicata sulla Gazzetta
Ufficiale del 16 gennaio 2025 - Foglio delle inserzioni n. 7, con la
quale CAL, in qualita' di soggetto aggiudicatore, ha disposto la
proroga di ulteriori due anni della pubblica utilita' secondo le
previsioni temporali di seguito indicate:
• proroga di mesi 9 (nove) per le opere:
- tratta B2 - C e opere connesse TRCO06, TRMI10 e TRMI17;
- tratta D ed opere connesse;
• proroga di anni 2 (due) per le opere:
- Greenway, Progetti Locali e Misure Compensative del Secondo Lotto
dell'opera e TRVA13-14;
Vista la disposizione del 10 ottobre 2025, pubblicata sulla
Gazzetta Ufficiale, Parte II, del 16 ottobre 2025, Foglio delle
inserzioni n. 123, con la quale CAL, in qualita' di soggetto
aggiudicatore, ha disposto la proroga pari a mesi 6 (sei) del termine
previsto per l'adozione dei decreti di esproprio delle aree
interessate dalla realizzazione della tratta D e relative opere
connesse e compensative del «Collegamento autostradale tra Dalmine,
Como, Varese, Valico del Gaggiolo ed opere connesse», di cui alla
dichiarazione di pubblica utilita' apposta con delibera CIPE n. 97
del 2009, gia' prorogato con le delibere CIPE n. 1 del 2017 e n. 1
del 2019 e con le disposizioni di CAL del 15 gennaio 2021, del 10
gennaio 2023 e del 9 gennaio 2025;
Vista la nota 7 agosto 2023, n. 824, con la quale CAL ha presentato
al MIT formale istanza di revisione del Piano Economico Finanziario
(PEF 2023, relativo al periodo regolatorio 2024-2028), individuando
come elementi eccezionali e imprevedibili di alterazione
dell'equilibrio economico finanziario, in linea con quanto previsto
dall'art. 12.6 della Convenzione Unica: - l'incremento dei prezzi
delle materie prime, conseguente alla situazione macroeconomica
generale indotta anche dal conflitto Russia-Ucraina; - la riduzione
generalizzata, riscontrata sul mercato, delle percentuali di ribasso
praticate dagli affidatari di appalti, ritenuta correlata
all'incertezza dei mercati e al c.d. «caro materiali»; - l'incremento
dei tassi di interesse da riconoscere agli istituti finanziatori;
Considerato che nel PEF 2023 sono previsti investimenti (lavori e
somme a disposizione) per un importo complessivo pari a
4.598.419.640,00 euro, in aumento di circa 480 milioni di euro
rispetto al PEF 2020, e che l'aumento del costo e' reso meno gravoso
dalla variante del tracciato della tratta D (cosiddetta «Variante
tratta D»), individuato a seguito di una project review, con un
tracciato di lunghezza ridotta a 8,9 km, in sostituzione del
tracciato di 15,9 km precedentemente previsto e approvato dal CIPE
con delibera n. 97 del 2009;
Vista la delibera 29 maggio 2024, n. 33, registrata alla Corte dei
Conti in data 4 luglio 2024 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.
168 del 19 luglio 2024, con la quale il CIPESS ha espresso parere
favorevole sul- la proposta di revisione del Piano Economico
Finanziario (PEF 2023) e sul relativo Atto Aggiuntivo n. 4 alla
Convenzione Unica;
Considerato che l'Atto Aggiuntivo n. 4 alla Convenzione Unica e'
stato sottoscritto tra CAL e APL in data 24 febbraio 2025 per
l'adozione del PEF 2023;
Vista la nota 2 agosto 2023, n. 798, con la quale CAL, in qualita'
di soggetto aggiudicatore, ha trasmesso alle Amministrazioni e agli
Enti competenti il progetto definitivo, integrato con lo Studio di
Impatto Ambientale, della "Variante tratta D" (anche "Variante") del
Collegamento autostradale Dalmine - Como - Varese - valico del
Gaggiolo e opere ad esso connesse, quale variante al progetto
definitivo della tratta D approvato dal CIPE con delibera n. 97 del
2009, al fine di garantire la sostenibilita' economico-finanziaria e
di diminuire l'impatto ambientale dell'Opera;
Vista la nota del 26 maggio 2025, n. 381, con la quale CAL, in
qualita' di soggetto aggiudicatore dell'Opera, ha richiesto al MIT di
trasmettere al CIPESS la documentazione necessaria per l'approvazione
del progetto definitivo della "Variante tratta D", alla luce
dell'avvenuta emissione, da parte della Commissione VIA, del parere
di propria competenza e, dunque, del completamento della fase
istruttoria da parte di tutti gli Enti interessati, e per il
contestuale perfezionamento dell'intesa Stato - Regione sulla
localizzazione dell'opera e per la conseguente dichiarazione di
pubblica utilita';
Vista la nota del 20 agosto 2025, n. 25023, con la quale il MIT ha
inviato all'Ufficio di Gabinetto la documentazione per l'approvazione
del progetto definitivo della Variante, comprensiva della relazione
istruttoria del MIT con i relativi allegati; il predetto Ufficio ha
quindi provveduto all'invio della documentazione al CIPESS;
Vista la nota del 12 settembre 2025, n.
3DEA218B-C615-4587-9AA3-166C48FDDBFC, con la quale la Presidenza del
Consiglio dei Ministri - Dipartimento per la programmazione e il
coordinamento della politica economica ha comunicato che "ai sensi
dell'art. 1, comma 15, del Decreto Legge 18 aprile 2019, n. 32,
convertito con modificazioni dalla Legge 14 giugno 2019, n. 55, come
da ultimo modificato dall'art. 10-bis del Decreto Legge 21 maggio
2025, n. 73, convertito con modificazioni dalla Legge 18 luglio 2025,
n. 105, il CIPESS e' chiamato ad approvare, fino alla fine del 2025,
le varianti riferite agli interventi di cui all'art. 225, comma 10,
del vigente Codice dei contratti pubblici [D.Lgs. 36/2023],
esclusivamente nei casi in cui il valore della variante superi il 50%
dell'importo del progetto originariamente approvato. Al contempo, per
le varianti di valore inferiore a tale soglia, fino al 2025,
l'approvazione rientra nella competenza del soggetto aggiudicatore";
Vista la nota del 15 settembre 2025, n. 27184, con la quale il MIT,
posto che, nel caso in esame, alla luce dell'istruttoria espletata
dal competente Ufficio Investimenti infrastrutturali del citato
Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica
economica, il valore della variante non supera il limite del 50%, ha
ritenuto che l'approvazione della Variante competa a CAL quale
soggetto aggiudicatore e, pertanto, ha rimesso la relativa
documentazione, sopra descritta, rimanendo in attesa della
comunicazione di avvenuta approvazione dell'intervento da parte di
CAL, al fine di trasmettere opportuna informativa al CIPESS, come
evidenziato nella citata nota del Dipartimento per la programmazione
e il coordinamento della politica economica;
PRESO ATTO
delle risultanze dell'istruttoria svolta dal Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti ed in particolare
sotto l'aspetto tecnico-procedurale:
che il tracciato complessivo del Collegamento autostradale Dalmine
- Como - Varese - valico del Gaggiolo e opere ad esso connesse, per
come approvato dal CIPE con delibera n. 97 del 2009, ha una lunghezza
pari a circa 75 km, articolato nell'asse trasversale principale, da
Cassano Magnago - interconnessione A8, in Provincia di Varese, sino a
Osio Sotto/Brembate - interconnessione A4, in Provincia di Bergamo,
nella tangenziale di Varese e nella tangenziale di Como interessando
il territorio di 87 comuni, suddivisi nelle Province di Varese, Como,
Milano, Monza - Brianza e Bergamo;
che il suddetto Collegamento comprende:
un tracciato con caratteristiche autostradali (autostrada A36), che
collega le esistenti autostrade A8 Milano-Varese, A9 Lainate-Como e
A4 Torino-Milano-Trieste, per un totale di circa 67 km, suddiviso
nelle 5 tratte funzionali A - B1 - B2 - C - D:
tratta A: tra le autostrade A8 (Cassano Magnago) e A9 (Lomazzo);
tratta B1: dall'interconnessione con la A9 (Lomazzo) alla SP ex SS
35 (Lentate sul Seveso);
tratta B2: da Lentate sul Seveso a Cesano Maderno, sul tracciato
della SP ex SS 35 (Milano-Meda);
tratta C: dalla SP ex SS 35 (Cesano Maderno) all'interconnessione
con la tangenziale est di Milano A51 (Vimercate);
tratta D: dalla tangenziale est di Milano A51 (Vimercate)
all'autostrada A4 (Osio Sotto);
il 1° lotto della tangenziale di Como (autostrada A59):
dall'autostrada A9 (Grandate) alla localita' Acquanegra, nei pressi
di Como;
il 1° lotto della tangenziale di Varese (autostrada A60):
dall'autostrada A8 (Gazzada Schianno) al tratto gia' esistente della
tangenziale di Varese, in localita' Ponte di Vedano;
che le tratte A e B1, il 1° lotto della tangenziale di Como e il 1°
lotto della tangenziale di Varese, il cui progetto esecutivo e' stato
approvato da CAL per stralci, sono state realizzate a partire da
dicembre 2010 e successivamente aperte all'esercizio a partire da
gennaio 2015;
che le tratte B2 e C, il cui progetto esecutivo e' stato approvato
da CAL, sono attualmente in fase di realizzazione;
che la Variante tratta D in oggetto trae origine da una analisi
dell'evoluzione del contesto territoriale, con particolare
riferimento al quadro infrastrutturale gia' realizzato, che ha visto
un notevole sviluppo rispetto al quadro esistente al momento
dell'approvazione del tracciato originario della tratta D, approvato
dal CIPE con la delibera n. 97 del 2009, dal momento che in questi
anni e' giunto a completamento quanto previsto nel quadrante est /
sud-est di Milano, con la realizzazione delle autostrade A58
(Tangenziale Est Esterna Milano) e A35 (Brescia-Milano), che ha
imposto una revisione generale delle esigenze di ammagliamento della
rete autostradale nel quadrante nord-est dell'area del Milanese e
della Brianza;
che il tracciato della Variante tratta D collega direttamente la
tratta C dell'autostrada A36 Pedemontana, in corrispondenza
dell'interconnessione con la tangenziale est di Milano A51 a
Vimercate, con l'esistente interconnessione tra le autostrade A4
Milano-Venezia e A58 Tangenziale Est Esterna di Milano, ubicata in
prossimita' di Caponago;
che, rispetto al tracciato originale, il tracciato della Variante
tratta D garantisce la stessa prestazionalita' trasportistica e il
miglior raggiungimento degli obiettivi strategici del progetto: -
potenziamento dell'asse est-ovest lungo la direttrice del Corridoio 5
della rete TEN-T; - decongestionamento dell'attuale sistema
tangenziale di Milano; - integrazione della rete della grande
viabilita' regionale, grazie alla creazione, mediante la Variante, di
un anello tangenziale esterno a nord e ad est di Milano, che mette in
relazione le grandi radiali su Milano (autostrade A8 e A9,
superstrade SS 35 e SS 36, autostrade A51, A4, A35 e A1); -
riorganizzazione dell'intero sistema stradale pedemontano, con
spostamento di importanti quote di traffico e conseguente riduzione
delle attuali situazioni di crisi della viabilita' ordinaria; -
miglioramento del delicato rapporto tra infrastruttura e ambiente,
con ricadute positive sotto l'aspetto paesaggistico e
dell'inquinamento acustico ed atmosferico, soprattutto in prossimita'
dei centri abitati, anche grazie alla riduzione del consumo di suolo
e delle interferenze ambientali, mediante il tracciato della
Variante;
che l'alternativa progettuale della Variante si rende necessaria
anche per aspetti connessi all'equilibrio economico - finanziario
dell'intero Collegamento autostradale e al finanziamento delle tratte
in corso di realizzazione e costituisce uno dei presupposti della
revisione del Piano Economico Finanziario 2023, approvato dal CIPESS
con delibera n. 33 del 2024 e adottato dall'Atto Aggiuntivo n. 4 alla
Convenzione Unica;
che la sede stradale della Variante tratta D e' progettata secondo
la categoria A "Autostrada ambito urbano" del decreto del Ministro
delle infrastrutture e dei Trasporti del 5 novembre 2001 "Norme
funzionali e geometriche per la costruzione delle strade", con
velocita' di progetto pari a 140 km/h, una piattaforma stradale
composta da 2 carreggiate a 3 corsie piu' emergenza per senso di
marcia e una lunghezza pari a 8,9 km;
che il progetto definitivo di Variante e' stato approvato dal
soggetto aggiudicatore, per quanto di competenza, con atto del 26
luglio 2023;
che in data 2 agosto 2023 il soggetto aggiudicatore ha trasmesso il
progetto definitivo di Variante al Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti;
che in data 5 agosto 2023 l'avviso di avvio del procedimento di
approvazione della Variante e' stato pubblicato sui quotidiani "Il
Sole 24 Ore Nazionale" e "Libero Edizione Milano/Lombardia" e che
sono pervenute osservazioni da parte dei privati entro i termini
previsti;
che il progetto definitivo della Variante tratta D si configura
quale variante al progetto definitivo approvato dal CIPE con delibera
n. 97 del 2009, rilevante sotto l'aspetto localizzativo, ai sensi
dell'art. 169, comma 3, del D.Lgs. 163/2006, da approvare a seguito
di Conferenza di Servizi, ai sensi dell'art. 167, comma 5, del
medesimo D.Lgs. 163/2006, secondo cui: "Il soggetto aggiudicatore ha
facolta' di avviare la procedura di localizzazione dell'opera e di
valutazione di impatto ambientale sulla scorta del progetto
definitivo, anche indipendentemente dalla redazione e dalla
approvazione del progetto preliminare; in tal caso il progetto
definitivo e' istruito e approvato, anche ai predetti fini, con le
modalita' e nei tempi previsti dagli articoli 165 e 166, comma 5-bis.
La conferenza di servizi si svolge sul progetto definitivo con le
modalita' previste dall'articolo 165, comma 4. I Presidenti delle
regioni e province autonome interessate si pronunciano, sentiti i
Comuni nel cui territorio si realizza l'opera. Il progetto definitivo
e' integrato dagli elementi previsti per il progetto preliminare.
L'approvazione del progetto comporta l'apposizione del vincolo
espropriativo e la contestuale dichiarazione di pubblica utilita'";
che con nota 21 settembre 2023, n. 23911, il MIT ha indetto la
Conferenza di Servizi istruttoria, ai sensi e per gli effetti degli
artt. 167, comma 5, e 165, comma 4, del D.Lgs. 163/2006, che si e'
svolta in un'unica seduta in data 10 ottobre 2023 e nell'ambito della
quale sono stati raccolti i pareri pervenuti da parte dei soggetti
interessati;
che Regione Lombardia, con delibera n. XII/1057 del 2 ottobre 2023,
ha espresso parere favorevole sul progetto in esame, con
prescrizioni, tra cui l'ottimizzazione dello svincolo di
Vimercate/Bellusco sia in termini di funzionalita' trasportistica che
di localizzazione / inserimento territoriale ed ambientale;
che, successivamente alla Conferenza di Servizi, su richiesta del
MIT, formulata nell'ambito delle proprie attivita' istruttorie, CAL
ha attuato una serie di approfondimenti con Regione Lombardia,
Provincia di Monza e Brianza, i Comuni interessati territorialmente
dalla Variante, nonche' le altre amministrazioni territoriali
interessate, finalizzati a definire alcune prescrizioni e
raccomandazioni per la progettazione esecutiva del tracciato
autostradale della Variante, nonche' delle opere connesse e
complementari e dei relativi interventi di mitigazione. Nell'ambito
di tali attivita', CAL ha formalmente convocato una serie di
incontri, a cui sono state invitate tutte le amministrazioni sopra
richiamate, avvenuti nelle date 24 ottobre, 31 ottobre, 7 novembre e
14 novembre 2023. L'attivita' del tavolo tecnico si e' conclusa in
data 28 novembre 2023 con la condivisione del relativo verbale,
sottoscritto da CAL, da APL e dalla Provincia di Monza e Brianza, che
individua alcune soluzioni di ottimizzazione del tracciato
plano-altimetrico della Variante, dello svincolo di Vimercate -
Bellusco e delle opere connesse e complementari, coerenti con il
parere espresso da Regione Lombardia;
che Regione Lombardia, con nota n. A1.2025.0596133 del 24 giugno
2025, ha comunicato il proprio assenso all'attuazione della Variante
secondo le soluzioni progettuali individuate nel verbale del 28
novembre 2023, anche ai fini della localizzazione;
che la Commissione tecnica VIA-VAS del Ministero dell'Ambiente ha
espresso il parere n. 55 del 14 marzo 2025, favorevole circa la
compatibilita' ambientale del progetto definitivo della Variante,
condizionato all'ottemperanza delle condizioni ambientali, e secondo
il quale il Piano di Utilizzo delle Terre e rocce da scavo, ai sensi
dell'art. 9 del D.P.R. 120/2017, contiene gli elementi essenziali per
il passaggio alla successiva fase progettuale di progetto esecutivo;
che il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ha
emesso la valutazione sulla compatibilita' ambientale della Variante
trasmettendo, ai sensi dell'art. 183, comma 5, del D.Lgs. 163/2006,
copia del parere della Commissione tecnica VIA-VAS al Ministero delle
Infrastrutture (cfr. nota prot. n. 0009815 del 14 aprile 2025) e a
Regione Lombardia (cfr. nota prot. n. 0009816 del 14 aprile 2025);
che il Ministero della Cultura, con nota del 25 marzo 2024, ha
espresso parere favorevole alla dichiarazione di compatibilita'
ambientale, alla localizzazione urbanistica e all'approvazione del
progetto definitivo della Variante, nel rispetto delle condizioni
ambientali espresse dalla Direzione generale Archeologia, belle arti
e paesaggio nel relativo parere tecnico istruttorio del 7 marzo 2024,
n. 8305;
che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - Direzione
Generale per le Strade e la Sicurezza delle Infrastrutture Stradali
con nota del 28 marzo 2025, n. 3670, ha trasmesso la relazione finale
di controllo della sicurezza stradale, ai sensi dell'art.4 del D.Lgs.
35/2011;
che il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, con nota del 5
settembre 2023, n. 10428, ha disposto la restituzione degli atti,
perche' l'intervento non e' riconducibile alle fattispecie previste
dalle disposizioni regolamentari di cui all'art. 47, comma 3, del D.
Lgs. 36/2023;
che le controdeduzioni alle osservazioni presentate dai soggetti
privati interessati sono state predisposte dal soggetto aggiudicatore
nel documento "Osservazioni dei privati interessati alle attivita'
espropriative e relative valutazioni del soggetto aggiudicatore"
(appendice 1 alla relazione istruttoria del MIT), trasmesso dal
medesimo soggetto aggiudicatore al Ministero istruttore con nota del
16 luglio 2025, n. 547, e che il Ministero istruttore ha dichiarato
di condividere tali controdeduzioni;
che il Programma di risoluzione delle interferenze (appendice 2
alla relazione istruttoria del MIT) e' stato predisposto dal soggetto
aggiudicatore in esito alla Conferenza di servizi, sulla base delle
osservazioni e delle modalita' di risoluzione presentate dai soggetti
interferiti, ed e' stato trasmesso dal medesimo soggetto
aggiudicatore al Ministero istruttore con nota del 16 luglio 2025, n.
547, e che il Ministero istruttore ha dichiarato di condividere tale
Programma e ne ha proposto l'approvazione, ai sensi degli artt. 170 e
171 del D.Lgs. 163/2006;
che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in apposito
allegato alla relazione istruttoria, ha esposto le proprie
valutazioni in merito alle osservazioni formulate dagli Enti
istituzionali e ha proposto le prescrizioni e raccomandazioni cui
condizionare l'approvazione del progetto definitivo, esponendo i
motivi in caso di mancato recepimento o di recepimento parziale di
osservazioni come sopra avanzate;
sotto l'aspetto attuativo:
che la societa' Concessioni Autostradali Lombarde S.p.A. e'
soggetto aggiudicatore dell'opera, in forza del disposto dell'art. 1,
comma 979, della richiamata Legge n. 296/2006;
che la societa' Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A. e'
concessionaria per la progettazione, la costruzione e la gestione
dell'opera, in virtu' della citata Convenzione Unica approvata con il
richiamato decreto n. 1667 del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, emanato di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze;
che il cronoprogramma riportato nella relazione istruttoria,
limitato alle sole opere per le quali si chiede l'odierna
approvazione della progettazione definitiva, prevede 998 gg per
l'esecuzione delle attivita' preliminari e la realizzazione dei
lavori sino alla messa in esercizio;
che il CUP assegnato all'intervento e' F11B06000270007;
sotto l'aspetto finanziario:
che il costo del progetto definitivo della Variante trasmesso al
Ministero istruttore e' pari ad euro 610.971.046,84, al lordo dei
ribassi che saranno conseguiti in fase di appalto, di cui euro
424.712.781,56 per lavori ed euro 186.258.265,28 per somme a
disposizione;
che i prezzi utilizzati per la definizione del quadro economico
sono stati desunti dall'elenco ANAS 2023 e, per le voci non presenti,
dal Prezzario Regione Lombardia 2023;
che, nel corso dell'istruttoria, il soggetto aggiudicatore ha
trasmesso documentazione integrativa che tiene conto degli oneri
connessi alle richieste acquisite in sede di Conferenza di servizi e
che il Concessionario ha quantificato in 58.474.417,64 euro gli
importi aggiuntivi per le prescrizioni accolte dal Ministero
istruttore;
che tali importi aggiuntivi trovano copertura in una serie di
economie, di pari importo, maturate nel corso dell'esecuzione delle
tratte gia' realizzate del Collegamento autostradale, come attestato
dal soggetto aggiudicatore, e pertanto non determinano un aggravio
dell'importo complessivo del quadro economico dell'intero
Collegamento autostradale;
che il Ministero istruttore, sulla base delle prescrizioni accolte,
ha provveduto ad aggiornare il costo dell'opera ad euro
669.445.464,48, al lordo dei ribassi che saranno conseguiti in fase
di appalto, di cui euro 469.417.615,22 per lavori ed euro
200.027.849,26 per somme a disposizione;
che l'importo del progetto definitivo della Variante tratta D trova
copertura nel quadro economico generale del Piano Economico
Finanziario della Convenzione;
che, conformemente ai contenuti del Piano Economico Finanziario
2023, si prevedono contributi pubblici in conto investimenti per
complessivi euro 1.348.398.130,89, cosi' ripartiti:
euro 61.564.000,00 a carico della Legge 3 agosto 1998, n. 295, e
successive Leggi 23 dicembre 1998, n. 448, 23 dicembre 1998, n. 449,
e 23 dicembre 2000, n. 388;
euro 51.640.000,00 a carico della Legge 388/2000, art. 144, comma
7, lettera b);
euro 1.131.700.000,00 ai sensi dell'art. 1, comma 78, punto e)
della Legge 23 dicembre 2005, n. 266, e dell'art. 1, comma 979, della
Legge n. 296/2006, con lo stanziamento di contributi pluriennali;
euro 103.494.130,89, residuo dello stanziamento dei contributi
pluriennali, gia' accertato dal Ministero delle Infrastrutture e dal
Ministero dell'Economia, ad esito della estinzione del contratto di
mutuo acceso da CAL per l'utilizzo dei contributi pluriennali, al
netto degli oneri finanziari;
che la restante quota di copertura rimane a carico del
Concessionario;
DELIBERA
1. Approvazione progetto definitivo di variante
Il presente atto e' adottato dal soggetto aggiudicatore CAL ai
sensi e per gli effetti dell'art. 1, comma 15, del Decreto Legge 18
aprile 2019, n. 32, convertito con modificazioni dalla Legge 14
giugno 2019, n. 55 e s.m.i.
1.1. Ai sensi e per gli effetti dell'art. 167, comma 5, e dell'art.
169, commi 3, del D.Lgs. 163/2006, nonche' ai sensi degli artt. 10 e
12 del DPR 327/2001 e s.m.i., e' approvato, con le prescrizioni e le
raccomandazioni di cui all'allegato Foglio condizioni, proposte dal
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il progetto
definitivo della "Variante tratta D" del Collegamento autostradale
Dalmine - Como - Varese - valico del Gaggiolo e opere ad esso
connesse (cd. autostrada Pedemontana Lombarda), anche ai fini
dell'attestazione della compatibilita' ambientale, della
localizzazione urbanistica, dell'apposizione del vincolo preordinato
all'esproprio e della dichiarazione di pubblica utilita'.
E' conseguentemente perfezionata, ad ogni fine urbanistico ed
edilizio, l'intesa Stato-Regione sulla localizzazione delle opere.
1.2. Ai sensi dell'art. 166, comma 5, del D.Lgs. 163/2006,
l'approvazione sostituisce ogni altra autorizzazione, approvazione e
parere comunque denominato e consente la realizzazione di tutte le
opere, prestazioni e attivita' previste nel progetto di cui al punto
1.1.
1.3. L'approvazione e' condizionata all'assolvimento delle
prescrizioni e raccomandazioni di cui al documento allegato Foglio
condizioni, proposte dal Ministero delle Infrastrutture e dei
Trasporti.
1.4. E' approvato l'importo pari ad euro 669.445.464,48, di cui
euro 58.474.417,64 per il recepimento delle prescrizioni e
raccomandazioni di cui all'allegato Foglio condizioni. La copertura
economico finanziaria del progetto di cui al punto 1.1 e' a carico
del Piano Economico Finanziario 2023, di cui alla delibera CIPE n.
33/2024, allegato all'Atto Aggiuntivo n. 4 alla Convenzione Unica,
sottoscritto tra la societa' concedente Concessioni Autostradali
Lombarde S.p.A. e la societa' concessionaria Autostrada Pedemontana
Lombarda S.p.A. in data 24 febbraio 2025.
1.5. Ai sensi degli artt. 170 e 171 del D.Lgs. 163/2006, sono
approvati il Programma di risoluzione delle interferenze e i relativi
progetti definitivi di risoluzione, di cui al documento "Programma di
risoluzione delle interferenze", predisposto dal soggetto
aggiudicatore in esito alla Conferenza di servizi.
2. Ulteriori adempimenti
2.1 Entro 30 giorni dalla data di pubblicazione della presente
delibera nella Gazzetta Ufficiale, CAL provvedera' a trasmettere al
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - Direzione Generale
per le Strade e la Sicurezza delle Infrastrutture Stradali la
comunicazione di avvenuta approvazione dell'intervento in oggetto.
2.2 Prima dell'inizio dei lavori previsti nel citato progetto
definitivo, il soggetto aggiudicatore provvedera' a fornire
assicurazioni al predetto Ministero sull'avvenuto recepimento, nel
progetto esecutivo, delle prescrizioni riportate nel menzionato
allegato Foglio condizioni.
2.3 Rimangono ferme le previsioni in materia di protocolli di
legalita' e di controllo dei flussi finanziari applicabili.
Milano, 28 novembre 2025
L'Amministratore Delegato di Concessioni Autostradali Lombarde
S.p.A.
(Gianantonio Arnoldi)
PRESCRIZIONI
1 Barriera esazione - Il progetto esecutivo dovra' individuare una
maggiore unita' formale tra gli elementi architettonici che
compongono la barriera di Burago Molgora, considerata la
discontinuita' formale tra fabbricati tecnologici e disegno della
barriera di esazione.
2 Monitoraggio ambientale - Per verificare la corretta esecuzione
del Piano di Monitoraggio Ambientale, con particolare riferimento
alla gestione di specifiche criticita', alle modalita' di trattamento
dei risultati del monitoraggio e alla divulgazione delle informazioni
ambientali (audit pubblico), si dovra' far riferimento
all'Osservatorio Ambientale gia' istituito nell'ambito dell'"Accordo
di Programma per la realizzazione del Sistema viabilistico
Pedemontano Lombardo".
3 Monitoraggio ambientale - A seguito di verifiche e/o osservazioni
o di criticita' rilevate in fase di esecuzione del PMA, sara'
necessario considerare eventuali modifiche e/o integrazioni al Piano
stesso, nell'ambito dei continuativi confronti attivi presso
l'Osservatorio Ambientale attivo.
4 Monitoraggio ambientale - In sede di progetto esecutivo il
Proponente dovra' aggiornare i riferimenti normativi per le diverse
componenti ambientali, allineando il PMA ai criteri gia' individuati
e condivisi con ARPA in sede di PMA sulle altre tratte della
Pedemontana (con particolare riferimento a: codifica delle stazioni
di monitoraggio; schede di localizzazione stazione / punto di misura;
campionamento; criteri per il trattamento e la validazione dei dati;
azioni da intraprendere in caso di criticita' / superamenti di soglia
- limiti di legge), nonche' secondo quando rimandato - in sede di
riscontro alle osservazioni - alla successiva fase di progettazione
esecutiva.
5 Monitoraggio ambientale - Per quanto concerne la localizzazione
delle stazioni di monitoraggio, il PMA di progetto esecutivo dovra'
individuare con maggior dettaglio le aree impattate dalle piste
percorse dai mezzi di cantiere, dalle aree e attivita' di cantiere e
non solo dall'impronta dell'infrastruttura.
6 Biodiversita' - Per quanto riguarda gli interventi di
sistemazione a verde e le azioni di ripristino dello stato dei luoghi
preesistenti, in sede di progetto esecutivo dovranno essere adottate
tutte le precauzioni per evitare l'ingresso e/o la diffusione di
specie alloctone. A questo proposito si fa presente che la normativa
europea e nazionale in materia di lotta alle specie aliene invasive
(EU Reg n. 1143/2014 + EU REG n. 1141/2016 e successive integrazioni,
Decreto Legislativo 15 dicembre 2017, n.230) impone il monitoraggio
nonche' il controllo e/o la gestione delle specie aliene invasive.
Pertanto, occorre inserire tale tipologia di monitoraggio ambientale.
7 Biodiversita' - Riguardo alla scelta dei miscugli di sementi di
specie erbacee, privilegiare le specie spontanee provenienti dal
corredo floristico locale.
8 Tracciato autostradale - Nel progetto esecutivo il tracciato
plano-altimetrico dell'asse autostradale, i relativi svincoli e
attraversamenti e le viabilita' esterne dovranno essere progettati in
coerenza con le soluzioni progettuali individuate, anche ai fini
della localizzazione, nell'allegato grafico alla nota del Presidente
di Regione Lombardia del giugno 2025, condiviso in data 28/11/23 tra
Provincia di Monza Brianza, il Concedente CAL e il Concessionario APL
nell'ambito del procedimento approvativo, eventualmente ottimizzando
le dimensioni delle opere e nel rispetto dei limiti del quadro
economico della Variante. Per gli attraversamenti si richiede di
valutare la possibilita' di realizzare infrastrutture verdi, con
caratteristiche che li rendano idonei a favorire l'attraversamento
dell'infrastruttura lineare da parte della fauna terrestre (sulla
base dei monitoraggi della fauna previsti ante-operam), per garantire
la connettivita' faunistica e la continuita' ecologica della Rete
Ecologica Regionale e del tessuto del PLIS del Parco PANE.
9 Biodiversita' - Nelle schede relative alla vegetazione del PMA di
progetto esecutivo specificare la/e specie sensibili che hanno
portato all'individuazione dell'areale di monitoraggio.
10 Biodiversita' - Nel PMA di progetto esecutivo le indagini per la
componente fauna relative al post operam dovranno essere svolte per
un periodo di tre anni dall'entrata in esercizio dell'opera.
11 Biodiversita' - Nel PMA di progetto esecutivo il periodo di
monitoraggio dell'ornitofauna va esteso al periodo autunnale per il
censimento delle specie migratrici autunnali e stanziali. Nelle
relazioni di restituzione dei dati di monitoraggio dell'avifauna,
inoltre, devono essere inseriti gli indici Ricchezza di specie (S),
Indice di diversita' (H) e Indice di Equiripartizione di Lloyd &
Ghelardi (J), con trasmissione dei file in formato editabile anche
all'Osservatorio regionale per la Biodiversita'.
12 Biodiversita' - Nel PMA di progetto esecutivo si dovra'
prolungare a tre anni il monitoraggio post operam della vegetazione,
incluso il monitoraggio delle opere di mitigazione e compensazione
ambientale.
13 Biodiversita' - Nel PMA di progetto esecutivo, sia per la fauna
che per la vegetazione, riportare le aree di cantiere nella
planimetria generale e in quelle specifiche di ciascun punto, oltre
ai transetti nella loro interezza; le aree di monitoraggio non devono
mai essere interferite dai cantieri e devono restare sempre le stesse
in tutte le fasi del PMA, per consentire un adeguato confronto tra
l'ante operam e le fasi successive.
14 Biodiversita' - Adeguare i periodi di monitoraggio delle specie
esotiche a quanto previsto dall'allegato tecnico trasmesso da Regione
Lombardia alle ATS (prot. n. G1.2023.0017051 del 05/05/2023), oppure
dedicare specifici monitoraggi al contenimento di Ambrosia oltre a
quelli gia' previsti da PMA, attualmente calendarizzati per maggio -
giugno e settembre.
15 Biodiversita' - Considerato che ad oggi il territorio della
Provincia di Monza e della Brianza e' privo del Piano di Indirizzo
Forestale, in sede di progetto esecutivo si dovra' determinare
l'esatta estensione delle superfici forestali (ex art. 42 l.r.
31/2008).
16 Biodiversita' - Le superfici arborate che perdono la qualifica
di "bosco" (ex art. 42 l.r. 31/2008) devono essere oggetto di
specifica individuazione cartografica sul progetto esecutivo, anche
attraverso creazione di apposite campiture sulle tavole gia'
esistenti.
17 Biodiversita' - Gli imboschimenti effettuati a titolo di
compensazione forestale (ex art. 43 l.r. 31/2008) dovranno essere
oggetto di specifica individuazione cartografica e avere le
caratteristiche di cui alla d.g.r. 675/2005 e al r.r. 5/2007 e non si
dovranno sovrapporre agli imboschimenti effettuati a titolo di
mitigazione, inserimento o compensazione ambientale.
18 Rumore e vibrazioni - Il Proponente dovra' perfezionare il
censimento dei ricettori sia per la fase realizzativa sia per quella
di esercizio, al fine di fornire un elenco completo ed esaustivo dei
ricettori potenzialmente esposti e di tutte le caratteristiche degli
edifici utili per la loro caratterizzazione acustica. In particolare,
dovranno essere individuati singolarmente e censiti tutti i recettori
presenti all'interno di una fascia di studio di ampiezza pari alla
ampiezza della fascia di pertinenza della infrastruttura in progetto,
da estendersi al doppio in caso di recettori particolarmente
sensibili indicandone destinazione d'uso, posizione e distanza
dall'infrastruttura ed altezza/numero di piani.
19 Rumore e vibrazioni - Dovranno essere stimati i livelli di
rumore ante operam, post operam e post operam con mitigazione, in
corrispondenza dei recettori nella fascia di pertinenza
dell'infrastruttura, al dettaglio del piano dell'edificio, e dovranno
essere confrontati con i valori limite di rumore da traffico
veicolare, assicurando la conformita' ai limiti con le mitigazioni
acustiche alla sorgente o sul percorso di propagazione che fossero
necessarie.
20 Rumore e vibrazioni - Per i recettori all'esterno della fascia
di pertinenza della infrastruttura, per i quali il contributo
specifico all'immissione del rumore da traffico veicolare
dell'infrastruttura stessa superi i limiti di immissione della
classificazione acustica o determini, ancorche' inferiore a detti
limiti, una transizione tra ante e post operam da una condizione di
conformita' ad una condizione di non conformita' ai limiti di rumore,
dovranno essere definite le misure di mitigazione acustica alla
sorgente o sul percorso di propagazione necessarie e la loro
efficacia dovra' essere valutata previsionalmente con opportuno
studio modellistico.
21 Rumore e vibrazioni - In fase di progettazione esecutiva il
Proponente dovra' determinare gli eventuali limiti derivanti dalla
sovrapposizione di fasce di pertinenza di infrastrutture dei
trasporti concorsuali, ai sensi del DM 29/11/2000; alla luce di
questi, dovra' di conseguenza valutare i possibili ulteriori
superamenti dei limiti normativi e, se necessario, rivedere la
progettazione delle relative opere di mitigazione che sono state
individuate.
22 Rumore e vibrazioni - Con riferimento alla Cascina Gargantini,
vista la sua notevole vicinanza all'imbocco sud della galleria
artificiale SP2, il Proponente dovra' dotare gli imbocchi della
medesima galleria SP2 di pannellature fonoassorbenti in uscita ed in
ingresso per una lunghezza di almeno 20 metri, come indicato nel SIA.
23 Rumore e vibrazioni - Oltre agli aspetti legati alle immissioni
acustiche proprie della infrastruttura in progetto, e' necessario
valutare gli aspetti legati al traffico indotto per il caricamento
delle infrastrutture viarie esistenti che si raccordano con gli
svincoli all'asse autostradale in progetto. Per gli archi che si
dovessero caricare significativamente di traffico indotto, dovra'
essere verificato che, per effetto di questo traffico, non si
determinino transizioni tra ante e post operam da condizioni di
conformita' a condizioni di non conformita' ai limiti di rumore, o
incrementi apprezzabili nel post operam di livelli di rumore che gia'
nello stato ante operam fossero superiori ai limiti. A tal fine
dovra' essere predisposto nel progetto esecutivo apposito studio
acustico, prima dell'avvio dei lavori, nel quale siano determinati
tali archi viabilistici, siano individuati e censiti i recettori, in
una fascia di studio di ampiezza pari alla fascia di pertinenza, da
estendersi al doppio in caso di recettori particolarmente sensibili,
e siano stimati, al dettaglio del piano dell'edificio, i livelli di
rumore ante operam, post operam e post operam con le mitigazioni
necessarie per evitare il verificarsi delle condizioni di
incompatibilita' suddette.
24 Rumore e vibrazioni - Il PMA per la componente rumore dovra'
essere aggiornato, in collaborazione dell'ARPA Lombardia, con la
previsione di misure con cadenza periodica e rilievi acustici durante
le attivita' piu' rumorose della fase di cantiere.
25 Rumore e vibrazioni - Le determinazioni fonometriche per la fase
di esercizio dovranno essere conformi a quanto stabilito dal DM
16/03/1998, che prevede misurazioni di durata settimanale per il
rumore stradale.
26 Rumore e vibrazioni - Nel PMA della fase di cantiere, al fine di
verificare la correttezza delle ipotesi e delle valutazioni
effettuate e di gestire eventuali superamenti dei valori limite di
riferimento tecnico, dovra' essere svolta una campagna di misure
accelerometriche presso le postazioni piu' critiche dal punto di
vista vibrazionale, definendo le posizioni delle stazioni di misura,
i tempi e i periodi di rilevazione, i parametri descrittivi degli
impatti e i report che dovranno essere prodotti, anche in relazione
alle esigenze di comunicazione e pubblicizzazione dei dati al
pubblico.
27 Rumore e vibrazioni - Il PMA dovra' prevedere, oltre alle
rilevazioni accelerometriche e alle misurazioni durante le fasi di
cantiere piu' critiche, le azioni immediate da attuare in caso di
determinazione strumentale del superamento dei valori limite acustici
e vibrazionali di riferimento tecnico durante le lavorazioni piu'
impattanti.
28 Rumore e vibrazioni - Per la fase di cantiere il proponente
dovra' prevedere in fase di progettazione esecutiva ed attuare in
corso d'opera tutte le azioni di mitigazione del rumore e delle
vibrazioni indicate nello Studio di Impatto Ambientale. In
particolare, il Proponente dovra' fare ricorso all'utilizzo delle
barriere mobili antirumore di cantiere previste e richiedere ai
Comuni interessati, oltre al nullaosta per le attivita' temporanee
rumorose di cantiere, la deroga ai valori limite prevista dalla
normativa nazionale e regolamentata dalla legge regionale.
29 Rumore e vibrazioni - Dovra' essere garantito l'utilizzo di
macchine operatrici e mezzi di cantiere conformi alle normative
europee ed in particolare alla direttiva 2000/14/CE, relativa alle
macchine rumorose destinate ad operare all'aperto. Dovra' essere
curata la comunicazione partecipata con le popolazioni potenzialmente
esposte, al fine di una migliore informazione preventiva in relazione
agli orari, alle durate dei cantieri, ai livelli sonori determinati
con i monitoraggi ed alle lavorazioni piu' rumorose e/o causa di
vibrazioni.
30 Rumore e vibrazioni - Con l'entrata in esercizio dell'opera, il
Proponente dovra' valutare l'efficacia delle barriere realizzate con
il collaudo previsto dal DM 20/11/2000 entro sei mesi dalla
realizzazione delle mitigazioni, soprattutto per gli edifici piu'
esposti al rumore stradale prodotto dalle nuove infrastrutture e per
le scuole individuate in prossimita' delle opere previste. In caso di
accertamento del superamento dei limiti pertinenti, il Proponente
dovra' valutare tutte le possibili ulteriori misure mitigative
attuabili, in collaborazione con ARPA Lombardia.
31 Rumore e vibrazioni - All'entrata in esercizio della nuova opera
e periodicamente nel tempo dovra' essere verificata strumentalmente
l'efficacia delle pannellature fonoassorbenti poste in uscita e in
ingresso all'imbocco sud della galleria in corrispondenza della
Cascina Gargantini. La durata nel tempo degli effetti fonoassorbenti
delle pannellature dovra' essere garantita attraverso un'attenta
manutenzione e la relativa sostituzione in caso di perdita
dell'efficacia assorbente.
32 Rumore e vibrazioni - Con l'entrata in esercizio del nuovo asse
autostradale si dovranno effettuare misurazioni accelerometriche per
verificare la correttezza delle valutazioni svolte ed il rispetto dei
livelli di riferimento tecnico.
33 Acque sotterranee - In sede di progetto esecutivo dovra' essere
presentato uno studio di dettaglio, avvalendosi di specifiche misure
di campo e di rappresentazioni cartografiche, della piezometria della
falda superficiale, verificando la mancata interferenza della falda
con le opere in scavo e prevedendo idonei interventi di protezione
della falda, ove si rilevino interferenze nei confronti delle
caratteristiche qualitative e quantitative della falda stessa. Lo
studio dovra' tener conto della variabilita' stagionale della
soggiacenza della falda. Lo studio dovra' altresi' analizzare le
possibili interferenze delle opere in progetto e delle aree di
cantiere con le aree di salvaguardia dei pozzi utilizzati a scopo
potabile e il rispetto delle zone di tutela assoluta e di rispetto.
34 Acque sotterranee - All'interno delle aree tecniche operative
ATO18 e ATO19 i depositi dei carburanti e le aree per il deposito
rifiuti dovranno essere posizionati al di fuori della zona di
rispetto dei pozzi per l'emungimento di acqua potabile presenti in
Comune di Agrate (Cod. SIF n. 15030010 e n. 150030131).
35 Acque sotterranee - In relazione alla variabilita' della falda
verificare localmente la piezometria e la natura del complesso
idrogeologico, nonche' stimarne le possibili fluttuazioni; in
relazione a tale verifica ed all'aggiornamento del quadro
idrogeologico, dovra' essere valutata la posizione dei piezometri,
anche ai fini di cui al PMA.
36 Acque sotterranee - Verificare l'attuale stato di funzionamento
dei pozzi, nonche' l'attuale estensione delle aree di rispetto,
valutando conseguentemente le misure di sicurezza necessarie (assenza
di disperdimenti di acque meteoriche provenienti dalla strada), anche
attraverso un'interlocuzione con le amministrazioni comunali e le
societa' gestori dei pozzi ad uso idropotabili in oggetto.
37 Acque - In fase di progettazione esecutiva tenere in
considerazione gli aspetti idraulici ed idrologici inerenti alle
fasce di perimetrazione PAI / PGRA del Torrente Molgora. Alla luce
della variante PAI/PGRA in corso, in sede di progettazione esecutiva
dovra' essere aggiornato lo studio di compatibilita' relativo
all'attraversamento del torrente Molgora, facendo riferimento ai dati
idraulici aggiornati, da sottoporre all'Autorita' idraulica
competente (UTR Brianza).
38 Acque - In considerazione della possibile presenza di occhi
pollini nell'area di intervento, propedeuticamente alla realizzazione
delle vasche di raccolta acque effettuare un approfondimento di
dettaglio dell'area, anche con indagini specifiche.
39 Acque - La definizione della cantierizzazione dell'intervento
delle opere in alveo (scogliera, riprofilatura, etc.), con
particolare riferimento all'interferenza col buon regime idraulico
del corso d'acqua derivante dalle fasi di lavoro, dalle modalita'
esecutive e dalle opere provvisionali eventualmente previste, dovra'
essere trasmessa all'Autorita' idraulica competente (UTR Brianza -
Sede di Monza), che si esprimera' preventivamente all'inizio delle
lavorazioni; alla medesima Autorita' dovranno essere comunicate
preventivamente le date di inizio e fine dei lavori. I lavori in
alveo dovranno essere effettuati senza creare ostacoli al regolare
deflusso delle acque. Il richiedente dovra' attuare in fase di
esecuzione ogni provvedimento che l'Autorita' idraulica competente
riterra' opportuno adottare ai fini del buon regime idraulico del
corso d'acqua, della salvaguardia delle proprieta' demaniali e delle
opere idrauliche di competenza e per la garanzia della pubblica
incolumita'.
40 Suolo - Il monitoraggio e la supervisione della gestione del
suolo in cantiere (scotico, accantonamento e ripristino) devono
essere eseguiti come indicato dalle Linee Guida ARPA "Gestione e
tutela dei suoli nei cantieri delle grandi opere". In conformita' con
esse, citate come riferimento ai fini della redazione del PMA
proposto, sara' necessario: a) integrare il set analitico con i
parametri carbonati totali e calcare attivo; b) specificare il
parametro "Carbonio" come "Carbonio organico"; c) integrare la stima
volumetrica del cumulo e la pendenza della riva del cumulo stesso.
41 Suolo - Per le aree tecniche e di stoccaggio predisporre delle
schede finalizzate all'individuazione delle informazioni piu'
rilevanti riguardo ai possibili impatti esercitati sulla matrice
suolo.
42 Suolo - In merito alla concentrazione territoriale dei punti di
monitoraggio, definire con maggiore precisione la modalita' di
valutazione operata: con riferimento alle aree non agricole, risulta
fondamentale chiarire l'identificazione delle aree, descriverne
l'utilizzo attuale e passato e indicarne la destinazione d'uso
finale.
43 Suolo - L'intera fase di monitoraggio, compresa la comparazione
dei dati ottenuti con quelli individuati nel suolo obiettivo e
l'eventuale attivazione di azioni correttive in caso di anomalie,
dovra' essere eseguita prima della restituzione delle aree ai
proprietari.
44 Suolo - In riferimento all'individuazione dei punti di
monitoraggio, in coerenza con quanto gia' concordato per le
precedenti tratte di Pedemontana, integrare la sintesi descrittiva di
tutti i punti di monitoraggio indicando: estensione dell'area
omogenea in cui si trova il punto; litologia, conformazione
morfologica; unita' di pedopaesaggio, unita' pedologica, secondo la
tassonomia WRB (da fonti bibliografiche quali la cartografia
ufficiale di ERSAF); uso del suolo previsto dallo strumento
urbanistico comunale; uso del suolo effettivo secondo il modello
DUSAF piu' aggiornato; attivita' cantieristiche previste; modalita'
di conservazione del topsoil, qualora venisse scoticato; destinazione
d'uso finale dell'area e modalita' di ripristino conclusione delle
lavorazioni. Alla luce di queste informazioni, nell'ambito del
progetto esecutivo o, comunque, preventivamente all'AO, confermare o
rivedere l'adeguatezza dei punti di monitoraggio proposti.
45 Acque sotterranee - Il PMA dovra' prevedere una sezione dedicata
ad un approfondimento idrogeologico, includendo informazioni in
merito a: geologia, litologia, morfologia, piezometria (tramite dati
bibliografici recenti o appositamente acquisiti presso punti
piezometrici gia' presenti), presenza di pozzi e sorgenti,
vulnerabilita' dei corpi idrici sotterranei, ubicazione di siti
contaminanti e potenzialmente contaminanti. Dovranno essere valutati
profondita' e fenestratura di ogni singolo piezometro in funzione
delle condizioni idrogeologiche locali (soggiacenza, fluttuazioni
stagionali, litologia teorica e litologia riscontrata nella fase di
terebrazione), realizzando uno strumento che garantisca una colonna
d'acqua in grado di assicurare la regolare attivita' di
campionamento.
46 Acque sotterranee - Integrare il set analitico proposto per le
attivita' di monitoraggio AO/CO/PO, secondo quanto indicato dalle
linee guida di ARPA Lombardia "Criteri per la predisposizione di
Piani di Monitoraggio Ambientali (PMA) - Infrastrutture lineari di
trasporto", prevedendo 4 campioni trimestrali. La fase di CO dovra'
essere modulata in funzione delle specifiche attivita' locali:
durante le lavorazioni a maggiore rischio di interferenza con la
falda (lavorazioni profonde e/o lavorazioni particolari in
corrispondenza di aree ad elevata vulnerabilita' dell'acquifero) il
monitoraggio dovra' essere intensificato, con una frequenza mensile.
47 Acque sotterranee - In fase di AO, sfruttando i dati acquisiti,
dovra' essere effettuata una tempestiva valutazione della piezometria
locale, in modo tale da valutare l'affidabilita' della carta
piezometrica utilizzata ai fini della progettazione della rete di
monitoraggio. Qualora dovessero emergere incongruenze, sara'
necessario produrre una carta piezometrica specifica per l'area
oggetto dell'intervento.
48 Acque sotterranee - Si ricorda la necessita' della corretta
gestione delle acque di spurgo dei piezometri.
49 Il PMA dovra' evidenziare le dimensioni di ogni vasca di
dissipazione e, qualora fossero differenti, prevedere un numero
diverso di punti topografici. Le attivita' di monitoraggio previste
dovranno essere integrate da una idonea documentazione fotografica
funzionale ad un controllo anche delle porzioni di terreno non
sottoposte al monitoraggio puntuale previsto.
50 Acque superficiali - Integrare il PMA descrivendo tutti i corsi
d'acqua coinvolti, anche se appartenenti al reticolo idrico minore, e
i corpi idrici PTUA con relativi obiettivi, indicando le lavorazioni
previste sul singolo corso d'acqua, ivi compresi gli eventuali
interventi di sistemazione idraulica o riqualificazione previsti.
51 Acque superficiali - Relativamente ai parametri biologici e'
necessario che le frequenze di monitoraggio siano le medesime in
tutte le fasi del monitoraggio (AO, CO1, CO2 e PO), ovvero 4
campioni/anno per i macroinvertebrati e 2 campioni/anno per le
diatomee.
52 Acque superficiali - Per quanto riguarda i parametri chimici e
microbiologici da analizzare in laboratorio, il prelievo, la
conservazione e la stabilizzazione, nonche' la consegna ai laboratori
per la successiva analisi, dovranno avvenire secondo quanto previsto
dalla metodica APAT CNR IRSA 1030, altro metodo ufficiale UNI o EPA e
secondo quanto specificatamente previsto dalle metodiche analitiche
dei singoli parametri. Integrare anche con il parametro ICMi per le
diatomee.
53 Acque superficiali - Effettuare il monitoraggio dei parametri
biologici in aderenza a quanto indicato nei seguenti riferimenti
normativi: DM 260/2010 "Regolamento recante i criteri tecnici per la
classificazione dello stato dei corpi idrici superficiali"; DM.
56/2009 "Criteri tecnici per il monitoraggio dei corpi idrici e
l'identificazione delle condizioni di riferimento per la modifica
delle norme tecniche del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152"; D.Lgs. 152/06
"Norme in materia ambientale" e nei seguenti documenti tecnici: o MLG
111/2014 IRSA-CNR "Metodi Biologici per le acque superficiali
interne"; MLG 107/2014 IRSA-CNR "Linee guida per la valutazione della
componente macrobentonica fluviale ai sensi del DM 260/2010";
Rapporti ISTISAN 09/19 - Istituto Superiore di Sanita' "Metodo per la
valutazione dello stato ecologico delle acque correnti: comunita'
diatomiche"; MLG 131/2016 ISPRA-IDRAIM "Sistema di valutazione
idromorfologica, analisi e monitoraggio dei corsi d'acqua"; APAT -
MATTM - APPA "Manuale APAT 2007 - Indice di funzionalita' fluviale".
54 Cantierizzazione - Nelle aree di cantiere piu' prossime a
potenziali ricettori dovra' essere previsto il posizionamento di
barriere antipolvere mobili, costituite da reti di maglia in
polietilene ad alta densita', ad elevato coefficiente di abbattimento
polveri, qualora necessario in base alle valutazioni previsionali di
dispersione delle polveri. Durante la movimentazione dei materiali di
scavo dovranno essere impiegati aeronebulizzatori di acqua per
abbattere le emissioni di polveri.
55 Cantierizzazione - All'interno delle aree e delle viabilita' di
cantiere, mediante adeguata segnaletica, la velocita' di transito dei
mezzi dovra' essere limitata a valori non superiori a 15 km/h, in
particolare lungo i percorsi sterrati posti in prossimita' dei
recettori sensibili.
56 Cantierizzazione - Le piste di cantiere asfaltate secondo
necessita', localizzate lungo la dorsale Nord-Sud della nuova
infrastruttura autostradale, dovranno essere sottoposte alla pulizia
periodica della polvere trascinata dagli pneumatici dei veicoli.
57 Cantierizazione - I veicoli destinati al trasporto dei materiali
di scavo all'esterno delle aree di cantiere dovranno essere
sottoposti al lavaggio degli pneumatici e muniti di copertura del
vano di carico, prima dell'acceso alla pubblica viabilita'.
58 Cantierizzazione - Valutare l'ubicazione dell'impianto di
produzione asfalti, previsto all'interno del campo base C01, nella
posizione alla massima distanza dalle residenze; inoltre, dovranno
essere previsti idonei presidi per l'abbattimento degli odori,
derivanti dalle emissioni in atmosfera dell'impianto di produzione
asfalti.
59 Cantierizzazione - Le azioni mitigative previste dovranno essere
esplicitate negli elaborati di progetto, quali il Capitolato Speciale
d'Appalto e il Piano di Sicurezza e Coordinamento.
60 Atmosfera - In ciascuna fase del PMA la durata totale della
misura dovra' essere di 8 settimane equamente distribuite nel corso
dell'anno.
61 Atmosfera - Il periodo di misura minimo delle campagne di CO
dovra' essere di 14 giorni in assenza di precipitazioni (<1 mm
cumulata giornaliera), fino a un massimo di 21 giorni.
62 Atmosfera - Per quanto riguarda le misure PO il monitoraggio
dovra' essere eseguito nel primo anno di esercizio della nuova
arteria stradale con traffico a regime.
63 Atmosfera - In fase AO e PO il monitoraggio potra' essere
limitato ai soli parametri PM10 ed Nox, con particolare riferimento
all'NO2.
64 Atmosfera - Per la fase CO devono essere monitorati PM10 e
PM2,5, mentre i COV e gli IPA andranno misurati solo nel caso in cui
nel cantiere sia presente un impianto che produce bitume. Non si
ritiene necessaria l'analisi della componente terrigena.
65 Atmosfera - In linea con le Linee Guida di ARPA, la modalita' di
valutazione dei risultati per le fasi AO e PO deve avere come termine
di confronto le rilevazioni delle stazioni della RRQA.
66 Atmosfera - Per la fase di CO dovra' essere applicato il metodo
della curva limite, come descritto nel documento "ARPA Lombardia,
Criteri di valutazione dei Piani di Monitoraggio Ambientale (Matrice
Atmosfera) - Aggiornamento dicembre 2022". In caso di superamento
della curva limite, si evidenzia una situazione di potenziale impatto
da parte delle attivita' di cantiere che dovra' essere indagata,
anche attraverso la valutazione del rapporto giornaliero PM2,5/PM10.
67 Atmosfera - Per la fase di CO prevedere l'ubicazione di un punto
di monitoraggio della qualita' dell'aria vicino alle residenze
presenti in prossimita' al campo base C01, nonche' nelle vicinanze
della RSA ubicata nel comune di Vimercate.
68 Rumore - Per il recettore costituito dalla RSA ubicata nel
comune di Vimercate prevedere l'ubicazione di un punto per il
monitoraggio dei livelli di rumore sia ante che post operam.
69 Atmosfera - In fase di progettazione esecutiva verificare ed
eventualmente modificare / aggiornare le informazioni riportate nelle
seguenti schede punto: ATM-SU-01; ATM-AG-01; ATM-VI-01; ATM-CA-01.
70 Compensazioni - Eventuali modifiche di tracciato della Greenway
potranno essere concordate con gli Enti Locali coinvolti nel rispetto
del valore sovralocale dell'intervento. La proprieta' della Greenway,
una volta realizzata dal concessionario, sara' trasferita agli Enti
locali, prioritariamente sovra-comunali, che ne effettueranno poi la
gestione.
71 Compensazioni - Restando fermi la quantificazione complessiva e
il disegno unitario delle compensazioni ambientali previste in
progetto (compensazioni prescrittive e compensazioni di indirizzo),
il progetto delle compensazioni di indirizzo dovra' essere definito
in apposito tavolo cui parteciperanno le amministrazioni locali alle
quali le opere di compensazione sono destinate in proprieta' e
gestione (Comuni ed Enti Parco), nonche' il concedente e il
concessionario.
72 Compensazioni - Per quanto riguarda le opere di compensazione
territoriale-sociale ed ambientale e le opere non strettamente
correlate alla funzionalita' del sistema autostradale, che non
rientrano nella proprieta' e gestione del Concessionario
autostradale, dovra' essere sottoscritta - preventivamente alla loro
progettazione e realizzazione - una convenzione con gli Enti
destinatari-proprietari (Comuni, Provincia, Enti Parco, ecc..),
attraverso la quale dovranno essere disciplinate le modalita' di
trasferimento delle proprieta' delle opere e delle relative aree di
pertinenza, con l'impegno degli Enti stessi a garantirne la gestione.
73 Terre - Prima dell'approvazione definitiva della progettazione
esecutiva, il Proponente dovra' trasmettere il Piano di Utilizzo
delle Terre e rocce da scavo, revisionato ed integrato secondo quanto
emerso dalla verifica istruttoria eseguita sul Piano di Utilizzo
delle Terre e rocce da Scavo di progetto definitivo, redatto ai sensi
dell'art. 9 del DPR 120/2017 e sulla base dei contenuti previsti
dall'Allegato 5 del DPR 120/2017. Il PUT dovra' essere concordato con
ARPA Lombardia e trasmesso al Ministero dell'Ambiente per
approvazione.
74 Terre - Qualora non fosse necessaria alcuna revisione /
integrazione del Piano di Utilizzo delle Terre e rocce da scavo di
progetto esecutivo, il Proponente dovra' presentare il PUT in forma
definitiva prima dell'inizio dei lavori, indicando l'Esecutore del
Piano ai sensi dell'art. 17 del DPR 120/2017. Il PUT dovra' essere
concordato con ARPA Lombardia e trasmesso al Ministero dell'Ambiente
per approvazione prima dell'inizio dei lavori.
75 Paesaggio - Dovranno essere elaborate soluzioni di migliore
qualita' architettonica e piu' attente rispetto alla compatibilita'
paesaggistica, in corrispondenza degli attraversamenti sulle vie
d'acqua e degli imbocchi delle gallerie, prevedendo anche il completo
rimboschimento delle aree e delle sistemazioni spondali, ricucendo
l'attuale tessuto vegetazionale con impianti boscati dalle
caratteristiche simili e in continuita' con quelle esistenti,
esemplari arborei a pronto effetto, da far attecchire prima del
collaudo dell'opera e del disallestimento delle aree di lavoro,
nonche' garantendo l'attecchimento dei nuovi impianti almeno nei
primi 5 anni di coltivazione.
76 Per i nuovi impianti vegetali dovranno essere privilegiate
essenze autoctone o in continuita' con l'ambiente vegetazionale
adiacente o desunti dalle specie presenti nel territorio di
inserimento, come prosecuzione dei viali e delle macchie alberate di
prossimita', ovvero recuperati dalla tradizione locale, al fine di
evitare effetti stranianti del contesto, allacciando l'intervento
all'insieme paesaggistico a cui l'area appartiene.
77 Le opere compensative dovranno tenere conto, oltre alla perdita
di impianti vegetazionali, anche della perdita di aree a verde, sia
nelle aree del tracciato che in quelle del cantiere.
78 Dovranno essere ridotte le pendenze dei riporti nei tratti in
trincea, riducendone la verticalita', al fine di favorire le
piantumazioni e le restituzioni a verde.
79 Le vasche di laminazione previste dovranno presentare aree di
prossimita' completamente rinverdite.
80 In prossimita' della sede stradale e delle aree intercluse o di
snodo, le restituzioni a verde dovranno essere effettuate
preferibilmente a verde prativo, arbustivo e a fitta piantumazione a
piccolo-medio fusto.
81 Le aree di servizio dovranno essere completamente schermate
verso l'esterno da impianti arborei a medio-grande fusto, pronto
effetto, garantendo l'attecchimento e le opere manutentive nei primi
5 anni colturali.
82 Per le barriere antirumore dovranno essere sensibilmente
incrementate le pannellature trasparenti in modo da garantire la
permeabilita' visiva; le residue porzioni di pannellature opache
dovranno essere mitigate sul lato esterno con inserimenti
vegetazionali.
83 Per l'attraversamento delle aree boscate sottoposte a tutela ai
sensi dell'art. 142 comma 1 lett. g) del D.Lgs. 42/2004, ad eccezione
di quella in prossimita' del Torrente Molgora, dovra' essere valutata
la possibilita' di soluzioni alternative che evitino o minimizzino
gli interventi di trasformazione di tali aree boscate.
84 La Greenway dovra' avere pavimentazioni della cromia del
laterizio o simili, diversificando cromaticamente le pavimentazioni
dei flussi, nei tratti dove non e' prevista pavimentazione in
calcestre.
85 Al fine di un minor impatto ambientale le illuminazioni
pubbliche dovranno avere una tonalita' calda, evitando quella bianca,
in particolare in prossimita' dei complessi edificati e degli
abitati.
86 Archeologia - Tutte le opere di scavo, relative al tracciato
autostradale, alle infrastrutture connesse, ai campi base e alle
opere di compensazione, dovranno essere effettuate con assistenza di
archeologi (cfr. art. 9bis del D.Lgs. 42/2004 e DM 244/2019),
operanti sotto la direzione scientifica della Soprintendenza (area
Archeologia; cfr. art. 88 del D.Lgs. 42/2004), con formale incarico e
ad onere del Concessionario. Gli scavi nelle aree caratterizzate da
elevato rischio archeologico, preventivamente identificate con la
Soprintendenza, dovranno essere effettuati con mezzi meccanici dotati
di benna liscia e dovranno essere effettuati sotto assistenza
archeologica.
87 Archeologia - Poiche' la prassi di effettuare carotaggi profondi
tramite trivella per le operazioni di Bonifica Ordigni Bellici (BOB)
confligge fortemente con le necessita' di tutela archeologica in aree
a rischio archeologico ancora da esplorare, la verifica della
presenza di ordigni bellici dovra' essere effettuata in piu' fasi
come di seguito indicato: 1) BOB superficiale eseguita con metal
detector; in caso di verifiche della causa del segnale con scavi
dovra' essere presente un archeologo; per tali scavi il mezzo
meccanico dovra' essere dotato di benna liscia; 2) nelle aree ad
elevato rischio archeologico lo splateamento dovra' avvenire con la
metodologia dello sterro cauto e sotto assistenza archeologica, in
modo da consentire l'accertamento della presenza di elementi di
interesse archeologico; 3) in caso di rinvenimenti, prima
dell'esecuzione della BOB profonda tramite trivella, dovra' essere
eseguito lo scavo archeologico manuale con metodo stratigrafico; 4)
nelle aree in cui non sia stata evidenziata la presenza di depositi
stratigrafici di interesse archeologico e in quelle in cui tali
depositi siano stati esauriti con lo scavo archeologico, si potra'
procedere con la fase di BOB profonda tramite trivella.
88 Archeologia - In caso di rinvenimenti archeologici dovra' essere
effettuato uno scavo archeologico con metodo stratigrafico, secondo
le indicazioni che saranno impartite dalla Soprintendenza, e dovra'
essere redatta la documentazione secondo lo Standard di consegna
adottato dalle Soprintendenze ABAP della Lombardia. Dovra' essere
messo a disposizione degli archeologi luogo sicuro in cui ricoverare
i reperti rinvenuti fino al trasferimento nei depositi della
Soprintendenza. Sara' facolta' della Soprintendenza chiedere
ampliamenti e/o approfondimenti dell'area di scavo, per ragioni di
miglior documentazione/comprensione o di tutela di quanto rinvenuto,
nonche' l'intervento di antropologi per lo scavo di sepolture e di
esperti quali ad esempio geologi, geoarcheologi, pedologi,
archeobotanici e archeobiologi, in caso sia giudicato opportuno
procedere alla raccolta di dati e campioni per la ricostruzione del
paleoambiente, nonche' di restauratori per il recupero di manufatti
di particolare delicatezza. Valutare l'opportunita' di redigere
apposito accordo relativo alle modalita' di valorizzazione e
restituzione al pubblico di quanto rinvenuto.
89 Rete stradale provinciale - Prevedere un adeguato importo a
titolo compensativo, entro i limiti del quadro economico approvato
della Variante, come risultante al termine dei lavori e nel rispetto
dei limiti di legge per le compensazioni, a favore della Provincia di
Monza e della Brianza che, sentiti i Comuni interessati dalla
variante autostradale e previo convenzionamento con il Concessionario
APL, disciplini la realizzazione di interventi sulla rete stradale
provinciale interessata dalla variante autostradale medesima, anche
sulla base delle priorita'
90 Svincolo di Vimercate / Bellusco - Il progetto esecutivo dello
svincolo di Vimercate / Bellusco dovra' essere sviluppato in coerenza
con le soluzioni progettuali individuate, anche ai fini della
localizzazione, nell'allegato grafico alla nota del Presidente di
Regione Lombardia di giugno 2025, condiviso in data 28/11/23 tra
Provincia di Monza Brianza, il Concedente CAL e il Concessionario APL
nell'ambito del procedimento approvativo, eventualmente ottimizzando
le dimensioni delle opere nel rispetto dei limiti del quadro
economico della Variante e stralciando anche i rami di collegamento
dello svincolo presentato. Il progetto dello svincolo dovra' essere
ottimizzato al fine di impattare in misura minore sulle aree
interessate, di particolare sensibilita' paesistica; la nuova
viabilita' complanare (opera connessa TRMI 14), che assume rilevanza
intercomunale, dovra' essere ottimizzata al fine di ridurre
l'impronta dello svincolo e la sua invasivita', con riguardo al
delicato contesto territoriale nel quale si colloca.
91 Raccordo tratte C-D - Al fine di evitare eventuali future
problematiche di congestione correlate alla capacita' stradale,
valutare la possibilita' di mantenere la sezione stradale a tre
corsie per senso di marcia anche in corrispondenza del tratto di
raccordo tra le tratte C e D.
92 Viabilita' Cascina Bertagna - Verificare la possibilita' di
ottimizzare il tracciato previsto per la viabilita' interferita di
via Cascina Bertagna, in coerenza con le soluzioni progettuali
individuate, anche ai fini della localizzazione, nell'allegato
grafico alla nota del Presidente di Regione Lombardia del giugno
2025, condiviso in data 28/11/23 tra Provincia di Monza Brianza, il
Concedente CAL e il Concessionario APL, al fine di ridurne l'impatto
e migliorarne l'inserimento, sia con riferimento all'edificato
presente in loco che alla tipologia di viabilita', di tipo locale.
93 Accessi - Dovranno essere verificati e garantiti gli accessi
poderali ai fondi interessati dal passaggio dell'infrastruttura.
94 Percorsi ciclabili - In fase di progettazione esecutiva occorre
fare riferimento al PRMC vigente per quanto concerne i requisiti
individuati per le piste ciclabili di interesse regionale (in
particolare cap. 5 e 7) nonche' per la segnaletica nelle tratte di
sovrapposizione al PCiR 14 e nei punti di interconnessione ad altri
PCiR (nello specifico del progetto in esame al PCiR 6 "Villoresi"
dove si riconnette superando l'autostrada A4 in corrispondenza di
Cavenago); particolare attenzione dovra' essere posta alla coerenza
con le previsioni del capitolo 7 del Documento di Piano del PRMC,
utilizzando denominazioni (indicazioni di luogo e distanza) e marchi
cosi' come individuati nel PRMC (inserendo anche il logo regionale -
rosa camuna - con al suo interno l'indicazione del numero 14
"Greenway Pedemontana").
95 Percorsi ciclabili - Nei casi di interferenza o utilizzo di
tratti di viabilita' ad uso agricolo ai fini dell'itinerario
ciclabile, si raccomanda l'individuazione delle necessarie misure di
sicurezza per gli itinerari ciclabili con la regolamentazione della
velocita' e dei passaggi e la valutazione di scelte costruttive
adeguate al passaggio di mezzi agricoli, in rapporto alle previsioni
di manutenzione del fondo della nuova infrastruttura.
96 Trasporto pubblico locale - Condurre le necessarie verifiche con
le Agenzie per il TPL competenti e gli Enti proprietari delle strade
in merito alla prova funzionale delle nuove rotatorie, nonche' alle
possibili rimodulazioni dei percorsi delle linee di TPL, anche
durante le fasi di cantiere, con riferimento alla sussistenza delle
condizioni di sicurezza ai sensi del DPR 753/80.
97 Acque sotterranee - Relativamente ai vincoli discendenti dai
disposti dell'art. 94 del d.lgs. 152/06 e dalla DGR 12693/03, per la
presenza di pozzi pubblici ad uso idropotabile e della relativa zona
di rispetto, dovranno essere ottemperate le disposizioni ivi
contenute anche con riferimento alla dispersione delle acque di
dilavamento del piano stradale; inoltre, al fine di evitare lo
sversamento e l'infiltrazione di sostanze pericolose nel suolo anche
in maniera accidentale, dovranno essere utilizzati idonei
accorgimenti anche gestionali per garantire idonee condizioni di
sicurezza.
98 Boschi - Per la trasformazione del bosco, sia essa definitiva
che temporanea, la relativa autorizzazione eventualmente necessaria
dovra' essere fatta mediante apposita domanda all'Ente
territorialmente competente, al fine di determinare l'ammontare della
compensazione forestale prevista dall'art. 43 della l.r. 31/2008, nei
limiti della voce B19 "Compensazioni forestali" prevista nel Quadro
Economico approvato della Variante; con la suddetta domanda dovra',
inoltre, essere richiesta l'autorizzazione all'esecuzione dei
progetti di riforestazione da eseguirsi quale compensazione forestale
o di nuova forestazione da realizzare quale mitigazione, inserimento
o compensazione ambientale.
99 Acque - In caso di messa in asciutta di corpi idrici occorrera'
effettuare le comunicazioni di cui all'art. 141, comma 5 della l.r.
31/2008.
100 Acque - Con riferimento ai lavori in alveo, non dovra' essere
asportato dalla proprieta' demaniale alcun materiale litoide, per il
quale e' consentita la sola movimentazione.
101 Acque - Ai sensi della D.G.R. XI/5714 del 15/12/2021 allegato
"E", prima dell'effettivo inizio dei lavori dovra' essere richiesta
la relativa concessione regionale, secondo le procedure previste
dalla piattaforma regionale on line SIPIUI (Sistema integrato di
polizia idraulica e utenze idriche).
102 Terre - Per quanto riguarda la gestione delle terre e rocce da
scavo, le indagini ambientali dovranno essere integrate al fine di
delimitare con maggior precisione le aree di scavo i cui materiali
avranno limitazioni di riutilizzo off-site o che dovranno essere
gestiti come rifiuto.
103 Terre - Le contaminazioni eventualmente rilevate dovranno
essere gestite nell'ambito delle procedure di bonifica previste dal
Titolo V del D.Lgs.152/2006.
104 Terre - Tutti i materiali da scavo che non rispettano le
condizioni per il riutilizzo come sottoprodotti in sito o in siti
diversi da quello di scavo, dovranno essere sottoposti alle
disposizioni vigenti in materia di rifiuti, riportate nella Parte IV
del D.Lgs. 152/2006. L'eventuale deposito temporaneo di tali
materiali e di tutti i rifiuti prodotti dagli scavi per la
realizzazione dell'opera dovra' rispettare le condizioni indicate
dall'art. 23 del DPR 120/2017. Eventuali materiali di riporto
dovranno essere sottoposti a test di cessione, ai sensi del D.M.
05/02/1998. Nel caso di approvvigionamento di materiali provenienti
da siti esterni, le eventuali aree di deposito temporaneo dovranno
essere chiaramente individuate, fisicamente separate e gestite in
modo autonomo rispetto ad altri materiali prodotti nel sito.
105 Terre - Al fine di garantire la piena rintracciabilita' dei
materiali da scavo, prevedere un sistema di registrazione
informatizzato ove riportare quantitativi scavati per data, tipologia
del materiale (riporto/suolo), destinazione del materiale, data del
conferimento e DDT corrispondenti.
106 Piano di Monitoraggio Ambientale - Il PMA dovra' seguire quanto
indicato dalle linee guida di ARPA Lombardia "Criteri per la
predisposizione di Piani di Monitoraggio Ambientali (PMA) -
Infrastrutture lineari di trasporto", nonche' dalle ulteriori Linee
guida per specifica componente.
107 Biodiversita' - Specificare nelle metodiche e nelle schede di
rilevamento riferite alla componente faunistica le condizioni
meteorologiche necessarie allo svolgimento delle attivita' di
monitoraggio.
108 Biodiversita' - Verificare se gli ambiti Torrente Molgora e
area dell'ex vivaio abbandonato siano idonei all'avifauna acquatica
e, in caso positivo, aggiungere alle campagne avifaunistiche 2
campagne per gli svernanti, in corrispondenza dei siti in cui si
trovano tali habitat (gennaio/febbraio).
109 Acque superficiali - Per la fase CO2 si richiede l'analisi di
tutti i parametri del set analitico, comprensivo di quelli di
laboratorio e biologici (macroinvertebrati e diatomee).
110 Acque superficiali - Come da Linee guida, per tutte le stazioni
comprese all'interno della Rete di Monitoraggio Regionale si richiede
la metodica IQMm. Per le stazioni ricadenti in corpi idrici
considerati ad elevato o potenziale pregio ittico, adottare sia la
metodica IQMm sia la metodica IFF.
111 Acque superficiali - Per quanto riguarda la conferma delle
stazioni di monitoraggio, preliminarmente all'inizio dell'attivita'
di monitoraggio AO, dovra' essere svolta una verifica puntuale sul
campo, al fine di poter valutare se le condizioni ambientali presenti
al momento della loro identificazione siano rimaste le stesse.
112 Acque superficali - Dovra' essere verificata la corretta
localizzazione delle stazioni di monitoraggio proposte in relazione
al tracciato principale dell'opera, alle opere connesse, ai cantieri
previsti in prossimita' dei corsi d'acqua, ivi incluse le piste di
cantiere, nonche' agli eventuali scarichi che saranno recapitati in
corpo idrico superficiale. In relazione a cio', si chiede di
verificare la corretta ubicazione degli scarichi vasche acque
meteoriche (cfr. mappa riportata a pagina 7 del PMA), che
sembrerebbero posizionati piuttosto distanti dal tracciato
dell'opera, e di conseguenza verificare la localizzazione delle
stazioni proposte.
113 Atmosfera - Aggiornare i riferimenti normativi, in particolare
per la microlocalizzazione delle stazioni di monitoraggio e per i
metodi di misura dei vari inquinanti, per cui la fonte normativa piu'
recente e' il D.lgs.155/2010.
114 Rumore e vibrazioni - Dovra' essere previsto un monitoraggio
acustico post operam, finalizzato alla verifica del rispetto dei
limiti di rumore, delle condizioni di compatibilita' ambientale e
della efficacia delle misure di mitigazione acustica. Al termine del
monitoraggio acustico post operam, dovra' essere predisposta e
trasmessa all'Osservatorio Ambientale una relazione sugli esiti del
monitoraggio, riportante i livelli di rumore rilevati, la valutazione
circa la conformita' ai limiti di rumore e l'indicazione degli
eventuali ulteriori interventi di mitigazione acustica, che a seguito
del monitoraggio risultassero necessari, nonche' dei tempi della loro
attuazione.
115 Rumore e vibrazioni - Considerare tra i riferimenti normativi
nazionali anche il D.Lgs. 42/2017, che ha modificato la Legge
447/1995.
116 Rumore e vibrazioni - Aggiornare la metodologia di valutazione
da applicare alle misure di CO con il documento del 2012 (Metodo di
analisi e valutazione dei dati di monitoraggio - fase di corso
d'opera).
117 Rumore e vibrazioni - La frequenza di esecuzione delle misure
di tipo LF (rilevamento di rumore indotto dalle lavorazioni
effettuate sul fronte di avanzamento lavori) deve essere trimestrale
per ogni punto, per il periodo di operativita' del Fronte avanzamento
lavori in prossimita' del ricettore monitorato. E' necessario
indicare la modalita' con cui sara' garantito il presidio della
misura di 24h. Per quanto riguarda le misure di CO per i cantieri
fissi, per le quali si prevede anche la valutazione del criterio
differenziale, e' opportuno che venga dettagliata la modalita' di
esecuzione dei rilievi (ad es. tempi di misura, modalita' di
valutazione del residuo, modalita' di gestione di eventuali problemi
di accesso all'ambiente abitativo, ecc.). In merito alle misure di CO
per i mezzi di cantiere, per le quali si prevede anche la
determinazione dei valori dei SEL dei transiti, si ricorda di
restituire anche il LAeq diurno e notturno per soli passaggi dei
mezzi. Per quanto riguarda le misure PO, si precisa che il
monitoraggio dovra' essere eseguito nel primo anno di esercizio della
nuova arteria stradale con traffico a regime.
118 Rumore e vibrazioni - Verificare la localizzazione dei punti di
monitoraggio mediante sopralluogo, da effettuare prima dell'avvio
dell'AO, tenendo in considerazione i percorsi dei mezzi di cantiere.
119 Rumore e vibrazioni - Specificare ubicazione e strumentazione
meteorologica che verra' utilizzata per ciascun punto di misura del
rumore.
120 Rumore e vibrazioni - Nelle schede di misura di tutti i punti
di monitoraggio del rumore e' necessario riportare il dato orario di
precipitazione e le informazioni relative alla stazione meteorologica
utilizzata come riferimento per i parametri meteo (ubicazione,
modello, marca).
121 Rumore e vibrazioni - Adeguare il PMA alla normativa vigente
eliminando il vincolo di esecuzione misure connesso alla temperatura.
122 Rumore e vibrazioni - Per la scelta del giorno di riferimento
di Ante Operam (cioe', della misura di 24 h), a partire da misure
settimanali di AO si chiede di integrare il PMA come di seguito
riportato: "Scelta del giorno di riferimento per la valutazione delle
anomalie in fase CO a partire dalle misure settimanali di AO: - sono
scartati il primo e l'ultimo gg della misura settimanale, qualora i
periodi di riferimento (diurno e/o notturno) risultino parziali; -
sono scartati i giorni che non garantiscono dati significativi; - tra
i rimanenti, sara' preso come riferimento il giorno per cui la somma
algebrica Leq diurno + Leq notturno e' minima; di questo giorno
saranno poi utilizzati di volta in volta il corrispondente Leq diurno
o notturno, in base al periodo in cui e' stata svolta la misura di
CO; - la tabella con i giorni di riferimento dovra' essere trasmessa
ad ARPA per la condivisione prima dell'inizio dei lavori".
123 Rumore e vibrazioni - Adeguare il PMA per la componente
"vibrazioni" con le modalita' di misura indicata nella norma UNI
9614:2017.
124 Rumore e vibrazioni - La frequenza di esecuzione delle misure
di tipo VIC (misure in corrispondenza di ricettori prospicienti al
fronte di avanzamento lavori) deve essere trimestrale per ogni punto,
per il periodo di operativita' del Fronte avanzamento lavori in
prossimita' del ricettore monitorato.
125 Trasporto pubblico locale (opera connessa TRMI12) - La coppia
di fermate in via della Croce (comune di Bernareggio), in prossimita'
dell'isola ecologica, dovra' essere opportunamente ricollocata, in
conformita' all'art. 352, comma 6, Regolamento attuazione Cds.
Prevedere inoltre un percorso pedonale protetto tra tali fermate e la
zona industriale posta a est della SP 3.
126 Trasporto pubblico locale - Qualora la realizzazione delle
opere comporti l'interruzione della circolazione veicolare, anche per
periodi limitati di tempo, Agenzia TPL dovra' essere avvertita con
congruo anticipo, al fine di determinare i percorsi alternativi del
trasporto pubblico locale e i relativi oneri, da porre a carico del
progetto.
127 Greenway - Prevedere il raccordo fra la Greenway e la ciclabile
esistente in adiacenza alla viabilita' SP 2, in corrispondenza di via
Dei Quadri in comune di Bellusco, consentendo cosi' l'interscambio
fra i due itinerari.
128 Greenway - Mantenere fruibile la pista ciclabile adiacente alla
viabilita' SP 2, in corrispondenza dell'attraversamento autostradale
in comune di Vimercate, sia durante la cantierizzazione sia a lavori
ultimati.
129 Greenway - In fase di progettazione esecutiva dovranno essere
compiutamente definite tutte le opere d'arte necessarie per garantire
la continuita' del percorso ciclopedonale della Greenway e i relativi
attraversamenti delle reti viaria e idraulica.
130 Greenway - In fase di progettazione esecutiva il tracciato
della Greenway in comune di Caponago dovra' essere coordinato con
l'attraversamento ciclopedonale esistente di viale dell'Industria, in
corrispondenza della rotatoria lungo la viabilita' SP 215.
131 Greenway - In fase di progettazione esecutiva il tracciato
della Greenway in comune di Caponago dovra' essere coordinato con il
progetto di rimboschimento gia' finanziato e denominato
"Infrastrutture verdi a rilevanza ecologica e incremento della
naturalita'".
132 Aree di servizio - Nel progetto esecutivo dovranno essere
minimizzati gli impatti sulle aree di servizio Brianza Nord e Brianza
Sud. Il progetto esecutivo dovra' contenere disegni di dettaglio con
la ricollocazione degli impianti necessari al funzionamento delle
aree di servizio.
133 Aree di servizio - Gli oneri per gli eventuali impatti sui
sedimi delle aree di servizio Brianza Nord e Brianza Sud e per le
eventuali limitazioni dei servizi erogati, causati dalle occupazioni
e/o dall'esecuzione delle opere, dovranno essere riconosciuti ai
sensi di legge.
134 Interconnessione A4-A36-A58 - Al termine dei lavori da
effettuare sulle autostrade A4 e A58, dovranno essere rifatti la
pavimentazione, la segnaletica, il sistema di raccolta delle acque di
piattaforma e gli impianti, per la larghezza integrale della
carreggiata o delle rampe interferite, su tutti i tratti delle
autostrade A4 e A58 oggetto di lavorazione.
135 Interconnessione A4-A36-A58 - Al termine dei lavori e degli
interventi di risoluzione delle interferenze che verranno realizzati
da parte degli Enti gestori di servizi e sottoservizi, le superfici
di mitigazione o compensazione ambientale realizzate nell'ambito dei
lavori dell'autostrada A58, dentro e fuori la recinzione, che
dovessero risultare compromesse dai lavori eseguiti, dovranno essere
ripristinate secondo i tipologici e gli schemi di impianto prescritti
dal Ministero dell'Ambiente/CIPE e/o individuati negli specifici
elaborati as built dell'autostrada A58.
136 Interconnessione A4-A36-A58 - Prevedere presso la barriera di
esazione di Burago Molgora delle rampe di servizio combinate
all'accesso alla viabilita' SP 211, per consentire ai mezzi di
emergenza provenienti da sud di fare inversione ed accedere
tempestivamente al nodo.
137 Interconnessione A4-A36-A58 - Nel progetto esecutivo prevedere
la demolizione del cartello con indicatore di velocita' di
percorrenza lungo la carreggiata nord dell'autostrada A58 e il
riposizionamento, eventualmente su nuovo palo, della telecamera TVCC
attualmente installata sul medesimo cartello in idonea posizione per
monitorare il traffico all'interno dei 2 fornici della galleria
artificiale A4.
138 Interconnessione A4-A36-A58 - Nel progetto esecutivo prevedere
l'installazione di un nuovo PMV, posizionato lungo la carreggiata sud
della tratta D alla pk 7+900 circa, che dovra' essere ceduto alla
competenza e gestione dell'autostrada A58.
RACCOMANDAZIONI
1 Progetto stradale - Nel progetto esecutivo effettuare le
verifiche di funzionalita' dell'asse principale ai sensi delle
procedure HCM.
2 Incidentalita' - A seguito dell'apertura al traffico dell'opera,
effettuare una campagna di monitoraggio dei livelli di incidentalita'
post operam e confronto con i livelli ante operam (sulle autostrade
A36 esistente, A4 e A58); qualora dal confronto emergesse una
diminuzione dei livelli di sicurezza rispetto allo stato attuale,
valutare la possibilita' di implementare opportune soluzioni di
mitigazione.
3 Progetto stradale - Nel progetto esecutivo effettuare le
verifiche di funzionalita' degli svincoli ai sensi delle procedure
HCM per le infrastrutture a flusso ininterrotto e per le rotatorie.
4 Progetto stradale - Nel progetto esecutivo effettuare le
verifiche di funzionalita' del tronco di scambio tra la Rampa C e la
Rampa D ai sensi delle procedure HCM per i tronchi di scambio.
5 Progetto stradale - Nel progetto esecutivo riportare le verifiche
delle curve di transizione per l'asse principale e per le rampe.
6 Progetto stradale - Nel progetto esecutivo valutare la lunghezza
delle code sulle rampe dello svincolo di Vimercate e
dell'interconnessione A4-A36-A58.
7 Progetto stradale - Nel progetto esecutivo effettuare le
verifiche di ingombro per veicoli pesanti (18.75 m) per tutte le
rotatorie di progetto.
8 Progetto stradale - Nel progetto esecutivo effettuare la verifica
di visibilita' da Codice della strada (triangoli) su tutte le
rotatorie di progetto.
9 Progetto stradale - Nel progetto esecutivo verificare la
segnaletica adottata, in particolare in corrispondenza degli innesti
tra rampe.
10 Progetto stradale - Qualora la successiva fase progettuale fosse
inviata per il controllo della sicurezza stradale, ai sensi dell'art.
4 del DLgs 35/2011 di "Attuazione della direttiva 2008/96/96 CE sulla
gestione della sicurezza stradale", predisporre elaborati progettuali
che consentano una lettura unitaria di tutti gli elementi del
tracciato (asse principale ed elementi di svincolo) e la verifica
coordinata degli aspetti altimetrici e planimetrici.
11 Espropri - Relativamente alle particelle demaniali previste tra
le "aree da occupare temporaneamente" all'interno del piano
d'esproprio, trattandosi di aree che sono da intendersi "ramo
strade", in fase di progettazione esecutiva si raccomanda di
richiedere ad ANAS se i mappali in questione rappresentino un relitto
di esproprio mai asservito ai fini pubblici, oppure se si tratti di
aree residuali a seguito dello spostamento di un corso stradale. Tali
precisazioni e informazioni si rendono necessarie anche al fine di
chiarire la competenza circa la regolarizzazione dell'occupazione
temporanea richiesta.
12 Tariffe - Per quanto concerne le tariffe che verranno applicate
all'utenza, si raccomanda di valutare, di concerto tra
Concessionario, Concedente ed eventuali autorita' competenti in
materia, l'adozione di specifiche modulazioni tariffarie che
permettano, nel rispetto dell'equilibrio economico finanziario della
concessione, di aumentare l'attrattivita' della nuova infrastruttura
a pedaggio, evitando e/o limitando in tal modo eventuali fenomeni di
congestionamento della rete stradale secondaria.
13 Progetto stradale - Nel progetto esecutivo evidenziare e rendere
facilmente riconoscibili in cartografia le strutture in sotterraneo
(fondazioni profonde, gallerie, trincee...), esplicitandone anche la
profondita' raggiunta e l'eventuale contatto con la falda.
14 Percorsi ciclabili - Valutare l'integrazione dell'attrezzatura
delle aree di sosta con l'installazione di stazioni di ricarica per
e-bike e con Kit per la riparazione delle biciclette, nel rispetto
del quadro economico della Variante come risultante al termine dei
lavori, dell'equilibrio del Piano economico finanziario e dei limiti
di legge per le compensazioni.
15 Percorsi ciclabili - Valutare la necessita' di eventuale
installazione di portali illuminati e semaforizzati, previo confronto
con l'Ente gestore del tratto viabilistico interessato, nel rispetto
del quadro economico della Variante come risultante al termine dei
lavori, dell'equilibrio del Piano economico finanziario e dei limiti
di legge per le compensazioni, in corrispondenza degli
attraversamenti ciclabili di viabilita' ad elevato volume di
traffico, quali a titolo esemplificativo gli attraversamenti a raso
di: SP 211 (Ornago); Via Trivulzina (Agrate Brianza) - SP n. 121; SP
125 (Omate, Agrate Brianza) via Orti Omate via Don Manoni; Via delle
Industrie (Caponago); SP 125 (Caponago) via Battisti.
16 Rumore e vibrazioni - Valutare l'incremento dell'estensione
delle barriere acustiche previste nei dintorni della Residenza
Sanitaria Assistenziale ubicata nel comune di Vimercate, se
normativamente necessario, al fine di garantire il minor impatto
acustico per la RSA.
17 Compensazioni - Effettuare l'analisi quali/quantitativa degli
impatti indotti sulle aziende agricole interessate dalle opere e
valutare la conseguente individuazione di specifiche azioni
compensative rivolte alle aziende penalizzate dalla
sottrazione/modifica d'uso di suolo agricolo, in riferimento anche ai
vincoli pluriennali legati a finanziamenti del Programma di Sviluppo
Rurale e/o delle Politiche Agricole Comunitarie.
18 Compensazioni - Per l'effettiva contabilizzazione della perdita
delle funzioni ambientali svolte dal suolo che verra' definitivamente
sottratto a causa dell'impermeabilizzazione e per valutare che le
opere di compensazione proposte possano controbilanciare gli impatti,
il Proponente potra' utilizzare il Metodo STRAIN individuando le
misure compensative nel rispetto del limite di spesa normativamente
previsto per le opere e misure compensative dell'impatto territoriale
e sociale strettamente correlate alla funzionalita' dell'opera. Per
le suddette opere compensative, in via prioritaria e per quanto
maggiormente possibile, si chiede di individuare interventi di
ripristino delle condizioni di fertilita' di suoli a oggi
impermeabilizzati ricadenti nel territorio dei comuni interessati.
19 Atmosfera - Per una piu' significativa valutazione degli effetti
sulla qualita' dell'aria, che tenga conto anche dei dati di fondo,
con particolare riferimento alle criticita' presenti sul territorio
regionale, ovvero in particolare la media annua di NO2 e PM2,5 e il
numero di superamenti giornalieri di PM10, in sede di progettazione
esecutiva dovra' essere prodotta una valutazione indicativa dei
potenziali effetti, con particolare riferimento ai relativi limiti
normativi, tenendo conto degli incrementi / diminuzioni di
concentrazione (fra scenario di intervento e di riferimento) e dei
dati di fondo preesistenti, ottenibili da centraline di monitoraggio
ARPA considerabili piu' rappresentative delle diverse aree
analizzate.
20 Atmosfera - In sede di progettazione esecutiva approfondire lo
studio sulla qualita' dell'aria, verificando l'entita' dei potenziali
effetti su NO2, PM2,5 e PM10, analizzando anche il contributo degli
ossidi di azoto alla formazione di particolato secondario.
21 Greenway - Prevedere la possibilita' di raccordare la Greenway
con una eventuale ciclabile in adiacenza a via per Ornago, in comune
di Vimercate.
22 Greenway - Prevedere la possibilita' di raccordare la Greenway
con una eventuale ciclabile in adiacenza alla viabilita' SP 211, al
confine fra i comuni di Burago di Molgora e Ornago.
23 Greenway - Prevedere la possibilita' di raccordare la Greenway
con una eventuale ciclabile in adiacenza alla viabilita' SP 121 (via
Trivulzina), al confine fra i comuni di Agrate Brianza e Cavenago di
Brianza.
24 Greenway - Prevedere la possibilita' di raccordare la Greenway
con una eventuale ciclabile in adiacenza alla viabilita' SP 215,
dall'intersezione con via Battisti e via Cascina Bertagna, verso sud,
in comune di Caponago.
25 Interconnessione A36-A51 - In fase di progettazione esecutiva
della variante prevedere una soluzione progettuale che garantisca,
per quanto possibile, tutte le relazioni trasportistiche tra la A51 e
la A36, garantendo nel contempo la permeabilita' delle viabilita'
ordinarie.
26 Percorsi ciclabili - In fase di progettazione esecutiva valutare
la possibilita' di rendere la pendenza delle rampe del cavalcavia
lungo la viabilita' SP 211 compatibile con il previsto collegamento
ciclopedonale tra i comuni di Burago di Molgora e Ornago.
27 Cantierizzazione - In fase di progettazione esecutiva valutare
la possibilita' di riconfigurare il cantiere denominato "Cantiere
base e operativo nord" e di avvicinarlo all'area industriale situata
in comune di Bernareggio, al fine di preservare il piu' possibile la
zona residenziale della frazione Cascina Ca', in comune di Sulbiate.
28 Studio di traffico - Nel progetto esecutivo integrare lo studio
di traffico con un'analisi specifica per l'interconnessione
A4-A36-A58, indicando per ciascun ramo di svincolo e per ogni rampa i
flussi orari (veicoli leggeri e veicoli pesanti) dell'ora di punta
del mattino e dell'ora di punta della sera e il Traffico giornaliero
medio, per tutti gli orizzonti temporali simulati (2030, 2035).
29 Studio di traffico - Nel progetto esecutivo integrare lo studio
di traffico con il confronto tra scenario di progetto e scenario
programmatico per tutti i tratti elementari della autostrada A4 tra
lo svincolo di Bergamo e l'interconnessione con I'autostrada A8 e per
tutti i tratti elementari della autostrada A58 tra l'interconnessione
A4-A36-A58 e l'interconnessione con I'autostrada A1, sia in forma
grafica sia in forma tabellare, evidenziando per ciascun tratto
elementare e senso di marcia i transiti leggeri e pesanti nell'ora di
punta simulata, nonche' il Traffico giornaliero medio.
30 Studio di traffico - Vista la complessa articolazione
dell'interconnessione A4-A36-A58, nel progetto esecutivo integrare lo
studio di traffico con la verifica degli elementi stradali di
progetto in uno scenario di lungo termine (ad esempio, 2040 o 2045).
31 Progetto stradale - Nell'elaborato "Verifiche funzionali delle
intersezioni" del progetto esecutivo esprimere i Livelli di servizio
(LOS) sulla base del parametro densita' veicolare, utilizzato per le
strade a flusso ininterrotto, e riportare tali LOS in termini
numerici e tabellari per i vari scenari analizzati.
32 Progetto stradale - Nell'elaborato "Relazione tecnica stradale"
del progetto esecutivo riportare i dati del dimensionamento di tutte
le rampe costituenti l'interconnessione A4-A36-A58, unitamente al
dimensionamento cinematico funzionale delle corsie specializzate di
immissione e diversione, con tabelle e schemi grafici.
33 Progetto stradale - Nel progetto esecutivo per ogni singola
rampa redigere planimetrie di progetto e di tracciamento, profili
longitudinali e sezioni correnti, in cui riportare tutte le
informazioni della geometria costituente le rampe stesse; per le
corsie specializzate di immissione e diversione indicare le quote
degli sviluppi dei tratti di cui si compongono (ad esempio, indicare
la divisione in tratti delle corsie specializzate:
accelerazione-immissione-raccordo).
34 Progetto stradale - Nelle planimetrie stradali di progetto
esecutivo riportare la cartografia esistente e la sovrapposizione con
lo stato attuale. Definire con chiarezza l'inizio / fine intervento
per le rampe che si ricollegano a rampe esistenti, sia
planimetricamente che altimetricamente.
35 Progetto stradale - Nel progetto esecutivo sviluppare sezioni
caratteristiche e tipologiche in asse alle autostrade A4 e A58 in
corrispondenza dei tratti piu' significativi di complanarita' con le
corsie di ingresso/uscita, per entrambe le carreggiate.
36 Progetto stradale - Nel progetto esecutivo verificare la
compatibilita' del cavalcavia esistente lungo la viabilita' SP 215
con la piattaforma di progetto, anche in termini di spazi disponibili
per il corretto funzionamento dei dispositivi di ritenuta.
37 Progetto stradale - Nel progetto esecutivo dettagliare tutte le
fasi di esecuzione dell'interconnessione A4-A36-A58 e coordinare le
fasi previste nel progetto stradale con le fasi previste nel progetto
di cantierizzazione e nel cronoprogramma.
38 Progetto stradale - Nel progetto esecutivo redigere una
planimetria di tutta l'interconnessione A4-A36-A58 per ogni
disciplina specifica (ad esempio, segnaletica orizzontale e
verticale, barriere di sicurezza, smaltimento acque, illuminazione).
39 Progetto stradale - Nel progetto esecutivo del viadotto VI03
considerare 100 anni come tempo di ritorno di riferimento per
l'azione del vento.
40 Progetto stradale - In fase di progettazione esecutiva
coordinare gli ampliamenti della sede delle autostrade A4 e A58 con i
rispettivi concessionari, sia per la modalita' di innesto tra il
rilevato nuovo e il rilevato esistente, sia per la tipologia dei
materiali e le prove da eseguire.
41 Progetto stradale - Nel progetto esecutivo verificare il numero
e la tipologia delle piste di ingresso e di uscita della barriera di
esazione sulla base dello studio di traffico aggiornato, al fine di
assorbire le punte orarie di traffico previste.
42 Progetto stradale - In fase di progettazione esecutiva
coordinare il dimensionamento del sistema di smaltimento acque delle
rampe e dei tratti in continuita' con la piattaforma delle autostrade
A4 e A58 con i rispettivi concessionari, con particolare riferimento
a tempo di corrivazione, grado di riempimento dei manufatti di
raccolta e convogliamento, verifica della capacita' di smaltimento
dei singoli scarichi degli elementi di raccolta, tempo di accesso,
coefficiente di scabrezza di Strickler.
43 Progetto stradale - Nell'elaborato "Relazione idraulica" del
progetto esecutivo verificare la capacita' di smaltimento del sistema
drenante per le acque meteoriche intercettate dalle scarpate.
44 Progetto stradale - Riguardo alle sovrastrutture delle corsie di
immissione e diversione che rimarranno in gestione al concessionario
dell'autostrada A4, nel progetto esecutivo verificare con il metodo
razionale la sovrastruttura di tipo rigido, avente spessore
complessivo di 74 cm (composizione: 4 cm di usura drenante in
conglomerato bituminoso modificato hard, 5 cm di binder in
conglomerato bituminoso modificato hard, 20 cm di base in
conglomerato bituminoso modificato hard, 25 cm di fondazione in misto
cementato, 20 cm di fondazione in misto granulare stabilizzato e non
legato). Tale sovrastruttura dovra' essere verificata rispetto al
traffico di progetto, espresso in assi equivalenti, riportato nella
relazione di dimensionamento. Qualora la verifica non dovesse
risultare soddisfatta, adeguare la sovrastruttura agendo sullo
spessore della base in conglomerato bituminoso, fino al
soddisfacimento della verifica. Nel caso in cui tale analisi portasse
le corsie di immissione e diversione ad avere una sovrastruttura piu'
portante rispetto a quella dell'asse autostradale, si raccomanda di
rivedere il dimensionamento dell'asse autostradale con l'uso del
metodo razionale e di adeguare iI pacchetto proposto.
45 Progetto stradale - Riguardo alle tratte legate alle rampe di
svincolo che rimarranno in gestione al concessionario dell'autostrada
A4, nel progetto esecutivo verificare con il metodo razionale la
sovrastruttura di tipo semirigido, avente spessore complessivo di 70
cm (composizione: 4 cm di usura chiusa in conglomerato bituminoso
modificato hard, 5 cm di binder in conglomerato bituminoso modificato
hard, 16 cm di base in conglomerato bituminoso modificato hard, 25 cm
di fondazione legata in misto cementato, 20 cm di fondazione in misto
granulare stabilizzato e non legato). Tale sovrastruttura dovra'
essere verificata ipotizzando un traffico pari al 60% del traffico di
progetto, espresso in assi equivalenti, riportato nella relazione di
dimensionamento. Qualora la verifica non dovesse risultare
soddisfatta, adeguare la sovrastruttura agendo sullo spessore della
base in conglomerato bituminoso, fino al soddisfacimento della
verifica.
46 Progetto stradale - Nel progetto esecutivo prevedere uno strato
di usura di tipo drenante lungo l'intero sviluppo delle corsie di
immissione e diversione e di tipo chiuso non appena la rampa diventa
indipendente dal ramo autostradale.
47 Progetto stradale - Riguardo alle porzioni di rampa su impalcato
che rimarranno in gestione al concessionario dell'autostrada A4, nel
progetto esecutivo prevedere una pavimentazione composta da 4 cm di
usura chiusa in conglomerato bituminoso modificato hard e da 5 cm di
strato di binder in conglomerato bituminoso modificato hard, sotto al
quale predisporre uno strato di materiale impermeabilizzante da 1 cm,
per preservare l'impalcalo da possibili infiltrazioni d'acqua.
48 Progetto stradale - Nelle sezioni tipologiche del progetto
esecutivo integrare i particolari dei pacchetti di pavimentazione
utilizzati.
49 Interferenze - Nel progetto esecutivo prevedere la risoluzione
anche delle interferenze con gli impianti esistenti a servizio delle
autostrade A4 e A58 (ad esempio, cavi e fibre ottiche di proprieta' e
convenzionati, illuminazione, PMV, TVCC, punti di distribuzione
energia elettrica).
50 Interferenze - Nel progetto esecutivo integrare gli elaborati
relativi alla risoluzione delle interferenze con la rappresentazione
sinottica dello stato di fatto e dello stato di progetto di tutti i
cavi e le fibre ottiche a servizio delle autostrade A4 e A58, con le
relative derivazioni.
51 Progetto stradale - Nel progetto esecutivo prevedere i siti e le
relative piazzole tecniche per l'installazione dei PMV necessari alle
comunicazioni all'utenza delle autostrade A4 e A58.
52 Progetto stradale - Nel progetto esecutivo prevedere i siti e le
relative piazzole tecniche per il posizionamento degli shelter per i
collegamenti delle reti delle autostrade A4 e A58.
53 Interconnessione A4-A36-A58 - Nel progetto esecutivo valutare la
possibilita' di disporre di due corsie o di una carreggiata a sezione
maggiorata per la rampa di svincolo percorsa dai veicoli con
provenienza dall'autostrada A58 e direzione verso l'autostrada A4
(Torino).
54 Interconnessione A4-A36-A58 - Nel progetto esecutivo valutare la
possibilita' di disporre di due corsie o di una carreggiata a sezione
maggiorata per la rampa di svincolo percorsa dai veicoli con
provenienza dall'autostrada A4 (Torino) e direzione verso
l'autostrada A58.
55 Progetto stradale - Nel progetto esecutivo valutare la
possibilita' di non demolire il tratto pavimentato esistente lungo la
rampa percorsa dai veicoli con provenienza dall'autostrada A4
(Torino) e direzione verso l'autostrada A58, il cui tracciato viene
spostato, ma di renderlo fruibile come piazzola tecnica ed
accessibile con idoneo varco nella barriera di sicurezza della rampa
in direzione opposta.
56 Progetto stradale - Nel progetto esecutivo rappresentare negli
elaborati tutti gli elementi delle autostrade A4 e A58 per l'intera
lunghezza interessata dall'esecuzione dei lavori.
57 Cantierizzazione - Prima dell'inizio dei lavori provvedere alla
stesura degli stati di consistenza dei manufatti interessati dal
transito dei mezzi di cantiere (stradali, idraulici, ecc.), per
consentire il puntuale ripristino delle aree ed opere di vario genere
eventualmente danneggiate.
58 Cantierizzazione - Evitare per quanto possibile l'utilizzo delle
autostrade A4 e A58 come percorsi di cantiere.
59 Interconnessione A4-A36-A58 - Dovra' essere avviato il
necessario coordinamento con i concessionari delle autostrade A4 e
A58, al fine di definire la convenzione di interconnessione, che
dovra' essere sottoposta all'approvazione dei rispettivi Concedenti.
Il coordinamento e la convenzione dovranno regolare, tra l'altro, gli
aspetti patrimoniali e le competenze manutentive e gestionali. La
sottoscrizione della Convenzione non condiziona in nessun caso
l'avvio dei lavori.
60 Cavalcavia Cascina Bertagna - Al termine dei lavori, redigere
apposito verbale di consegna dell'opera al Comune di Caponago e al
concessionario dell'autostrada A58, specificando che tutta l'opera
sara' in capo al Comune (comprese rampe del cavalcavia e relative
pertinenze e tutti gli elementi previsti al di sopra della parte
strutturale, quali pavimentazione, segnaletica, barriere di
sicurezza, recinzioni, ecc.), ad esclusione della parte strutturale
del manufatto di scavalco dell'autostrada A58 (sottofondazioni,
fondazioni, elevazioni, spalle, pile, muri d'ala, impalcato,
coronamenti, appoggi, ecc.), che rimarra' in capo al concessionario
dell'autostrada A58, in ottemperanza all'art. 25 del Codice della
Strada.
61 Cantierizzazione - Nel caso di demolizione prevedere la
ricostruzione delle scale di servizio che permettono la risalita
delle scarpate autostradali lungo l'autostrada A58.
62 Cantierizzazione - Prevedere il ripristino della recinzione
rimossa o aggiunta, lungo le autostrade A4 e A58, con le medesime
caratteristiche della recinzione presente e il ripristino dei
cancelli di accesso alle aree esterne.
63 Progetto stradale - Nel progetto esecutivo verificare la
possibilita' di realizzare delle rampe di interscambio, da usare in
caso di emergenza, nei tratti prima e dopo i CV12 e CV13
dell'interconnessione A4-A36-A58, prevedendo idonei tratti
pavimentati, barriere e segnaletica.
64 Segnaletica - Nel progetto esecutivo verificare che i portali
segnaletici esistenti lungo le autostrade A4 e A58 siano idonei alle
distanze di avvistamento e/o quali cartelli siano da sostituire.
Laddove i cartelli installati siano di dimensione maggiore,
verificare o riprogettare le strutture di sostegno.
65 Segnaletica - Nel progetto esecutivo prevedere cartelli con
ettometrica su tutte le rampe dell'interconnessione A4-A36-A58,
riportando anche il codice dell'autostrada competente.
66 Segnaletica - Nel progetto esecutivo prevedere l'installazione
di fruste luminose in curva e blitz lampeggiante sopra ogni cuspide
per tutte le rampe di competenza dell'autostrada A58.
67 Segnaletica - Nel progetto esecutivo valutare l'installazione di
un nuovo PMV, posizionato lungo la carreggiata nord della tratta D
alla pk 7+600 circa, al fine di segnalare eventuali accodamenti alla
barriera di Burago di Molgora.
68 Segnaletica - Nel progetto esecutivo sostituire nei cartelli di
segnalamento la destinazione "A4 Milano - Torino" con la destinazione
"A4-Torino", per mantenere una indicazione coerente ed omogenea con
quanto gia' presente lungo l'autostrada A58.
69 Segnaletica - Nel progetto esecutivo aggiungere nei cartelli di
segnalamento la destinazione "Linate" (in campo bianco con scritta
nera e specifico pittogramma) alla destinazione "A58 tangenziale
esterna", dove indicata.
70 Segnaletica - Nel progetto esecutivo prevedere specifici
cartelli per la segnalazione di obbligo di catene / gomme da neve
lungo le autostrade A4 e A58, qualora tale obbligo non sia previsto
lungo l'autostrada A36.
71 Segnaletica - Nel progetto esecutivo verificare che sui portali
di segnaletica verticale ubicati sopra le 3 corsie vi sia coerenza
tra la cartellonistica e l'estensione della struttura e che le
indicazioni siano poste in corrispondenza della singola corsia di
marcia.
72 Cantierizzazione - Riconsegnare alla concessionaria
dell'autostrada A58 gli elementi in acciaio in elevazione della
barriera fono-assorbente in prossimita' di Cascina Turro, di cui e'
previsto lo spostamento, a meno che tali elementi non debbano essere
successivamente reimpiegati.
73 Espropri - Nel progetto esecutivo verificare la coerenza tra gli
elaborati progettuali, gli elenchi ditte e i piani particellari di
esproprio, anche per le superfici per le quali e' prevista
l'occupazione temporanea, con particolare riferimento alle aree a
patrimonio dei concessionari delle autostrade A4 e A58.
L'amministratore delegato
dott. Gianantonio Arnoldi
TX25ADA11993